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                        La Diga Jato

 

 

L’Invaso  Poma, costruito   con finanziamento della  CASMEZ dal 1963 al 1968 e dato in gestione  all’E.S.A.  è attualmente il maggior invaso in Sicilia tra quelli realizzati con diga di materiali disciolti.

Esso consente l’irrigazione di circa 9000 ettari di terreno coltivato della piana di Partinico, la regolazione delle acque di piena del tratto vallivo del fiume Iato e contribuisce inoltre all’approvvigionamento potabile della città di Palermo e di alcuni paesi della  fascia costiera .Ha una superficie di  163,6  Kmq ed una capacità di 72,5 milioni di  mc. 3 di acqua . Nasce nei  primi  anni 60, come risultato di una lunga serie di lotte e di pressioni guidate da Danilo Dolci e dal centro studi ed iniziative per la piena occupazione e con la partecipazione della popolazione della zona che nella “diga” vedeva uno strumento per innescare processi di sviluppo che la riscattasse dal secolare sottosviluppo in cui viveva. L’utilizzo razionale della risorsa idrica, difatti,  ha dato un nuovo volto alle campagne, aumentandone la produttività con il cambiamento delle colture agricole e con l’ammodernamento dell’agricoltura.

 

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Per i cittadini dei paesi della Valle Iato la  “diga” è un luogo  fortemente simbolico: è un’opera realizzata nonostante l'azione di ostacolo svolta dalla mafia e dalle forze conservatrici negli anni 60’. Ancora oggi vi si svolge lo scontro tra i gruppi criminali emergenti (nuova mafia) e chi ne vuole contrastare il dominio come dimostra l’assassinio dell’avvocato La Franca, nel gennaio del 1997. In tempi recentissimi è stato liberato dalla rivolta morale dei cittadini onesti  e dalla efficiente e determinata presenza   delle forze dell’ordine.

L’invaso Poma  rappresenta inoltre una risorsa naturalistica che,  se utilizzata correttamente, può  costituire un’occasione ulteriore di sviluppo eco-sostenibile con un impatto positivo sull’occupazione e sulla qualità della vita.

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Attualmente è un’Oasi di protezione e rifugio della fauna gestita dalla ripartizione faunistico-venatoria dell’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste della Sicilia,  ai  sensi dell’art. 35 L.R. 37/81, mentre l’Azienda Forestale  è intervenuta nel corso degli anni con l’impianto di eucaliptus e conifere non autoctone come il Pino d’Aleppo, il Pino domestico, il Cipresso comune , il Cipresso argentato.

La flora presente all’interno dell’invaso, oltre   alle specie trapiantate dalla Forestale, è costituita dalla vegetazione  delle comunità alveo-ripariali  tipica della nostra zona: la cannuccia (Phragmites comunis), il giunco (Schoenoplectus lacustris), la  canna (Arundo donax), il pioppo (Populus nigra), il Vitex agnus-castus, la Phragmites australis e la Menta sativa.

E’ presente anche la cosiddetta vegetazione rupestre con le specie guida quali: lo Spartium junceum, l’inula viscosa, il Quercus suber, il Quercus pubescens, la Rosa canina, l’Euphorbia dendroides, la Ferula comunis, l’Ampelodesmos mauritanicus, il Prunus spinosa, il Fraxinus omis, il Chamaerops humilis (palma nana), l’Olea europea var. syllvestris, il Pyrus piraster, il Mirto, mentre a valle delle paratie ci sono presenze di Quercion ilicis.

L’invaso rappresenta un luogo di transito e di svernamento di varie specie di uccelli migratori: è possibile  vedere aironi, cormorani ,gallinelle d’acqua, folaghe e vari tipi di anatidi .Inoltre è ricco   della presenza di varie specie ittiche, quali:  la perca fluvialis, varie specie di Cyprinus , la Gambusia affinis holdbrookey, il microptorus salmoidos e come crostacei    il polemon edule.

 

Le fotografie sono state gentilmente fornite dal Prof. Giovanni Provenzano