Di certo di un grande avvenimento sempre concorrono molte concause, però lindagine storica ha chiaramente assodato che molto notevoli furono le cause strategiche del crollo di Caporetto. Una di queste è pregiudiziale; quasi un peccato originale della guerra 1915-1918: la forma delliniquo confine italo-austriaco ereditato dal mediocre esito della guerra del 1866. Come è ben noto tale confine scendeva dallo Stelvio al lago di Garda per risalire da questo alle sorgenti del Piave, correre lungo lo spartiacque fra la valle del Tagliamento e la valle del Gail, scendere da Pontebba al monte Matajur e da qui, lasciando agli Austriaci la valle dello Judrio, giungere a Grado sul mare Adriatico. In tal modo il nostro confine formava un grande arco con due punti particolarmente deboli: la zona del Pasubio e della Val dAstico, da dove un attacco austriaco con unottantina di chilometri di avanzata poteva raggiungere lAdriatico e pertanto aggirare il Cadore, la Carnia ed il Friuli; nonché la zona di Cividale-Palmanova, questultima situata nella più piatta pianura. Il piano di guerra e lintenzione iniziale del generale Cadorna miravano proprio a superare completamente questo soffocante cerchio e puntavano addirittura allincontro con i Russi e con i Serbi sul Danubio, ma appunto la grave sconfitta subita dai Russi a Gorlice il 4 maggio 1915, ossia alla vigilia della nostra entrata in guerra, pattuita il 26 aprile con gli alleati per il 26 di maggio, frustava tale piano. Due anni di eroici sforzi del nostro esercito riuscivano bensì a superare lIsonzo, il vallone del Carso ed a giungere sullaltipiano della Bainsizza, ma in sostanza non riuscivano ad infrangere il soffocante infausto confine del 1866 di cui permanevano vulnerabilissimi due punti: quello dellaltipiano di Asiago (aggravato anzi dallavanzata degli Austriaci sul medesimo nel 1916) e la zona antistante la testa di ponte austriaca di Tolmino, puntata contro la sottile cresta montana antistante Cividale; in sostanza un grande arco aveva due chiavi di volta: una di queste è stata duramente colpita il 24 ottobre 1917 da un forte e ben condotto attacco nemico; quale meraviglia che una sia pur non molto profonda penetrazione nemica abbia determinato il crollo dellintero arco? Questa fu la genesi diciamo così predestinatrice delle vaste e gravi conseguenze del nostro iniziale scacco nella battaglia di Caporetto. |