giuanni

Santu Giuanni

San Giovanni era considerata la festa degli scapoli. Una volta gettato "su nenniri" al fiume e più tardi al mare, le ragazze offrivano agli scapoli, la frutta e il pane che ornava su nenniri; quindi tutti insieme tornavano in paese e si fermavano in periferia a ballare accompagnati dalla fisarmonica e da "su sulittu".

Per i giovani era la festa della socializzazione, era il momento di instaurare nuove amicizie e talvolta nuovi amori. Coloro che non potevano andare alla festa perché non avevano il vestito nuovo, recitavano questa filastrocca:

Santu Giuanni miu avvoccau

tennimi po discusau
ca non ci soi possiu benniri
ca vui scuncordau de bestiri
ca vui sempri scorriau
Santu Giuanni miu avvoccau

San Giovanni mio avvocato
ritienimi scusato
perché non ci sono potuto venire:
perché non avevo vestito,
perché ero sempre stracciato,
San Giovanni mio avvocato.

 

- La cerimonia del Comparatico

Ai tempi dei miei nonni, il giorno di S. Giovanni era un’occasione buona di farsi comari e compari "de frorisi". Per diventarlo si doveva prendere un fazzoletto e fargli un nodo, in modo che quando le due persone tiravano i due capi il nodo si scioglieva; quando questo accadeva si doveva recitare questa filastrocca:

Comari seusu
fillus de Deusu
de Santu Giuanni
i si feusu a comarisi

Bonas dias
bonas tardas

Comari siamo
figli di Dio
di San Giovanni
ci facciamo comari
buon giorno
buona sera

 

Dopo questo rito si istaurava un rapporto di amicizia profonda, promettendosi a vicenda massimo rispetto e reciproco aiuto. Dal giorno i due compari o comari pur conoscendosi da tanto tempo abbandonavano il confidenziale " tu " sostituendolo con il " voi " il rispetto e la promessa veniva mantenuta per tutta la vita.

 

- Uno scherzo divertente

Durante il tragitto dal paese al mare le ragazze che portavano "su nenniri" in testa, potevano impigliarsi tra i fili, quasi invisibili tesi da un albero all’altro nella strada da ragazzi che volevano far cadere dalla testa delle ragazze "su nenniri". Per evitare che questo si rompesse, prima di passare la processione delle ragazze, alcune persone, con delle lunghe canne, precedevano su nenniri per individuare i fili. In tal caso li rompevano, evitando di ostacolare la processione. I giovani, facevano questo scherzo, non per fare dispetti, ma per divertirsi.

 

- Un rito propiziatorio

Il giorno di San Giovanni, la mattina presto,, le ragazze non sposate si toglievano il legaccio che avevano nella treccia e lo buttavano davanti alla loro casa. Poi si nascondevano dietro alla finestra e guardavano cosa succedeva. Il primo uomo non sposato che passava o sfiorava con il piede il legaccio, sarebbe potuto diventare il loro sposo. Questo era un presagio e un augurio di matrimonio.

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