LEGAMBIENTE Arcipelago Toscano

LEGAMBIENTE per le isole

Il cigno verde è presente all'Elba fin dal primo anno di fondazione di quella che si chiamava Lega per l'Ambiente. Allora, eravamo uno sparuto gruppo di amici che poi divenne "Circolo dell'Isola d'Elba", dopo una breve crisi, il circolo si trasformò in "Elba Ovest", avendo la stragrande maggioranza dei soci divisa tra Marciana Marina e Marina di Campo. Ma la durissima battaglia contro gli antiparco ha fortificato e fatto crescere Legambiente in tutta l'Elba e, dopo l'istituzione dell'Area Protetta, ci siamo dati l'ambizioso nome di "Legambiente Arcipelago Toscano". LEGAMBIENTE è rappresentata nel Consiglio Direttivo dell'Ente Parco da Umberto Mazzantini (tel. e fax 0565904353), un elbano che fa parte anche del Consiglio Nazionale di Legambiente, dal 1999 è Presidente del circolo Gian Lorenzo Anselmi (telefono 0565904213) che fa parte anche del direttivo regionale Toscano di Legambiente.

IL PARCO Nazionale dell'Arcipelago Toscano

Il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano è nato tra grandi proteste e dopo un durissimo confronto che ha visto praticamente tutte le forze politiche schierarsi contro la sua istituzione. Un'unica associazione ha sempre coerentemente (e coraggiosamente, visto il clima di intimidazioni e minacce...) combattuto per il parco: LEGAMBIENTE. Oggi il Parco è una realtà:ne fanno parte i Comuni di Livorno (Isola di Gorgona), Capraia, Rio Marina, Rio nell'Elba,Porto Azzurro, Capoliveri, Portoferraio, Marciana, Campo nell'Elba, Marciana Marina, Giglio, compresi in due province: Livorno e Grosseto; a terra il parco comprende: il 53% dell'Isola d'Elba, il 40% del Giglio, il 70% di Capraia e per intero le isole di Gorgona, Pianosa, Montecristo (che è riserva integrale dello Stato), e Giannutri; a mare il parco si estende per oltre 70.000 ettari (è la più grande Area Marina protetta d'Europa) e circonda le isole minori ma non interessa l'Elba e il Giglio. Un tempo in questo mare viveva la foca monaca ed ancora oggi è sorvolato dal rarissimo gabbiano corso, all'Elba sono presenti il cinghiale (importato dai cacciatori negli anni '50 e che oggi costituisce un gravissimo problema per l'equilibrio ambientale del Parco), il muflone, la martora, il ghiro. Capraia è popolata da berte, falchi pellegrini e numerose specie di uccelli migratori e stanziali.Pianosa ospita una colonia numerosissima di Pernici Rosse e il raro Rondone Pallido. Tutte le isole sono ricchissime di specie endemiche o rare a di insetti e piccoli crostacei d'acqua dolce ma anche di sauri come il tarantolino tirrenico e la lucertola "azzurra" di Pianosa o anfibi come la raganella sarda e il discloglosso sardo (a Giglio e Montecristo). Tutte le isole sono coperte da una fitta macchia mediterranea di cisti, erica e ginestre (con numerosissimi endemismi) e all'Elba si possono trovare anche fitti boschi di lecci e castagni che nascondono la rara felce osmunda regalis e numerose orchidee, mentre sul massiccio del Monte Capanne (1.019 metri)potete trovare la viola e il fiordaliso dell'Elba, la piccola ginestra aspalatoide, il giglio di San giovanni. Un ambiente unico,con gioielli ambientali e paesaggistici, di enorme interesse geologico, ricco di storia e di tradizioni. Un parco nazionale che LEGAMBIENTE ha fortemente voluto e che oggi vuole difendere con l'aiuto di tutti