Il Duomo di Barga



  "Al tempo dei tempi
  avanti il Mille
  i Barghigiani
  campavano rosicchiando
  castagne
  e fecero il Duomo.
  Dicevano:
  in casa mia ch'io salti da
  un travicello all'altro:
  benedetta libertà!
  ma il Duomo
  ha da essere grande
  col più bel pulpito di marmo
  che si possa vedere
  Dicevano:
  piccolo il mio, grande il nostro!"
  
                                      
G. Pascoli

 


                                                                                                                                                      























































































 

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S.Cristoforo-Patrono di Barga

 


Duomo di Barga: Pianta - Chiaramente
individuabili il perimetro della Chiesa 
primitiva, la successiva costruzione
romanica (prima abside) e
l'ampliamento del XIV sec. (seconda abside)



Sullo stipite posto a destra di chi entra nel
Duomo si trova questa iscrizione alla quale 
molti uomini illustri hanno cercato di dare
una interpretazione. Negli archivi di Barga
furono trovate dal Groppi più di una di tali
imterpretazioni scritte in fogli volanti
e d'ignoti autori. Cercarono di interpretarla
anche Francesco Bertacchi, Rossellini,
Torri e il professor Paganini, giungendo a
 risultati dissimili. Alcuni pensarono
addirittura che fosse scritta in alfabeto
Sabeo, (Arabia).  
Monsignor Liverani, richiesto dal Groppi 
attraverso il dottor Dario Salvi, rispose il 13
Maggio del 1882 che tale epigrafe non
poteva essere altro che il ricordo e la 
rivelazione di un fatto, nel quale ebbe 
luogo delle croci, delle lettere latine e delle
lettere greche. Questo fatto non può essere
altro che la consacrazione della Chiesa 
compiuta da un Papa e questo Papa non può
essere altri che Alessandro II nel 1068.
Questo marchio della chiesa di Barga  
è ripetuto per tre volte in altrettante chiese
di Pisa. Il trovarsi a Barga sullo stipite
a destra di chi entra in chiesa ed al contrario
a sinistra in Pisa, l'essere di una deformità 
e rozzezza insolita, sono cose accidentali
buone solo a sviare l'attenzione degli
inesperti. Riportiamo di seguito un'altra 
interpretazione di cui è opinione che questa 
scritta possa essere l'impresa dei
Framassoni. Quasi tutte le Chiese di 
quell'età sono edificate d Maestri Casari 
e Fratelli Comacini cioè Framassoni. 
Nonostante le tre chiese pisana, segnate
con il medesimo marchio di quella di Barga
appartengono ad età diversa; la cosa non
vieta che siano opera di una medesima 
consorteria o Masnada di Comacini. Se 
non furono edificate nello stesso anno,
furono almeno stampate con quel marchio
nella medesima occasione e con lo 
stesso intendimento.
 

 














Duomo di Barga:particolari del Pulpito XII sec.












Duomo di Barga: Madonna del Molino
Questa tavola dipinta artisticamente che 
riproduce una dolce Vergine col Bambino
di stile Bizzantino, è quasi identica a quella
denominata "di sotto gli organi" di Pisa. 
Questa tavola fu ritrovata nel 1512 al
mulino di S. Cristofano, un antico mulino
che apparteneva all' Opera di S. Cristofano
situato sulle rive del torrente Corsonna.
Il Pievano Iacopo Nanni che resse la
Pievania dal 1490 circa fino al 24 marzo
1537 così ci descrive questo avvenimento
a pag. 228 tergo del Campione A, esistente
nell' Arc. della Propositura: "....Una sancta
Imagine antiqua dipinta in tavola che era
qui a Barga al Molino di S. Cristofan si 
vidde sudare più volte da qualunque vi 
andò e seguitò così due o tre giorni prima
che mossi da questo miracolo poi il dì della
natività della donna ci andammo e con tutto
il clero e il Popolo e arechamola dentro in 
Barga alla Pieve....."
Mentre il quadro con solenne processione 
veniva dal mulino trasportato in Duomo 
accaddero tre miracoli. Tra le memorie del 
Proposto Bientinesi si trova registrato:
" E' tradizione che in certi punti della terra 
per dove passò la Immagine venerata
lasciasse grazie speciali, per cui le 
Famiglie che allora vi dimoravano vi
costruissero esternamente nel muro una
Cappelletta con dentro la S. Immagine della
Immacolata presso la quale in giorni 
determinati vi accendevano dei lumi: uso
che si è continuato e si pratica anche ai dì
nostri ".
I capi della Chiesa e il Comune di allora
vollero che una data così memorabile fosse
ricordata perpetuamente. 
Il Clero decreto " Festa solenne come quella
Pasquale " l'otto dicembre e il Comune 
elargì una somma  con la quale doveva 
rendersi " solennità " alla Santa Vergine.
I Bargei hanno una particolare venerazione
per Lei. L' Immagine sotto il nome di  
Madonna del Molino è venerata come 
Compatrona di Barga.   
Dal 7 dicembre 1522  Barga ogni anno le
tributa solenne onoranze l'otto dicembre.

 
 









Foto del Duomo click on to zoom







































































Il Palazzo Pretorio e L'Arringo

Della modesta Chiesa castellana eretta intorno al 1000 (Muratori cita una pergamena del 913 in cui è ricordata), è la prima parte del Duomo che fu ampliata nel sec. XII  per cui si ebbe una bellissima Chiesa romanica con orientamento a nord. Successivamente nel sec. XIII, con un secondo ampliamento si ebbe addirittura una Cattedrale romanica, con affioranti motivi gotici (monofore). Con la realizzazione delle due grandi cappelle laterali e del coro (1500-1600), si ebbe il terzo ampliamento che completa la definitiva costruzione del Tempio. Negli ultimi restauri del Duomo iniziati nel 1927 e terminati nel 1939 è stato tolto l'altare secentesco, è stata sistemata diversamente la nicchia del Santo, è stato conservato l' abside, distinguendolo però dal resto dell'edificio trecentesco. Coi lavori eseguiti per i gravi danni subiti nella II guerra mondiale, è stata ripristinata anche la volta della cappella absidale.

La facciata Duomo:La Facciata attuale di questo mirabile edificio annoverato fra i monumenti nazionali  è in asimmetriche bozze di travertino detto " alberese di Barga ", la cui facciata semplice e nuda (già fianco sud della Chiesa del sec. XII) non ha altro ornamento se non quello di una doppia serie di archetti a sesto intero (fuorché uno a sesto acuto più tardi sostituito all'antico) ricorrenti sotto a un cornicione e aventi nei capitelli vari disegni di animali e di figure umane. Nel mezzo si apre la Porta Maggiore Duomo:Porta Maggiore sovrastata da un arco scolpito a foglie d'acanto con un architrave a bassorilievo, raffigurante una scena vendemmiale. La porta è fiancheggiata da due colonne alla sommità delle quali si affacciano due leoni, simboleggianti la forza della fede. La facciata è ornata da un doppia serie di archetti a tutto sesto. Nei capitelli sono scolpiti disegni di figure umane, di animali e fregi vari.

Per una gradinata si accede all'interno della Chiesa. Sullo stipite posto a destra di chi entra nella Chiesa si trova una iscrizione, per interpretare la quale si sono per molto tempo affaticati inutilmente uomini molto valenti.

L'interno del Duomo Duomo:L'Interno ha tre navate con archi a sesto intero, è diviso in due piani uno superiore e uno inferiore. La luce scende da lunghe e strette finestre . Il pavimento del tempio è in conchigliato rosso di Filettole. Nella parte trecentesca del Duomo vi sono 6 monofore ornate da artistiche vetrate istoriate, raffiguranti S. Pietro , S. Cristoforo e i quattro Evangelisti, mentre le altre finestre sono chiuse con alabastro egiziano. La luce Duomo:L'Interno si diffonde con mistica soavità, creando una suggestiva bellezza , che ammorbidisce l' austrerità della costruzione. Il Tetto è in Legno Duomo:Particolare del tetto in legno con armatura a travi a cavalletto, di buona fattura lavoro eseguito nel 1862 da Lucherino Giovanni detto Baiocco, fatto sulla copia dell' antica copertura del tetto. Il primo vano della Chiesa è il più antico  e dopo gli ampliamenti ebbe funzione di atrio. La parte sinistra è occupata dal campanile nel quale è stata ricavata una stanza blindata in cui sono custoditi i preziosi arredi  sacri. Primeggiano tra questi, il Paramento Rosso Duomo:Paramento rosso del sec. XVI e il Calice Smaltato Duomo:Calice smaltato finissimo lavoro del celebre orafo fiorentino Francesco Vanni del 1300 sul quale è inciso: " Francishus Vannis de Florentia me fecit". Vi sono poi una grande Croce Processionale d'argento Duomo:Croce Processionale del sec. XV, Artistici Piviali Duomo:Arredi Sacri e pianete di damasco fiorito con fregi d'oro di Cipro del sec. XVI istoriati con rappresentazioni del battesimo di Cristo e della Resurrezione; sete, velluti, trine, tra le quali notevole una di Fiandra a fuselli del sec. XVIII , e una di Milano, pure a fuselli del sec. XVIII.

A destra c'è il
Battistero Duomo:Il Battistero in marmo bianco con intarsi sormontato da una statuetta di S. Giovanni Battista, alla parete un grande quadro rappresentante S. Cristofano Duomo:S. Cristoforo Patrono di Barga opera del pittore lucchese Tofanelli (XVIII). A una colonna è una pittura raffigurante S. Lucia.

La Chiesa a metà è divisa trasversalmente da
Plutei Duomo:Plutei in marmo bianco intarsiati di nero  con formelle rettangolari dal fondo liscio e di colore rosso. La cornice del riquadro è finemente intagliata a fogliette e ornata di testine umane. Per oltrepassare i Plutei bisogna salire 4 gradini, per ogni navata è un passaggio che una volte era chiuso da cancelli per impedire l' accesso alle donne. Chi avesse disobbedito era punito con una tassa di 15 soldi eccettuato il caso che gli fosse concesso. (Statuto di Barga riforme 1414 lib. 3 Reb.56). Negli stessi statuti non è contemplata alcuna pena per gli uomini che fossero scesi nel piano delle donne. 

Appoggiato ai Plutei è il Coro costruito in legno di noce con 40 comodi sedili per gli Ecclesiastici e il Magistrato della Comunità, il quale interveniva in toga talare solo nelle feste  che si celebravano " per consuetudine o per voto". Questo coro è stato fatto nel 1670 come risulta da una iscrizione posta nel coro stesso: R. P. Q. M. S. S. F. C. 1670.

Il PulpitoDuomo:Il Pulpito sec.XII
Una delle opere più pregevoli del Duomo è il Pulpito del sec. XII di scuola comacina, che si ritiene opera di Guido Bigarelli da Como. E' in marmo della stessa maniera di quelli esistenti a Brancoli e a Pistoia. Le sue sculture per quanto primitive e rozze acquistano un carattere di rude sincerità e d' ingenua schiettezza. Quattro colonne di marmo rosso sorreggono la cassa rettangolare, due di esse poggiano su due leoni, simboleggianti la forza del Cristianesimo; i leoni tengono sotto le loro gambe, uno un drago simboleggiante lo spirito del male e l'altro, un uomo che con una mano accarezza il leone, con l'altra lo pugnala; è il simbolo degli eretici. Le colonne posteriori poggiano l'una sulla schiena di un nano, ossia il mondo pagano, l'altra sul pavimento. Tutte le colonne hanno capitelli lavorati a tre foglie d' acanto, e uno a figura di animali.  
Nella parte posteriore del pulpito è raffigurato San Giovanni Battista Precursore, che annuncia  il Messia; in quella che guarda  la porta d'ingresso sono scolpite l' Annunciazione e la nascita di Cristo; nella terza facciata è raffigurata l'Adorazione dei Magi e gli Evangelisti. Sul parapetto anteriore due
Leggii Duomo:Il Pulpito particolare del Leggio, un terzo nel retro. I cornicioni sono intarsiati a fiorami.

Oltrepassati i Plutei è il secondo ampliamento, l'edificio si mostra assai più sfogato e con amplissime arcate. Nel pavimento del Presbiterio si trova la linea dell'abside del primo ampliamento. Le finestre sono monofore in stile gotico e furono aperte nei recenti restauri.
L'altare Maggiore Duomo:L'Altare Maggiore di tipo papale è ispirato a motivi del pulpito e fu costruito nel 1938. All'imboccatura del coro sono da notare dalle due parti gli stipiti dei due grandi archi che sovrastano il presbiterio e che erano stati murati nella cappella abside per renderla più ampia. Più in là nel pavimento è tracciatala linea dell' abside del secondo ampliamento. Dietro l'altare Maggiore è l'organo elettronico inserito nel 1963. prima dei lavori di restauro ce ne era uno infisso nel muro costruito da Benedetto Tronci di Pistoia nel 1785 a spese dell' Opera.

La statua che subito attrae l'attenzione entrando in Chiesa è quella gigantesca di
San Cristoforo Duomo:Statua di S.Cristoforo (Patrono di Barga) collocata dietro l' Altare Maggiore, la cui altezza è di m. 3,50. E' in legno vivamente colorita, 0e si ritiene scolpita verso il 1000 in stile longobardo. Rappresenta il Santo con un grosso bastone in mano e con sulla spalla il Bambino.

Sopra la nicchia del Santo è una
Finestra Istoriata Duomo:Vetrata Policroma del sec. XV, raffigurante la Natività di Gesù, probabilmente eseguita su motivo di Lorenzo di Credi. Nella cappella del SS. Sacramento si ammirano pregevoli opere  robbiane. All' Altare vi è una pala Robbiana rimasta allo stato di cotto raffigurante la Vergine S. Sebastiano e S. Rocco. A destra il Ciborio degli Oli Santi. E' incassato nel muro a forma di piccolo Altare nel mezzo al quale si apre una porticina fiancheggiata da due angeli. Nella cappella della Madonna è un fastoso Altare secentesco, l'unico mantenuto in Duomo, nel quale si trova il quadro di S. Giuseppe con S. Rocco e S. Antonio Duomo:Dipinto S.Giuseppe S.Rocco S.Antonio, nel cui fondo è il panorama di Barga cinquecentesca opera del pittore barghigiano Ciarpi. In alto è inserito il piccolo quadro trecentesco della Madonna del Duomo:Madonna del Molino Molino.  Questa immagine fu prodigiosamente trovata il 5 dicembre 1512 presso il mulino di S. Cristofano, un antico mulino che apparteneva all' Opera di S. Cristofano, situato sulle rive della Corsonna, al tempo del Pievano Iacopo Nanni, che resse la pievania di Barga dal 1490 circa fino al 24 marzo 1537. L'immagine  sotto il nome di Madonna del Molino è venerata come Compatrona di Barga e fin da quell' epoca, per deliberazione della Comunità in data 7 Dicembre 1522 come per l'immutato sentimento del popolo, Barga ogni anno le tributa solenne onoranze l' 8 Dicembre. Alla parete destra una Croce Giottesca Duomo:Croce Giottesca XV sec. del  XV sec.

Nella parte superiore del Tempio si trovava un Altare ora sfatto detto della Deposizione eretto dall' Opera di S. Cristofano nel 1600. Nel piano superiore del Tempio anticamente riservato agli uomini si entrava dal chiostro detto degli
Avelli Duomo:Prato degli Avelli, che è un prato posto a destra circondato da cipressi nel quale una volta seppellivano i morti. Sul lato del Duomo che dà sull' altro prato chiamato Arringo si apre una porta, intorno alla quale sono visibili i residui di un antico portale il cui architrave  scolpito è detto comunemente "Agape"Duomo:Agape. Questa scultura è notevolissima per antichità. In origine era collocata sulla porta della Chiesa primitiva, nel 1784, dall' archeologo Francesco Bertacchi da Barga, fu fatta trasportare nel chiostro, e ora è collocata qui. Raffigura un miracolo di S. Nicola e si ritiene opera del Biduino (sec. XII). Su questo lato e all'opposto è ben visibile la sovrelevazione delle navate , tutte e due i lati sono decorati da archetti e capitelli. 

La Torre campanaria, sorge dall'antico atrio e si inserisce nella facciata, finché si erge dominatrice di Barga. Solenne e armonioso è il suono delle campane che ispirò al Pascoli la lirica " L' ora di Barga ". Il Campanile nel 1771 fu diroccato dai fulmini e nel 1773 fu restaurato dall'architetto Cristofano Angioloni. Quando furono eseguiti i radicali restauri del Duomo, è stato rafforzato dalle fondamenta con un imponente blocco di cemento da cui si leva il traliccio interno in cemento armato fino alla cella campanaria. Ha una scala comoda e sicura, sono state riaperte le bifore e le trifore e ha avuto di nuovo la merlatura, come ci è stata tramandata da un documento pittorico del 1528. Pure le campane hanno avuto una razionale sistemazione. Nel campanile è posto un orologio che suona oltre alle ore, i quarti. 

Il Clero
L'ascesa di Barga si può valutare attraverso l' accrescersi dell' importanza del Duomo. Mentre il Castello di Barga si affermava sempre di più tra gli altri per essere il più munito e il più sicuro, anche la sua Chiesa assumeva maggior prestigi il Clero diveniva più numeroso tanto che fin dal 1256 in una bolla di Alessandro IV è un accenno esplicito ai Canonici, che formavano il " Capitolo ". La Collegiata ebbe vita ricca e florida alle dipendenze dell' Opera, i Canonici ebbero la loro dimora in casette presso la Chiesa di S. Cristoforo. Dopo il 1400 cessa ogni notizia, perciò non sappiamo come sia finita, informa Mons. Lombardi. Essa rivisse quando nel 1673 il Sac. Leonardo Santi, rettore di Sommocolonia lasciò i soldi per una nuova  Collegiata composta da 12 Canonici. Dice ancora Mons. Lombardi: La  Collegiata adunque rivisse e fu di lustro e decoro per Barga e per il suo massimo Tempio. Fu l'unica in tutta la Valle del Serchio. Per la legge del 15 agosto 1864 la Collegiata fu colpita da soppressione. Per interessamento del cardinal Maffi ecclesiasticalmente ha potuto continuare sia pure con un minimo di Canonici fino alla loro morte. L' Opera di S. Cristoforo, che risale al 1296 (vi sono documenti di donazioni fin da questo anno, poi del1310, 1333) era un Ente alle dipendenze della  Comunità per l'amministrazione dei beni che i fedeli donavano alla Chiesa in onore del Santo. Anche ora questa Opera, pur subendo attraverso i secoli notevoli modificazioni, è giunta ai nostri giorni mantenendo inalterato il compito di provvedere al decoro e alla ricchezza del Tempio di S. Cristoforo, al suo arredamento  e a quant 'altro è necessario e conviene al culto. Un tempo il suo " Operaio " era nominato a vita per l'amministrazione dei beni dell' Opera e donava i suoi. Ne manteneva però l' usufrutto e riceveva dalla Comunità privilegi,  esenzioni. L' Operaio fu sempre un personaggio di primo piano e le sue prerogative furono codificate nei più antichi statuti della Comunità che su giuramento gli affidava la tutela dei beni e degli interessi dell' Ente amministrato. Le persone che facevano donazioni , entravano a far parte del " Ceto dei Convessi " della Chiesa di S. Cristoforo nella quale prestavano servizio. Per l'ammissione nei Convessi i più fedeli, venivano ricevuti dal Priore e dai Canonici davanti all' Altare di S. Cristoforo, quindi a cura e spese della Chiesa ricevevano " vita natural durante " gli alimenti, restando altresì esonerati da ogni pubblica imposta ordinaria o di guerra. 

L' Arringo e Il Palazzo PretorioDuomo:Palazzo Pretorio
A sinistra del Duomo, in fondo ad un verde prato sorge anche ora, restaurato e riportato il più possibile all' antica bellezza il Palazzo Pretorio, dove risiedevano i Commissari e i Podestà di Barga. Sul muricciolo della scala che conduce alle sotteranee prigioni, oggi fuori uso, sono visibili
Le Unità di Misura Duomo:Unità di Misura di quei tempi: lo staio, il mezzo staio, il braccio barghigiano. Nelle ampie sale del  Palazzo Pretorio ora si trova il Museo Geopaleontologico-Archeologico e storico della Vallata del Serchio.  Nel 1800 questo palazzo fu adibito ad abitazione delle Guardie Comunali e del custode delle carceri mandamentali. All' esterno dell' ingresso del Palazzo Pretorio sorretta da un pilastro d' angolo, sporge una tettoia. Sui muri sono gli stemmi dei Governatori di Barga nominati a rappresentare la Signoria di Firenze. IL Podestà Fabio di Carlo Serragli nel 1614 - 15 restauro la pittoresca loggetta che subì poi nuovi danni per il terremoto del 1730. Durante i vari restauri ha perso l'originale carattere alcuni stemmi affrescati a colori furono ricoperti. Lo stemma più antico risale al 1396 ed è del " venerabilis viri Bartolomei Gerardi onorabilis capitanis Bargae pro Comuni Florentia ". Del  sec. XV sono gli stemmi dei Rondinelli, (uno rubato dopo il passaggio del fronte dell' ultima guerra) Giachi, De Rossi, Serragli; del sec.XVI quelli dei Galluzzi, Rondinelli, Petrucci e Strozzi; del sec. XVII quelli dei Gori, Serragli, Filicaia, Monaldi, Petrucci e Bartoli. Lo stemma più moderno è quello di Francesco Del Nero di Empoli, Podestà e Commissario dal 1730 al 1733. Lo stemma dei Rondinelli del sec. XVI è robbiano, le armi e la scritta sono contorniate da una ghirlanda in rilievo formata da fiori e frutta sorretta dalle ali di un cherubino. Notevole è pure lo stemma policromo sempre del sec. XVI di " Faustus Beltraminus Nicolai " eseguito con terra di Montelupo. Sul Prato dell' Arringo venivano giustiziati tanto i colpevoli di delitti comuni come coloro che cadevano in mano all' Esecutore di Giustizia per reati politici. Il canonico Nanni ci racconta che il 4 marzo 1501 " fu impiccato lì in Arringo al pero " Marchetto da Montefegatesi perché aveva favorito i Pisani contro i Fiorentini. Spesso i Pievani avevano protestato perché non ritenevano questo luogo cos' vicino a un posto sacro, il più adatto all'amministrazione di tale forma di giustizia ma le loro proteste rimasero sempre inascoltate dato che le esecuzioni venivano fatte su quella parte di Arringo che apparteneva alla Comunità. Su questo prato anticamente sotto una quercia anticamente si radunava il Consiglio per discutere di pace e di guerra in difesa della cara libertà e in onore della dolce patria come dice Pascoli nella gazzetta di Barga del 21 settembre 1905. Dall' Arringo scende una bella scalinata in pietra detta Scalaccia Duomo:La Scalaccia mentre alla destra del Duomo vi è una Rampa più lunga Duomo:La Rampa di accesso e più agevole, fiorita di oleandri. Il vasto piazzale davanti al Duomo è circondato da forti mura e in antico vi erano due porte a guisa di fortezza. La porta di levante nel 1352 dopo 4 mesi di assedio, nell' ottobre di quell' anno fu da Messer Francesco Castracani presa e bruciata, e sarebbe entrato in Barga se i Fiorentini guidati da Ramondo Lupo da Parma non fossero giunti a soccorrerla. Dalla sommità dell'Arringo (m. 410 s.l.m. ), il visitatore può ammirare un meraviglioso panorama: di fronte la catena delle Apuane dalle  Pizzorne al Pisanino, a tergo il crinale Tosco- Emiliano dell' Appennino. Nel fondo della valle scorre il fiume Serchio.

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