Anche quello italiano soffre di tutti i mali che affliggono gli altri eserciti: insubordinazione singola e collettiva fino allammutinamento, renitenza e diserzioni, autolesionismo. La cosiddetta delinquenza militare aumenta fino a raggiungere la fase più drammatica nel 1917, ossia con Caporetto., con il disastro e le conseguenti decimazioni che contribuiscono a farne, per lItalia, la pagina più triste di tutta la guerra. La ragione è quella che provoca episodi analoghi altrove: i soldati non ce la fanno più, non capiscono perché debbano andare al macello senza che della tragedia si possa intravedere la fine. Nel corso della guerra e nel periodo immediatamente successivo si celebrano davanti ai tribunali militari, in numero costantemente crescente ogni anno, circa 350.000 processi (dei quali 200.000 per i reati di insubordinazione e diserzione) e vengono inflitte oltre 150.000 condanne, di cui 4.000 alla pena capitale, fortunatamente commutate in gran parte, queste ultime in pene detentive, così che il numero dei fucilati (non contando le vittime della giustizia sommaria, cioè delle decimazioni prima e dopo Caporetto) non raggiunge i 750. |