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Corrado Bartoletti

 

Corrado Bartoletti è nato il 16 settembre 1937 a Predappio Alta (Forlì), e abita a Piacenza. Nel 1953 nascono le sue prime composizioni di paesaggi e personaggi e termina di dipingere nel 1962.

Dal 1968 si dedica al restauro di dipinti antichi nonché al relativo studio chimico fisico e stilistico.

Riprende a dipingere nel 1994 frequentando il Corso di Pittura del CSI (Centro Sportivo Italiano), sotto la guida del pittore Renato Carrai. 

E’ iscritto al Gruppo Pittori del CSI di Piacenza.

Hanno parlato di lui i critici Francesco Chetta [1], Mariarosaria Belgiovine [2] e Sergio Tombari [3].

Ha esposto in diverse mostre collettive e personali.  E' stato più volte segnalato e premiato.


 

[1] Osservando la pittura di Corrado Bartoletti, si avverte il senso di poesia vissuto con trepidazione dall'artista. Legato alla corrente realista, descrive nelle sue opere una grande dedizione per l'arte, accentuata dalla passata esperienza come restauratore di dipinti antichi.

Egli rispecchia in questa scelta artistica motivi di calme e quiete scene campestri, dettate anche dalla sua terra natia, mescolando arcobaleni pittorici con grande abilità di sintesi. Bartoletti mette in risalto la sua compositiva espressione pittorica, soffermandosi sul particolare mai trascurato.

L'artista ha da sempre avuto passione creativa, ma solo da pochi anni ha deciso di dedicarsi interamente alla pittura. Possiede un naturale pathos creativo, che gli permetterà senz’altro di ottenere giusta gratificazione per continuare con successo la scalata nel panorama artistico. inizio nota 
Francesco Chetta

  

[2] E’ una continua dichiarazione d’amore all’arte, quella descritta dalle opere di Corrado Bartoletti, interprete di traduzioni naturalistiche. La sua poesia cromatica penetra nei racconti della quotidianità, scrutando le verità enigmatiche per tradurle con veritiero tratto in esposizioni ricche di luce.

È la luce, infatti, la prerogativa delle opere di Bartoletti, artista sempre alla ricerca di nuove sensazioni da trasmettere e da scoprire. Egli esamina il vecchio ed il nuovo, idealizzando spesso i ricordi di un passato ormai mutato. E lo fa con l’aiuto memoriale, sviluppando fedelmente la visione del vero, arricchendo di particolari il paesaggio a lui caro.

Bartoletti ama dipingere i suoi luoghi natii interrogando i personaggi della sua città, nelle diverse  mansioni. Ama anche trasferire sulla tela ritratti di personaggi da lui molto amati, sorpresi nell’attimo vitale più intenso, quando la luce della creatività lo cattura per renderlo partecipe del grande miracolo della nascita artistica.

Bartoletti attraversa i viali incantati del disegno pittorico per incontrare le sue verità, in pieno accordo con la realtà che lo circonda, sempre pronto ad entusiasmarsi per la natura ed il paesaggio, trafitto dai mille colori dell’arcobaleno che paiono danzare con lui a ritmo romantico. 

Una pittura apparentemente tranquilla, che nasconde brace sotto la cenere; brace identificata dalle mille elaborazioni, filtrate con sentimento, lasciate correre liberamente per poi essere catturate dal suo tratto ed imprigionate sulla tela.

I suoi quadri si possono osservare ed ascoltare allo stesso tempo, commossi per lo sguardo felice di un bimbo che solo il suo tratto di artista è in grado di far rivivere.

Corrado Bartoletti prosegue il sogno pittorico, destinato a compiersi nella maturità, riaccennando a tutto ciò che ha emozionato la sua vita , in un lungo dettagliato, racconto pittorico dove unica protagonista è la sua anima, pura, incontaminata, di artista libero navigatore di spazi infiniti percorsi dal suo commento artistico. 
Mariarosaria Belgiovine, New Art promotion, Premio Creatività 1998. New Art 2000, Guida al collezionismo, 1ST Edition, New Art Promotion, 1999, pag.9  inizio nota  
 
[3] Corrado Bartoletti, Predappio e dintorni, Ieri - oggi. 1928, '29 - 1998, '99. Presentazione e testi di Sergio Tombari. Tipolitografia Valbonesi S.N.C. (Forlì) - Marzo 2000. 130 pagine. 25000 lire. 

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