L'UMANITARISMO

SECONDA SUDDIVISIONE

COSTRUZIONE RELIGIOSO-UMANITARIA

 

CAPITOLO XLV.

L'UMANITARISMO

Fare di tutti gli stati dell'antico e nuovo mondo i dipartimenti di una sola e medesima repubblica, assoggettare tutti i popoli al governo d'una Convenzione unica, non è che una parte del piano tracciato dalla setta giudaico-massonica per la costruzione del suo Tempio. L'intiero piano non è stato in nessuna parte meglio esposto che nella professione di fede fatta da un giornale americano, il Libertaire di New York, nel presentare al pubblico il suo primo numero.

"Il Libertaire non ha altra patria che la patria universale. Egli è nemico dei confini; è nemico delle limitate frontiere delle nazioni, delle ristrette frontiere dei campi e delle famiglie. Per lui, l'Umanità è un solo e medesimo corpo i cui membri hanno un medesimo ed eguale diritto al loro intiero e libero svolgimento, siano essi figli di un continente o di un altro, appartengano all'uno o all'altro sesso, a questa od a quella razza.

"Il Libertaire non ha religione alcuna; egli è protestante contro tutti; professa la negazione di Dio e dell'anima; è ateo e materialista, attesoché egli afferma l'unità universale e il progresso infinito, e attesoché l'unità non può esistere né individualmente né universalmente, con la materia schiava dello spirito e collo spirito oppressore della materia, come il progresso non può essere infinitamente perfettibile se è limitato da questo confine o barriera, dove i carnefici dell'umanità hanno tracciato col fango e col sangue il nome di Dio".

L'Unità universale e il progresso infinito sono, nella loro forma moderna, la doppia affermazione dell'evoluzione panteistica. Dio non è, egli si fa in noi e in tutte le cose. Tale è la dottrina che la congiura giudaico-massonica vuole sostituire alla dottrina di Cristo; tale è il Tempio in cui l'umanità unificata deve raccogliersi.

"La framassoneria è un'associazione, un'istituzione, ha detto l'Acacia ... non è questo, è più di questo. Solleviamo tutti i veli a costo di provocare delle proteste. La framassoneria è una chiesa, la contro-chiesa, il contro-cattolicismo, l'altra chiesa, la chiesa dell'eresia, del libero pensiero".(1)

La gran tappa sulla via che deve condurre a questo Tempio è quella della Religione umanitaria.

Molte volte l'abbiamo udito acclamare, è già un secolo, alla Convenzione, ed ai nostri giorni alla Camera dei deputati, nei clubs e negli scritti dei settari. Renan nell'Avenir de la Science riassume con queste parole il pensiero della setta ed il suo: "È mia intima convinzione che la religione dell'avvenire sarà puro umanesimo, vale a dire il culto di tutto ciò che appartiene all'uomo".

Uno sforzo potente si fa in questo momento, su tutti i punti dell'universo, per condurre tutto il genere umano a questa religione umanitaria. Senza dubbio noi non siamo in grado di penetrare tutta la trama di questa cospirazione; ne esporremo soltanto quello che ne abbiamo potuto scoprire.

L'idea d'una religione umanitaria incomincia a manifestarsi nel medesimo tempo che quella della Repubblica universale, cioè verso la fine del secolo XVIII ma era stata concepita anteriormente. Uno scrittore framassone, Henne am Rym, nella sua opera Allgemeine Kulturgeschicht (t. IV), p. 214, dice: "Il concetto dell'umanismo, nel suo senso più elevato e, possiamo dire, tutto moderno, fu propagato nel 1641 in Inghilterra dal fratello Morave Amos Komensky che vi si era rifugiato e che vi avea pubblicato nel 1639 il suo Prodromus Pansophie. Egli professava e propagava la tolleranza generale di tutte le religioni e l'amore dell'umanità che si manifesta mercé la beneficenza. Dapprima animato dalla speranza di riunire in una sola tutte le credenze cristiane, quando fu convinto dell'impossibilità di realizzare questo progetto, rigettò ogni differenza confessionale e si pose sull'altezza dell'umanità pura e spoglia d'ogni pregiudizio". Nella sua Pansophie, Amos Komensky parla d'un tempio della sapienza da costruire e dice: "Poiché quest'opera non deve servire solamente ai cristiani, ma a tutti quelli che sono nati uomini, essa potrebbe nomarsi la Pansophie, o sapienza umana".

In quel medesimo tempo un personaggio il cui vero nome è sconosciuto, ma che si fece chiamare Ireneo Philalethe, fu visto percorrere la Francia, l'Inghilterra, l'Olanda, l'America. In tutti questi paesi egli parlava d'una religione "umanitaria", da stabilirsi nel mondo. "I suoi scritti - dice Claudio Jannet - che invia alla Storia Ermetica di Lenglet-Dufernoy (I, 402) hanno una tinta giudaica pronunciatissima. L'umanitarismo si presenta come quello che deve sostituire il cristianesimo".

"Nel secolo seguente - osserva Joseph Lemann(2) - il filosofismo principia a mettere in esecuzione questo piano infernale. Vi adopera due massime le quali, dopo più di un secolo, non hanno perduto nulla del loro prestigio: "Tutte le religioni son buone", "gli Ebrei sono uomini come gli altri". La prima di queste massime aveva per iscopo di abbassare il cristianesimo, la seconda di rialzare gli Ebrei, ambidue di preparare il terrena in un tempo più o meno lontano alla religione umanitaria; poiché dal momento che non si ammettesse fra le religioni né inferiorità né superiorità, non vi sarebbe più da considerare in ciascuno e in tutti che la sola umanità, ed a proclamare i "Diritti dell'uomo"".

Abbiamo veduto come, dopo il ristabilimento del culto in Francia, questa eguaglianza tra le religioni fu stabilita, mantenuta e sviluppata da Napoleone I, che pareggiò le sette protestanti alla Chiesa cattolica; da Luigi Filippo che fece entrare gli Ebrei in questa confusione; da Napoleone III che vi ammise i Musulmani. Ora noi vediamo come, sotto la terza Repubblica, la superiorità è stata ristabilita a favore degli ebrei e dei protestanti, che hanno al loro servizio tutte le forze governative per perseguitare i cattolici.

Permettere a tutte le religioni false, alle eresie, agli scismi, alle mostruosità dell'orgoglio ed anche dell'immoralità, di collocarsi nel medesimo rango della religione cattolica era un autorizzare anticipatamente la confederazione legale di tutti gli errori, di tutte le mostruosità, contro la religione cattolica. Ciò non si è fatto aspettare. Anzi supera tutto quello che i buoni potevano temere, tutto quello che i malvagi potevano sperare.(3)

Anche qui ci troviamo dinanzi all'esecuzione del piano elaborato al convegno di Wilhemsbad. Egli è qui sopra espresso interamente nelle parole che il conte di Virieu, di ritorno da questo congresso, scrisse al conte di Gilliers, e conchiudeva dicendo quanto sarebbe difficile al cattolicismo di non soccombere sotto l'assalto che gli sarebbe dato.

De Maistre, che vide e previde tante cose, non ignorava punto questo piano. Egli ne fece avvisato Alessandro I in una memoria indirizzatagli nel 1816. Egli vi dice: "Esistono certissimamente, secondo tutte le apparenze, delle società propriamente dette, organizzate per la distruzione di tutti i troni e di tutti gli altari".

Egli aggiungeva che gli Ebrei traevano un gran vantaggio da queste società. Avrebbe potuto dire che ne erano l'anima.

Nel 1860, parve giunta l'ora di mettersi risolutamente all'opera. L'ebreo Crémieux, Grande Maestro del supremo Consiglio di Rito Scozzese, inaugurò pubblicamente l'Alleanza Israelita Universale fondata due anni prima. Essa riuscì ben presto ad annettersi numerose società sparse in tutto il mondo e numerosi giornali di tutti i titoli e di tutti i colori ch'essa stipendiava in tutta l'Europa.

Un anno dopo quest'inaugurazione, gli Archives Israélites salutavano in un prossimo avvenire: "una Gerusalemme di nuovo ordine, santamente assisa tra l'Oriente e l'Occidente, che deve sostituirsi alla duplice città dei Cesari e dei Papi"; in altri termini, l'egemonia ebraica che si stabilisce nel mondo intero sulle rovine di tutte le potenze politiche e religiose. Questa egemonia, Crémieux l'appellava nell'Alliance "un messianismo dei nuovi giorni", ed aggiungeva: "Io non lo nascondo, da molti anni non ho coltivato altro pensiero che l'avvenire di quest'opera". "L'Alliance Israélite Universelle incomincia appena, e già la sua influenza si fa sentire da lungi ... Essa non si ferma al nostro culto solamente, ma si rivolge a tutti i culti: Essa vuol penetrare in tutte le religioni come penetra in tutte le contrade". "Far cadere le barriere che dividono ciò che un giorno dev'essere riunito. Ecco, Signori, la bella, la grande missione della nostra Alleanza Israelitica Universale. Camminiamo fermi e risoluti nella via che ci è tracciata, io chiamo alla nostra associazione i nostri fratelli di tutti i culti".

Cinque anni più, tardi, nel 1866, essa si congratulava in questi termini dei successi già ottenuti: "Essendo giunti finalmente i tempi in cui i fatti si affrettano a rispondere alle parole, il più vasto, il più meraviglioso dei Templi, un Tempio le cui pietre son vive e dotate di pensiero, s'innalza per accogliere nel suo elastico recinto, sotto la bandiera mai sempre sacra della ragione e della filosofia, tutto ciò che il genere umano rinchiude nel suo seno di nobile, di ostile al mistero e alla ignoranza, di veri figli della luce e della libertà. Questo tempio raccoglierà adunque la religione ebraica che sopravvisse a tutto e nulla vale a scuotere: religione vasta e degna dell'umanità intera. È dalla Francia che parte l'idea liberatrice, l'idea che unisce tutte le credenze e tutti i culti, dalla Francia che rigenerò il mondo ed accolse con gioia le sante e generose massime della filosofia del secolo decimottavo".(4)

L'anno seguente, 1867, l'Univers Israélite diceva a sua volta: "Il programma dell'Alleanza è la grande opera dell'umanità, l'annientamento dell'errore e del fanatismo, l'unione della società umana, in una fraternità solida e fedele; e questo programma è divenuto un fatto compiuto nel Marocco e nella Persia, in Siria ed in Grecia, nei Principati Danubiani ed in Svezia, cioè nel Nord e nel Sud".

Il mezzo forse più potente inventato per attuare questo programma, è la scuola neutra.

Non è cosa meravigliosamente stupenda il vedere tutti gli Stati, cattolici o protestanti, monarchie o repubbliche che promulgano, quasi contemporaneamente, le stesse leggi per imporre la neutralità rispetto alla religione nell'istruzione della gioventù? Come spiegare, all'infuori d'una congiura anticristiana, un tal accordo per una cosa così mostruosa i cui effetti furono ben presto tanto funesti che molti Stati si affrettarono a correggere la loro legislazione in questo punto?

Ma altresì, qual cosa più efficace di questa neutralità scolastica per raggiungere la meta presa di mira dall'Alleanza Israelita Universale? I fanciulli allevati nell'ignoranza delle verità religiose appartengono di fatto all'israelitismo liberale umanitario; essi sono gli elementi adatti "alla religione universale", di quel "cattolicismo" che permetterà il compimento dei destini d'Israele.

La prova che il Giudeo è l'istigatore di questo movimento, la troviamo nel libro che ha pubblicato Pajot, ispettore d'Accademia.

Dopo aver detto che gli alunni delle scuole normali vi perdono infallibilmente la fede e che per conseguenza è necessario di sostituire la fede "mercé una forte cultura morale indipendente da ogni insegnamento confessionale", egli prende il linguaggio dell'Alleanza Israelita Universale e dice: "Questa cultura morale è altresì una fede, una religione, ma una religione superiore a tutte le altre e nella quale esse possono e devono confondersi. Accanto, e noi non temiamo di dire al di sopra delle religioni che dividono gli animi, vi ha posto per una religione veramente universale, accettabile da tutti gli spiriti che pensano e che contiene le religioni particolari come il genere contiene le specie!".(5)

Non è parola per parola il linguaggio degli Archives Israélites e dell'Alliance Israélite Universelle?

Noi non dobbiamo seguire l'Alleanza Israelita Universale nel suo svolgimento, ma vedere dov'è giunta l'opera principale per cui è stata costituita: la propaganda della religione umanitaria.

 

Note al capitolo 45

(1) L'Acacia, Revue d'études maç... ott. 1902, pp. 3 e 4.

(2) L'entrée des Israélites dans la société et les Etats chrétiens, d'après des documents nouveaux, ch. IV.

(3) Nell'Eglise et l'Etat laïque, Bernard Gaudeau dimostrò assai bene come in Francia lo Stato è tenuto ad accordare al cattolicismo una speciale protezione. "Quando esiste una religione nazionale, come il cattolicismo in Francia, nazionale per un doppio titolo: numericamente per la cifra de' suoi fedeli, storicamente per la parte ch'essa ebbe nella formazione stessa della nazione, e che questa religione, come il cattolicismo, non solo non è in contraddizione coi principii razionali, morali e sociali della religione naturale, ma eziandio, pur per un osservatore superficiale, è la sola che si adatta a questi principii rendendoli più precisi, e li completa rispettandoli, la sola che, paragonata colle altre religioni della storia, per la sua superiorità si dimostra divina, allora lo Stato, per un titolo tutto speciale, deve proteggere efficacemente questa religione".

(4) Queste citazioni sono tolte dal libro di Gougenot des Mousseaux: Le juif, le judaïsme et la judaïsation des peuples chrétiens. Egli rimanda agli Archivi Israeliti, anni 1861 e 1866.

(5) Avant d'entrer dans la vie. Agli istitutori e istitutrici, consigli e direzioni pratiche.