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di Chirone, di Folo e di Nesso
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Nell'aprile 1997 l'
International Astronomical Union (IAU), per la prima volta nella storia, accettò la proposta avanzata da un gruppo di astrologi in relazione al nome da assegnare ad un pianeta minore: il pianeta in questione è il terzo Centauro,
1993 HA2, scoperto nell'aprile 1993 (vedi il
tema di scoperta di Nesso), al quale è stato ora ufficialmente assegnato il nome di "Nessus" (la forma latina del greco "Nessos").
Questo nome è stato suggerito da Dieter Koch, Zane Stein e da me. L'assegnazione del nome venne ufficialmente annunciata da un'e-mail internazionale il 22 aprile 1997 alle ore 22.10 UT dallo
Smithsonian Astrophysical Observatory a Cambridge, in USA-MA (
diagramma 1. Nesso, a titolo di informazione, si trova esttamente sulla 3^ cuspide di questo tema natale).
Nesso è ora il terzo Centauro al quale sia stato assegnato un nome, dopo i due Centauri precedentemente scoperti, Chirone e Folo.
I Centauri sono un piccolo gruppo, composto (al momento) da sette pianeti minori con proprietà insolite: non sono né comete convenzionali, né asteroidi tipici. Hanno, allo stesso tempo, però, caratteristiche comuni ad entrambe le categorie. Si muovono nel sistema solare esterno in orbite estremamente diverse e soprattutto spiccatamente ellittiche. La loro origine si è probabilmente verificata nella Fascia di Kuiper, oltre le orbite di Nettuno e di Plutone. Risucchiati fuori dalla Fascia di Kuiper dall'attrazione gravitazionale di Nettuno, milioni di anni fa, sono stati poi catapultati all'interno del sistema solare interno, dove hanno assunto - con il tempo - la loro attuale orbita. Generalmente toccano o intercettano le orbite dei pianeti principali ed hanno periodi orbitali che variano da 49 anni (Chirone) a circa 123 anni (Nesso).
Le origini ed i motivi dietro al suggerimento di questo nome
Nel corso del nostro lavoro per il libro su Folo, Dieter Koch ed io contattammo via e-mail i suoi scopritori (gli stessi che hanno scoperto Nesso), David L. Rabinowitz e Jim Scotti. Scotti rispose dettagliatamente alle nostre domande concernenti le caratteristiche astronomiche di Folo e di altri pianeti minori di recente scoperta e, in una delle sue e-mail, accennò al fatto che temeva che la disponibilità di nomi dei Centauri mitologici potesse non essere sufficiente, data la grande quantità di Centauri che attendeva di essere scoperta. Noi trovammo 84 nomi centaurici (cosa che riuscì a sciogliere tale preoccupazione) e glie li inviammo, il 31 maggio 1995, inviandoli anche al direttore del
Minor Planet Center (un dipartimento dell'IAU ed il centro internazionale per le scoperte astronomiche), il dottor Brian D. Marsden, che è anche il responsabile dell'assegnazione dei nomi.
In questa e-mail proponemmo che al terzo Centauro "1993 HA2" venisse assegnato il nome di Nesso, motivato dal fatto che un nome del genere sembrava predestinato per le seguenti ragioni:
- L'orbita di "1993 HA2" ha un percorso estremamente ellittico tra Saturno e Plutone (diagramma 2), creando un ponte tra i due pianeti. "1993 HA2" ci guida dal mondo ordinato di Saturno nelle sfere plutoniche.
- La mitologia di Nesso ha forti associazioni ai temi plutonici: Nesso si vendicò della mortale ferita al cuore causata da una freccia avvelenata di Herakles escogitando - perfino mentre lottava con la morte - una successiva grande sofferenza all'eroe greco per mezzo di un malvagio inganno. Herakles vide che la sua fine era imminente e si sacrificò sulla pira, cosa che finalmente portò alla purificazione (dalla terrena follia) ed all'assurgere al cielo, alla salvezza ed all'immortalità dell'eroe!
- Oltre Chirone e Folo, Nesso è il terzo ed ultimo Centauro dotato di una importante e famosa saga mitica che nel corso dei secoli è stata fonte di ispirazione per gli artisti.
Le reazioni
Il dottor Marsden ci ringraziò per l'elenco e per la proposta del nome, inoltrando entrambi al "
Working Group in Planetary System Nomenclature". Anche Jim Scotti ci ringraziò per l'elenco, ma espresse la sua perplessità sulla natura selvaggia e le tendenze violente dei Centauri, così evidenti nella mitologia.
Non avemmo più notizie dalla metà del 1995 fino agli inizi del 1997: a tutti gli effetti sembrava che la nostra proposta fosse stata ignorata. Zane Stein, lo studioso statunitense di Chirone, prese nuovamente l'iniziativa nel febbraio 1997, ed inviò al dottor Marsden del materiale sulla mitologia di Nesso. Egli rispose impegnandosi a sostenere la candidatura del nome Nesso, nell'aprile 1997. "1993 HA2" è ora ufficialmente Nesso.
Astronomi ed astrologi non avevano mai precedentemente collaborato all'assegnazione del nome ai pianeti. È interessante il fatto che siano i "pianeti ponte", i Centauri, quelli che hanno portato le due discipline a compiere un piccolo ma significativo passo di reciproco avvicinamento. Ciò non sarebbe stato possibile senza l'apertura ed il supporto di Jim Scotti e del dottor Brian Marsden.
Quest'ultimo rispose alla mia e-mail di ringraziamento, successiva all'evento, ringraziandoci esplicitamente per l'aiuto relativo alla ricerca nella mitologia e nei nomi centaurici, e ci incoraggiò ad inviare proposte per i successivi quattro Centauri che ancora non avevano ricevuto nome.
Un trio speciale
Nella storia della scoperta e dell'assegnazione del nome ai pianeti si sono spesso verificate delle curiose "coincidenze". Per esempio, l'astronomo Percival Lowell calcolò quasi esattamente la posizione di Plutone, con un'approssimazione di 8°, basando i suoi calcoli sulle perturbazioni delle orbite di Urano e Nettuno. I dati di Lowell - come si scoprì in seguito - non rientravano nei minimi sufficienti a tale scopo. Inoltre, il nome "Plutone" fu scelto in un elenco di 100 possibili alternative. Era giunto il momento adatto per la scoperta e per l'assegnazione del nome "Plutone". Non è simile alla "coincidenza" dell'assegnazione del nome al Centauro Chirone?
Osservando più accuratamente le orbite dei primi tre Centauri scoperti - Chirone, Folo e Nesso - notiamo poi un'altra curiosa "coincidenza": il primo (Chirone) unisce Saturno ad Urano, il secondo (Folo) unisce Saturno a Nettuno ed infine il terzo (Nesso) unisce Saturno a Plutone - uno dopo l'altro - dal cancello di Saturno all'interno delle sfere transpersonali di Plutone (
diagramma 3).
Non dovremmo dunque considerare questi tre Centauri come un gruppo a sé stante - un trio di reciproca appartenenza? Folo e Nesso sono forse simili a Chirone, ciascuno nel proprio unico ed inimitabile modo un "mentore" all'aprirsi al transpersonale.
The Centaur Research Project (CRP)
Ulteriori ricerche sui Centauri ci offriranno rivelazioni di interesse ancora maggiore, come il significato più profondo dell'intero gruppo centaurico. I Centauri possono anche mostrarci astrologicamente Urano, Nettuno e Plutone sotto una nuova luce. I tre transaturniani, dopotutto, hanno i loro personali "messaggeri" e le loro "chiavi di comprensione"! L'importanza astrologica di Chirone risulterà a sua volta più chiara grazie al confronto con Folo e Nesso.
Per Nesso (come per Chirone e per Folo) si possono già calcolare delle affidabili effemeridi (vedi la tavola) che tengono conto delle perturbazioni dei pianeti maggiori, per centinaia di anni. Dunque non c'è nulla che impedisca di procedere nella ricerca.
Ma quando si giunge all'argomento "nuovi pianeti", ci si scontra inevitabilmente con due preconcetti che vorrei ora brevemente esaminare: in primo luogo, l'argomentazione frequentemente avanzata che pianeti tanto piccoli siano irrilevanti proprio perchè sono tanto piccoli. Questo è un palese errore: nell'ambito della simbologia astrologica, le dimensioni e l'importanza non sono interdipendenti, come è stato dimostrato da Chirone - e grazie a noi anche da Folo.
Incidentalmente, Plutone non è più stato compreso nella stessa categoria dei pianeti maggiori dai circoli accademici astronomici da qualche anno, ma sembra essere un pianeta minore binario (con la sua luna Caronte: uno dei motivi è la sua orbita ellittica, atipica rispetto a quelle dei pianeti maggiori).
In secondo luogo, la comprensibile paura di essere inondati da nuovi fattori interpretativi ed il pericolo dell'"arbitrarietà interpretativa".
È mia opinione che viviamo in un periodo di approfondito modo di esaminare le multiformi e complesse connessioni della vita. Non è dunque appropriato che focalizziamo maggiormente la nostra attenzione sul particolare e su ciò che è meno ovvio, anche nel campo dell'astrologia? Che stabiliamo differenze in modo più appropriato? Ciò consente maggiore chiarezza e profondità di interpretazione.
Tuttavia, i nuovi pianeti non devono automaticamente essere considerati come importanti fattori generali di interpretazione: è possibile che alcuni siano rilevanti solamente in specifici contesti, questione che deve ancora essere esaminata dettagliatamente. A mio parere, l'aggiunta di nuovi fattori di interpretazione non porta necessariamente a scelte "appropriate", anche se sembrano esserlo mentre forse mancano di sostanza nella selezione dei "giusti" fattori di interpretazione (e questo significherebbe fare cattivo uso dei nuovi astri); piuttosto ci mette in grado di affinare e rendere più esauriente l'interpretazione stessa.
I nuovi fattori potrebbero migliorare la comprensione dell'intera immagine della questione umana. Per esempio: si potrebbe interpretare nel suo complesso la questione della
ferita / guarigione / recupero dell'integrità in modo attuale e veramente dettagliato senza aggiungere Chirone? O piuttosto: dal momento che esistono persone uraniane, nettuniane, plutoniche eccetera, perché non dovrebbero esistere persone influenzate da Chirone, da Folo o da Nesso?
Fissare lo sguardo su nuovi fattori interpretativi e di converso non riuscire a vedere l'asse portante, ammettiamolo, non è un facile compito. Alla luce delle scoperte rivoluzionarie (dal 1992, 42 Transnettuniani e plutoniani che ancora non hanno ricevuto nome ed altri 7 centauri) noi non saremo nella condizione di evitare questi problemi per molto tempo ancora. Inoltre: quale astrologo non rizzerebbe le orecchie e non si incuriosirebbe di fronte ad un Centauro che si trovi forse in congiunzione con uno degli assi principali del suo tema?
Dal momento che - fino ad ora -
solamente questi primi tre Centauri, fra tutti i nuovi pianeti, hanno ricevuto un nome e dunque sono diventati "tangibili", sembra logico procedere facendo ricerca sulla loro importanza astrologica.
Per promuovere la ricerca su tutti gli altri Centauri, mi piacerebbe varare un "
Centaur Research Project" che potrebbe funzionare da punto di incontro per lo scambio e la concentrazione di informazioni e di esperienze, ed incoraggiare gli astrologi interessati alla ricerca su uno o più Centauri. Sarei felice di offrire le mie capacità nel calcolo ed i materiali di ricerca a "prezzo di costo", e di discutere quanto rientra nelle mie attribuzioni. Nel caso che se ne presenti la necessità, posso offrire consigli e supporto a progetti particolari grazie alla mia conoscenza ed alla mia esperienza nella ricerca su Folo.
Questo progetto dovrebbe costituire un ponte per lo scambio tra i paesi di lingua non-tedesca e noi, incentivando gli scambi (anche grazie ad Internet) e la possibilità, in seguito, di convegni: sono in preparazione un articolo ed una conferenza sui primi significati astrologici e sulle caratteristiche astronomiche di Nesso.
Contatti
Robert von Heeren
Altoettinger Strasse 12a
D - 81673 Muenchen/Munich, Germany
Tel. : +49 (0) 89 43 65 11 91 (Q)
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