Link:
|
1) Non sei onnipotente, pensa alla tua Opera come ad una Missione; 2) Critica, ma rispetta, le Opere altrui; 3) Progetta sempre come se stessi creando il tuo spazio ideale; 4) Fatti pagare, ma non pensare solo ai soldi; 5) Pensa al Pubblico al medesimo modo di come penseresti al Privato; 6) Aggiornati continuamente e progetta con intuito e genialità pensando anche a nuovi sistemi costruttivi e a nuovi materiali; 7) Prima di inserire il tuo Progetto nell'Ambiente, inserisci l'Ambiente nella tua Mente; 8) Vivi il rapporto con i tuoi colleghi cercando di imparare sempre qualche cosa di nuovo, pur in uno spirito di competizione professionale; 9) Sii capace di rifiutare incarichi che si scontrano frontalmente con la tua coscienza; 10) Pensa a quando avrai cento anni e dovrai muoverti all'interno delle tue Opere, sfuggite alla demolizione per prestigio e valore, senza più l'agilità di un tempo.
I servi sciocchi sono duri a morire. Sono sempre pronti a riverire i potenti. A compiacerli. Per fama e denaro, o semplice carriera personale, passano sopra ogni cosa. Architetti di fama che hanno pensato per lo più a progettare e costruire la propria immagine, e poi le opere commissionate. Sembra uno sfogo. In realtà è una pura e semplice provocazione. Rivolta a chi? A tutti coloro che sono l'esatto contrario di quanto è sopra affermato. Architetti, giovani e anziani, di fama e no, bravi e coscienziosi ve ne sono molti, anzi tantissimi. Purtroppo viviamo in una società che premia poco i coraggiosi e molto i protetti. Senza essere né di destra né di sinistra si può ugualmente essere buoni architetti, bravi professionisti, geniali attori del nostro tempo. Basta un pizzico di coraggio, senza fallire con inutili quanto deliteri pregiudizi. Il totalitarismo architettonico, graziato dalla compatibilità istituzionale e dall'atrocità di un languido perbenismo, confonderà presto le reti intellettuali mediatiche con una cultura esibizionista e idolatrante. Lasciamo dirigere l'orchestra a chi ha seguito studi da Conservatorio, ma non confondiamo questa alta scuola di musica con un conservatorismo fine a se stesso. Ciò sarebbe un carognesco errore.
|