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Bonsaista per caso
 

 

Bonsai, che passione. L’abc del principiante

di Simone Giovanetti tratto da (tratto da Gnews Febbraio’01)

 

Che cosa è un bonsai?

Non è un semplice soprammobile, ma una pianta bisognosa di cure. Letteralmente bonsai significa pianta in vaso. Esso è nato in Cina per poi espandersi in tutto il Giappone ed in entrambi i casi lo spirito che ne sta alla base è quello di miniaturizzare e rendere perfetta la natura. Tutt’oggi riveste un importante mercato sia
in Europa sia in Italia. In molti si appassionano a questa arte ma non sanno da dove cominciare. Innanzitutto se abbiamo intenzione di acquistare un bonsai, per poter reperire un buon materiale già preparato, occorre rivolgersi a “gardens” o ai pochi altri centri specializzati in tutta Italia.
Punto fondamentale sta nella scelta del materiale: qualunque neofita o chi non ha il cosiddetto “pollice verde” non deve acquistare materiale troppo difficile: può optare non per piante importate, bensì per quelle delle nostre zone che comportano minori attenzioni. Le piante, a mio avviso, più generose e facili da coltivare sono: il ligustro, l’olmo, l’olivo ed il ficus. Quelle che hanno maggiori problemi per quanto riguarda l’ambientazione e le attenzioni sono: la serissa, la carmona ecc.. Tra tutte le varietà dobbiamo però
distinguere quelle che preferiscono un ambiente caldo tutto l’anno (da interno) e quelle che possono vivere
anche all’esterno. Comunque sia è necessario non lasciarsi scoraggiare e cercare di capire cosa la pianta
“chiede”. Passiamo quindi ad analizzare alcuni piccoli criteri generali per il mantenimento dei nostri piccoli bonsai. È importantissima l’esposizione: se abbiamo piante da esterno è necessario tenerle non eccessivamente al sole ma nemmeno troppo all’ombra, ad esempio l’acero necessita di ombra, l’olivo di
mezz’ombra e il ginepro di sole. Le piante da interno non devono essere posizionate in stanze buie, dove non
filtrano i raggi solari. L’ubicazione ottimale è una veranda e, non dobbiamo dimenticarci che, se è possibile, i bonsai da interno possono essere messi nel periodo caldo anche all’esterno. Dobbiamo in ogni caso evitare di metterli vicino a fonti di calore (caloriferi, fornelli) e in zone soggette a correnti d’aria. Altro punto importante sono le annaffiature: diffidate di chi vi dice di annaffiarli una o due volte alla settimana. I motivi sono diversi: la frequenza e la quantità delle annaffiature dipendono dal tipo di essenza, dall’esposizione e
soprattutto dal tipo di terreno. Per non commettere errori bisogna tastare il terreno e verificare se è effettivamente asciutto; in tal caso bisogna inumidirlo a sufficienza e ripetere l’operazione quando la terra si
essiccherà di nuovo. Ciò non toglie che possiamo comunque vaporizzare con acqua le parti aeree per favorire
gli scambi gassosi. Spesso però le piante che comunemente compriamo sono invasate in una dura argilla che impedisce lo sviluppo delle radici e ne provoca il marciume. Questa è una delle cause della morte dei nostri piccoli alberi. In tal caso occorre operare un rinvaso in terreno abbastanza drenato. Molte delle operazioni
sopra elencate e alcuni accorgimenti possono essere eseguite da mani inesperte, ma per interventi e consulenze più precise, occorre contattare tempestivamente il commerciante, o comunque rivolgersi ai
numerosi club della zona.

 

 
 
 

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