Emergenza immigrati
Aprendo il giornale (La Nazione) un giorno qualunque, ho notato un articolo su una indagine fatta dalla regione Lombardia sull’emergenza criminalità e immigrazione, il titolo era, grosso modo: "l’immigrazione clandestina è causa dell’aumento della criminalità", fin qui niente di nuovo, giornale di destra, regione di destra, campagna elettorale ecc.
Ma quello che mi ha colpito sono state le foto di alcuni intervistati, tutti belli sorridenti, non ho letto le dichiarazioni ma me le posso immaginare, oggi dire che la colpa della criminalità (che le statistiche ci dicono in diminuzione) è dell’immigrato extracomunitario è diventato, purtroppo, una frase fatta, ma chi dice cosi intende proprio questo ?
Innanzitutto dire extracomunitario non è esatto, nessuno si sogna di accusare gli svizzeri o gli americani di essere i responsabili del crimine nostrano, allora bisognerebbe specificare che ci si riferisce ai poveri, ai senza diritti, ai clandestini senza permesso di soggiorno, ma anche qui c’è un’ambiguità di fondo, i piccoli industrialotti del nord-est, notoriamente di destra, dicono che hanno bisogno di mano d’opera, la spiegazione ufficiale è che gli italiani non vogliono fare certi lavori, in parte può anche essere vero, un giovane che ha studiato almeno una decina di anni non penso proprio voglia andare a lavorare in una conceria o fare il muratore, almeno se non costretto, ma la ragione principale è che gli extracomunitari sono ricattabili, meno paga, meno diritti. Per il datore di lavoro, in questo caso del nord, è meglio che ci sia tensione sociale, più allarme uguale più controllo verso queste persone, non è una nuova strategia, è la stesso metodo usato dai "padroni" dall’avvento dell’industrializzazione. Cosi è naturale preferire ad un giovane, semmai sindacalizzato, che conosce i suoi diritti e che se protesta viene ascoltato, un immigrato con poca conoscenza della lingua che ha strappato un permesso di soggiorno dopo essere stato clandestino ed aver vissuto con la paura del rimpatrio, che non conosce i suoi diritti e che vede, anche nel peggior lavoro mal pagato, una forma di legittima integrazione e di riscatto.
In giro c’è un appiattimento di opinioni, i mass media suonano la gran cassa e la gente si convince che quella sia l’unica verità, perché anche se brutta è rassicurante, non devono scegliere, non devono farsi un opinione propria, toccherebbe informarsi in altri modi, perché farlo quando la tua opinione te la trovi già scritta sul giornale o detta alla televisione ? La trovi perfino quando non l’avevi !
E purtroppo devo constatare che in molti casi i più accaniti, almeno qui a Firenze, contro gli immigrati, sono proprio quelli che a loro volta sono stati costretti a lasciare i loro paesi per venire a lavorare qua, c’è una sorta di sindrome da auto integrazione in un meccanismo squallido dove tu, siciliano o napoletano, individui quello più giù nella tua scala di valori, oramai condizionata dal distorto pensare comune, anche se ne hai subito tu stesso molte volte le conseguenze, lo stesso meccanismo per cui facciamo finta di non ricordarci le navi piene di immigrati diretti a "la merica" dell’inizio del secolo, o quando diamo la colpa a gli immigrati che importano criminalità mentre in questo campo, tra mafia e camorra, pochi ci insegnano.
E ancora, se viene investito qualcuno con la macchina da un immigrato apriti cielo, come se la causa del fatto sia l’essere nato in un altro paese, come se agli italiani non succedesse. Sarebbe come dire : aboliamo il calcio perché ci sono gli ultras, eliminiamo i poliziotti perché qualcuno a dato fuori di matto e ha sparato alla moglie o a un autista di autobus, aboliamo il denaro perché serve per il gioco d’azzardo, per la prostituzione, per la droga, chiudiamo le autostrade perché ci muoiono migliaia di persone l’anno, eliminiamo il lavoro perché non dovrebbe esistere morire mentre ti guadagni da vivere !
Sentire i discorsi qualunquisti-razzisti da bar mi fa venire in mente i libretti informativi per la scuola, redatti da Gentile, al tempo del fascismo, in cui si spiegava ai bambini come riconoscere "l’infido" ebreo, l’opinione di regime accettata da tutti o quasi. Anzi, amplificata in una spirale di intolleranza dove si ha il bisogno di trovare sempre e comunque l’uomo nero, il cattivo per antonomasia, senza sfaccettature, una rincorsa alla selettività sperando di arrivare ingenuamente a dividere la società in buoni, noi, e cattivi, gli altri, in bianco e nero, senza sfumature che ti distraggono, che ti faccino pensare troppo, schematizziamo non rendendoci conto che c’è e ci sarà sempre l’altro, il diverso, qualcuno più a sud di un altro, qualcuno più scuro e infine, qualcuno più povero e con meno diritti di un altro.
Un ultimo esempio molto illuminante è lo scandalo sulle bombe all’uranio impoverito, quando scoppiò la guerra nei Balcani tutti i giornali ci dissero che era una guerra giusta, si manganellavano perfino i dimostranti in quanto "irresponsabili amici del dittatore serbo". Adesso dopo che è stato riconfermato il sospetto sulla pericolosità di queste armi (che se ci pensate bene fa anche ridere dire questa bomba è pericolosa quest’altra no), tutti fanno gli scandalizzati, ovviamente dietro campagna mediatica. E, notate bene, nessuno si preoccupa degli abitanti dei luoghi bombardati, perché nella loro scala di valori è più importante un Carabiniere o un soldato. Bisognerebbe sapere se questi opinionisti da strapazzo che imperversano sui mass media nazionali hanno anche un listino per valutare queste situazioni, cento serbi per un soldato italiano ? O di più ? Se misuriamo per prodotto interno lordo dobbiamo considerare cinquecento serbi per uno statunitense, di conseguenza quest’ultimo vale cinque volte più di un italiano, o no ?