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Barì, come
veniva chiamato il paese, dalla radice mesopotamica"
bar" e da "abbarì"
(palude), con la costituzione del Regno d'Italia è
diventato Bari Sardo. Il periodo prenuragico e nuragico
è documentato dalla presenza di molti monumenti
preistorici: menhirs, domus de janas, nuraghi e tombe dei
giganti. La storia del periodo fenicio-punico-romano
coincide con le vicende ogliastrine,testimoniate dalla
presenza, ad appena 13 chilometri di distanza, del centro
commerciale è portuale di "Solki"
(l'attuale Girasole). Con l'avvento del Cristianesimo
sorsero numerosi villaggi intorno a chiese rurali: Sant'
Antine, Santa Susanna, San Leonardo, Santa Cecilia.
Successivamente le incursioni vandaliche ed arabe diedero
origine alla nascita della villa di Barì, nell'attuale
sito, a 4 chilometri dalla costa. Le prime citazioni si
trovano infatti in due documenti medievali: il primo (XII
secolo) per "coltivazione di cereali, grano ed
orzo", il secondo (1316) per tributi che i bariesi
pagavano ai pisani. Nel 1479 il paese cadde sotto il
dominio spagnolo. Sullo scoglio della costa di Barì, per
decreto di Filippo II, venne fatta
costruire la torre, detta appunto " spagnola",
in difesa della costa dalle frequenti incursioni
saracene. Il periodo della dominazione di Casa Savoia,
dal 1715 in poi, è contraddistinto da grandi problemi:
mal governo, e esosi tributi e malaria. Nel 1800 il paese
doveva comunque essere fiorente, se, insieme a Tortolì e
Lanusei, aveva l'ambizione di diventare Diocesi
d'Ogliastra. |