Breve sintesi dell' intervista rilasciata dal premio Nobel Aung
San Suu Kyi che ha incontrato il segretario dei Ds Veltroni Che cosa può fare l'Unione Europea per aiutare il popolo
birmano?
Continuare a fare pressioni perché i generali devono sapere che il mondo li
guarda e che non possono commettere impunemente delle nefandezze.
Non teme di essere espulsa , allontanata dai suoi sostenitori?
Deve essere chiaro che io non me ne andrò, io sono birmana, ho rinunciato alla
cittadinanza britannica proprio per non offrire scuse al regime. Non ho paura. E questo mi
da forza. Ma il popolo ha fame, perciò ha paura e così diventa debole.
Ma le sanzioni che lei appoggia non rischiano di affamare il paese?
Le sanzioni colpiscono solo i generali, perché solo loro approfittano degli
investimenti. Penso a quelli turistici: gli alberghi sono controllati dal regime. Molti
turisti visitano la Birmania: tanti sono italiani.
Quali sono le vostre richieste per iniziare il dialogo?
Non accetteremo nessuna iniziativa -si parla anche di elezioni indette dai
generali- finchè non verrà riunito il Parlamento eletto nel '90. E per ora i deputati
continuano ad essere arrestati.
Se potesse farlo quale paese vorrebbe visitare?
La Norvegia da dove trasmette la radio Democratic voice of Burma. Ci hanno sempre
aiutato. Per noi è così difficile far conoscere le nostre idee. E il compito dei
giornalisti è di difendere i deboli; così spero che presto non vi dovrete più occupare
di noi. Sarà una buona notizia.
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