Anno 2001

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Semaforo VERDE

Di fronte alla scelta, peraltro legittima, della Regione Sicilia di condonare tutti gli obbrobri commessi in campo architettonico-ambientale con una sanatoria che ha dell'inverosimile, mi pare opportuno plaudire alla ferma opposizione di chi a questo gioco non intende proprio starci. E' vero. In Sicilia in questa materia ci si gioca tutto. Potere, ricchezza, clientelismo, voti. Ma se vogliamo veramente che l'Italia non proceda a due velocità (e come al solito il Sud rappresenta il convoglio che procede a vapore di fronte all'alta velocità settentrionale) è opportuno che non solo i politici o gli addetti "amministrativi" ai lavori si facciano avanti, ma è indispensabile che si alzi dappertutto, dal sud al nord, un coro di protesta da parte dei cultori della materia. Architetti, Ingegneri ( e rispettivi Ordini professionali), ma anche Geologi e quanti lavorano progettando e modellando il territorio devono cominciare a farsi pesantemente sentire, evitando ogni tipo di connivenza. Si potrebbe arrivare anche a prevedere uno sciopero ad oltranza di tutti i professionisti, che non ha precedenti nella storia, finalizzato alla richiesta di maggiore rispetto al pregevole bene rappresentato dalla Natura e dall'Ambiente.

Semaforo ROSSO

Senza una adeguata programmazione socio-economica non sarà possibile ristabilire l'equilibrio tra Uomo e Ambiente. L'alta antropizzazione a cui abbiamo assistito in questi ultimi decenni ha prodotto, oltre al fenomeno della speculazione edilizia, al formarsi di zone a rischio di notevole impatto ambientale. Chi si insedia in luoghi deturpati solitamente non immagina neppure il rischio che corre per la vita propria e dei propri cari. Il territorio, modellato e compattato dal tempo, smosso dalle ruspe e reso impermeabile dal cemento, prima o poi si ribellerà per tornare a dare spazio agli elementi naturali che ne hanno segnato le caratteristiche nel tempo. Quindi è da criticare l'operato dei governi, da quello centrale a quelli locali, che non investono e programmano per ristabilire equilibri tollerabili tra sviluppo e naturalità del territorio. Credo che non sarebbe bizzarro promuovere un apposito Ministero per la Programmazione e Ristabilimento Territoriale, con enormi poteri di esproprio e soppressione degli abusi, oltre ad adeguati forme di finanziamento in grado di garantire un efficace e massiccio intervento di Ristrutturazione Ambientale.