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21gennaio 1998 |
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Grumo festeggia il suo Cardinale Dall'archivio: Vito Michele Burdi: il custode della Memoria L'olio di oliva, una ricchezza della nostra terra da tutelare
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di Nicola Scarabaggio
La vita di Mons. Colasuonno e la sua missione di sacerdote è stata sempre caratterizzata da incarichi di assoluta importanza e delicatezza, si pensi soltanto a quello di capo della delegazione della Santa Sede per i contatti con il governo polacco proprio negli anni di "Solidarnosc" e alle numerose e delicate missioni in paesi come Jugoslavia, India, Mozambico, Zimbabwe, Russia. Ma i viaggi frequenti allestero e la permanenza in paesi lontani non hanno allentato il fortissimo legame con il paese natio: tutte le volte che poteva Mons. Colasuonno è tornato a Grumo, per riabbracciare i suoi amici e parenti e partecipare alla vita del suo paese, incontrando i concittadini per strada con semplicità e calore, senza inutili formalismi. Oggi che tutte le cronache parlano di lui, della sua lunga e luminosa carriera di prelato, di ambasciatore della Santa Sede, ci piace ricordare e sottolineare, in queste poche righe, luomo e questa sua caratteristica: la semplicità. E per farlo, racconteremo solo la serata di appena qualche settimana fa, quando ha visitato, in forma privata, lontano dai riflettori delle inaugurazioni ufficiali e dei maxi-schermo, un presepe vivente a Grumo Appula: lo abbiamo visto cercare il contatto con la gente, stringere qualche mano, elargire un sorriso e una carezza a una bambina e posare per una foto di gruppo con tutti i presenti. Un grande missionario, un uomo chiave della Santa Sede ma, soprattutto, un grande uomo. "Cinquantanni di sacerdozio passati, come il vento son giunti e dileguati. Fra i banchi di scuola la nostra fanciullezza, iniziavamo i primi passi della giovinezza. Ora il fardello è diventato pesante, andare avanti è limportante." Così recita una poesia dedicata al nuovo cardinale da Giacomo Dangelo, un suo vecchio compagno di scuola. E Mons. Francesco Colasuonno, prima di tutto è proprio questo, il compagno di scuola, lamico di tutti che ci aiuta ad andare avanti, a portare il pesante fardello della vita e, per questo, i grumesi gli vogliono bene. |