ESTANISLAO CANTERO NUÑEZ

ESTANISLAO CANTERO NUÑEZ

LA CONCEZIONE DEI DIRITTI UMANI IN GIOVANNI PAOLO II

 A Juan Vallet de Goytisolo,
maestro e amico,
con ammirazione e riconoscenza
per il suo lavoro infaticabile in Verbo
e nei "Martedì" di Speiro

Estanislao Cantero

 

PROLOGO ALL'EDIZIONE ITALIANA

CAPITOLO I - GIOVANNI PAOLO II E IL CROLLO DEL COMUNISMO

CAPITOLO II - SIGNIFICATO ATTUALE DEI DIRITTI DELL'UOMO

CAPITOLO III - GIOVANNI PAOLO II E IL LINGUAGGIO DEI DIRITTI DELL'UOMO

CAPITOLO IV - I DIRITTI DELL'UOMO IN GENERALE

CAPITOLO V- IL DIRITTO ALLA LIBERTÀ DI COSCIENZA E ALLA LIBERTÀ' RELIGIOSA

CAPITOLO VI - IL DIRITTO AL LAVORO

CAPITOLO VII - IL DIRITTO ALLA VITA

CAPITOLO VIII - LA CRITICA AI DIRITTI DELL'UOMO E' APPLICABILE A GIOVANNI PAOLO II?

CAPITOLO IX - L'UNITA' DELLA DOTTRINA SOCIALE

 

NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA.

Estanislao Cantero Nuñez (Madrid, 1949), Tenente Colonnello Uditore del Corpo Giuridico Militare, Accademico Corrispondente della Reale Accademia di Giurisprudenza e Legislazione, è autore di una cinquantina di saggi diversi, pubblicati in Spagna, Argentina, Cile, Italia, Messico e Portogallo, alcuni dei quali tradotti in portoghese e in italiano. Nella sua opera predomina l'interesse per la filosofia politica e sociale, e per l'educazione.

Fra di essi, i più significativi sono La libertà d'insegnamento come espressione del diritto naturale dei genitori all'educazione dei loro figli (Madrid, 1979; Santiago del Cile, 1980; Buenos Aires, 1984); Proprietà e ordine politico (Madrid, 1980; Buenos Aires, 1981); Esiste una dottrina politica cattolica? (Madrid, 1982); Evoluzione del concetto di democrazia (Madrid, 1984; Buenos Aires, 1984; Piacenza, 1985); Il pensiero politico di Eugenio Vegas Latapie (Madrid, 1985); I cattolici e l'adesione alla Repubblica. L'equivoco di un preteso ralliement spagnolo (Madrid, 1986); La filosofia giuridica e politica di Juan Vallet de Goytisolo (Madrid, 1988); La Rivoluzione francese: ricapitolazione storiografica (Madrid, 1990); La Rivoluzione francese vista da Maurras (Madrid, 1990).

Altri saggi sono invece stati pubblicati dalle edizioni SPEIRO. Paulo Freire e l'educazione liberatrice, Madrid e Buenos Aires, 1975; Educazione e insegnamento. Statalismo e libertà, Madrid, 1980; Una polemica su Ortega. (La polemica sull'orteghismo cattolico venticinque anni dopo), Madrid, 1983.

 

PROLOGO ALL'EDIZIONE ITALIANA (1)

A Giovanni Cantoni,
amico e confratello,
con ammirazione
per il suo lavoro in Alleanza Cattolica e Cristianità.

Estanislao Cantero

 

I sei anni trascorsi dall'apparizione della prima edizione spagnola non hanno per niente cambiato il nucleo essenziale di questo piccolo contributo alla diffusione del pensiero di Giovanni Paolo II, relativamente al suo Magistero sui diritti umani, poichè alla data in cui fu scritto era già stato espresso in modo sufficiente.

Ho perciò creduto non fosse necessaria una nuova versione in cui venisse raccolto tutto ciò che Sua Santità ha detto posteriormente sull'argomento. Vede perciò la luce la versione che ho fatto nel 1991 - già corretta e lievemente accresciuta - perchè fosse tradotta in francese. In questa edizione italiana aggiungo soltanto alcuni riferimenti alle sue encicliche Centesimus Annus, Veritatis Splendor ed Evangelium Vitae, introducendo una nuova epigrafe nel capitolo V relativa all'obiezione di coscienza, e un nuovo capitolo, il VII, sul diritto alla vita.

La conclusione dello studio - l'unità della dottrina sociale della Chiesa - si impone da sè, senza forzare alcun testo nè effettuare interpretazioni pro domo nostra.

Così, il pensiero di Giovanni Paolo II, che tanto insiste in questioni apparentemente nuove, come la Nuova Evangelizzazione, è in perfetta armonia col pensiero contro-rivoluzionario (2), che affonda le sue radici nella religione e nella civiltà cattolica. L'uso della parola Contro-Rivoluzione non deve spaventarci, perchè significa opposizione al mondo moderno secolarizzante e laicista - caratterizzato dal rifiuto di ogni vincolo soprannaturale e dall'assoluta indipendenza dell'uomo, sia individualmente che socialmente, nei confronti di Dio Nostro Signore - e lotta per la restaurazione e l'instaurazione dell'ordine sociale e politico cristiano, conformemente alla sempre valida esortazione di san Pio X: Omnia instaurare in Christo. Un obbligo a cui hanno ripetutamente fatto riferimento i Sommi Pontefici e specialmente Giovanni Paolo II.

La Contro-Rivoluzione cattolica, in totale identità con la Chiesa, è pienamente cosciente che non si tratta di contrastare isolatamente o parzialmente questo o quel male della società attuale, ma di combattere la Rivoluzione su tutti i suoi fronti, non essendo essa una mera deficienza sociale più o meno ampia, bensì il tentativo di opporsi direttamente a Dio nella società, o quantomeno di ignorarlo, in forma deliberata ed efficiente (3).

"...l'essenza cristiana, cattolica, papale, delle tradizioni italiane" - come pure della tradizione spagnola, le uniche che possano essere considerate come vere tradizioni in Italia e Spagna, impegnate ne "la difesa della Chiesa di Roma"-, come ha indicato Elías de Tejada (4), deve essere ricostruita. Successivamente alla frattura prodottasi dopo le molteplici insorgenze dottrinali e militari (5), tra le quali spicca quella del cardinal Fabrizio Ruffo, disgraziatamente fallite nonostante il loro eroismo, "la Rivoluzione si trasforma così da "francese" in "italiana"; diviene dunque "nazionale"", col che "la nazione italiana, prima una nella fede e nella diversità, viene unita nell'errore" (6). Come indicava alcuni anni fa Giovanni Cantoni, nonostante tutto, esiste un' "Italia sommersa", "naturaliter christiana", in cui "al buon senso comune, si accompagna la sedimentazione di una passata grande cultura cattolica", "frutto piuttosto di una "grazia sopravvivente" che di una attuale coltivazione" (7). In Italia non mancano tuttavia quanti si sforzano, in qualità di cause seconde, di essere strumenti della Provvidenza di Dio, per instaurare una comunità politica integralmente cristiana, presieduta dall'accettazione, il rispetto e il compimento della legge naturale (8).

Alleanza Cattolica si riallaccia pienamente con quella tradizione, e da questa estremità della Cristianità, in altri tempi dilatata e oggi travestita da Europa anticattolica, assistiamo con orgoglio impaziente - che deriva dall'unione spirituale nella medesima tradizione cristiana, sociale e politica, missionaria e universale - alla rinascita di essa, per mezzo di un movimento che, senza essere politico, pratica la politica più alta, quella a cui si riferiva Pio XI con l'espressione carità politica.

Le nuove prospettive che si aprono dopo la rovina e caduta del comunismo in Europa - e dopo il bilancio negativo di una democrazia che, mentre non è potuta esistere senza essere unita alla corruzione ogni giorno più profonda, fomentata dal sistema e non solo dai politici, non è neppure stata capace di risolvere le grandi questioni a cui Giovanni Paolo II fa riferimento con tenacia e senza tregua -, permettono non soltanto di sperare, ma anche di esigere che siano messi in pratica i principi della concezione cattolica della comunità politica. Se si perde questa occasione, può darsi che non se ne presenti un'altra per generazioni e che scompaiano definitivamente i resti di civiltà che ancora rimangono e che sono, lo si voglia o meno, frutto del cattolicesimo.

Il legittimo pluralismo di cui la Chiesa parla e che essa propugna, presuppone la verità e il bene, sia di ordine naturale che soprannaturale, e su essi basa la morale e la convivenza. Come cattolici abbiamo la libertà di preferire un sistema piuttosto di un'altro, ma siamo in ogni caso obbligati a fare una politica cattolica mettendo in pratica la nostra dottrina politica (9) e, perciò, non ci è permesso il prendere parte a prospettive politiche che prescindono dalla dottrina cattolica o la rifiutano. Se il pluralismo è legittimo, lo è a condizione che le diverse opzioni o posizioni accettino un minimo comun denominatore costituito dalla dottrina sociale della Chiesa. Le differenze emergeranno nel campo dell'opinabile, ma non dovranno mai esistere rispetto a quel minimo comune indiscutibile. Questa è la vera pluralità. Come ha ricordato Giovanni Paolo II al numero 5 dell'Enciclica Centesimus Annus, "per la Chiesa insegnare e diffondere la dottrina sociale appartiene alla sua missione evangelizzatrice e fa parte essenziale del messaggio cristiano". Ed al numero 57 insiste: "Per la Chiesa il messaggio sociale del Vangelo non deve essere considerato una teoria, ma prima di tutto un fondamento e una motivazione per l'azione".

Mauro Ronco ha recentemente sottolineato che "gli ordinamenti moderni non sono, propriamente parlando, ordinamenti giuridici [...] non sono ordinamenti giuridici formaliter perchè privi della nota della normatività, in quanto non sono incardinati nella legge naturale, che è la stessa legge eterna di Dio, insita negli esseri dotati di ragione". Non lo sono neppure materialiter, perchè "intronizzano positivisticamente il principio del primato assoluto della legge dello Stato indipendentemente dal suo contenuto e, prima ancora e soprattutto, indipendentemente dal suo fondamento nella legge eterna di Dio" (10).

I diritti umani così come sono intesi dalla modernità, nonostante tutte le garanzie del costituzionalismo moderno, non sono serviti ad evitare l'arbitrarietà del potere, nè la corruzione politica e neppure a stabilire un giusto ordine internazionale. Il paradigma dell'aborto, instaurato in Italia grazie al tradimento di un partito con l'aggettivo cristiano, è un buon esempio di ciò (11), perchè fa risaltare in tutta la sua grandezza la fallacia dello Stato democratico tipico della modernità (12).

Il fine di questo volumetto, oltre alla maggior gloria di Dio e la salvezza delle anime, consiste nel far comprendere - attraverso l'esempio del tema dei diritti umani - che solo l'interpretazione cattolica dell'esistenza può evitare la scomparsa della civiltà. Perchè quanto ancora rimane di vero, di buono e di grandioso, lo si deve alla civiltà cattolica che è la civiltà tout court.

 

NOTE

  1. Le citazioni dei discorsi dei Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, salvo diversa indicazione, sono tratte dagli Insegnamenti di Paolo VI e dagli Insegnamenti di Giovanni Paolo II, pubblicati dalla Libreria Editrice Vaticana.
  2. Cfr. Giovanni Cantoni, La Contro-Rivoluzione e le libertà, in Cristianità, anno XIX, n. 199, novembre 1991, pp. 6-12; Estanislao Cantero Núñez, Nueva evangelizaciòn y Contrarrevoluciòn, in Verbo, n. 317-318 (settembre-ottobre 1993), pp. 911-935; Luis Maria Sandoval, La catequesis política de la Iglesia, Speiro, Madrid, 1994, pp. 237-281.
  3. Cfr. L. M. Sandoval, Consideraciones sobre la Contrarrevolución, in Verbo, n. 281-282 (gennaio-febbraio 1990), pp. 211-290, cit. p. 257.
  4. Francisco Elías de Tejada, La monarchia tradizionale, tr. it. Edizioni dell'Albero, Torino 1966, pp. 11 e 15.
  5. Cfr. Roberto de Mattei, Idealità e dottrine delle Amicizie, Arti Grafiche Pedanesi, Roma 1981; Francesco Pappalardo, La Contrarrevolución en Italia, in Verbo, n. 317-318 (settembre-ottobre 1993), pp. 761-782.
  6. G. Cantoni, L'Italia tra Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, saggio introduttivo a Plinio Corrêa de Oliveira, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, Cristianità, 3ª ed. it., Piacenza 1977, p. 14.
  7. Idem, La "lezione italiana", Cristianità, Piacenza 1980, p. 13.
  8. Cfr. Giovanni Paolo II, Enciclica Veritatis Splendor, del 6-8-1993, n. 35-53.
  9. Cfr. E. Cantero Núñez, ¿Existe una doctrina política católica?, in AA. VV., Los católicos y la acción política, Speiro, Madrid, 1982, pp. 5-48.
  10. Mauro Ronco, Diritto naturale e diritto positivo nell'Enciclica Veritatis splendor, in Cristianità, anno XXII, n. 230-231, giugno-luglio 1994, pp. 9 e 10. Cfr. Juan Vallet de Goytisolo, Il moderno Stato di diritto (I) e (II), Cristianità, anno XX, n. 201-202, gennaio-febbraio 1992 e n. 203, marzo 1992; ancora, dello stesso autore, La democrazia moderna alla luce dei suoi classici, Ibid., anno XVI, n. 153-154, gennaio-febbraio 1988.
  11. Alfredo Mantovano, La Democrazia Cristiana e l'aborto: perchè fu "vero tradimento", in Cristianità, anno XXII, n. 232-233, agosto-settembre 1994, pp. 13-15; per il caso spagnolo cfr. il mio El fracaso de los derechos humanos y su protección en el ordenamiento jurídico español: el paradigma del aborto, in Danilo Castellano, I diritti umani tra giustizia oggettiva e positivismo negli ordinamenti giuridici europei, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 1996, pp. 123-132.
  12. Cfr. per l'Italia, G. Cantoni, La "lezione italiana", op. cit.; D. Castellano, La decadenza della Repubblica e l'assenza del politico, Monduzzi Editore, Bologna, 1995; per la Spagna, AA. VV., El Estado de derecho, editorial Actas, Madrid, 1996; E. Cantero, Democracia y corrupción. En torno a la llamada crisis del Estado moderno, in Verbo, n. 339-340, novembre-dicembre 1995, pp. 1121-1130.