CAPITOLO XLII.
LA REPUBBLICA UNIVERSALE
Il Tempio massonico, del quale vedemmo il piano, deve, nel pensiero de' suoi architetti, estendere le sue costruzioni sull'intero universo. Allorché l'"apprendista" chiede di essere ricevuto "compagno" gli si fanno fra le altre queste domande:
D. Qual è la lunghezza e la larghezza della Loggia?
R. La sua lunghezza è dall'Oriente all'Occidente; la sua larghezza dal Mezzodì al Nord.
D. Che cosa significano queste dimensioni ?
R. Che la framassoneria è universale, e che si estenderà un giorno su tutta l'umanità.
"Non è per un vano capriccio - disse il F... Clavel - che noi ci diamo il titolo di "massoni". Noi fabbrichiamo il più vasto edificio che sia mai stato, poiché non conosce altri confini che quelli della terra".(1) Non può essere altrimenti, poiché la massoneria non si propone niente meno che di cambiare le basi sulle quali riposa la società umana: far dipendere da un contratto quello che è di diritto naturale e divino, fissare sulla terra i destini dell'uomo, arricchirlo d'una civiltà e di istituzioni fatte a posta per tenerlo asservito alla materia. Come la Chiesa cattolica, la massoneria vuol applicare il suo concetto della vita all'umanità intiera. Avvi tuttavia fra loro una differenza. La Chiesa aspira senza dubbio a far di tutti gli uomini una famiglia di fratelli, ed a radunare il mondo nella vasta unità cristiana. È la missione che le affidò il suo divin Fondatore. Solamente essa non ha mai avuto il pensiero di sopprimere la personalità dei diversi popoli; lungi dal far ciò, ella si è sempre applicata a studiare la fisonomia speciale di ciascuno di essi, la missione particolare assegnatagli dalla Provvidenza, per incoraggiarlo ed aiutarlo a corrispondervi. Non è punto così della massoneria: il suo principio cosmopolita è essenzialmente contradittorio col principio nazionale.
"Cancellare tra gli uomini - disse il F... Clavel - la distinzione di rango, di credenza, di opinione, di Patria; ... fare, in una parola, di tutto il genere umano una sola e medesima famiglia; questa è la grande opera che ha intrapreso la framassoneria alla quale l'apprendista, il compagno, e il maestro son chiamati ad unire i loro sforzi": una sola e medesima famiglia, non nell'unità di una stessa fede e nella comunione di una carità che si estende da ciascuno a tutti, e da tutti a ciascuno, ma sotto la dominazione di una medesima setta. Per arrivare a quest'impero, la massoneria impiega tutti i suoi membri a lavorare, gli uni direttamente, gli altri inconsciamente, alla costituzione lenta e graduata d'uno Stato, d'una Repubblica che comprenda tutto il mondo: Stato-Umanità, Repubblica universale.
Il Tempio della natura, dicono i massoni, ha ricoverato il genere umano nei giorni della sua felicità. La cupidigia, l'ambizione e la superstizione - leggi: la proprietà, l'autorità civile, e la religione - hanno rovesciato l'antico edilizio. I massoni uniscono i loro sforzi per rialzarlo sulle rovine della famiglia, dello Stato, e della Chiesa.
Il Tempio da riedificare, è giustamente chiamato la Repubblica umanitaria. La Repubblica, è il potere, i beni, le persone divenute cose comuni. La Repubblica umanitaria, è la Repubblica che riunisce l'umanità in un tutto indivisibile. È, come disse Billaud-Varennes, la fusione di tutte le volontà, di tutti gli interessi, di tutti gli sforzi, affinché ognuno trovi in questo complesso di mezzi comuni, una parte eguale alla sua posta.
Fin dal primo ingresso nell'Ordine, la setta presenta ai massoni questa idea, ma avvolta quasi in una nube, che essa dissiperà a poco a poco nel corso delle successive iniziazioni. L'articolo 2 della Costituzione del Grand'Oriente dice: "La framassoneria ha il dovere di estendere a tutti i membri dell'umanità i vincoli fraterni che uniscono i framassoni su tutta la superficie del globo". Incominciando dal grado di apprendista, essa fa dire al candidato per mezzo del Venerabile: "Che possiate, sempre fedele agli obblighi che avete contratti, aiutarci a compiere l'opera sublime nella quale lavorano i massoni da tanti secoli, quella soprattutto della riunione degli uomini di tutti i paesi, di tutti i caratteri, di tutte le opinioni civili e religiose, in una sola famiglia di amici e di fratelli!"(2) Essa non discopre altrimenti il suo pensiero, ma se si mostrano degni di comunicazioni più esplicite, sapranno ben presto, come osserva Prache nel suo rapporto sulle petizioni indirizzate alla Camera dei deputati contro la framassoneria, che "la Massoneria, società cosmopolita ed umanitaria, pensa di stabilire una Repubblica universale". Il relatore rinvia al resoconto dell'Adunanza del 1895, p. 209, in cui è detto : "La framassoneria si sforza di preparare gli Stati Uniti non solo dell'Europa, ma di tutta la terra".(3)
Quattro anni prima, nel novembre 1891, un Congresso internazionale della pace universale erasi riunito a Roma. "Ci si assicura - disse allora il Moniteur de Rome - che, dietro questa maschera, si nasconde, per una parte dei congressisti, un intento assai particolare. Secondo le nostre informazioni, sarebbe niente meno che lo stabilimento d'una Repubblica universale, sulle rovine degli imperi e dei regni, come garanzia assoluta ed efficace della pace universale. Gli è evidente, per ogni osservatore imparziale, che i massoni, specie i framassoni francesi ed italiani, senza parlare degli spagnuoli e dei portoghesi, tendono, con tutte le forze della loro anima a questo ideale. Sarebbe assai rimarchevole che Roma, capitale del regno d'Italia, divenisse il focolare, il laboratorio della Repubblica universale".
"Popoli, siate fratelli! - esclama il F... Bazot, segretario del Grand'Oriente. - Vostra patria è l'universo!" Molto prima di lui, Danton, nella festa anniversaria del giuramento du jeu de Paume,(4) 20 giugno 1790, avea detto: "Il patriottismo non deve avere altre basi che l'universo".
Nel 1825, un altro celebre framassone, Blumenhagen, diceva: "L'Ordine della framassoneria ha terminato la sua infanzia e la sua adolescenza. Ora è uomo, e prima che il suo terzo secolo sia compiuto, il mondo conoscerà quello che è realmente divenuto. Poiché il mondo intiero è il tempio dell'Ordine, l'azzurro del cielo il suo tetto, i poli le sue muraglie, e il trono e la Chiesa i suoi pilastri, allora le potenze della terra s'inchineranno da se stesse, e daranno in mano a noi il governo del mondo, e ai popoli la libertà che noi loro prepariamo.
"Che il padrone dell'Universo (Satana, il principe di questo mondo) ci conceda soltanto un secolo, e noi saremo giunti a questa mèta così precedentemente designata. Ma, per ottener questo, bisogna che il lavoro non si rallenti, e che ogni giorno la nostra fabbrica s'innalzi. Collochiamo, senza che alcuno se ne accorga, pietra sopra pietra, e il muro invisibile s'innalzerà sempre più solidamente".(5)
Quante pietre sono state collocate dal 1825 in poi! Quanti governi rivoluzionari sono sorti da quell'epoca! L'Italia è unificata sulle rovine del Potere temporale e delle legittime sovranità; la Prussia è divenuta la Germania imperiale; l'Austria vede le sue nazionalità disgregarsi; l'Europa intera tiene tutti i suoi uomini validi sotto le bandiere, armati di strumenti bellici di una potenza tale, che il mondo fin qui non aveva potuto farsene l'idea, pronta pel conflitto che darà ad uno de' suoi popoli, colla supremazia sugli altri, il potere di soggiogare tutte le razze.
Abbiamo più sopra parlato di lettere pubblicate nel 1888 dall'Osservatore cattolico di Milano. L'autore di queste lettere, ritornando da Rio Janeiro, nel 1858, si trovava sul medesimo vapore con un diplomatico europeo e il ministro degli affari esteri del Brasile, il quale era Gran Maestro delle loggie del suo paese. Un giorno, conversando col diplomatico europeo, il ministro brasiliano gli disse: "Tempo verrà e lo vedrete coi vostri occhi, signor barone, che non vi saranno in Europa che tre monarchie: una romana. sotto la Casa di Savoia; una germanica, sotto la Casa di Hohenzollern; una slava, sotto la Casa di Romanof-Gottorp. Ma non crediate che noi, massoni, abbiamo alcun interesse nella conservazione di queste dinastie. Quando il negro avrà finito la sua bisogna, potrà andarsene. Queste tre monarchie non possono essere che il ponte che ci condurrà alle grandi repubbliche europee, dalle quali uscirà infine la grande Repubblica dell'umanità, che rimane l'obbiettivo degli iniziati".
Un framassone dei più alti gradi, Grande Maestro del Grand'Oriente di Beyrouth e professore all'Università di Heidelberg, uno degli uomini i quali, colle loro dottrine e coi loro scritti, hanno di più contribuito a gettare la classe colta nel Culturkampf, e le cui opere sono tradotte in quasi tutte le lingue, Bluntschli, insegna pure che lo Stato moderno futuro deve comprendere l'umanità tutta quanta. Siccome i suoi libri: La Théorie générale de l'Etat, La Politique, Le Droit des gens, s'indirizzano a tutti, agli iniziati come a quelli che non lo sono, egli non disse in qual modo questo risultato si potrà ottenere. Ma fu più esplicito in un discorso pronunziato nel 1873, a Zurigo davanti alla loggia Modestia. Là, disse apertamente essere dagli sforzi uniti delle loggie massoniche del mondo intero che deve aspettarsi la formazione di questo Stato che abbraccierà l'umanità intera.
Ai discorsi, la setta aggiunge l'azione. Nel 1869, a New York si formò un'associazione chiamata l'Alliance républicaine universelle, allo scopo di riunire tutti gli Stati del mondo in una sola Repubblica.
"Lo scopo dell'associazione è di affermare il diritto di ogni paese a governarsi in Repubblica, e per conseguenza il diritto di tutti i repubblicani di unirsi fra loro per formare una solidarietà repubblicana.
"Per applicare le verità sopra accennate, si propose di formare una sola associazione fraterna di tutti gli uomini di liberi principii, che desiderano promuovere, nella misura delle loro forze, il riconoscimento e lo sviluppo del vero repubblicanismo in tutti i paesi e presso tutti i popoli. Questa associazione fraterna dev'essere composta di sezioni distinte, ognuna delle quali comprenderà i membri d'una medesima nazionalità, Americani ed Europei.
Queste sezioni, pur conservando la loro individualità rispettiva, saranno altrettante rappresentazioni di future repubbliche, mentre che i loro futuri delegati, riuniti in un consiglio centrale, rappresenteranno la solidarietà delle repubbliche, l'attuazione delle quali è lo scopo supremo proposto ai lavori dell'Alleanza".(6)
Prache, nel suo rapporto sulle petizioni contro la framassoneria, ha un capitolo per dimostrare "come si stabiliscano e si stringano i vincoli tra la massoneria francese e le massonerie estere, per lavorare con ordine al fine che tutte si propongono". Vi sono: 1° dei "garanti d'amicizia" fra esse tutte; 2° delle relazioni speciali che si potrebbero dire personali, fra certe loggie francesi e le potenze massoniche estere; 3° il funzionamento, al Grand'Oriente di Francia, di una commissione delle relazioni estere. I rapporti di questa commissione non sono stampati - dice il F... Dequaire, esponendo all'Adunanza del 10 settembre 1894 i lavori del Consiglio dell'Ordine - "a motivo della natura delicata delle comunicazioni" del Grand'Oriente, con le diverse federazioni dell'Universo"; ma il Bulletin du Grand-Orient di questo stesso anno, ci mostra il Grand'Oriente di Francia in relazione "con i Supremi Consigli in generale, coi Supremi Consigli di Charlestown e di Losanna in particolare; con la Grande Loggia d'Inghilterra su tutti i punti del globo; col Grand'Oriente d'Italia; col fraterno Grand'Oriente di Spagna e colla Gran Loggia Svizzera Alpina; con le diverse massonerie del bacino del Mediterraneo; con le officine e potenze massoniche regolari, le quali, su tutti i punti del globo, combattono parallelamente col Grand'Oriente di Francia, per il successo finale dell'opera massonica universale".(7) Di che trattano queste relazioni? "Le innumerevoli linee di punti in forma di costellazioni che riempiono i documenti massonici - dice Prache - allorché si tratta di relazioni esterne, mettono nell'impossibilità di studiare pienamente la questione". Nondimeno egli rileva molte cose interessanti, che si possono vedere nel suo libro pp. 195 a 204.
Bluntschli, nella sua Théorie générale de l'Etat, ci indica, senza dubbio, lo scopo di questo accordo fra tutte le loggie del mondo. Egli insegna che il progresso consiste nel "sopprimere tutti i piccoli Stati, e che al di sopra delle grandi potenze, come l'Austria e la Francia, vi sono le potenze del mondo, che hanno coscienza dei loro diritti e dei loro doveri di fronte a tutta l'umanità". "Affinché l'umanità compia i suoi destini - dice egli ancora - fa d'uopo che i popoli che la compongono, possano adempiere i propri". Questi destini sono "per i popoli che hanno coscienza di se medesimi e che sentono in sé una vocazione politica e qualità virili", di svilupparsi a detrimento degli altri, di quelli cioè che non hanno se non qualità femminili. "È cotesto il loro diritto santo fra tutti gli altri". Egli aggiunge: "L'umanità progressiva, non trova la sua piena soddisfazione negli Stati particolari, essa li consuma. Se lo Stato universale si fonda un giorno sulla base di tutta l'umanità, si può sperare ch'esso durerà tanto quanto l'umanità stessa" (pp. 86-87)
Ecco dunque a che scopo lavorano i Grandi Orienti del mondo intiero nelle loro relazioni: a consumare gli Stati particolari per giungere alla costituzione d'uno Stato universale. I primi colpiti furono i piccoli Stati. La Rivoluzione francese e il primo Impero vi si adoperarono; essi hanno fatto sparire una moltitudine di Principati, e noi vedemmo recentemente il Piemonte consumare tutti i piccoli Stati d'Italia, e la Prussia un gran numero di piccoli Stati tedeschi. Ben presto non vi saranno più che "grandi potenze". Ora la massoneria dice che bisogna far distinzione fra loro. Ve ne ha di quelle che hanno o che si può dare loro la "coscienza di se stesse", che hanno o che si può loro suggerire "una vocazione pubblica", che insomma hanno "le qualità volute per svilupparsi a detrimento delle altre". Ve ne son altre a cui non si riconoscono che "qualità femminili" come la Francia(8) e l'Austria. Allorché le prime, compiendo, i "loro diritti e i loro doveri" di fronte all'umanità, avranno fatto sparire le seconde, lo Stato universale sarà fondato ben presto sulla larga base dell'umanità intera.
Come si vede, la framassoneria ha l'arte di adoperare le potenze alla loro vicendevole distruzione, per innalzare il suo Tempio sopra le rovine di tutte. Già nel 1811 Giuseppe de Maistre avea penetrato questo disegno. Egli scriveva da Pietroburgo al suo re, antecessore di Vittorio Emanuele, che fu uno strumento sì utile in mano della setta: "Vostra Maestà non deve dubitare un istante della esistenza d'una grande e formidabile setta che da lungo tempo ha giurato il rovesciamento di tutti i troni; e si serve dei principi stessi, con una abilità infernale, per rovesciarli ... Qui io vedo, tutto ciò che altrove abbiam visto, cioè una forza nascosta che inganna la sovranità, e la forza ad uccidersi colle proprie mani. L'azione è incontestabile, sebbene l'agente non sia ancora pienamente conosciuto. Il talento di questa setta per affascinare i governi è uno dei fenomeni più terribili e più straordinari che siansi mai veduti nel mondo".(9)
L'agente ora è universalmente conosciuto: è il framassone e sopra il framassone, l'ebreo. "Dalla storia e dallo studio degli avvenimenti è manifesto - dice Bidegain - che la framassoneria, la quale è incontestabilmente d'origine giudaica, è, per gli Israeliti, un istrumento d'azione e di lotta di cui si servono segretamente. Gli Ebrei, sì ragguardevoli pel loro istinto di dominare, per la loro scienza innata di governare, hanno creato la framassoneria, a fine di arrolarvi gli uomini che non appartengono alla loro razza, la quale nondimeno s'impegna ad aiutarli nella loro opera, a collaborare con essi alla instaurazione del regno d'Israello fra gli uomini.
"
È inutile ripetere a buoni Francesi che gli Ebrei, i quali - dicono essi - non hanno perduta la fede nella ricostruzione del Tempio, nascondono, sotto questa parola simbolica, sotto questa rivendicazione della loro nazionalità, la volontà di fare, del mondo intero, un tempio gigantesco in cui i figli d'Israele sieno sacerdoti e re, e in cui tutti gli uomini di tutti i climi e di tutte le stirpi, ridotti alla servitù dall'organizzazione capitalista, lavoreranno alla gloria di Javeh. Tutto ciò si può dire, ma non si prova, né si può ancora provare. Quei soli, che sono vissuti nell'intimità dell'Ordine massonico, che ne hanno compreso il pensiero segreto - non quel pensiero che dicono gli uomini, ma quello che si rivela dai fatti, dai simboli, dai costumi - quei soli, possono avere la profonda convinzione di questa verità."Gli è in grazia d'immensi e pazienti travagli, che gl'Israeliti han potuto acquistare la situazione preponderante che occupano al giorno d'oggi. Con sapienti e sottili intrighi essi lavorano al loro definitivo trionfo. Il dominio finanziario e politico del giudeo non potrà stabilirsi definitivamente se non dopo la distruzione, in tutti i paesi - mercé le loggie, la stampa ed i mezzi diversi che procurano il danaro e l'astuzia - di tutte le istituzioni, di tutte le forze, di tutte le tradizioni, che formano come l'ossatura di ogni patria".(10)
E più sotto: "Gli Ebrei non potranno compiere, in avvenire, la loro opera di spogliazione e di cambiamento di nazionalità se non per mezzo di gruppi detti repubblicani, come la Lega dei diritti dell'Uomo o il Comitato radicale e radicale-socialista - e soprattutto della framassoneria. Col danaro e coll'astuzia, dirigono, in maniera segreta, queste società politiche verso il fine ch'essi proseguono con instancabile energia: la dominazione universale del popolo d'Israele".(11)
Note al capitolo 42
(1) Tableau historique, philosophique et moral de la Franc-Maçonnerie, del F... Bazot, pp. 20-28.
(2) Ragon, Cours, ... p. 110.
(3) La pétition contre la Franc-Maçonnerie, p. 221.
(4) Luogo dove il re e la corte francese giocavano al pallone, e dove furono proclamati i diritti dell'uomo.
(5) Citato da Pachtler, Der Goetze der Humanitaet, p. 450.
(6) Gautrelet, p. 184 et seg. Nelle pagine seguenti, l'autore segue gli sviluppi dell'alleanza in Germania, in Italia, in Francia, ecc.
(7) Bulletin du Grand Orient, agosto-settembre 1894. p. 118.
(8) La Francia, uscendo dalle mani de' suoi re, era sì poco considerata come una potenza femminina, che è per mezzo di essa che la framassoneria ha sconvolto l'Europa colle guerre della Rivoluzione e dell'Impero. Oggidì la setta adopera tutta la sua intelligenza e tutto il suo potere a renderla "femminina" togliendole la sua fede e disorganizzando il suo esercito.
(9) Opere complete, to. XII, p. 42.
(10) Jean Bidegain, 186-189.
(11) Ibid., 256.