A ottantacinque anni di distanza è nostro dovere rendere ai nostri padri un ulteriore tributo di ammirazione: sostennero sulle loro spalle le offese del nemico, i disagi, la fame, la sete, gli orrori, le tribolazioni, in condizioni psicologiche assolutamente incredibili. Chi di noi, oggi, accetterebbe con tanta umiltà, con tanto virile rassegnazione, con così alto coraggio civile, con pari dignità e abnegazione, le estreme conseguenze di quella durissima disciplina, non sempre giustificata? Terrorismo ed ingiustizie in guerra, sono gli araldi della sconfitta. Per noi Italiani lo furono di Caporetto. |