TERZA SUDDIVISIONE
COSTRUZIONE SATANICA
CAPITOLO LIII.
I CABALISTI
La religione umanitaria non sarà mai, perché non può rispondere in niuna guisa al bisogno di adorazione che alberga nel fondo del cuore umano. F. Brunetière ne dà quest'altra ragione, cioè: "L'impossibilità di trovare al di fuori - io non dico di ogni "rivelazione", ma di ogni idea religiosa - un principio di condotta che si possa proporre come un'obbligazione. Augusto Comte ha dimostrato che non lo si troverebbe. Quelli che si atteggiano ad avversari d'ogni religione, non lo troveranno né nelle conseguenze degli atti umani, né nel rispetto di se medesimo che non è, nel suo vero nome, se non l'idolatria superstiziosa dell'io, la filosofia di Marco Aurelio o la dichiarazione dei diritti del "superuomo" né in quella solidarietà la quale non è che l'espressione della pura necessità, quando non è consentita, e non si può consentire che in nome d'un principio il quale le sia superiore. Si disse: "uno di noi si priverebbe egli di una misura di carbone perché i nostri bacini carboniferi durino una generazione di più?" E l'argomento, ho io mestieri di farlo osservare? basta nel medesimo tempo a rovinare nel suo principio la "religione dell'umanità"".
La religione umanitaria, a cui spinge da tutte parti la congiura anticristiana, non può dunque essere un termine, ma soltanto un avviamento verso un'altra cosa, un mezzo di distaccare gli uomini dalla religione divina, per poterli impegnare in una religione satanica, la quale non sarebbe altra cosa che il culto di Satana già abbozzato nelle retro-logge.
Nella riunione del 1890, nella quarta adunanza, 11 settembre, venne la quistione dei riti funebri trascurati da parecchi anni. Parve da prima ai membri della riunione, che la massoneria dovesse sforzarsi di raggiungere al più presto il suo scopo mercé l'agitazione politica e che il danaro di cui disponeva avesse un miglior impiego in questa direzione che nelle manifestazioni simboliche. Ma questo punto di vista non ha soddisfatto il piccolo numero di alti iniziati. Essi videro per istinto un pericolo nell'abbandono dei riti e vi si opposero. "La ragione si è - come osserva Georges Bois - che se la massoneria è in ultima analisi, nel suo ultimo segreto, una manifestazione di satanismo, essa non potrebbe, sotto pena di non essere più dessa, far senza d'un culto, né evitare d'insultare, contraffacendolo, il culto reso a Dio. Le cerimonie massoniche del battesimo, del matrimonio, del rito funebre imitano sforzatamente le cerimonie del culto cattolico, aspettando il giorno in cui la massoneria trionfante potrà prender possesso delle chiese e delle cattedrali dei cattolici".
Satana vuol sempre ottenere dagli uomini l'adorazione che brigò d'ottenere fin dal principio: "Io salirò al cielo, sopra le stelle di Dio innalzerò il mio trono, siederò sul monte del testamento a fianco dell'Aquilone, sormonterò l'altezza delle nubi più sublimi e sarò simile all'Altissimo".(1) Egli ottenne dal paganesimo ciò che desiderava. Ma Gesù Cristo è venuto e cacciò fuori il principe di questo mondo.
Dappoi, egli non cessò di sforzarsi per rientrarvi. A questo fine, si è servito principalmente degli Ebrei. Poiché, come disse assai bene il P. Bonniot, il demonio non entra nel mondo materiale se non col beneplacito o del locatario o del Padrone; il Padrone: Dio; il locatario: l'uomo, a cui Dio diede la terra, terram dedit filiis hominum. Adamo, col suo peccato, gli aprì la porta. Gesù Cristo ne lo ha cacciato, egredietur foras; ma resta sempre libero l'uomo di richiamarlo, sia semplicemente nella propria anima col peccato, sia per mezzo di rapporti esteriori mediante l'uso di certe osservanze.
Certi Ebrei, anche prima di N. S. Gesù Cristo, ma soprattutto dopo la loro dispersione, hanno praticato le dottrine e i riti della Cabala nera o magica, la quale non è che la quintessenza dell'idolatria, la religione e il culto diretto degli Spiriti decaduti, dei demoni, che insegnano i mezzi di mettersi in rapporti immediati con loro. "Egli è certo - disse il F... Eliphaz Lévy - che gli Ebrei, depositari fedelissimi dei segreti della Cabala, sono stati quasi sempre, in magia, i più grandi maestri del Medio Evo". "Non è dunque senza ragione che due volte, nell'Apocalisse, il fariseo e la sua discendenza sono stati chiamati dal divin Salvatore "la sinagoga di Satana", vale a dire la Chiesa del diavolo".(2)
Gli Ebrei hanno fatto entrare la framassoneria in questa Chiesa, almeno per i posti più alti. "La Cabala ebrea - dice Mons. Meurin nel suo libro: La Franc-Maçonnerie, Synagogue de Satan - e tutta la sua opera è fatta per provare quest'asserzione - la Cabala ebrea è la base filosofica e la chiave della framassoneria".(3)
Eliphaz Lévy, prete apostata, divenuto professore di magia, afferma dal canto suo che "i riti religiosi di tutti gli illuminati, Jacob Bœhme, Swedenborg, Saint-Martin, sono tolti dalla Cabala, e che tutte le associazioni massoniche devono ad essa i loro segreti e i loro simboli".
L'Osservatore romano non pensa diversamente; il 1° ottobre 1893 egli pubblicò un articolo sulla framassoneria, in cui disse: "La framassoneria è satanica in tutto: nella sua origine, nel suo organismo, nella sua azione, nel suo scopo, ne' suoi mezzi, nel suo codice e nel suo governo, perché essa è divenuta una sola e medesima cosa col giudaismo. Ed è eziandio la più grande forza e il principale esercito del giudaismo, che cerca di sbandire dalla terra il regno di Gesù Cristo per sostituirgli il regno di Satana".
Nel 1888, Bossane, vecchio esattore delle poste a Saint-Félicien, nell'Ardèche, diede la sua dimissione da membro della Loggia degli Amici degli uomini d'Annonay. Con un raro coraggio volle che la sua dimissione fosse pubblicata, e per farla conoscere scrisse una lettera al Courrier de Tournon. Egli disse: "Stanco d'aver assistito a riunioni tenute ad Annonay, a Lione, a Valenza, a Vienna (Francia), a Ginevra, a Losanna, senza aver imparato nulla, e non volendo entrare nei gradi supremi per non avere giuramenti da custodire, ho potuto mettermi in relazione con alti dignitari di differenti nazionalità. Quello che ho appreso e che mi si lasciò indovinare è spaventevole. Il culto massonico è il culto di Satana. Di più, la framassoneria cerca la distruzione della Francia".(4)
Sicuramente, non bisogna prendere tutti i framassoni per cabalisti; ma, come dice Bois, avvocato alla Corte d'Appello di Parigi, "la framassoneria non è che la più comune e la più volgare delle iniziazioni praticate intorno a noi. Ve ne sono diverse altre più discrete, più profonde, d'un reclutamento più scelto. Se si percorre Parigi, o qualche altra grande città, aprendo avvertitamente gli occhi, non si possono non vedere qua e là, troppo frequenti, le traccie quasi cultuali, se si può dire così, d'un demonismo, che non è già più segreto".(5)
In certe retro-loggie, Satana riceve un culto somigliante al culto che i cattolici rendono a Dio. Ragon, uno degli scrittori massonici che hanno spiegato maggior intelligenza e zelo, pubblicò, nel 1844, a Parigi, sotto lo pseudonimo Jean-Marie de V., un libro intitolate: La Messa e i suoi misteri comparati ai misteri antichi, o Complemento della scienza iniziale, Con un rovesciamento del vero, tutte le parti della messa vi sono rappresentate come adattamenti cristiani delle cerimonie antiche, riprese nelle retro-loggie; tutte le feste cristiane sono confrontate colle feste del paganesimo; le litanie del S. Nome di Gesù, le litanie della SS. Vergine sono paragonate alle invocazioni che accompagnavano le processioni pagane. L'ab. Ribet, nella sua Mystique divine,(6) dice pure: "Non vi sono, tra il sabato dei framassoni e quello dei maghi, che differenze accidentali, il fondo è identico, cioè: il culto di Satana, la profanazione delle cose sante, il traboccamento dell'impudicizia. Il primo atto del sabato è l'adorazione di Satana mediante un cerimoniale osceno. Dei fanciulli vi son presentati dai loro genitori e ricevono un battesimo i cui riti li consacrano a Moloc". Se le retro-loggie hanno la consacrazione dei fanciulli a Moloc, le loggie hanno il battesimo dei lupatti, la parodia della prima comunione, quella dei matrimonio, ecc. È tutto un culto che si organizza con iniziazione a diversi gradi.
Sergio Basset, redattore del Figaro, aveva espresso dei dubbi sulla pratica diabolica delle messe nere nelle retro-loggie. All'indomani ricevette una lettera firmata Bl. Ocagn, che lo invitava a trovarsi il giovedì seguente, alle 9 della sera, sulla piazza S. Sulpice, con in mano un numero del Matin. Egli vi si recò; una donna venne a prenderlo, e lo condusse in vettura dall'altra parte della Senna. Dove ? Non poté dirlo. Il 27 maggio 1899, egli diede nel Matin il resoconto della scena a cui aveva assistito. Sopra un altare trovavasi un caprone vivo, dinanzi al quale l'assemblea, uomini e donne, cantava: Gloria in profundis Satani! ... Un celebrante indossò un abito sacerdotale e incominciò una parodia della messa. Egli s'interruppe, come fa il prete, per pronunciare un discorso, e disse: "Noi siamo qui per rifare il regno di Satana, il Grande, il Bello, il Soave. A forza d'oltraggiare il Cristo, noi aboliremo la sua gloria, e riporremo il proscritto nella sua sovraeminente dignità. Un giorno, il Principe di questo mondo, Satana, nostro maestro, trionferà di Cristo e sarà adorato come vero Dio". Dopo il discorso venne il sacrificio in cui l'osceno gareggiò coll'orribile, e un immondo culto di priapismo seguì il sacrilegio, e si consumò nel sangue.(7)
Altrove è ripreso per intiero il rituale dello gnosticismo, che comprende, oltre il sacrificio, le iniziazioni che corrispondono al battesimo, alla confermazione, alle professioni religiose.
Fortunatamente, si dirà, tutto questo non si fa che nei cenacoli d'inferno, dove non possono entrare che pochi iniziati. Non sarà sempre così se i voti della setta saranno un giorno compiuti.
Nella seconda seduta dell'assemblea del 1883, lunedì 19 settembre, il F... Blaton fu eletto oratore. Nell'ottava tornata, sabato 15 settembre, gli fu data la parola pel discorso di chiusa. Questo discorso si conchiuse con ciò che segue:
"... Allora potremo marciare alla conquista definitiva del mondo profano, e - permettetemi di dirlo sul finire, anche se doveste chiamare chimeriche le mie speranze - la nostra minoranza crescendo diventerà forse presto la maggioranza della nazione. In quel giorno, M. F... la nostra opera avrà veramente raggiunto i suoi destini. In quegli edifici innalzati in tutte le parti da secoli alle superstizioni religiose ed alle supremazie sacerdotali, noi saremo forse chiamati a nostra volta a predicare le nostre dottrine; ed in luogo delle salmodie clericali che risuonano ancora, saranno i martelli, le batterie e le acclamazioni del nostro ordine che ne faranno echeggiare le larghe volte e i vasti pilastri".(8)
Oggidì, dopo vent'anni, noi vediamo il Parlamento intento a dare alla setta ogni soddisfazione.
Note al capitolo 53
(1) Is. XIV, 13.
(2) Fino ai tempi segnati, i Giudei sono e saranno la nazione e lo strumento prediletto di Satana. Dopo il loro deicidio, essi sono sua proprietà presso a poco al medesimo titolo che l'umanità dopo il peccato di Adamo fino alla Redenzione. Il delitto de' Giudei è stato come un secondo peccato originale su questa razza. Sanguis ejus super nos et super filios nostros!
(3) Introduzione, p. 7. V. anche le ultime trenta pagine del libro di Gougenot des Mousseaux: Le Juif, le Judaïsme et la Judaïsation des peuples chrétiens.
(4) Quelli che desiderano istruirsi sul culto che la massoneria rende al demonio, possono leggere le cento ultime paggine del 2° volume della Cité antichrétienne au XIXe siècle, per Dom Benoit. V. Palmé.
(5) Revue du Monde invisible, gennaio 1904.
(6) T. III, p. 391.
(7) Mons. Méric ricevette, nell'occasione di questo racconto, una lettera in cui gli si chiedeva che cosa si dovesse credere. Mons. Méric lo riprodusse nella sua Revue du Monde invisible. Quindi aggiunse: "Il nostro distinto amico Lidos ci affermò spesso la realtà di queste messe nere, egli ci indicò nella parrocchia di S. Sulpizio ed altrove i luoghi dove si poteva assicurarsi di queste parodie sacrileghe e di queste pratiche infami che spiegano il furto troppo spesso verificato delle ostie. Esse provano la realtà sostanziale di Satana contestata dagli spiriti leggeri ed orgogliosi. Ora riproduciamo a titolo di documento e senza pronunciarci sulla questione di fondo, l'articolo del giornale di Charleroi (che avea riprodotto il Matin) ... Noi crediamo all'adorazione di Satana nella messa nera, dinanzi alla croce rovesciata, noi crediamo alle profanazioni delle Sante Specie e alle scene abbominevoli d'immoralità satanica di cui si è parlato in questo racconto". Revue du Monde invisible, luglio 1899.
Dopo aver riprodotto la prima parte del resoconto del Matin, Mons. Méric provò della ripugnanza a riprodurre il seguito. Egli ricevette dalla Francia, dal Belgio, dalle Antille danesi lettere che gli chiedevano la continuazione. Un abitante di Tours gli scrisse: "Io credo a queste messe nere con Görres, Ribet e tutti i mistici e teologi. Non è punto inutile di parlarne, non fosse altro che per provocare delle ammende onorevoli e delle riparazioni". Un altro corrispondente di Parigi: "Abbiamo fatto una inchiesta, le informazioni dell'informatore del Matin sono attinte a buona fonte. I fatti narrati in questo articolo sono reali". Revue du Monde invisible, febbraio 1900.
(8) Nelle discussioni del progetto dì legge sulla separazione della Chiesa dallo Stato, l'onor. Grousseau riferì queste parole. Limousin, direttore del giornale massonico l'Acacia, in una lettera indirizzata al Figaro, parve mettere in dubbio l'esattezza di questa citazione. Grousseau scrisse tosto al Figaro: "Io ne ho il testo sotto gli occhi nel Bulletin du Grand Orient de France, pp. 528-631-645.