Introduzione
Introduzione alla 12' Battaglia d'Isonzo - Disfatta di Caporetto Webmaster Leonardo Sautariello - e.mail sauleonardo@libero.it
aggiornato al 1° Febbraio 2004 
 
 Introduzione 
 Le cause di Caporetto 
 Cause Strategiche 
 Dispositivi dal 18 al 30/9 
 Dispositivi dal 1 al 19/10 
 Dispositivi dal 20 al 22/10 
 Dispositivi giorno 23 ottobre 
 2' Armata al 24 Ottobre 
 Plezzo Servizio Informazioni 
 Attacco del 24 ottobre 
 Diagrammi dell'avanzata austriaca 
 Ritirata dal 24/10 al 9/11 
 L'Invasione Austro-Tedesca 
 Cavalleria 
 Sacrificiodelle Armi 
 La Marina Militare 
 l'Aviazione Militare 
 Insubordinazione-Ammutinamenti 
 Disertori 
 Tricolore ed Alleati 
 United States of America 
 Austria ed Alleati 
 I Comandanti Italiani 
 Alta Valle dell'Isonzo 1917 
 Caporetto nel 1917 
 Viaggio a Plezzo nel 2002 
 Viaggio a Caporetto nel 2002 
 Viaggio nella Valle d'Isonzo 2002 
 Ponti sul Piave/Livenza 
 Milite Ignoto 
 Onori ai caduti e all'A.N.V.G. 
 Siti preferiti 
 
 
SCONFITTI NON DISTRUTTI



Introduzione alla 12' Battaglia d'Isonzo - Disfatta di Caporetto


Siamo nel 2002, precisamente 85 anni dopo l’evento denominato 12’ Battaglia d’Isonzo-Ritirata di Caporetto.
Perché è stato
costruito questo sito, perché avendo fatto una conferenza su questo tema nel 1997, ho ritenuto opportuno portare a
conoscenza
anche di tutti coloro che si dovessero interessare di storia Patria, la ricerca avente lo scopo di determinare una risposta
a questa domanda: “Si poteva prevedere una sconfitta o uno sfondamento Austriaco”.
Tutte le zone, i paesi, le colline si trovano nel Veneto ed ancora oggi colpiscono visivamente con la loro presenza e le loro
denominazioni la vita culturale storica delle popolazioni del Nord-Est; un fronte che stava dirimpetto alle loro case, ai
loro campanili, alle loro chiese. Luoghi di infiniti eroismi e di inumane sofferenze. I morti nei loro Sacrari sono stati
i testimoni di questa leggenda che ancora incombe sulle coscienze degli uomini, i quiali dovrebbero aver capito l’inutilità
della guerra.
Notevole il processo di degrado, subito dalle nostre popolazioni e più precisamente donne, madri, nonne vissute in
quegli
anni o tramandate dagli anziani ai propri figli e nipoti, quali fame, violenza, gente povera rimasta attaccata alle case costruite
con i sassi del Piave, questo è lo “Spirito del Paese”. Una occupazione durissima, sconvolgente per le genti
che non erano
fuggite oltre il Piave. Talune famiglie arrivarono fino al Po, altre approdarono in Sicilia e per queste popolazioni abituate
alla “Polenta”, la vita fu dura e aspettavano con ansia il ritorno. La ricerca desidera far acquisire quella parte
della nostra
Storia che è rimasta sconosciuta alle classi più giovani, quella che viene chiamata la “memoria storica”.
E’ il primo confronto o situazione bellica che vede uniti tutti gli italiani, le classi operaie-borghesi-contadine, una
amalgama
che non si era vista prima; è l’ultima guerra d’indipendenza (la 4’). La ricerca serve inoltre, a dare
una risposta a quelle
persone che hanno smarrito il senso di “Patria” o di Nazione e che per opportunismo politico, per non fare crescere
spiritualmente
gli uomini e far superare il limite del Nazionalismo (ancoraggio al territorio ove sono ubicati) onde approdare alla “Universalità
dello Spirito.
Il concetto di Nazione è un retaggio del secolo scorso, adesso per crescere come uomini non dobbiamo regredire ritornando
al Medio Evo buio ed oscuro. Bisogna sposare lo “Spirito del Paese” alla “Memoria storica” affinché
si comprenda come solo
nella 1’ Guerra Mondiale ci fu una fusione di popolo, del paese, dell’Esercito, dell’economia che condivise
o subì la vicenda
bellica. Tutta l’Italia difese la Pianura Padana. Tutte le Regioni d’Italia inviarono i loro giovani a difendere
la Pianura
Padana. Lo scrittore Mario Bernardi ha scritto che bisogna essere testimoni di questi eventi e ha detto che bisogna far parlare
i “pensieri” oltre che le carte, perché tanti sappiano e giudichino le inutili violenze che l’umanità
ha subito nella sua
storia.

(Ministero della Guerra Comando del Corpo di Stato Maggiore – Ufficio Storico. “L’Esercito Italiano nella Grande
Guerra 1915-1918.
Volume IV e Volume V - Le Operazioni del 1917 Tomo 2’ter: Gli avvenimenti dal Giugno al Settembre e da Ottobre a Dicembre
- Roma Istituto Poligrafico dello Stato 1954 Anno XIV).

Riccardo Posani La Grande Guerra 1914-1918 Volume Secondo Editori SADEA/Sansoni Firenze 1968
Fritz WEBER (1895-1972) Dal Monte Nero a Caporetto Mursia Editore 1967

12 Novembre 2003 Nassyria.

L'Italia paga con un grande tributo di sangue la missione di pace in Iraq. Sono 19, di cui 12 carabinieri, 5 militari dell'Esercito, 2 civili, le vittime dell'attentato causato da una fortissima esplosione avvenuta ieri mattina davanti al quartier generale dell'Arma a Nassiriya. La 19esima vittima si è aggiunta questa notte, quando è deceduto un militare dell'Esercito che era stato ricoverato in condizioni disperate dopo la deflagrazione. Al tragico bilancio devono essere aggiunti 9 iracheni, i cui corpi sono stati rinvenuti scavando tra le macerie. I feriti italiani sono 20 (15 carabinieri, 4 militari e 1 civile) mentre quelli iracheni 84.

L'esplosione, avvenuta alle 8,40 ora italiana, ha inoltre fatto incendiare molti veicoli nel cortile interno della palazzina che ospita i carabinieri a Nassiriya: in tutto un contingente di 400 uomini. Attualmente, in Iraq, operano circa 3mila
militari italiani.

Secondo la ricostruzione più accreditata l'attentato alla base italiana dei Carabinieri dell'Msu (Multinational Specialized Unit), è stato opera di un kamikaze. Numerosi testimoni parlano di un camion che avrebbe sfondato i cancelli della base italiana, permettendo l'ingresso di un'autobomba che poi è esplosa. La deflagrazione ha fatto quasi crollare una delle due palazzine che un tempo ospitavano la camera di Commercio e dove ora erano stati alloggiati i militari italiani provocando un buco nel terreno largo 7-8 metri. È divampato un incendio nel deposito delle munizioni e le fiamme si sono estese anche ai veicoli parcheggiati nel cortile della base. Subito dopo lo scoppio, attorno alla base si è diffuso il panico, con decine di civili che fuggivano in preda alla disperazione.

I CARABINIERI
- Domenico Intravaia, di 46 anni, di Monreale (Palermo), appuntato dei carabinieri, in servizio al Comando Provinciale di Palermo.
- Alfio Ragazzi, di 39 anni, maresciallo dei carabinieri in servizio al Reparto investigazioni Scientifiche (Ris) di Messina.
- Giovanni Cavallaro, di 47 anni, originario della provincia di Messina, da diversi anni residente a Nizza Monferrato (Asti), maresciallo dei carabinieri, in servizio al Comando provinciale di Asti.
- Daniele Ghione, di 30 anni, di Finale Ligure (Savona), carabiniere.
- Enzo Fregosi, di 56 anni, di Livorno, carabiniere.
- Alfonso Trincone, di 44 anni, carabiniere.
- Massimiliano Bruno, originario di Bologna e residente a Civitavecchia, carabiniere.
- Giuseppe Coletta, di 38 anni, originario di Avola (Siracusa) ma da tempo residente a San Vitaliano, in Campania, vicebrigadiere dei carabinieri, in servizio al Comando Provinciale di Castello d Cisterna (Napoli).
- Ivan Ghitti
, di 30 anni, milanese, carabiniere.
- Orazio Majorana, di 29 anni, di Catania, carabiniere scelto, in servizio nel battaglione Laives-Leifers di Bolzano.
- Andrea Filippa
, carabiniere.
- Filippo Merlino, 46 anni, originario di Sant' Arcangelo in provincia di Potenza. Sposato e con un figlio, aveva il grado di maresciallo e comandava la stazione di Viadana, in provincia di Mantova.

I MILITARI DELL'ESERCITO
- Massimo Ficuciello (figlio del generale Alberto Ficuciello), militare dell'Esercito.
- Silvio Olla, 32 anni, di Isola di Sant'Antioco (Cagliari), sottufficiale della Brigata Sassari.
- Emanuele Ferraro, militare dell'Esercito.
- Alessandro Carrisi, militare dell'Esercito.

- Pietro Petrucci, militare dell’Esercito.

I CIVILI
- Marco Beci, 43 anni, originario di Pergola, nelle Marche, dove vivono la moglie e tre figli piccoli. Funzionario della cooperazione italiana.
- Stefano Rolla, 65 anni, aiuto regista in veste di produttore, che stava facendo i sopralluoghi per un documentario sulla missione di pace in Iraq.

ONORI AI CADUTI