Non esisteva ancora nel 1917 lattuale Aeronautica Militare Italiana, gli aviatori provenivano da tutti i reparti dellesercito, della marina che desideravano prendere il brevetto di Pilota, e dipendevano dallesercito. Nellestate del 1917, dopo due anni di guerra, eravamo riusciti ad assicurarci una netta superiorità aerea nei confronti dellAviazione austro-ungarica; la decima ed undicesima battaglia dellIsonzo del maggio e dellagosto del 1917, caratterizzato dallintervento diretto di notevoli masse aere nella battaglia, i bombardamenti in massa della Piazzaforte di Pola, il bombardamento aereo di Cattaro ne erano stati gli indici rivelatori. Senonchè lintervento sul nostro fronte, dopo il crollo russo, della XIV Armata germanica, fornita di ben 36 squadriglie per le 6 Divisioni dellArmata, di una squadriglia per le fotografie automatiche, di 6 squadriglie da caccia, di un reparto aereo di Armata, di reparti aerostieri, di cannoni automatici da 37, di cannoni antiaerei leggeri autoportati, di 8 batterie antiaeree trainate, contribuì a far passare la superiorità aerea dalla parte dellavversario, tanto più che lAviazione austriaca aveva rinforzato le proprie disponibilità con reparti resi disponibili dal crollo russo. Questi aerei si procurarono i dati per lattacco. Tutto il territorio compreso tra Plezzo e Canale
doveva venir fissato fotograficamente, perché le carte e le fotografie austriache erano completamente insufficienti. Ciò era inevitabile, poiché (dichiara il generale tedesco Von Hoeppner) gli italiani, che possedevano aeroplani eccellenti, avevano conservato fino allora unassoluta ed incontrastata superiorità aerea. La ricognizione e lesplorazione tedesca si spinse molto lontane dalle retrovie del nemico, rendendo possibile stabilire i punti adatti allattacco e le strade migliori per lavanzata delle divisioni
. Come si presentava la situazione della nostra Aviazione dopo lundicesima battaglia dellIsonzo? Le forze aere avevano subito un intenso logorio nelle due grandi offensive dellannata. Dal 1 al 24 ottobre si ebbero 11 giorni in cui le condizioni atmosferiche permisero di volare, 7 giorni di condizioni atmosferiche proibitive e 5 giorni di attività ridotta per maltempo. In questo periodo si era determinato un forte divario quantitativo e qualitativo tra le forze aeree italiane e austriache supportate dai tedeschi. Furono compiute in questo perido 748 voli di caccia, 200 ricognizioni sui cieli della 2 e 3 Armata. Furono sparati 11.200 colpi di mitragliatrice e si sostennero 71 combattimenti aerei, abbattendo 5 velivoli; due nostri piloti rientrarono feriti alla base. Il giorno 24 ottobre la pioggia era dirotta, la nebbia e le nubi basse impedirono qualsiasi attività aerea per entrambe le aviazioni, solo verso sera volò qualche ricognitore nemico per individuare la linea raggiunta dalle fanterie avversarie. Il giorni 25 e 26 furono giornate di intensa attività dalle due parti. Su 419 velivoli efficienti di cui disponeva laviazione italiana il giorno 25, volarono 403 apparecchi con compiti vari e di essi 278 vennero impiegati sul minacciato fronte della 2 e 3 Armata. La notte del 27 fu ordinata la ritirata generale sul Tagliamento e molti reparti si portarono nella zona di Pordenone Aviano e poi nellarea trevigiana e patavina. Il 24 Novembre da un resoconto laviazione disponeva (dei 419 del 25.10.1917) solo 198, fra i quali vanno annoverati quelli pervenuti dalle fabbriche e dai magazzini delle retrovie. Caddero in volo 26 piloti, 8 osservatori, 13 mitraglieri: 47 caduti su un totale di 886 aviatori ed più del 50 % della forza aerea, e materiale ed attrezzature reso inservibile e ben 22 campi di volo furono persi, posizionando le squadriglie rimaste dietro il Piave su solo 6 campi privi delle necessarie attrezzature. |