IL GONFALONE

Il Gonfalone del Comune di Priolo Gargallo venne concesso, con decreto 5 aprile 1985, dal Presidente della Repubblica.
E' un drappo "troncato" (cioè spezzato in due parti) di giallo e di verde riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma  con le iscrizioni centrate in argento: Comune di Priolo Gargallo. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati.
L'asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo è inciso il nome.
Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.
Gli ornamenti  verdi posti sotto lo stemma sono rami di alloro; quelli argentei sono rami di quercia.
Viene usato in occasione di cerimonie ufficiali e colui che lo porta è detto gonfaloniere.
ll gonfalone, venne benedetto nel 1986 da padre Amato, parroco della chiesa Immacolata, durante i solenni festeggiamenti in onore dell'Angelo Custode, Patrono di Priolo.
Il drappo è perennemente esposto nell'Aula Consiliare del Comune, custodito dentro apposita vetrinetta.









Da una vecchia foto: 2 ottobre 1986, il momento in cui il gonfalone viene benedetto da padre Amato, parroco della chiesa Immacolata di Priolo.

NON TUTTI SANNO CHE...

Forse non tutti sanno che Priolo, ancor prima dell'ottenimento dell'Autonomia Comunale, aveva già un suo gonfalone tenuto però nascosto. Ideato dal geom. Luigi Carta, esso fece la sua prima apparizione pubblica  la sera del   12 luglio 1979 allorquando a  Priolo giunse da Palermo la notizia  che l'Assemblea regionale siciliana aveva  già approvato l'erezione di Priolo a Comune Autonomo.
Era un drappo verde su cui, nella parte superiore, era caricato lo stemma raffigurante un gallo ardito di color nero sovrastato da una corona; la composizione era racchiusa dentro un cerchio bianco in cui si leggevano alcuni versi, in latino, del fondatore del borgo di Priolo, Tommaso Gargallo: ”Et Megara et vetus Hybla tibi contermina sed te illa minor Megara et sit vetus Hybla minor”. Versi eccessivamente campanilistici intesi a profetizzare il riscatto morale e sociale di Priolo che, nel tempo, sarebbe dovuto divenire più grande e più potente di Megara e della vecchia Ibla). Ecco la traduzione: ”Ti sono attorno Megara e la vecchia Ibla,ma verrà il giorno in cui sarai più grande di Megara e della vecchia Ibla insieme”. Alla base del cerchio un nastro giallo su cui era iscritto il motto della casata Gargallo ”Nihil mediocriter” (Niente di mediocre).
Nella parte medio bassa del drappo, a grosse lettere, si leggeva la scritta: ”Città di Priolo Gargallo”.
Ma tale gonfalone non potè essere adottato dal novello Comune a causa della rigida disciplina araldica.





Da una vecchia foto: il gonfalone ideato dal geom. Luigi Carta.
(c) 2001 Salvo Maccarrone