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La Prima Arma del Regio Esercito Italiano assolveva le funzioni di Polizia Militare. Qui con il fucile modello 1891, versione moschetto. |
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Nelle nostre linee si presentavano moltissimi soldati cechi, che poi serviranno per formare una divisione di "legionari Cecoslovacchi", con l'accordo di Parigi. Alcuni di questi Legionari nel Vicentino prima aderirono al passaggio a questa Divisione e poi disertarono. Furono presi, condotti al cimitero e passati subito per le armi. |
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Di fronte ai suoi prigionieri lItalia scrive la pagine più oscura di tutta la guerra. Lo spettro del tradimento è per il Comando Supremo italiano unossessione. Le autorità non permettono gli scambi di prigionieri, né attivano canali a sostegno di coloro che dAnnunzio chiama sprezzantemente imboscati doltralpe. La Croce Rossa è autorizzata a far pervenire aiuti solo agli Ufficiali ; per gli altri ci sono solo i pacchi inviati dalle famiglie, spesso a loro volta ridotte al limite della sussistenza. E proibita anche la raccolta di beneficenza a favore dei soldati presi prigionieri. Dopo la ritirata di Caporetto queste misure saranno ulteriormente inasprite, con la chiara intenzione di punire i presunti responsabili della disfatta. I numeri sono agghiaccianti, degli almeno 600.000 soldati italiani fatti prigionieri (circa 100.000) non fanno ritorno a casa. 90.000 di loro moriranno di fame e di freddo. Al ritorno in Patria saranno messi in campi di concentramento in Emilia o in Puglia per dimostrare che non sono disertori, che in prigionia non abbiano contratto il virus bolscevico. |
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Privi di comandanti, parte allegri e parte frastornati, narra il generale Krafft, i prigionieri si affrettavano sulla strada verso Tolmino, agitando fazzoletti bianchi, privi di armi, al grido di "evviva la Germania". Fritz Weber (1895-1972) Dal Monte Nero a Caporetto Mursia Editore 1967 |
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