La Parrocchiale di Bari Sardofacciata
- i lavori ebbero inizio - Don Bernardino
Pes - marmi - S.Famiglia - campanile
Emerge dal tessuto
urbano con il suo splendido campanile settecentesco di 35m. di altezza,
caratterizzando la piazza antistante e l’intero complesso parrocchiale. I
volumi esterni sono
precisi, netti e distinti nella
loro configurazione spaziale e manifestano chiaramente la disposizione
interna degli spazi. Il prospetto della
chiesa è stilizzato in maniera semplice in cui appare un unico portale centrale
con stipiti in pietra dura, preceduto da una gradinata in blocchi di granito. Sopra l'ingresso,
appare, appena accennata, una
falsa lunetta, che probabilmente doveva alloggiare una statuetta. La volta,
esternamente, è rilevata da una leggera cornice che piegando simmetricamente
sui due lati, innesca lateralmente i corpi spioventi delle cappelle
laterali. La facciata
centrale si completa con il finestrone in vetro colorato che poggia su una
cornice trasversale la qual è contornata da una bordura a doppia inflessione,
cosiddetta a "lanterna di carabiniere". Lo schema è semplice, scarno
e sprovvisto di
decorazioni e abel1imenti, dove tutto è ridotto
all'essenziale. A fianco l'Oratorio della Confraternita del Rosario. Insolite
risultano le dimensioni 38m di lunghezza per una larghezza del fronte di ben
18,57m. che diventano 32m nel transetto.
La
pianta della chiesa è tipicamente a croce latina, una tipologia che in Sardegna
compare solo agli inizi del XVII secolo.La navata è voltata a botte, mentre nel
transetto, su un tamburo prismatico a base ottagonale, è poggiata la grandiosa
cupola… Le misure interne ed esterne appaiano in armonioso rapporto, conforme
alle regola di proporzionalità frequenti nel Rinascimento. La lunghezza interna
del transetto con la lunghezza totale della chiesa ha un rapporto di 3:4; mentre
la facciata è rappresentata da un rettangolo i cui lati stanno in proporzione
di 4:5. Ma chi, quali ingegnose
maestranze si adoperarono per la costruzione della parrocchiale e a quale
periodo si deve fare riferimento? Dalle documentazioni storiche si può risalire
non solo al periodo in cui ebbero inizio i lavori della grandiosa chiesa del
paese di Bari Sardo, ma anche alle maestranze sarde che
si adoperarono
alla costruzione della parrocchiale. In
questo modo si sfata la leggenda dei marmi diretti a Bari nelle Puglie e
approdati in Bari Sardo per un naufragio della nave che li trasportava; notizie,
queste, raccontate da A. La E’
l'intera popolazione che contribuì con offerte e prestando manodopera, a edificare la chiesa. I
lavori ebbero inizio probabilmente nel 1601, quando
l'arcivescovo di Cagliari Alfonso Sedegno, in occasione di una sua visita,
ordina al parroco di far venire un muratore per la restaurazione delle arcate
interne della vecchia chiesa perché: « se ban cajendo » Entro il 1618 furono
eseguiti alcuni lavori dell’antica chiesa poi demolita.
Alla
fine del 1600 vi è una sorta di sfiducia generale nel portare a termine
1’opera; infatti tutte le oblazioni della popolazione furono destinate per la
costruzione del 1’attiguo oratorio della Confraternita del Rosario. I lavori ripresero nel
17110 e volsero a termine nel 1720 dove le maestranze si adoperarono in
lavori di rifiniture: intonaci, pitture dei cappelloni e del transetto. Solo nel 1749 vennero ultimati i lavori della
sagrestia. La chiesa di enormi proporzioni, semplice e
spoglia, non deve essere piaciuta poi tanto al rettore
DON BERNARDINO PES che pensò di decorare l’interno
della chiesa con pregiati e il piemontese Giuseppe Viana. Tutto questo in
previsione del fatto che Bari Sardo, paese centrale d'Ogliastra, dotato di una
struttura di
tale prestigio,
potesse diventare sede vescovile. Sotto l'altare maggiore
esiste un'ampia cripta, voluta dal Pes, in analogia con quella di Cagliari dove
sono sepolti i vescovi
cagliaritani. Fu
lo stesso B.Pes a sostituire l’altare maggiore di legno con uno nuovo di
marmo, creato dal marmista Michelino Spazi che pochi anni più tardi Tutto venne fatto in
economia con sacrifici e con la partecipazione unanime della gente del paese che
in compenso lasciarono ai bariesi e ai loro discendenti splendidi monumenti, che
vengono visitati e ammirati oggi come verranno visitati e ammirati in futuro. I MARMI
Per opera di
benefattori, i quali non esitarono a vendere i loro beni per lasciare oblazioni
alla chiesa, vennero acquistati altari, simulacri e l'organo a canne attualmente
restaurato e in piena efficienza. MARMI
DEL CAPPELLONE DEL ROSARIO
Il tutto è arricchito da sculture, basso e
altorilievi di notevole valore artistico e di spettacolare effetto
monumentale. La parte superiore è più semplice
un’aggiunta che fa contorno, completando la parte centrale e ornandola come un
vero e proprio gioiello prezioso. Quest’altare doveva, in precedenza, appartenere
a una chiesa prelazia, alloggiato in una probabile cappella
gentilizia e in vendita per eventuali restauri o porche ormai in rovina. Con cinquecento lire
venne comprato l'altare e la pedana, un quadro che doveva trovarsi nella nicchia
prima della demolizione e 1800 pianelle di marmo bianco e nero che formavano il
pavimento della cappella della chiesa dove era eretto prima.
La
grandiosa inquadratura marmorea di
quella parte centrale fu acquistata a Napoli nel 1777. I
marmi del secondo cappellone sistemati
nel primo
decennio del1’Ottocento, in precedenza dedicata allo SPIRITO SANTO,
sono opera di GIOVANNI BATTISTA FRANCO, come pure altri due delle cappelle
1aterali, forse in onore del santo di cui portava il nome, la dedicò a SAN
GIOVANNI BATTISTA. CAMPANILE
II
progetto del campanile venne affidato, su commissione dello stesso B.PES,
all’architetto GIUSEPPE
VIANA.
Lo stesso don Bernardino Pes contribuì personalmente alle spese di
costruzione che però non poté vedere ultimato poiché morì nel 1783. II
campanile è caratterizzato da quattro cornici modanate, trasversali, che
interrompono le linee verticali dando conformità e senso di robustezza alla
struttura . La prima cornice fascia la
semicirconferenza superiore dell'orologio che fu costruito dal mastro Gaetano
Pintus di Cagliari e fu collocato nel 1790, anno che può considerarsi la
fine della costruzione del campanile .
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