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ERCOLE BALDINI
"IL MUSEO DEI MIEI SOGNI"
L'olimpionico di Melbourne apre la sua casa a chi vuole studiare il ciclismo
 

Quando una foglia generosa si stacca, amici e vecchi colleghi, accorrono a salutare il vecchio compagno. A partecipare al congedo di Antonio  Maspes c’era, fra i tanti colleghi di pedivella, anche Ercole Baldini che quando correva era soprannominato “il treno di Forlì”. Straordinario passista, seppe mettere a frutto le sue grandi potenzialità atletiche soprattutto nelle gare contro il tempo.

E il tempo corre. Come un treno. La locomotiva di Romagna sa che è arrivata l’ora di fissare i ricordi. L’idea è semplice. Meglio adagiare tutto su un binario, dentro una di quelle piccole stazioni di provincia. Raccogliere cimeli, gagliardetti e medaglie conquistate e riporle in un bel museo. Piccolo ma onesto. Semplice e onesto, come Il Sangiovese di Romagna, vino generoso che piace ai contadini.      

Nel museo che Ercole Baldini sta per allestire, ci saranno tutti i ricordi a lui più cari: la maglia rosa conquistata nel 1958, la casacca Olimpica indossata a Melbourne ( vittoria che gli spianò la strada verso il professionismo), la maglia iridata vinta in Francia dopo aver staccato a uno a uno i suoi compagni di fuga. E non mancheranno centinaia di altri piccoli e grandi ricordi della sua carriera. Per la medaglia olimpica ci si dovrà accontentare di una copia, perché l’originale è conservato nel caveau di una banca. Anche ai ladri, si sa, interessa il collezionismo ciclistico…

 “ Ormai è un progetto al quale sto lavorando da parecchio tempo – spiega il campione romagnolo – ed è arrivato il momento di concretizzare questa idea che è molto semplice. Vorrei che tutto il materiale riguardante la mia carriera non andasse disperso in mille rivoli oppure abbandonato ad ammuffire in qualche cantina. Il locale c’è ed è pronto per ospitare trofei, coppe, targhe, fotografie e memorie della mia vita sportiva. A dire il vero non sarà un vero e proprio museo. Sarebbe presuntuoso chiamarlo così. Diciamo che sarà una bella raccolta di materiale che altrimenti andrebbe perso.”

Dove sorgerà , esattamente, questa collezione?

“A Forlì, sulla via Emilia, a pochi passi dalla mia abitazione; in viale Bologna 325. E’ un locale che fino ad oggi veniva utilizzato dalla mia famiglia per ritrovi e festeggiamenti vari. Durante la settimana metteremo a disposizione un numero telefonico al fine di prenotare una visita all’interno del “museo. Chi vuole, ci chiamerà e noi apriremo il locale”.

Un altro grosso problema di queste raccolte è rappresentata dalla loro gestione. Per quanto mi riguarda, sono disposto, un giorno, a regalare la mia collezione di cimeli al Comune di Forlì affinché se ne occupi e sfrutti il museo in modo da avere anche un ritorno di immagine per il territorio"

 

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Altre idee?

“Molta gente non lo sa, eppure ci sono giovani che preparano tesi riguardanti il ciclismo nelle università sia italiane, sia straniere. Mi è capitato di conoscere due studenti polacchi che hanno chiesto di aggregarsi alla carovana del Giro d’Italia per “studiare” da vicino questa disciplina, seguendola dal vivo. Altri, si accontentano di documentarsi negli archivi dei giornali ma spesso rischiano di essere abbandonati a se stessi, senza una guida, qualcuno che dia loro qualche traccia per approfondire la storia del ciclismo.

Da queste osservazioni, parte la mia proposta di arricchire il museo che sta per essere realizzato di materiale ciclistico, soprattutto libri e riviste. Il mio sogno è di riuscire a raccogliere tutti i libri che parlano di ciclismo e le raccolte delle principali riviste che si occupano della nostra disciplina. Così, i giovani impegnati in qualche ricerca, potranno trovare tutto il materiale concentrato in un’unica sede e una persona disposta a dar loro qualche consiglio e suggerimento”.

 

Qual è l’oggetto, il cimelio a cui tiene di più?

Un po’ a tutti, per la verità. Anche le targhette che mi regalano gli organizzatori delle serate, andranno a far parte di questa raccolta. Però, lo ripeto, non voglio che si parli di un vero e proprio museo.  In  verità, penso che il proliferare di tutte questo genere di iniziative non siano del tutto positive. Troppo musei, difficili da raggiungere; spesso lontani dai centri di maggiore traffico. Per alcuni progetti, c’è solo l’idea, l’entusiasmo e la buona volontà. Però mancano i soldi. Che sono importanti. Così non si sa mai quando un progetto sarà terminato. La mia proposta: costruiamo un solo museo, grande, bello e in qualche modo rappresentativo di tutta la storia del ciclismo italiano. Ma poi non andiamo a costruirlo sulle montagne dove la gente non ci passa. Ecco, sarei favorevole alla costruzione di un Museo a Milano vicino al Vigorelli oppure a Roma ai Fori Imperiali.

 

il libro sulla sua vita

Per non perdere il “treno” della solidarietà

Chi desiderasse approfondire la conoscenza del campione Ercole Baldini può acquistare il libro scritto da Rino Negri e Maurizio Ricci. I proventi del volume sono interamente destinati alla Croce Rossa Italiana. Acquistare il libro, che costa L.50.000 + spese di spedizione, permette non solo di rivivere le imprese di Ercole con foto di commento di rara bellezza per gli appassionati di ciclismo, ma anche di aiutare concretamente l'associazione benefica "Il Treno di Forlì".

Per informazioni sulle modalità di acquisto del volume si può consultare il sito dedicato al campione romagnolo che contiene anche alcune interessanti note biografiche del corridore: www.ercolebaldini.com

 

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