Il Progetto “EMYS TICINO PIEMONTE”

 

Il Progetto "EMYS TICINO PIEMONTE"

In pochi anni in Italia, grazie anche alla rivalutazione della "fauna minore", sono prolificati i progetti di conservazione riguardanti la Testuggine palustre, anche se in diversi casi l'inserimento nel programma di miglioramento faunistico di questa come di altre "target-species", è un modo per aumentare le possibilità di finanziamento. Ciò è ancora più lampante quando i progettisti indicano quali modalità di acquisizione degli esemplari per possibili reintroduzioni la "cattura in natura" da popolazioni autoctone.

Anni di censimento hanno dimostrato l’estrema localizzazione e povertà numerica dei nuclei autoctoni residui della testuggine palustre padana (E.o.galloitalica), con poche eccezioni: la Riserva Statale "Bosco della Mesola" e la Riserva Naturale "Valli di Campotto e Mandriole", entrambe in Provincia di Ferrara, in Emilia Romagna.

L’utilizzo di esemplari selvatici per le reintroduzioni è quindi assolutamente improponibile per il possibile impatto negativo, per quanto riguarda il trend numerico, sulle popolazioni d’origine.

L’utilizzo di giovani "pronta-liberazione" risulta essere la strada alternativa, ma sono veramente pochi i centri di allevamento disponibili. Il primo per dimensioni, il Centro CARAPAX Italia di Massa Marittima, in provincia di Grosseto, produce piccoli della sottospecie padana che serviranno per i progetti di reintroduzione già attivati in Lombardia ed Emilia Romagna. Il secondo Centro, quello della Riserva Lago di Serranella, in provincia di Chieti, alleva testuggini palustri della forma adriatica necessarie per le strategie di conservazione della specie in Abruzzo.

 

Dal 1997 si sta cercando di promuovere un recovery-plan riguardante complessivamente l’areale Padano-Veneto della Testuggine palustre. Queste le azioni focali: la riunione sotto un unico coordinamento di quanti a qualsiasi titolo stanno "lavorando" per la conservazione di Emys orbicularis; la promozione di studi ecologici sulle popolazioni vitali e iniziative di protezione degli habitat residui; la costituzione di centri di allevamento dislocati opportunamente nelle diverse Regioni; l’attivazione di convenzioni tra le diverse aree protette per la gestione "comune" della specie (per esempio per la salvaguardia dei nidi dopo la deposizione nelle località con ricche popolazioni di Emys e l’allevamento di parte dei piccoli in strutture protette presso punti adatti alla reintroduzione).

 

Nell’ambito di questo piano generale, denominato "EMYS pro EMYS" è stato costituito nel 1999 (a Galliate, NOVARA, nel territorio del Parco regionale della Valle Ticino Piemonte) il primo centro di recupero e allevamento di Emys orbicularis per la Regione Piemonte.

Collocato nella parte centrale dell’area protetta, in una zona a limitato disturbo antropico e di proprietà del Consorzio di gestione, il centro già dispone di 10 recinti, dotate di vasche-stagno in materiale plastico, e di una struttura laboratorio per quarantene-incubazione uova-nursery protetta e svernamento. I riproduttori provengono da popolazioni padane autoctone (della provincia di Ferrara).

Il progetto di pertinenza del Parco del Ticino Piemonte "EMYS TICINO" si prefigge questi scopi:

1. completare il censimento e ridefinire lo status di Emys orbicularis nella Valle del Ticino (e per questo è stata attivata una tesi seguita dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Milano);

2. ricercare tra i vari fattori di minaccia conosciuti e ritenuti causa principale di rarefazione della Testuggine palustre, quelli tuttora persistenti negli ambienti del Parco;

3. individuare punti protetti o controllati adatti per il rilascio di soggetti allevati;

4. allestire e gestire il "breeding-center" e successivamente un "nursery-center" dove allevare i piccoli fino alla liberazione;

5. costituire lungo tutta l’asta fluviale nuclei numericamente adeguati di Emys orbicularis in grado di assicurare in futuro un sufficiente turn-over e l’autonoma espansione.

Il raggiungimento di queste finalità non sono immediate; le necessità biologiche di Emys orbicularis sono tali che non è possibile spingerne la riproduzione in cattività ai ritmi di altri allevamenti e con il numero di riproduttori massimo previsto, nella migliore delle ipotesi, si potranno ottenere dai 30 ai 50 piccoli l’anno. Lo sviluppo di questi ultimi, pur nella logica di un allevamento intensivo (senza pause invernali) li porterà alle dimensioni adeguate per il rilascio solo dopo 4 anni. Pertanto i primi 7 piccoli nati del 1999 (anno di attivazione ufficiale del "breeding-center") saranno rilasciati in natura nella primavera del 2002. Per quella data il Progetto dovrà però aver conseguito altre finalità: una soddisfacente conoscenza della distribuzione e situazione di Emys orbicularis nella Valle del Ticino; l’individuazione dei punti adatti alle reintroduzione o di possibili nuclei relitti autoctoni da "potenziare".

Vincenzo Ferri

 

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