l'Aviazione Militare
L'Aviazione Militare a difesa dei Cieli d'Italia ed a servizio del controspionaggio
 
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Area di Pordenone - Aviano


Aree di atterragio dei nostri ricognitori, per appoggio ai nostri informatori che venivano portati e prelevati dalla nostra aviazione Militare.
Foto edite dal Servizio Informazioni dell'Aviazione Militare



Attività aerea dal 1 ottobre al 24 novembre 1917


Non esisteva ancora nel 1917 l’attuale Aeronautica Militare Italiana, gli aviatori provenivano da tutti i reparti dell’esercito, della marina che desideravano prendere il brevetto di Pilota, e dipendevano dall’esercito.
Nell’estate del 1917, dopo due anni di guerra, eravamo riusciti ad assicurarci una netta superiorità aerea nei confronti dell’Aviazione austro-ungarica; la decima ed undicesima battaglia dell’Isonzo del maggio e dell’agosto del 1917, caratterizzato dall’intervento diretto di notevoli masse aere nella battaglia, i bombardamenti in massa della Piazzaforte di Pola, il bombardamento aereo di Cattaro ne erano stati gli indici rivelatori.
Senonchè l’intervento sul nostro fronte, dopo il crollo russo, della XIV Armata germanica, fornita di ben 36 squadriglie per le 6 Divisioni dell’Armata, di una squadriglia per le fotografie automatiche, di 6 squadriglie da caccia, di un reparto aereo di Armata, di reparti aerostieri, di cannoni automatici da 37, di cannoni antiaerei leggeri autoportati, di 8 batterie antiaeree trainate, contribuì a far passare la superiorità aerea dalla parte dell’avversario, tanto più che l’Aviazione austriaca aveva rinforzato le proprie disponibilità con reparti resi disponibili dal crollo russo. Questi aerei si procurarono i dati per l’attacco. Tutto il territorio compreso tra Plezzo e Canale …doveva venir fissato fotograficamente, perché le carte e le fotografie austriache erano completamente insufficienti. Ciò era inevitabile, poiché (dichiara il generale tedesco Von Hoeppner) gli italiani, che possedevano aeroplani eccellenti, avevano conservato fino allora un’assoluta ed incontrastata superiorità aerea.
La ricognizione e l’esplorazione tedesca si spinse molto lontane dalle retrovie del nemico, rendendo possibile stabilire i punti adatti all’attacco e le strade migliori per l’avanzata delle divisioni ….
Come si presentava la situazione della nostra Aviazione dopo l’undicesima battaglia dell’Isonzo?
Le forze aere avevano subito un intenso logorio nelle due grandi offensive dell’annata. Dal 1 al 24 ottobre si ebbero 11 giorni in cui le condizioni atmosferiche permisero di volare, 7 giorni di condizioni atmosferiche proibitive e 5 giorni di attività ridotta per maltempo. In questo periodo si era determinato un forte divario quantitativo e qualitativo tra le forze aeree italiane e austriache supportate dai tedeschi. Furono compiute in questo perido 748 voli di caccia, 200 ricognizioni sui cieli della 2’ e 3’ Armata. Furono sparati 11.200 colpi di mitragliatrice e si sostennero 71 combattimenti aerei, abbattendo 5 velivoli; due nostri piloti rientrarono feriti alla base.
Il giorno 24 ottobre la pioggia era dirotta, la nebbia e le nubi basse impedirono qualsiasi attività aerea per entrambe le aviazioni, solo verso sera volò qualche ricognitore nemico per individuare la linea raggiunta dalle fanterie avversarie. Il giorni 25 e 26 furono giornate di intensa attività dalle due parti. Su 419 velivoli efficienti di cui disponeva l’aviazione italiana il giorno 25, volarono 403 apparecchi con compiti vari e di essi 278 vennero impiegati sul minacciato fronte della 2’ e 3’ Armata. La notte del 27 fu ordinata la ritirata generale sul Tagliamento e molti reparti si portarono nella zona di Pordenone Aviano e poi nell’area trevigiana e patavina.
Il 24 Novembre da un resoconto l’aviazione disponeva (dei 419 del 25.10.1917) solo 198, fra i quali vanno annoverati quelli pervenuti dalle fabbriche e dai magazzini delle retrovie.
Caddero in volo 26 piloti, 8 osservatori, 13 mitraglieri: 47 caduti su un totale di 886 aviatori ed più del 50 % della forza aerea, e materiale ed attrezzature reso inservibile e ben 22 campi di volo furono persi, posizionando le squadriglie rimaste dietro il Piave su solo 6 campi privi delle necessarie attrezzature.



Campo di aviazione austriaco nel veneto


Il Servizio Informazione dell'Aviazione Militare ha scattato questa foto di un campo di aviazione austriaco posto nel Venet Orientale.



Duello aereo nei cieli del Friuli


L'aereo (sulla destra) italiano, insegue l'aereo nemico austriaco ( nella foto posto a sinistra)