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Sala VII o del Gonfalone La scultura tra il XVI e il XVIII secolo e gli arazzi Lautore dei cartoni originali, ispirati a modelli rinascimentali italiani (Raffaello delle Stanze Vaticane, Michelangelo), ma nel contempo tesi al minuzioso realismo fiammingo, è Michiel Coxcie, pittore di Malines (1499- 1592), vissuto a Roma dal 1531 al 1534 e poi divenuto nel 1543 pittore ufficiale dei cartoni della città di Bruxelles. In questa sala sono visibili L'apparizione del Signore a Noè, recante la firma dellarazziere, e L’imbarco degli animali sull' arca dello stesso ciclo fa parte la scena raffigurante Lo sbarco degli animali, della Sala XVIII. La visita alla sala si completa con l'esame delle sculture, suddivise in tre nuclei espositivi, di diversa datazione. Volendo seguire lordine cronologico, occorre considerare dapprima i quattro Busti di imperatori romani collocati lungo la parete che conduce alla Sala delle Asse. In questi ritratti pare di poter identificare gli imperatori Vespasiano, Marco Aurelio giovane, Lucio Vero e Gordiano. Pervenuti ai Musei civici per legato di Malachia De Cristoforis (1876), presentano paludamenti in alabastro dell’epoca imperiale romana, (Marco Aurelio, Lucio Vero e Gordiano), mentre le teste sono opere del pieno Rinascimento, di ambito stilistico ancora non precisato ad eccezione del busto di Vespasiano, da ritenersi probabilmente lombardo. All’estremità della parete che divide la Sala del Gonfalone dalla Sala delle Asse, si può ammirare una
statua a tutto tondo della seconda metà del XVI secolo, raffigurante Adamo, sorpreso nudo ed appoggiato ad un tronco. Nell’opera si riconosce la mano del fiorentino Stoldo Lorenzi (Settignano, 1534 - Pisa, 1583), scultore di formazione manierista, vicino soprattutto ai modi del Giambologna, nell’eleganza slanciata delle figure e nella ricerca della naturalezza delle pose. Stoldo Lorenzi lavorò anche a Milano, collaborando alla decorazione plastica della facciata della chiesa di Santa Maria presso San Celso, donde la scultura proviene (nicchia sinistra del primo ordine); per la facciata il Lorenzi eseguì, infatti le statue di Adamo ed Eva, dell' Angelo annunziante e della Vergine annunziata nfatti, le statue di Adamo ed Eva, dell’Angelo annunziae Nei pressi del primo finestrone prospiciente il fossato esterno sono raggruppati tre busti-ritratto di epoche diverse: il Busto corazzato di Ottavio Famose è probabilmente opera di Annibale Fontana (Milano, 1540 ca. - 1587), noto come bronzista e, come scultore in marmo, per le decorazioni eseguite nella chiesa di Santa Maria presso San Celso, ove realizzò le sibille del frontone spezzato sopra la porta, di forme chiaramente michelangiolesche, i quattro Profeti delle nicchie, gli Angeli del fastigio e l'altorilievo centrale della facciata raffigurante la Natività di Cristo. Sempre della seconda metà del Cinquecento, ma ancora in cerca di attribuzione, è il Busto di Filippo, mentre il Busto di Benedetto XIV , aI secolo Prospero Lambertini, eletto Pontefice nel 1740 e vissuto fino aI 1758, è opera del XVIII secolo, pervenuta ai Musei Civici per legato del conte Gian Giacomo Attendolo Bòlognini; l’identificazione risulta dalla targhetta in bronzo dorato con iscrizione. -
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