DOVE CI MENA LO SPIRITISMO

CAPITOLO LVIII.

DOVE CI MENA LO SPIRITISMO

Gli spiritisti, come si vede, si dividono in due direzioni; gli uni si portano verso una spiegazione scientifica, gli altri verso una organizzazione religiosa. Lo spiritismo si sforza da una parte a farsi ammettere dalla scienza. Fino a questi ultimi anni, i dotti aveano rifiutato di occuparsi dei fenomeni d'ordine meraviglioso. Oggi non è più così. In Inghilterra, membri dell'Accademia reale, Crookes, Olivez Lodge, Wallace, Chalis; in Germania, Pitche, Hallenback, Zoelner; in Russia, Aksakoff, Bodisco, Ochorowicz; in Francia, il colonello de Rochas, il Dr Luiz; Ch. Richet, il Dr Dupouy, tutti dotti di un valore incontestato, si studiano di penetrare nel mondo del meraviglioso. Essi hanno constatato molti fatti, precisi, concordanti, e ne cercano la spiegazione. Quante ipotesi hanno già fatte! Fluido elettrico, fluido vitale, fluido astrale, elementari ed elementali, larve e fluido odico. Sicuramente si producono dei fenomeni con apparenze misteriose, che non appartengono all'ordine preternaturale, e fa mestieri studiarli per farne lo spartimento, per discoprire le forze ancora sconosciute che li spiegano. Ma, anche allora, si può molte volte domandare chi è che s'impadronisce di queste forze, e dà loro una direzione determinata.

I demoni che sono puri spiriti hanno, per la loro stessa natura, sul mondo dei corpi una potenza assai superiore a quella dell'uomo. Primieramente, l'oggetto delle loro cognizioni è più esteso: le forze che si sono manifestate a noi in questi ultimi tempi, e quelle di cui si suppone in questo momento l'esistenza, essi le hanno sempre conosciute. D'altra parte, il potere di usare queste forze, di farle servire ai disegni che l'intelligenza si propone, è molto più grande. I più grandi geni hanno pur creduto che il mondo intero dei corpi sia governato dagli spiriti. È il pensiero di Origene, di S. Agostino, di S. Gregorio, di S. Tommaso. Bossuet dice: "Quando Dio creò i puri spiriti, ha partecipato loro tanto della sua intelligenza quanto del suo potere; e, sottomettendoli alla sua volontà, volle, per l'ordine del mondo, che le nature corporee fossero sottomesse alla loro volontà, secondo i limiti che lor sarebbero prescritti". Questo potere non è stato tolto agli angeli ribelli dopo la loro caduta. Essi furono condannati per il loro delitto, ma la divina condanna non ha distrutto la loro natura. "Voi forse credete - dice Bossuet - che la loro rovina li abbia disarmati, e che essendo caduti da luogo sì alto, non abbiano potuto conservare intere le loro forze. Disingannatevi, o cristiani, tutto è integro in loro, eccettuata la giustizia e la santità".(1) Parlando così, Bossuet non fa che ripetere le parole di S. Giovanni Crisostomo. Quando adunque i dotti venissero a scoprire nei fenomeni prodotti dallo spiritismo l'azione di forze naturali, non ne risulterebbe necessariamente che si dovesse escludere la presenza dei demoni. Havvi una intelligenza che interviene nell'uso di quelle forze? Questa intelligenza è quella dell'uomo? Ecco ciò che dobbiamo esaminare.

Indubbiamente gli spiritisti entrano di frequente in relazione con certe intelligenze. Interrogate, queste intelligenze rispondono loro: "Noi siamo le anime dei trapassati". Noi diciamo: "Voi siete gli angeli decaduti, siete demoni".

Come accerta Mons. Méric, gli spiriti evocati fanno in questo momento grandi sforzi per dare agli spiritisti del mondo intero questa parola d'ordine: odio alla Chiesa cattolica, all'eterna nemica che bisogna distruggere. Perciò Satana imprime, su quelli che si fanno suoi, il suo carattere, il carattere della Bestia, come dice l'apostolo S. Giovanni. Quando si leggono le riviste e le opere dei capi del movimento spiritista, si rimane stupiti dell'estrema violenza, dei sentimenti di collera e di odio che essi manifestano contro il dogma cattolico e contro la Chiesa, contro il clero e contro il Papato. Essi cercano di trascinare i loro discepoli in una campagna violenta contro il cattolicismo. Non cessano mai di dire: Il cattolicismo è finito! Il cattolicismo è morto! Non si contentano più di propagare le idee che lor sono inculcate dai demoni, essi vogliono annientare il cattolicismo e sostituirvi lo spiritismo nella coscienza umana e nella società; in una parola fondare una nuova religione.

Un generale, firmato A, pubblicava, qualche anno fa, nella Revue scientifique et morale du Spiritisme, una comunicazione riprodotta nella Revue du Monde invisible.(2) Vi si diceva che "gli spiriti evocati sono gli architetti dell'edificio dell'avvenire, e che lasciano ai braccianti la cura di stabilirne le grossolane fondamenta".

Questi operai sono tutti coloro che vedemmo all'opra nel corso di questo studio, ebrei e framassoni, ed anche, bisogna pur dirlo, quei cristiani, e quei cattolici che lavorano ad abbattere le barriere, a fine di vedere gli uomini riunirsi in una Chiesa più universale, ma che - lo sappiano o no - altro non sarebbe che il "Tempio". Tutti quelli che combattono la fede cattolica, vogliano o non vogliano, fanno parte dell'esercito del male, lavorano sotto gli ordini di Satana.

La Revue du Monde invisible, nei numeri di febbraio e aprile 1903, si occupò, dopo la Revue des Etudes psychiques, d'un medium il quale, a motivo della sua posizione sociale, della cultura della sua mente, dell'elevatezza de' suoi sentimenti e di molte altre circostanze, è il più in vista fra i medium contemporanei. È la principessa Mary Karadja figlia d'un senatore svedese molto ricco, nata a Stoccolma il 12 marzo 1868. A dodici anni, conosceva perfettamente il francese, l'inglese e lo svedese e imparava il tedesco, l'italiano e lo spagnolo.

Fin dalla sua più tenera infanzia "intese delle voci" e scrisse febbrilmente dei versi assolutamente superiori alla sua età. Il 24 aprile 1887, sposò il principe Karadja, ministro di Turchia all'Aia. Ella restò vedova, con due figli, a ventisei anni. Non avea nessuna credenza religiosa, avendo avuto la disgrazia di leggere Büchner nella prima giovinezza. Disgustata della vita, diceva che non poteva vedere passar un convoglio funebre senza un sospiro d'invidia.

Si diede allo spiritismo e pubblicò un poema svedese - Vers la lumière, - di cui 9000 esemplari furono venduti in pochi mesi. Fu poi tradotto in tedesco, danese, inglese, italiano e francese. Quest'opera fece fare progressi enormi alla causa dello spiritismo in Svezia, allorché vi era quasi sconosciuto.

Ella pubblicò in seguito i Phénomènes spirites et vues spiritualistes, poi l'Evangile de l'Espoir. Con questi due lavori ella voleva, come Swedenborg e tanti altri spiritisti prima di lei, contribuire allo stabilimento d'uno spiritismo che chiamava cristiano, o cristianismo spiritualizzato.

Ella se ne fa l'apostolo; dice che lo spiritismo deve surrogare i differenti spiritualismi, la Religione sostituirsi alle differenti religioni. Ecco come esprime il suo pensiero:

"L'umanità è un edificio immenso in cui ogni religione rappresenta una finestra - grande o piccola - dalla quale penetra il medesimo sole ... Gli uomini che si trovano in questo edifizio si distribuiscono dietro le differenti finestre, e questionano fra di loro, pretendendo che una dia più luce dell'altra, e ognuno afferma che la vera luce non potrebbe entrare se non per la finestra dove egli si trova.

"La missione dello spiritismo è di abbattere il muro che separa le differenti finestre".

Mons. Méric aggiunge: "Queste confessioni confermano quello che scrittori cattolici aveano da lungo tempo annunziato: "Gli spiritisti hanno la pretesa di fondare una religione nuova sulle rovine del cattolicismo, e la violenza del loro linguaggio contro i dogmi cristiani, lascia veder chiaramente i loro progetti e le loro speranze".

Come disse lo spirito che rivelò ad Allan Kardec la sua missione, due cose sono da farsi: demolire ed edificare. Quanti demolitori abbiamo veduto all'opra, nel corso di questo studio! Scientemente o inscientemente, dai differenti punti del cantiere della demolizione dove ognuno lavora, obbediscono ad un medesimo padrone. Fa egli mestieri aggiungere una nuova prova a quelle già date nel corso di quest'opera?

Uno spiritista, quello che fu scelto a presiedere i due ultimi congressi internazionali di spiritismo nel suo libro Christianisme et Spiritisme, dice che "gli autori del Vangelo non aveano preveduto né i dogmi, né il culto, né il sacerdozio. Niente di somigliante si trova nel pensiero evangelico. Nessuno meno di Gesù dava importanza alle forme e alle pratiche esteriori". Or chi non sarebbe colpito della somiglianza che queste asserzioni hanno con la tesi dell'ab. Loisy?

"Il lavoro che si compie - dice un altro spiritista - è il preludio d'una rinnovazione filosofica e morale che abbraccierà tutto il globo".

Il pastore Beverluis disse al Congresso del 1900, "Il cristianesimo sarà perfezionato dallo spiritismo, ma non il cristianesimo delle chiese, dei dogmi e dei riti ... Allora non più preti, non più angustie di coscienza! Allora non più zelatori ciechi, non più adorazione dell'autorità di un libro; non più confessionalismo, non più sistema dogmatico, non più infallibilità di un uomo o di un libro. Allora non più timore di un Dio crudele, non più mediazione di Santi fra Dio e l'uomo". Il pastore chiama questo "un cristianismo purificato e semplificato". Ma egli non avea che a porgere ascolto a quello che altri dissero e a quello che dicono le tavole per saper meglio a che e a chi questo cristianismo purificato e semplificato deve condurre.

Il Dr Gibar, nel suo libro: Les choses de l'autre monde, riferisce che in una adunanza presso un certo Nus, la tavola disse: "La nuova religione trasformerà le volte del vecchio mondo cattolico già vacillanti pei colpi del protestantismo, della filosofia e della scienza". Questa trasformazione è l'emancipazione di tutti in tutto, specialmente rispetto a Dio; è il liberalismo, è il democratismo, e come termine, è il regno di Satana.

A ciò mette capo l'immenso lavoro di dissoluzione religiosa di cui questo libro espone i molteplici agenti. Si prosegue da secoli, da per tutto e in tutto, con una vera unità di piano che manifesta l'unità di direzione. È Satana che dà questa direzione ed è per lui, almeno nelle sue intenzioni, che si compie il lavoro.

Barruel termina le sue Mémoíres con questa dichiarazione: "Io sapeva che si trascura ogni mezzo di salute, a tal segno che i pericoli si credono immaginari. Se le mie dimostrazioni non vi convincono ancora e resistono alla stessa evidenza sulla realtà dei complotti della setta, io ho perduto il frutto del mio zelo, altro non mi resta che gemere sul vostro accecamento. Eccovi nella situazione in cui la setta desidera vi troviate. Meno voi crederete a' suoi progetti, e più essa è sicura di attuarli ...

"Fa d'uopo che la setta dei framassoni sia schiacciata, ovvero che perisca la società intera. Io aggiungo: Schiacciare una setta non è imitare i suoi furori. La setta è tutta nelle sue opinioni; essa non esiste più, è doppiamente schiacciata quando i suoi discepoli l'abbandonano per ritornare ai principii della società".

Questi principii li esporremo nel secondo volume di quest'opera.

Barruel continua: "Era per giungere ai mezzi di strappare alla framassoneria le sue vittime e per restituirle alla società, che ho cercato con tanta cura di farvi conoscere i progetti e il cammino della setta".

Per giungervi, bisogna, egli aggiunge, far loro "una guerra di saggezza, di verità e di luce".

Ciò non basta. Bisogna oppor loro "una guerra di costumi, di virtù, di conversione.

"Il framassone ha l'inferno per sé, finché combatte contro Gesù Cristo; voi non avrete il cielo per voi, finché i vostri costumi o la vostra fede vi terranno, come lui, nemici di Gesù Cristo ... ".

"Bisogna infine portare in questa guerra una volontà indomita. Pel vero framassone, non vi sono quelle velleità che i primi ostacoli fanno sparire. Nei segreti della setta non vi è che una volontà ferma, generale, costante, incrollabile: quella di giungere malgrado tutti gli ostacoli all'esecuzione de' suoi ultimi progetti. Il giuramento, e il solo irrevocabile di questi giuramenti, quello cioè di cangiare la faccia dell'universo, di sottometterlo tutto a' suoi sistemi, ecco il vero principio delle sue risorse, di tutto questo zelo onde essa anima i suoi adepti, di tutti i sacrifici ch'essa sa ottenerne, di tutto l'entusiasmo che ispira a' suoi guerrieri, di tutti i furori, di tutta la rabbia che inspira a' suoi briganti. Per questo è setta; per questo è forte; per questo essa tende e dirige senza tregua i suoi adepti, le sue legioni, i suoi clubs, le sue logge e i suoi senati allo stesso scopo.

"Volete essere salvi? lo sarete. Io lo dirò a nome dei framassoni medesimi. Essi l'hanno di sovente ripetuto per farcelo sapere. Non si trionfa d'una nazione che vuole davvero difendersi. Sappiate volere come essi e non avrete più nulla a temere da loro.

"Possa io, terminando queste Mémoires, aver profondamente inculcato questa verità nello spirito de' miei lettori! Possa ella sopratutto disporre le vie al ritorno della Religione, delle leggi e della felicità nella mia patria!".

 

Note al capitolo 58

(1) Secondo Sermone per la 1a domenica di quaresima.

(2) Numero di maggio 1902.