Che
cosa è un bonsai?
Non
è un semplice soprammobile, ma una pianta
bisognosa di cure. Letteralmente bonsai significa
pianta in vaso. Esso è nato in Cina per
poi espandersi in tutto il Giappone ed in entrambi
i casi lo spirito che ne sta alla base è
quello di miniaturizzare e rendere perfetta la
natura. Tutt’oggi riveste un importante
mercato sia
in Europa sia in Italia. In molti si appassionano
a questa arte ma non sanno da dove cominciare.
Innanzitutto se abbiamo intenzione di acquistare
un bonsai, per poter reperire un buon materiale
già preparato, occorre rivolgersi a “gardens”
o ai pochi altri centri specializzati in tutta
Italia.
Punto fondamentale sta nella scelta del materiale:
qualunque neofita o chi non ha il cosiddetto “pollice
verde” non deve acquistare materiale troppo
difficile: può optare non per piante importate,
bensì per quelle delle nostre zone che
comportano minori attenzioni. Le piante, a mio
avviso, più generose e facili da coltivare
sono: il ligustro, l’olmo,
l’olivo ed il ficus.
Quelle che hanno maggiori problemi per quanto
riguarda l’ambientazione e le attenzioni
sono: la serissa, la carmona
ecc.. Tra tutte le varietà dobbiamo però
distinguere quelle che preferiscono un ambiente
caldo tutto l’anno (da interno) e quelle
che possono vivere
anche all’esterno. Comunque sia è
necessario non lasciarsi scoraggiare e cercare
di capire cosa la pianta
“chiede”. Passiamo quindi ad analizzare
alcuni piccoli criteri generali per il mantenimento
dei nostri piccoli bonsai. È importantissima
l’esposizione: se abbiamo piante da esterno
è necessario tenerle non eccessivamente
al sole ma nemmeno troppo all’ombra, ad
esempio l’acero necessita di ombra, l’olivo
di
mezz’ombra e il ginepro di sole. Le piante
da interno non devono essere posizionate in stanze
buie, dove non
filtrano i raggi solari. L’ubicazione ottimale
è una veranda e, non dobbiamo dimenticarci
che, se è possibile, i bonsai da interno
possono essere messi nel periodo caldo anche all’esterno.
Dobbiamo in ogni caso evitare di metterli vicino
a fonti di calore (caloriferi, fornelli) e in
zone soggette a correnti d’aria. Altro punto
importante sono le annaffiature: diffidate di
chi vi dice di annaffiarli una o due volte alla
settimana. I motivi sono diversi: la frequenza
e la quantità delle annaffiature dipendono
dal tipo di essenza, dall’esposizione e
soprattutto dal tipo di terreno. Per non commettere
errori bisogna tastare il terreno e verificare
se è effettivamente asciutto; in tal caso
bisogna inumidirlo a sufficienza e ripetere l’operazione
quando la terra si
essiccherà di nuovo. Ciò non toglie
che possiamo comunque vaporizzare con acqua le
parti aeree per favorire
gli scambi gassosi. Spesso però le piante
che comunemente compriamo sono invasate in una
dura argilla che impedisce lo sviluppo delle radici
e ne provoca il marciume. Questa è una
delle cause della morte dei nostri piccoli alberi.
In tal caso occorre operare un rinvaso in terreno
abbastanza drenato. Molte delle operazioni
sopra elencate e alcuni accorgimenti possono essere
eseguite da mani inesperte, ma per interventi
e consulenze più precise, occorre contattare
tempestivamente il commerciante, o comunque rivolgersi
ai
numerosi club della zona.
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