IL CULTO DI SATANA IN PIENA LUCE

CAPITOLO LIV.

IL CULTO DI SATANA IN PIENA LUCE

L'intenzione degli alti capi della setta è quella di giungere a poter rendere pubblico il culto di Satana, ed a celebrare le sue orge sacrileghe nelle nostre chiese. "Se le vecchie architetture, cesellate dalla fede dei secoli, rimangono in piedi, il Triangolo vi abiterà colla solennità de' suoi rituali: i parroci di Notre-Dame cederanno i loro presbiteri ai pastori del Grand'Oriente".

Questo pensiero, questo desiderio, questa volontà furono espressi, come udimmo, dal F... Blaton. L'anno seguente, il 24 febbraio 1884, il F... Masson, delegato della loggia "Les amis de l'Indépendance", riprodusse il suo voto, invocandone l'autorità e servendosi delle medesime parole.

Esse contenevano ben altro che una vana iattanza. Ne abbiamo oggi la prova, poiché una legge di espropriazione permetterà ben presto ai framassoni di entrare nelle chiese cattoliche, dalle quali saranno stati espulsi i preti, per farvi sentire il suono dei loro martelli, delle loro batterie e delle loro acclamazioni al "grande Architetto", all'"Essere supremo".

Il conte d'Anthenaire ha pubblicato, nella Revue catholique des institutions et du droit, un articolo in cui stabilì che "l'Essere supremo", alla presenza e sotto gli auspicii del quale la Rivoluzione proclamò i Diritti dell'uomo, non era punto, nel pensiero dei principali autori della dichiarazione, il Dio cui adora il cielo e la terra, ma Satana, il dio della framassoneria, designato sotto questo nome di Essere supremo, nel linguaggio pieno di menzogne e di oscurità calcolate, che le loggie usarono per nascondere ai "profani" le loro dottrine e il loro scopo.

In aspettativa di poter meglio dichiarare i loro intendimenti, si sono chiamati i discepoli di colui che è "il nemico del clericalismo". Ora, il nemico, l'irreconciliabile avversario del clero cattolico, è Satana e quelli che il divin Salvatore ha designati sotto questo nome: "le potenze dell'inferno", le quali, checché facciano, non prevarranno contro il clericalismo o le potenze della Chiesa.

Ormai siamo testimoni dei loro primi sforzi. Si presentano sotto un doppio aspetto: fare sparire il nome di Dio e glorificar Satana. La prima parte del programma è visibile: tutte le leggi, e particolarmente la legge scolastica, son fatte per effettuarla. Quanto a porre in pratica il secondo articolo devono essere più prudenti. Ma a ciò mirano. Si sa l'orribile saluto rivolto a Satana da Proudhon e quello non meno odioso proferito da Renan. Michelet ha profetizzato il suo trionfo e Quinet voleva "soffocare il cristianesimo nel fango", affinché la religione di Satana potesse pigliare il suo posto.

Questa religione comincia a manifestarsi. Il nome di tempio dato dai framassoni ai loro luoghi di riunione, l'altare che vi si trova, gl'indumenti che portano i dignitari, le cerimonie che compiono, tutto ciò indica un culto, un culto che non si rivolge né a Dio, né a' suoi angeli, né ai suoi santi.

La religione satanica ha i suoi inni, anche fuori dei templi massonici: l'infame canzone che mette sulle labbra del popolo cristiano il desiderio di vedere il Cristo relegato alla stalla e la Vergine allo sterquilinio. Essa ha i suoi sacramenti. Avvi un battesimo massonico che fa dei "lupatti"; avvi il seppellimento massonico detto "civile", e il matrimonio massonico. La Chaîne d'union, giornale della framassoneria universale, nel suo numero di gennaio-febbraio 1881, ci ha iniziato ai riti di questo sacramento delle famiglie consacrate a Satana. Questa religione ha altresì i suoi dottori. La Tribune pédagogique, giornale fatto da istitutori per gl'istitutori, ha loro parlato di Satana in questi termini:

"Satana è il nemico della Chiesa cattolica. Per questo, egli è simpatico a molti.

"Satana, non solo è la negazione d'ogni fede religiosa, ma eziandio la diffusione di ogni scienza. Nel cervello dei pensatori, è lo spirito d'esame, di critica e di ricerca filosofica, che rappresenta la scienza e la filosofia congiurate contro l'oscurantismo.

"Ma Satana, a titolo di protesta contro la dottrina ecclesiastica, rappresenta anche la natura. Egli mette nel cuore del giovane ciò che vi ha di migliore nel mondo e di più dolce: amorosi desiderii. Egli accende in noi tutte le generose passioni: se valiamo qualche cosa, a lui ne andiamo debitori".

Non si può ancora annoverare, se non fra suoi ministri, almeno fra suoi servitori, la maggioranza dei nostri legislatori?

Nell'aprile 1894, l'ab. Lemire era stato invitato alla riunione della corporazione dei pubblicisti cristiani. Il presidente, de Marolles, gli disse: "La democrazia prende tal fiata l'aspetto d'una demonocrazia". L'ab. Lemire rispose che infatti gli era stato dato un giorno il consiglio di pronunciare una formula d'esorcismo ogni volta che entrasse nella Camera.

I massoni italiani parlarono più chiaramente che non osarono fare i massoni francesi. Essi hanno fondato in Ancona un giornale intitolato: Il Lucifero; a Livorno, un altro giornale, L'Ateo. "Satana è nostro capo", dissero i redattori di questi giornali nella loro professione di fede. Essi hanno anche osato, il martedì di carnevale del 1882, condur Satana sul teatro Alfieri, a Torino, per cantargli degli inni, per offrirgli "i loro incensi e i loro voti", ed annunciare al popolo il suo arrivo "su un carro di fuoco" e il suo prossimo regno su tutta la terra.

L'inno di Giosuè Carducci esprime il voto che quind'innanzi l'incenso e gli omaggi dei cantici si innalzino a Satana, "il ribelle contro Dio".

Quest'inno è stato cantato di nuovo la domenica 27 agosto del medesimo anno a Roma stessa, al teatro Umberto I.(1) I framassoni. che lo adottano per cantico dei loro banchetti, vorrebbero farne un canto nazionale.

Ma ecco ciò che sconcerta assai più.

Un abbonato dell'Avvenire d'Italia avendo espressa la proposta di fare, il primo giorno dell'anno 1905, un pio Pellegrinaggio alla casa di questo poeta di Satana, vice gran-maestro della framassoneria italiana, il foglio democratico-cristiano di Bologna si affrettò a manifestare la sua piena approvazione.

"L'illustre poeta - egli dice - non ignora che la nostra ammirazione per lui è tanto più sincera in quanto che lo abbiamo combattuto quando abbiamo creduto del nostro dovere. Il nostro omaggio, in questo momento, e la nostra iniziativa, non faranno che vie meglio vedere il legittimo orgoglio che usiamo nel portare in ogni materia quella serenità e quella obbiettività che nobilitano la missione del giornalismo".

Giosuè Carducci gode da lungo tempo del favore dei democratici cristiani: le sue Opere figurano nel numero dei libri in vendita a Roma negli uffici della Società di cultura dell'abate Romolo Murri.(2)

Il 22 giugno, all'inaugurazione del monumento di Mazzini a Genova, fu portata nel corteo una bandiera nera, la cui asta era sormontata da una statua di Lucifero. Dopo questa dimostrazione, il circolo anticlericale di Genova indirizzò all'Unità cattolica di Torino, una lettera annunciante che si proponeva di porre, quando sarebbe venuto il momento, la bandiera di Satana sopra tutte le chiese d'Italia, specialmente sopra il Vaticano.

Di nuovo, il 20 settembre 1883, in due sobborghi di questa medesima città di Genova, a Caprona ed a S. Fruttuoso, si portarono con grande pompa delle bandiere nere sulle quali era dipinta in ricamo l'immagine di Satana trionfatore. Il giornale l'Epoca disse all'indomani: "Gracchiate quanto volete, o neri corvi agonizzanti! ormai le vostre maledizioni, i vostri sermoni, le vostre leggende non sono più che un eco di antri deserti. Satana non tarderà a trionfare su tutta la linea".

L'anno seguente, nel medesimo anniversario del 20 settembre e nella medesima città, il circolo anticlericale inaugurò una nuova bandiera, la cui asta era sormontata da una statuetta della Repubblica, in atto di calpestare la tiara, le chiavi, la croce e, come disse la Capitale, "tutto il sudiciume papale".

La bandiera di Satana è stata pure portata pubblicamente a Bologna, Napoli ed a Milano.

Nel 1893, all'inaugurazione della statua di Garibaldi, un coro cantò un inno in cui si diceva:

Ei passa, o popoli,

Satana il Grande...

Salute, o Satana,

O ribellione,

O forza vindice

Della ragione.

Rapisardi, di Catania, pubblicò un poema intitolato Lucifero, dove celebra il suo trionfo su Dio ed insulta in modo infame N. S. Gesù Cristo e la santa sua Madre. Gli studenti di Palermo gli fecero un'ovazione, staccarono i cavalli della sua vettura al suo ingresso nella loro città e vi si attaccarono essi. A Roma stessa, Mannarelli, in uno de' suoi discorsi all'Università, fece il panegirico di Satana cominciando dalla sua prima ribellione.

Infine Leone XIII si vide obbligato di protestare contro l'esposizione pubblica della bandiera di Satana nella santa città. Era nella inaugurazione della statua di Giordano Bruno, frate apostata e di perduti costumi.

Nel concistoro del 30 giugno 1889, il Papa disse: "Roma ha dunque veduto, in questi giorni, una turba immensa venuta da tutte parti entro le sue mura e processioni di bandiere cinicamente ostili alla religione. E ciò che è più spaventevole, si è che vi sono anche degli stendardi coll'effigie dello spirito maligno che ricusò di obbedire in cielo all'Altissimo, e che è il principe dei sediziosi, il capo di tutti i ribelli".

Un redattore del giornale Les Gémonies, Cavagnari, rinunziò al suo nome battesimale per prendere quello d'un demonio, Uriel, e diede a tutti i suoi figli nomi tratti dall'inferno.

Molti altri tratti di satanismo si potrebbero aggiungere a quelli che abbiamo riferito. Eccone uno che mostra d'onde questo satanismo trae la sua origine.

Nel 1893, il palazzo Borghese, a Roma, fu dato in affitto al Grand'Oriente d'Italia. Due anni più tardi, in virtù d'una clausola inscritta nel contratto di locazione, la framassoneria ricevette l'intimazione di sloggiare la parte del palazzo che occupava. Il Corriere Nazionale pubblicò allora quanto segue: L'incaricato d'affari della famiglia Borghese essendosi presentato per visitare quegli appartamenti e porli in condizione d'essere occupati da D. Scipione Borghese e dalla duchessa de Ferrari, una sala rimaneva chiusa e non fu potuta aprire che dietro minaccia d'invocare la forza pubblica per isfondare la porta. Essa era trasformata in "tempio satanico". Il giornale ne fece questa descrizione: "I muri erano coperti di damasco rosso e nero; nel fondo vi era un grande arazzo sul quale spiccava la figura di Lucifero. Lì vicino era una specie d'altare o di rogo; qua e là dei triangoli ed altre insegne massoniche. All'intorno erano collocate delle magnifiche sedie dorate aventi ciascuna sopra la spalliera una specie di occhio trasparente e illuminato da luce elettrica. Nel mezzo dì questo tempio eravi qualche cosa somigliante ad un trono".

Anche presso di noi Satana è glorificato. Il 30 giugno 1876, Eugenio Robert, uno dei capi della framassoneria, tenne una conferenza a Bruxelles. Il Bulletin de la Libre-Pensée ne diede questo riepilogo :

"Purgando Satana dalla lunga calunnia dei secoli, l'oratore restituì all'arcangelo la sua bellezza e la sua grandezza. Dietro la caricatura, egli ha fatto apparire l'originale. Satana è divenuto il fratello di Prometeo, l'erede dei Titani, il difensore e il consigliere degli uomini, il loro unico appoggio, il loro unico rifugio contro l'assorbente e soffocante stringimento del principio divino e autoritario sotto tutte le sue forme, religiosa, politica e sociale. Dio si è sempre posto dalla parte degli oppressori e dei forti: Satana essendosi appressato all'umanità colla sua disgrazia e colla sua caduta, ne è divenuto l'apostolo e il sostegno. Simbolo e genio della libertà, angelo dell'orgoglio e dell'esilio, eterna protesta contro l'antichità e la tirannia, egli fu l'ispiratore di tutte le rivendicazioni umane dalla ribellione di Adamo nel paradiso terrestre, fino alla grande e terribile sollevazione della Comune, sbaragliata essa pure per avere promulgata l'intera emancipazione dell'uomo e del cittadino. Perché l'umanità fu maledetta per sempre? Perché seguì l'amore della scienza e della giustizia, che il serpente le avea infusa nell'anima ... Egli è tempo che il libero pensiero, il cui principio è la ribellione contro l'autorità del dogma e della rivelazione, dia a questo principio tutto lo sviluppo logico onde è capace; e che, rigettando, sotto queste forme multipli, il principio divino, dell'autorità, opponendo il diritto umano al diritto divino, esclami: Dio è morto! Viva il diavolo!".

Un canadese, J. Chicoyne, raccontò nella Vérité di Québec, al tempo della morte di Louise Michel, quello che vide e intese presso di noi nel 1880.

La vergine rossa ritornava dall'esilio. Una grande dimostrazione fu organizzata in suo onore il 18 settembre. J. Chicoyne vi si recò, in compagnia di due giornalisti parigini e d'un lussemburghese. La sala, presieduta da Rochefort, poteva contenere cinquemila assistenti. Il motto di Blanqui: "Né Dio né padrone" servì di tema alle tiritere più odiose.

"Uno dei più brillanti successi oratorii della riunione fu riportato da una specie d'energumeno che si fe' l'apologista di Lucifero.

"Se la leggenda degli angeli ribelli potesse essere accettata - egli disse - il loro capo dovrebbe essere un oggetto di venerazione. Egli fu il primo essere che seppe resistere all'autorità. Egli può essere il patrono di tutti quelli che lottano per la libertà e l'emancipazione.

"Viva Satana!" gridarono alcuni nella folla.

"Viva Satana!" ripeterono cinquemila voci con un'impeto e un entusiasmo che avea del delirio.

"Era uno spettacolo poco comune il vedere tanta moltitudine presa da siffatta vertigine per acclamare l'angelo decaduto".

Il Terrore del 1793, co' suoi delitti e i suoi errori, fu preceduto da una febbre di satanismo affatto somigliante a quella di cui noi siamo spettatori. Dappertutto si erano fatti vedere gli alchimisti, i magnetizzatori, i negromanti, come dicevasi allora. I nobili corrotti si erano fatti iniziare nei riti coi quali evocavasi Satana, e nei villaggi come nelle città, si abbandonavano a tutte le pratiche delle scienze occulte. Si sa quello che ne avvenne. Non vi è dubbio che havvi un rapporto di causa ad effetto tra questa invasione di satanismo e gli orrori senza nome che ne furono il coronamento. Il carattere della crudeltà rivoluzionaria, si addimostrò tale che non è possibile darne altra spiegazione che quella dell'azione diretta di Satana, dell'omicida, come lo chiama Nostro Signore, su coloro che si erano messi in rapporto con lui e sul popolo che avea lasciato troppa libertà e accordata troppa confidenza a' suoi ministri.

Del resto, nulla Dio ha condannato con maggior forza quanto le relazioni coi demoni, Egli ha distrutto dei popoli intieri per aver consultato i morti.(3)

Lo spiritismo, del quale parleremo nel capitolo seguente, non è altra cosa.

È per mezzo degli Ebrei talmudici che ci vengono queste invasioni di satanismo. Essi ricorrono a Satana contro Nostro Signore Gesù Cristo. Essi hanno crocifisso Gesù, ma Gesù risuscitò e fondò il suo regno, la Chiesa cattolica. Essi la videro dilatarsi a traverso i secoli, calpestando così il loro orgoglio, l'ambizione che hanno sempre avuta di vedere la loro razza dominare il mondo. Satana allora si presentò ai capi della sinagoga, e disse loro, come avea detto al divin Figlio di Maria: "Io vi darò l'impero del mondo, se prostrandovi, mi adorate". Essi accettarono. Questa trasformazione radicale del popolo di Dio in popolo di Satana, incominciò, sembra, sotto l'imperatore Adriano, per mezzo di un certo Akiba.

Gli Ebrei che acconsentirono al patto, si costituirono in società segreta diretta da un capo occulto: "Società dei figli della Vedova". La Vedova è Gerusalemme privata del suo Tempio; i figli della Vedova, sono gli Ebrei dispersi nel mondo, ma che si riconoscono dovunque per mezzo di segni cabalistici. Più tardi si aggiunsero dei cristiani, i nostri framassoni, la cui società si modella sulla loro.(4)

Lo scopo degli uni e degli altri è quello che abbiamo inteso manifestar tante volte: innalzare sulle rovine del regno di Cristo, il regno essenzialmente ebraico dell'Anticristo, il messia che essi aspettano, e al quale preparano le vie con una potenza e una perseveranza indomabile.

Dispersi fra i popoli cristiani, s'impadroniscono delle loro ricchezze con un'arte ammirabile, e con quest'oro si fanno i padroni dei governi, della stampa, del commercio e dell'industria, ì padroni delle Università. Con tutte queste forze essi giungono a produrre dappertutto, sordamente, la dissoluzione religiosa e politica che permetterà all'Anticristo di stabilire in pochi giorni il regno di Satana da un capo all'altro del mondo.

Lucifero non li lascia operar soli, egli lavora al suo fianco, poiché è per lui che si fa tutto questo. L'Anticristo non sarà il superuomo che sogna l'utopia umanitaria; egli sarà il vicario di Satana, ed è Satana che riceverà le adorazioni, quando, colla seduzione e colla forza, il messia degli Ebrei avrà fatto piegare tutti i ginocchi davanti al principe delle tenebre.

Già quelli coi quali egli si mette in comunicazioni dirette, quelli che lo chiamano giornalmente in mezzo a loro, che l'interrogano e ascoltano i suoi oracoli, quelli che sono pronti ad adorarlo, se già non lo fanno, si contano a milioni nell'antico come nel nuovo mondo. Essi si danno il nome di spiritisti e in collaborazione coi demoni lavorano alla fondazione e all'organizzazione della religione degli spiriti immondi, lo spiritismo.

 

 

Note al capitolo 54

(1) Nel dicembre 1904, il progetto che assegnava a Giosuè Carducci una pensione annuale di 12.000 fr., in segno di riconoscenza da parte della patria, non ha trovato alla Camera che ventidue contradittori. E l'Osservatore romano non teme di dire che fra questi ventidue deputati oppositori vi erano forse quelli che avrebbero voluto accordare al poeta una somma superiore.

(2) Alla p. 280 abbiamo segnalato delle strane affinità fra taluni della democrazia detta cristiana. L'omaggio a Giosuè Carducci ne è una non meno sorprendente. Sarebbe possibile rilevarne delle altre.
All'avvicinarsi della nascita dell'erede di Vittorio Emanuele III, la Santa Sede indirizzò a tutti i vescovi d'Italia una circolare confidenziale, contenente delle prescrizioni particolari ai vescovi dello Stato pontificio. Questa circolare fu messa in pubblico da un giornale massonico d'Italia, la Patria, organo semi officiale del Grand'Oriente. Ecco ciò che fece osservare la Riscossa:
"Questa circolare, è il giornale massonico che l'afferma, gli sarebbe stata comunicata da uno de' suoi corrispondenti dell'Italia settentrionale, il quale l'avrebbe ricevuta da un prete disgustato delle ultime misure prese contro il movimento della democrazia cristiana a cui egli appartiene. Il che proverebbe in una maniera luminosa ciò che la Riscossa ebbe già delle ragioni gravissime di supporre, che cioè, in seno alla democrazia cristiana si sono introdotti non solo dei liberali autentici, ma dei massoneggianti e dei massoni: ch'essi siano in gonnella, in pantaloni o in sottana, poco importa".

(3) Deuter. XVIII, 11 - et 12.

(4) "È egli vero - chiedeva testé Jules Lemaitre (Ècho de Paris, 10 febbraio 1904), che la massoneria sia d'origine ebraica, e che la sua rapida diffusione nel continente, verso il principio del XVIII secolo, si spieghi da questo fatto che le colonie ebraiche sparse in tutta Europa le abbiano preparato il terreno?
"Quello che è certo si è che il suo calendario è ebraico, che la materia della sua liturgia (storia d'Hiram) è ebraica, che il suo internazionalismo e il suo messianismo puramente terreni sono ebraici, e che oggidì essa è, quasi apertamente, serva della razza e della potenza ebraica ...
"Vi è una direzione unica ed ultra-segreta della framassoneria? Oltre le Loggie.. oltre i "Grandi Consigli" dell'Ordine, vi sono altri comitati occulti, più potenti, ignorati dai membri delle Loggie e fors'anco dai Grandi Consigli ufficiali?... I capi segreti delle massonerie straniere, son essi d'accordo, in sostanza, con la massoneria francese divenuta atea, nel doppio disegno di distruggere il cattolicismo e d'inaugurare la Repubblica Universale?
"Io non m'impegno, voi ben lo pensate, di rispondere a tutte queste domande.
"Quello che è certo si è che la framassoneria ha contribuito largamente alla Rivoluzione ...
"Quello che è certo si è che la framassoneria è singolarmente capace di plasmare i suoi iniziati, di creare in essi mercé la disciplina, la suggestione, l'orgoglio di far parte d'una grande potenza misteriosa, mercé i riti ed esercizi liturgici, uno stato d'animo durevole e quasi indistruttibile; di formare, contro le religioni, spiriti propriamente religiosi e anche feticisti, e di rendere gl'imbecilli stessi formidabili, rendendoli fanatici ...
"Il suo grande odio è il cattolicismo, il suo sogno è l'universale fraternità, la realizzazione del paradiso sopra la terra, coll'abolizione delle patrie e delle religioni".
Negli Archives Israélites del 3 marzo 1904 (pp. 70-71) Emilio Cahen disse: "Jules Lemaitre fa il sembiante di credere che la framassoneria è d'origine ebrea. Egli non ha torto. Vi sono cose più difficili di questa da provare".