I Comandanti Italiani
I Comandanti Italiani
 
 Introduzione 
 Le cause di Caporetto 
 Cause Strategiche 
 Dispositivi dal 18 al 30/9 
 Dispositivi dal 1 al 19/10 
 Dispositivi dal 20 al 22/10 
 Dispositivi giorno 23 ottobre 
 2' Armata al 24 Ottobre 
 Plezzo Servizio Informazioni 
 Attacco del 24 ottobre 
 Diagrammi dell'avanzata austriaca 
 Ritirata dal 24/10 al 9/11 
 L'Invasione Austro-Tedesca 
 Cavalleria 
 Sacrificiodelle Armi 
 La Marina Militare 
 l'Aviazione Militare 
 Insubordinazione-Ammutinamenti 
 Disertori 
 Tricolore ed Alleati 
 United States of America 
 Austria ed Alleati 
 I Comandanti Italiani 
 Alta Valle dell'Isonzo 1917 
 Caporetto nel 1917 
 Viaggio a Plezzo nel 2002 
 Viaggio a Caporetto nel 2002 
 Viaggio nella Valle d'Isonzo 2002 
 Ponti sul Piave/Livenza 
 Milite Ignoto 
 Onori ai caduti e all'A.N.V.G. 
 Siti preferiti 
 
 

Insegna di Stato Maggiore


Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito presiede all’attività tecnico-militare dell’Esercito, sulla base degli indirizzi generali fissati dal Ministro della Guerra e delle direttive del Capo di Stato Maggiore della Difesa. Lo Stato Maggiore dell’Esercito è l’organo di cui si avvale il capo di Stato Maggiore dell’esercito per l’assolvimento delle sue funzioni.



generale Armando Diaz 1861-1928


Nato a Napoli nel 1861, Armando Diaz viene avviato giovanissimo alla carriera militare, diventa ufficiale d’artiglieria. Partecipa
alla guerra di Libia con il grado di colonnello , nel 1912, battendosi valorosamente e restando ferito a Zanzur. All’inizio
della Grande Guerra è nominato capo del reparto operazioni presso il Comando Supremo. Poi, a capo del 49’ divisione sul Carso,
si distingue per sprezzo del pericolo oltre che per capacità di comando. Ferito, viene decorato con la medaglia d’argento
al valore militare. Dopo Caporetto, dirige in buon ordine la ritirata delle sue truppe, che fanno parte della III Armata (quella
del Duca d’Aosta) e, succeduto improvvisamente a Cadorna (8.11.1917) riesce a bloccare l’offensiva austro-tedesca sulla linea
Grappa-Piave. Rinsaldato l’esercito nell’organizzazione, nell’armamento e nel morale, grazie anche a un migliore trattamento
delle truppe, nel 1918 dirige la grande offensiva finale che porta a Vittorio Veneto ed alla vittoria. Nel 1921 gli verrà
conferito il titolo di Duca della Vittoria.




generale Luigi Cadorna 1850-1928


Nato a Pallanza (Novara) il 4 settembre 1850 da una antica famiglia piemontese, figlio del generale Raffaele, comandante delle truppe italiane alla breccia di Porta Pia, Luigi Cadorna intraprende giovanissimo la carriera delle armi ed a 18 anni è già sottotenente di artiglieria. Una lenta ma regolare ascesa lo porta, nel 1910 al grado di generale designato d’armata. Il 10 luglio 1914, a seguito della morte del generale A.Pollio, viene nominato capo di Stato Maggiore dell’esercito, ossia comandante effettivo dello stesso, e si adopera energicamente per riorganizzarlo e ammodernarlo in vista dell’entrata in guerra del paese. Uomo da “Offensiva frontale” (nel febbraio del 1915 emana una circolare “programmatica” dal titolo Attacco frontale e ammaestramento tattico), porta una serie di costosissime (in termini di vite umane ) “spallate”contro gli Austriaci. Ottiene alcuni successi:
l’arresto dell’offensiva austriaca in Trentino “Strafexpedition” (vedi: http://utenti.lycos.it/strafexpedition) nel maggio 1916, la presa di Gorizia in agosto, la vittoria della Bainsizza nell’estate del 1917. Ma la disfatta di Caporetto nell’Ottobre del 1917, è causa del suo esonero. Aveva previsto l’Offensiva austriaca (in vista dell’uscita dalla guerra della Russia e
dell’aiuto Tedesco) già dal marzo del 1917 ed aveva organizzato le difese sul Grappa ed i Piani di ritirata. Dopo la guerra, Mussolini lo riabilita, nominandolo Maresciallo d’Italia.



Il Gazzettino del 29 Ottobre 1917


In questa edizione si pubblica il famoso bollettino di Cadorna nel quale si descrive "che alcuni reparti della 2' Armata vilmente arresisi......."