Nella ritirata dellautunno del 1917, dallIsonzo al Piave, il nostro esercito perdette circa 750.000 uomini (10.000 morti, 30.000 feriti, 90.000 malati, 270.000 prigionieri, 350.000 sbandati che poi vennero raccolti per lo più nei campi di concentramento delle retrovie), 3150 cannoni, 1730 bombarde, 300 mitragliatrici, 2000 pistole mitragliatrici, 300.000 fucili, importantissimi campi di aviazione ed immense quantità di materiale di ogni genere. Lesercito italiano che il 24 ottobre contava più di 65 divisioni, riusciva a schierare il 9 novembre sulla nuova linea di difesa 38 divisioni delle quali molto erano alquanto scosse. Con queste sugli altipiani, sul Grappa e sul Piave venne vinta nel novembre e nel dicembre la battaglia di arresto della poderosa offensiva nemica. Dal novembre 1917 al febbraio 1918, il nostro esercito mirabilmente rinacque. Già durante lo svolgimento della battaglia di arresto si provvide alla riorganizzazione di ben 8 Corpi dArmata che dal novembre 1917 al febbraio 1918 ritornarono disponibili nella zona delle operazioni di guerra. In complesso, durante quei mesi, vennero ricostituiti 104 reggimenti di fanteria, 47 battaglioni complementari , 812 compagnie mitragliatrici, 22 reggimenti di artiglieria da campagna con 108 batterie, 50 batterie da montagna, 80 batterie pesanti campali, 75 batterie di bombarde, 91 batterie d'assedio, 570 sezioni lanciabombe e 23 battaglioni zappatori. |