CAPITOLO LV.
LO SPIRITISMO
Lo spiritismo non è di ieri: le sue pratiche riempiono tutti i tempi, tutti i luoghi, ma sopratutto i tempi e i luoghi pagani. Cicerone(1) ci fa sapere che il suo amico Appio aveva l'abitudine di consultare i morti, e che, nella vicinanza di Arpino, era il lago Averno, dal quale si facevano "sorgere dal seno delle tenebre le ombre dei morti ancora lordati di sangue". Vi erano dappertutto Oracoli dei morti. Si evocavano sulle rive del fiume Acheronte in Tesprotia, a Figalea in Arcadia, al capo Tenaro, ad Eraclea nel Ponto, a Cuma. Non è soltanto la plebaglia che prestava fede a queste pratiche. Periandro, uno dei sette sapienti, manda a consultare l'anima di sua moglie che ha fatto sgozzare;(2) Pausania evoca anch'egli l'anima di una fanciulla da lui uccisa;(3) i magistrati di Sparta fanno evocare per mezzo dei negromanti di Tessaglia l'anima del medesimo Pausania;(4) Libo Druso è messo a morte da Tiberio per aver commesso un delitto di lesa maestà mentre egli si abbandonava alla negromanzia; il grammatico Apione evoca l'ombra di Omero per interrogarlo intorno alla sua patria e a' suoi parenti.(5)
La testimonianza più curiosa sotto questo rapporto è forse quella di Lattanzio. Il Cicerone cristiano propone ai pagani, i quali non credono ancora che i loro dei siano demoni, di farne la prova coll'evocazione. "Quest'errore(6) - egli dice - può essere dissipato dalla luce della verità. Poiché, se alcuno volesse andare più al fondo, non avrebbe a far altro che riunire questa gente che sa evocare le anime dell'inferno. Ch'essa evochi Giove, Vulcano, Mercurio Apollo e il padre di tutti, Saturno: tutti obbediranno dal fondo dell'inferno; interrogati, parleranno, faranno delle confessioni intorno a loro e intorno a Dio. Dopo ciò, evochino il Cristo; egli non si presenterà, non apparirà punto".(7)
Le medesime evocazioni erano praticate nel medio evo sotto il nome di magia e di stregoneria. Esse rinascono ai nostri giorni e prendono tale una frequenza, un'estensione e una potenza che autorizzano a fare le più inquietanti previsioni.
Fra molte altre testimonianze, ci terremo paghi di citar quella di Willy Reichel, professore onorario alla Facoltà di scienze magnetiche di Parigi.
Per rispondere ad una dimanda che gli era stata fatta, egli spedì alla Revue spirite, nel marzo 1904, il resoconto di osservazioni da lui fatte, riguardanti apparizioni di demoni, o, come dicono i sapienti, materializzazioni di spiriti.
Willy Reichel innanzi tutto ci fa sapere che, sotto la direzione di suo avolo, il Dr Giulio Neuberth, egli ha potuto osservare i fenomeni di magnetismo e di spiritismo fin dalla sua infanzia. Non ha mai cessato di occuparsene; tutte le opere su questa materia gli son note nei loro punti essenziali. Dopo aver professato a Parigi, alla Facoltà di scienze magnetiche, diede la sua dimissione per intraprendere un viaggio intorno al mondo, a fine di osservare e meglio conoscere, nel maggior numero possibile di paesi, i fenomeni occulti.
Giunto a San Francisco, l'editore del Journal philosophique, I. Mausell Chase, lo pose in relazione con un medium(8) di materializzazioni, E. V. Miller,(9) 1084, Bushtrasse. Gli spiriti evocati da Miller alla sua presenza l'invitarono a pubblicare i processi verbali delle sue sedute. Egli ne spedì al Journal du Magnétisme, alla Lumière, al Phare de Normandie e infine alla Revue spirite.
La prima seduta di Reichel con questo medium è del 1° ottobre 1903. Venticinque persone dell'uno e dell'altro sesso vi assistevano. Reichel espone tutte le precauzioni prese per non essere mistificato.
Quando il secondo fantasma apparve, Miller disse tutto ad un tratto in inglese: "Vi ha qui uno spirito che si chiama ...". Reichel disse che non voleva ripetere il nome per non cagionare dispiacere a colui che lo portava e che era là, occupando i suoi genitori un'alta posizione.
Il medium disse pure: "Un cane che si chiama Moppel pensa a Reichel e custodisce bene la sua casa".
"Infatti, io posseggo - disse Reichel - in Avallon, in un luogo di solitudine dove io faceva altra volta dei brevi soggiorni, un cane bianco d'Alaska a cui aveva dato il nome tedesco di Moppel. Io era sconosciuto in quest'ambiente, si ignorava ch'io avessi un cane che si chiamava Moppel, e Miller, che conosceva l'inglese e il francese, non conosceva una parola di tedesco".
Apparvero ancora parecchi spiriti che diedero il loro nome chiamando presso di essi alcuni assistenti e trattenendosi con loro.
Miller allora entrò in ansia (10) avendo presso di sé i suoi otto spiriti guide nei loro vestiti bianchi abituali. A poco a poco, apparirono molte forme: uomini, donne, adulti, fanciulli che venivano verso gli assistenti e conversavano con loro, in inglese, in francese, in tedesco. Ho inteso dire, più tardi, che in una seduta di 74 membri, 27 lingue differenti erano state adoperate perché vi erano nella riunione un numero corrispondente di nazionalità differenti. Uno spettro materializzato si rivolse a me in tedesco. Egli disse il suo nome,(11) che mi era ben noto, ma mi favellò di cose private e che io devo tacere.
"Tale fu il mio primo incontro con Miller. Disgraziatamente io era obbligato a viaggiare, e non fu che il 1° febbraio 1904 ch'io potei di nuovo far delle ricerche con lui e procurarmi delle prove che mi mancavano e delle quali aveva bisogno per indurre, forse, sia de Rochas, di Parigi, sia la Società di ricerche psichiche di Londra, a controllare il mio medium.
"Cinque sedute pubbliche e tre particolari, alla fine di febbraio e al principio di marzo, mi offersero delle prove che lasciavano nell'ombra i fatti di Florence Marriat, descritti nel suo libro: Il n'y a pas de mort (Leipzig, H. Payne), fatti che fino allora io considerai come fantastici".
Reichel riporta qui le sue svariate esperienze. Dice fra le altre cose: "Io vidi fin otto volte, un uomo che ho conosciuto durante la sua vita; egli venne veramente davanti a me, a tre quarti di metro dal medium, dapprima sotto la forma di piccole fiamme ondeggianti che s'abbassavano, s'appressavano e, in un mezzo minuto circa, si sviluppavano fino a formare una materializzazione completa che rimaneva davanti a' miei occhi. Egli conversava lungamente con me, poi si ritirava verso le tendina dov'io lo seguiva. Allora si smaterializzava dinanzi a' miei occhi, continuando a parlare fino alla sparizione della testa. Questo spirito, mercé il suo organo, era assolutamente riconoscibile; ma, siccome si avvolgeva in vestiti bianchi, io conservava sempre una piccola esitazione ch'egli mi tolse nella seduta seguente, in cui rimase vestito colla stessa giubba e col viso scoperto e visibile, come lo avea veduto nella sua bara.
"In una conferenza pubblica, vidi uno spirito completamente materializzato assidersi sopra una sedia, in mezzo all'assemblea e conversare con essa almeno per dodici minuti.
"Vidi per lo meno una dozzina di spiriti formarsi dinanzi agli astanti a due o tre metri dal medium, e anche una volta, nel mentre che loro parlava, tutt'ad un tratto si son messi a cantare: la loro voce risuonava come un fragore, una detonazione. Oppure erano apporti(12) come quest'orologio perduto da sei anni".
Mons. Elie Méric ha riprodotto tutto l'articolo della Revue spirite, che noi ci contentiamo di analizzare, nella sua Revue du monde invisible. numero d'aprile 1905. Egli aggiunge in nota: "Abbiamo pubblicato questo racconto per dimostrare la realtà delle comunicazioni tra l'uomo e i demoni. È impossibile attribuire tali fenomeni alla frode o all'allucinazione. È la conferma sperimentale di lezioni di teologia".
Lo spiritismo si può dunque definire un sistema di relazioni estranaturali degli uomini coi puri spiriti. Lo spiritismo possiede ed usa i mezzi di varcare, quasi a volontà, la barriera che separa il nostro regno umano da quello dei puri spiriti, ed è la coordinazione più o meno felice di questi mezzi che costituisce ogni sistema di spiritismo.
Sicuramente, i casi di inganno o d'errore sono frequenti, ma i fatti che hanno il carattere di estranaturali sono sì numerosi che non si possono noverare e sono stati così perfettamente osservati che il dubbio a loro riguardo non è più possibile.(13)
Il Dr. William Crookes, per addurre un esempio, celebre erudito inglese, autore d'importanti scoperte nella fisica e chimica, fu da principio assolutamente incredulo alla realtà di questi fenomeni preternaturali. Dietro la domanda di molti de' suoi saggi confratelli, egli si mise a studiarli, promettendo di pubblicarne la soluzione che ne avrebbe trovata. La maggior parte accettarono anticipatamente, persuasi che essa sarebbe la constatazione d'una immensa frode. Tutti rimasero stupiti, la maggior parte malcontenti, quando, dopo esperienze severe e prolungate, il dottore dichiarò che avea la prova e l'esperienza dei fatti, ma che la causa non la trovava in niun modo nel nostro mondo materiale.
I fenomeni fisici corrispondono immediatamente a cause naturali e non ai nostri voleri e ai nostri desiderii. I fatti spiritistici al contrario sono di tal natura che, per ottenerli, è sempre necessario e spesso sufficiente il dimandarli. Egli è evidente che gli spiritisti hanno a che fare con una causa libera, e i suoi rifiuti provano la libertà de' suoi favori.
È in America, nell'anno 1847, che, permettendolo Iddio, per motivi di sapienza infinita ed a noi impenetrabili, il principe delle tenebre cominciò quella lunga serie di manifestazioni, che doveano estendersi in tutto il mondo, e delle quali non si è ancor detta l'ultima parola.
La famiglia Fox, dimorante in una casa di Hyderville, piccolo villaggio dello Stato di New York, ricevette in marzo la visita d'uno spirito che fece risuonare la casa di colpi misteriosi. Attoniti dapprima ed anche atterriti, gli abitanti della casa infestata furono ben presto presi dalla curiosità ed interrogarono. Allo scricchiolio delle dita di ragazze rispose altro scricchiolio di dita. Un primo mezzo di comunicazione erasi stabilito con chi avea battuto, il quale, per ciò stesso, si rivelava come un essere intelligente.
La famiglia Fox si trasporta a Rochester; lo spirito la segue e conquista in quella città un campo d'operazioni più vasto, un più grande numero di testimoni che ben presto diventano apostoli; poiché egli segue in casa loro quelli a cui si è manifestato una prima volta, e così moltiplica i teatri delle sue manifestazioni. Non è qui il luogo di dire le differenti forme che prendono queste manifestazioni, né i differenti mezzi di comunicazione e di conversazione che gli spiriti hanno suggerito successivamente a quelli che si mettevano in comunicazione con loro: noi vogliamo solamente seguire lo spiritismo nella sua propagazione.
Nel 1853, cioè sei anni dopo la prima manifestazione, cinquecentomila persone in America erano in corrispondenza continua con "le anime dei morti" e in rapporto fra loro mediante dodici riviste o giornali. La curiosità fu la prima causa di questa diffusione, secondata dall'orgoglio protestante e dal concorso attivo della framassoneria.
La gran massa degli spiritisti non mira ad altro scopo che ad entrare in comunicazione di pensieri e di ricordi coi loro morti. Accanto ad essi vi sono degli increduli e degli indifferenti che cercano, nelle manifestazioni degli spiriti, delle distrazioni e delle emozioni. Vi provano un turbamento inebbriante che scuote vivamente il sistema nervoso, subiscono il contagio dei mediums e partecipano alle loro visioni o allucinazioni. Vi sono altresì certi protestanti e certi cattolici che si recano nelle riunioni col pensiero di apprendere qualche cosa sui misteri dell'altra vita. A questi, gli spiriti dapprima raccomandano di fare il bene, di fuggire il vizio, di prepararsi colla virtù una evoluzione nella scala degli esseri. Per tal modo presentano il loro primo dogma. A poco a poco, essi negano il peccato originale, la Redenzione, la Trinità delle Persone divine, la risurrezione dei corpi, il giudizio, l'inferno, la personalità del diavolo, la Chiesa, la sua autorità e i suoi poteri. In pari tempo essi affermano l'esistenza nell'uomo, oltre il corpo e l'anima, di un corpo spirituale mediante il quale i morti si mettono in comunicazione con noi. Insegnano l'esistenza di sfere spirituali per le quali i morti passano successivamente. Essi dicono, ed è il dogma finale, che nelle origini delle cose si trova l'atomo, incarnazione di Dio, che possiede, nelle sue evoluzioni, tutte le possibilità. In altri termini, essi insegnano il panteismo evoluzionista che, come abbiamo udito, professano i dottori della religione dell'avvenire.(14)
"La clientela dello spiritismo, - disse Maxwell, che non è uno spiritista, ma uno spirito indipendente, che fa professione di non credere alle scienze occulte né al soprannaturale, e pur nemico dichiarato del cattolicismo, - la clientela dello spiritismo aumenta con una rapidità straordinaria. L'estensione che prende questa dottrina è uno dei più curiosi fenomeni dell'epoca nostra. Noi assistiamo, mi pare, alla nascita d'una vera religione, senza cerimoniale di culto, e senza clero organizzato, ma avente assemblee e pratiche di culto. Io trovo, per parte mia un estremo interesse a queste riunioni, ed ho l'impressione di assistere alla nascita d'una nuova religione chiamata a grandi destini".(15)
Per la propagazione delle loro dottrine, gli spiritisti contano massimamente sopra le donne. Nel rapporto che lesse nell'assemblea generale di chiusura nel Congresso internazionale del 1900, assemblea che avea riunito tutte le scuole spiritiste, il Dr Papus disse: "Noi dobbiamo alle donne il successo dei nostri congressi, e dicesi giustamente che colui che ha dalla sua parte le donne, è sicuro della vittoria. Son desse che, fra le sessioni, preparano la buona riuscita mercé il loro incessante apostolato. Son desse che, api infaticabili, vanno dovunque a succhiare il miele della verità. Siamone grati, in questo giorno di gioia. e rendiamo alla donna giustizia pel successo dell'idea spiritualista attraverso tutte le classi sociali". Queste povere donne sono tratte nello spiritismo dal loro cuore, dal desiderio di entrare in comunicazione cogli esseri ch'esse amarono, coi loro figliuoli, col loro marito. Una volta sedotte dalle illusioni di Satana, se ne fanno gli apostoli.
In una lettera a Mons. Méric, direttore della Revue du monde invisible (5 settembre 1900), Sua Em. il cardinal Satolli, attesta in questi termini i risultati di questa propaganda: "L'entusiasmo per questi fenomeni misteriosi ha prodotto l'indebolimento della fede cristiana nelle anime; ha destato la curiosità malsana, sviluppato la superstizione, aperto il campo allo spirito di errore e di malizia, e preparato così il regno dell'Anticristo".
Il barone Carl du Frel publicò nel 1905 un'opera intitolata: La Mort, l'Au Delà, la Vie dans l'Au Delà. Fu tradotta dal tedesco in francese da Hœmmerlé, suo discepolo, e questa traduzione fu arricchita d'una prefazione del colonnello de Rochas.
È una spiegazione della sorte che ci aspetta dopo la morte e delle condizioni della nostra immortalità, "basata, - dice de Rochas, - sulle prove che ammettono gli spiriti foggiati dall'educazione scientifica moderna". Questo libro pretende stabilire che non è più necessario di ricorrere all'insegnamento della fede per conoscere l'avvenire che Dio ci prepara, e che risponderà alle condizioni della sua giustizia. Gli è in se stesso, nella sua ragione e in certi fatti seriamente comprovati, che l'uomo troverebbe infine una risposta soddisfacente alle questioni che, dall'origine del mondo, non hanno cessato mai di turbare lo spirito umano.
Perciò Carl du Frel annunzia l'agonia della religione. Egli non si appaga di quest'affermazione, ma scrive contro il cattolicismo pagine violenti in cui accumula contro di esso gli errori, le calunnie e le obbiezioni cento volte confutate. "Il problema dell'immortalità, - egli dice, - appartiene d'ora innanzi al dominio della scienza fisica, cioè al sonnambulismo, della magia, dello spiritismo e di esteriorizzazioni odiche" (p. 130). È in ciò ch'egli vuol trovare la base d'una nuova religione e d'una nuova filosofia da surrogarsi alle chimere del dogma cattolico.
La filosofia ch'egli ci presenta non è cosa nuova, è il vecchio panteismo con tutte le sue conseguenze conosciute e confutate. Egli afferma l'eternità della materia e l'eternità dell'anima, la quale, dopo la morte, rientra nel gran Tutto della natura. La logica del panteismo vuole così.(16)
Quello che si propongono i capi del movimento spiritista è dunque di far passare la direzione religiosa dell'umanità, dal magistrato della Chiesa, agli Spiriti divenuti nostri familiari e nostre guide; e questi preparano le vie al regno universale del loro maestro, Lucifero. Coi curiosi, cogli imprudenti, cogli amatori di novità, essi giungono ad aggruppare dei discepoli venuti da tutte le religioni e da tutte le contrade del mondo, e formano così una nuova Chiesa a cui danno un culto nuovo, una nuova religione.
All'apertura del congresso internazionale di spiritismo, tenuto a Londra nel 1898, si celebrò un servizio religioso dal R. Paye Hopps, ministro spiritista. Non era cosa punto straordinaria. In tutte le loro riunioni, in Francia e nel Belgio, come in America, gli spiritisti pregano, cantano degl'inni ed evocano i loro morti. La Voix d'Outre-Tombe (giugno 1898) ci fa sapere che delle riunioni spiritiste religiose si tengono non solamente nelle città, ma ben anco in molti villaggi. Per non citare che questo fatto, il giorno di Natale 1903, gli spiritisti di Charleroi tennero una riunione religiosa di cui la Voix d'Outre-Tombe fece il resoconto. Vi si fece una distribuzione di premi ai fanciulli della scuola di catechismo spiritista, accompagnata dalla recita di preghiere e di inni cantati in coro. Poi si dimandò il raccoglimento e lo Spirito Charles Fritz diede una comunicazione che fu riprodotta in compendio nella rivista da noi sopra nominata.
In un congresso tenuto nel novembre 1903, che raccoglieva 250 delegati di spiritisti degli Stati Uniti e del Canada, il relatore della Commission des usages lesse una memoria sui servizi religiosi spiritisti: matrimonii, battesimi, seppellimenti, ordinazioni dei mediums, in una parola su tutto ciò che costituisce la vita religiosa della nuova Chiesa.
Un discepolo d'Allan Kardec ci fa conoscere nel Progrès spirite di luglio 1901, che un segno fu adottato, almeno da una classe di spiritisti, per dare un simbolo all'associazione. Questo simbolo fu la stella a sei punte con un segno distintivo. "La benedizione solenne d'un certo numero di queste insegne - egli disse - fu effettuata coll'intervento di un medium. Al momento della benedizione, lo Spirito affermò che i fluidi della purità, discendendo in pioggia abbondante sul simbolo stellato, darebbero a questo delle proprietà straordinarie in caso si ricorresse alle potenze superiori".
Come in tutte le sette, vi sono nello spiritismo diverse classificazioni. Qui la grande divisione è in spiritisti e spiritualisti, altrimenti detta in reincarnazionisti e in non reincarnazionisti. Gli uni e gli altri non vogliono vedere negli spiriti, coi quali si mettono in relazione, che anime di defunti; né gli uni, né gli altri vogliono sentirsi parlare di angeli decaduti che, in realtà, sono i soli esseri coi quali abbiano a che fare. Gli spiritisti pretendono che le anime si rincarnino, vale a dire che dopo un tempo più o meno lungo, entrino in un corpo diverso da quello che hanno già animato, e ciò per un numero indefinito di volte; gli spiritualistí negano queste reincarnazioni.
"Disgraziatamente per lo spiritismo - dice Maxwel - una obbiezione che mi sembra irrefutabile potrebbe esser fatta all'insegnamento degli spiriti, In tutti i paesi dei continente, affermano la reincarnazione. Essi indicano spesso il momento in cui vanno a chiudersi di nuovo in un corpo umano.(17) In Inghilterra, al contrario, gli spiriti assicurano che non c'è reincarnazione. È una contraddizione formale, assoluta, inconciliabile. Quelli che dubitano della mia affermazione non hanno che percorrere e confrontare i libri spiritisti inglesi e francesi: per es. quelli di Allan Kardec, di Denys, di Delanne e quelli di Stainton Moser; chi dice la verità? Gli spiriti del continente o gli spiriti anglo-sassoni? Egli è probabile che le comunicazioni spiritiste non emanino da testimoni bene informati.
A questa conclusione giunge indirettamente Aksakoff, uno degli spiritisti più istruiti, più illuminati".
La vera conclusione che si può cavare si è che queste rivelazioni non sono punto i detti di testimoni male informati, ma sibbene i detti dello spirito della menzogna.
Nella classe degli spiritisti, gli occultisti, gli ermetisti, e i teosofi formano divisioni secondarie. Questi si reclutano sopra tutto negli ambienti intellettuali.
L'associazione spiritista che sembra avere in questo momento maggior voga, è quella chiamata Christian science, fondata a Boston nel 1866, da Mistress Eddy, la quale, per questa ragione, è chiamata la madre di Christian science. Dall'America si è propagata dappertutto. Trentatré anni dopo la sua fondazione, essa contava seicentomila scientisti. Essi hanno un tempio a Parigi, via Pasquier. La loro chiesa metropolitana per l'Europa è a Londra. Essi stabiliscono dovunque delle chiese o almeno dei locali di servizio religioso. L'almanacco del New York World's pel 1897 indicava 123 chiese e 131 locali di servizio. Nell'anno seguente, il Christian Science Journal contava 250 chiese e 127 locali di servizio. Così in un anno si eressero 123 chiese nuove. Non abbiamo relazioni posteriori a quest'anno. La madre del scientismo fa calcolo che, "in meno di cinquant'anni, Christian science sarà la fede dominante nel mondo".
Il programma di questa nuova religione comprende due parti: l'opera di distruzione e l'opera di edificazione. 1° Distruzione della Chiesa cattolica e annientamento della fede in Gesù Cristo; Rivoluzione sociale mediante l'anarchia che solleverà i proletari contro le classi superiori; Rovesciamento degli idoli, vale a dire dei falsi dei (le tre Persone della SS. Trinità), dei re e di ogni aristocrazia, nobiltà, clero, proprietari. 2° Edificazione di un culto fondato sulla Verità e sulla Ragione, a cui sarà dato il nome di Cristianesimo (Christian science). Il nome di cristiana dato ad una setta che si propone, prima di tutto, di distruggere la religione di N. S. Gesù Cristo, - sembra abbastanza sorprendente; ma le spiegazioni fanno capire che il Cristo della Christian science non è altra cosa che "lo spirito universale" o "il grande agente magico", in altri termini, Lucifero. La Christian science è dunque propriamente la religione di Satana, a cui devono metter capo tutte le evocazioni spiritiste.
Note al capitolo 55
(1) Tusculanes, I, 16.
(2) Erodoto, V, 92.
(3) Plutarco, Vita di Cimone.
(4) Plutarco, Des délais de la justice divine.
(5) Plinio il Vecchio, XXX, 6.
(6) Div. Instit., IV, 27.
(7) Non è il caso di far osservare che i demoni non sono i padroni delle anime, e che per rispondere alle evocazioni che loro erano rivolte, essi non aveano che a presentarsi in persona sotto nomi supposti.
(8) Medium, essere, uomo intermediario. Si chiama così la persona, uomo o donna che, nello spiritismo, è l'intermediario fra il mondo terrestre e il mondo degli spiriti e serve alle loro manifestazioni. Si chiama medium di materializzazione colui che ottiene delle manifestazioni corporali di questi spiriti. Le forme di queste manifestazioni sono state molte volte toccate, modellate, fotografate da eruditi de' quali non si può metter in dubbio né lo spirito d'osservazione, né la buona fede: il professore Crookes, Dr Home, Erligton, Bastian, Slade, Paladino, Me d'Espérance, ecc.
(9) Il medium Miller è nato a Nancy (Francia) l'8 settembre 1870. Abita in America da quattordici anni.
(10) Transe o passaggio. All'appressarsi e sotto l'influenza dello spirito che viene momentaneamente ad impadronirsi del medium, questi è preso da ipnosi, seguita da un invasamento. Avviene che l'invasamento persiste, o almeno il medium è soggiogato, continua ad essere invasato e finisce colla pazzia.
(11) Si sa che queste apparizioni prendono i nomi di persone defunte e si fanno passare per esse.
(12) Apports, oggetti materiali portati dagli spiriti e rimasti nelle mani di quelli a cui sono dati.
(13) V. Le spiritisme dévoilé, ou les faits spirites constatés et commentés, di A. Jeannaird du Dot.
Tra i fatti fisici e i fatti spiritistici - dice questo autore - vi ha un criterio di distinzione del tutto infallibile. I primi sono prodotti dalla sola natura o per l'intervento dell'uomo che le comanda obbedendole, cioè che ottiene le sue manifestazioni mediante metodi imitati dalla sua stessa azione. Egli studia il vapore, l'elettricità e li mette in opera per la sua locomozione o per i suoi messaggi, osservando strettamente le loro abitudini e incanalando il lor corso naturale. Ecco la fisica.
Ma se toccando semplicemente una tavola, se anche concependo interiormente un desiderio, io ottengo la presenza o la conversazione di un essere intelligente e libero e di più invisibile che indovina il mio desiderio e il mio pensiero, io veggo chiaramente che ho da fare con un puro spirito.
(14) V. il corpo di dottrina spiritistica redatto dal dott. americano Peeble per il congresso internazionale del 1900. Revue du Monde invisible, ottobre 1899.
(15) Les phénoménes psychiques, p. 11.
(16) V. Revue du monde visible, marzo 1805.
(17) Gli insegnamenti dati dagli spiriti sui diversi punti del globo sono universalmente contradittorii. Prendiamo, per esempio, questo dogma delle reincarnazioni che è il fondamento della religione spiritista. In Europa, i mediums de' quali si servono gli spiriti, insegnano assai spesso questo dogma. Ma in America, gli spiriti che parlano per mezzo delle tavole dichiarano che non si rincarnano. Gli spiritisti inglesi dividono il sentimento degli spiritisti americani. Questione senza dubbio di razza. Che cosa bisogna credere? Quali sono gli spiriti che ingannano i loro gonzi o li canzonano?