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26 SET LA CAMERA PROSEGUE L'ESAME DELLA RIFORMA 180 (NEW)

17 SET  LA CAMERA AVVIA L'ESAME DELLA RIFORMA  DELLA 180

11 SET  RIVOLTA DEI PARENTI A TRENTO

8 SET  CAUSA COLLETTIVA NEGLI USA CONTRO DIPENDENZA ANTIDEPRESSIVO

4 LUG LAZIO: 14 NUOVI POSTI LETTO PER LA CURA DEI DISTURBI MENTALI

26 GIU  ANTONIO TOMASSINI  PRESIDENTE COMM.  IGIENE E SANITÀ SENATO

22 GIU - ELETTI I MEMBRI  COMM. AFFARI SOCIALI DELLA CAMERA E SANITA' DEL SENATO

13 GIU - PENA MORTE: UE CHIEDE A USA GRAZIA PER MALATO MENTALE

28 MAGG - I NUOVI COMPONENTI DELL'OSSERVATORIO  SALUTE MENTALE

18 MAGG - VERONESI RINNOVA OSSERVATORIO SALUTE  MENTALE

11 MAGG - FARMACI: PSICOFARMACO; DELL'ACQUA, ASPETTATIVA TRAGICA

11 MAGG - FARMACI: PSICOFARMACO; COZZA, PREOCCUPAZIONE PER ABUSO

11 MAGG - PRIMO VIA LIBERA DELLA CUF AL RITALIN, PSICOFARMACO PER BAMBINI

30 APR - USA: DONNE CONTRO PROZAC, POLEMICHE PER FARMACO RIBATTEZZATO

27 APR  SCANDALO  EX O.P.  AGRIGENTO: CONDANNATO IL COMITATO DI GESTIONE DELLA USL

07 APR - GIORNATA SALUTE MENTALE:OMS, PER MINORI NON BASTA PSICHIATRA

07 APR - SANITA':GIORNATA SALUTE MENTALE,IN ITALIA 1 MLN MALATI GRAVI

06 APR - UN MINORE SU CINQUE SOFFRE DI DISTURBI MENTALI  

05 APR - LA CONSULTA NAZIONALE PER LA SALUTE MENTALE LANCIA UN "MANIFESTO"








  LA CAMERA PROSEGUE L'ESAME DELLA RIFORMA 180
Nella giornata di giovedì 27 sett la Commissione proseguirà l’esame dei progetti di legge C152, (Cè) C174 (Burani) e C844 (Cento) recanti disposizioni in tema di prevenzione e cura delle malattie mentali. Relatore è l’on. Burani Procaccini del gruppo di Forza Italia























  LA CAMERA AVVIA L'ESAME DELLA RIFORMA  DELLA 180
La XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati avvierà mercoledì 19 settembre 2001 l'esame del progetto di legge C 174 (riportato nella rubrica "documentazione") recante disposizioni in tema di prevenzione e cura delle malattie mentali. Relatore è l'on. Burani Procaccini del gruppo di Forza Italia.

















  PSICHIATRIA, LA RIVOLTA DEI PARENTI
Critiche all'Azienda: interventi tardivi, pazienti abbandonati

Dal quotidiano Alto Adige del 11/9/2001 di ri.ca.

TRENTO. Il grido d'allarme ieri è venuto dai parenti dei pazienti psichiatrici, la maggior parte dei quali fanno riferimento ad associazioni come «Aris», «Io», «Genitori in prima linea». Allarme per i «gravi buchi» del servizio psichiatrico in Trentino, che «Interviene quando è troppo tardi e si disinteressa del paziente troppo presto», ha detto con efficace sintesi uno dei presenti all'incontro, tenutosi in Regione per iniziativa del consigliere provinciale Pino Morandini. Tutti d'accordo infine nel criticare l'Azienda sanitaria che userà la struttura di Man come un piccolo manicomio.
A convincere le associazioni che è arrivato il momento di far sentire, fuori da ogni soggezione politica, la propria voce è stata la decisione dell'assessore alla sanità di usare l'edificio che la Provincia sta finendo di realizzare a Man di Trento per ospitare dei pazienti psichiatrici che in questi anni hanno vissuto in alloggi protetti, all'interno della città. L'idea che l'edificio di Man diventi un «piccolo manicomio» ha iniziato a prendere piede ed a circolare tra i parenti dei pazienti psichiatrici. Idea anacronistica, quindi, che è stata immediatamente smentita dall'Azienda sanitaria, che ne avrà la gestione diretta e dallo stesso primario del servizio psichiatrico dell'ospedale Santa Chiara Renzo De Stefani. Ma in realtà le smentite non sono risultate convincenti perché, comunque la si voglia dipingere, dicono le associazioni dei parenti c'è una continua contrazione di posti letto e di servizi psichiatrici sul territorio provinciale ingiustificata, rispetto alla continua crescita delle patologie psichiatriche, inoltre pericolosa sia per l'incolumità stessa dei pazienti che per la salute mentale dei familiari. Si è parlato di circa 500 pazienti psichici gravi - ha sottolineato il consigliere Morandini - costretti a farsi curare fuori provincia. Mentre sarebbero oltre mille i pazienti che cercano fuori dal territorio provinciale risposte sanitarie alla propria sofferenza.
A ruota libera i presenti all'incontro hanno poi portato testimonianze laceranti di familiari, parenti o conoscenti che non hanno trovato nel servizio psichiatrico alcun riscontro sanitario, e neppure quella disponibilità umana talvolta più efficace della stessa terapia farmacologica.
Tra gli episodi più inquietanti il caso di una donna di Cavalese, di circa 50 anni, gravemente malata alla quale il medico curante si è sempre rifiutato di offrirle la possibilità di una sistemazione in comunità di recupero sostenendo per anni che bisognava valorizzare la sua autonomia: «Mia sorella vivendo da sola ha rischiato incidenti di ogni tipo e più volte anche di morire arsa viva, inoltre ha subito più volte violenze sessuali che certo non l'hanno aiutata a guarire». Soltanto recentemente il caso è stato risolto e la donna è stata accolta in una comunità, dove tuttora risiede. Ma a questi risultati si è arrivati soltanto «Dopo che ho minacciato il direttore generale dell'Azienda sanitaria di raccontare la mia vicenda ai giornali locali. Alcuni giorni dopo lo stesso direttore mi ha chiamato offrendo a mia sorella la possibilità di un ricovero adeguato. Adesso sta bene, le hanno persino bonificato la bocca».
In altri casi l'intervento psichiatrico dell'Azienda sanitaria non è invece arrivato in tempo. La dottoressa Marta Scalfo ha parlato di un disagio psichico sommerso in Valsugana con esiti talvolta irrimediabili. «Quanti si suicidano perché non riescono a trovare una risposta ai loro problemi?». Marta Scalfo ha parlato di alcuni casi dei quali recentemente è venuta a conoscenza: «L'operatore con il quale ho parlato mi ha detto che questa persona gli diceva che stava sempre più male. Poi si è ucciso senza che nessuno abbia mai saputo quanto stava male. Ma è proprio in questi casi - ha proseguito Marta Scalfo - che il medico dovrebbe prenderli in carico come persone per ricucire lo strappo che si è creato in loro. Invece il medico li liquida sbrigativamente con una pillola, che può alleviare la sofferenza ma che certo non esaurisce l'aspetto sanitario dell'intera problematica del soggetto». Altre testimonianze sono venute dalla val di Fassa e da Tione. «Mia sorella ha solo 38 anni, soffre di una grave patologia e me l'hanno ricoverata in una casa di riposo con ospiti non autosufficienti». Ma è un fiume in piena, quello del disagio psichiatrico che si è liberato ieri mattina in Regione partendo dalla nuova destinazione della struttura di Man che le associazioni ancora dieci anni fa avevano individuato, ma per coprire un vuoto nell'attività di recupero mai colmato.

























  "Siamo schiavi di un antidepressivo"

CAUSA COLLETTIVA AVVIATA NEGLI USA, POSSIBILI RISARCIMENTI MILIARDARI
Decine di pazienti denunciano la casa farmaceutica Glaxo

Da La Stampa delll'8 settembre 2001

corrispondente da LONDRA

ALTRI farmaci sotto tiro, in questo caso antidepressivi. Nel grattacielo della Glaxo-SmithKline ad Hammersmith, nei sobborghi di Londra, stanno letteralmente tremando, a dispetto delle fiduciose dichiarazioni ufficiali. Il colosso farmaceutico britannico deve fronteggiare un'insidiosissima azione collettiva da parte di un gruppo di pazienti americani, secondo i quali due farmaci della Glaxo, il Paxil e il Seroxat (nome americano e nome inglese della stessa medicina) provocherebbero una pesante dipendenza, assieme a tutta un'altra serie di disturbi. E' la prima volta che un'azione legale di questo tipo viene imperniata sul problema della dipendenza. Negli Stati Uniti, queste azioni legali collettive, le "class action" come vengono chiamate, possono portare a gravissime conseguenze per le aziende, a cominciare da penali multimiliardarie.
Il farmaco (sia il Paxil che il Seroxat) appartiene alla stessa classe di antidepressivi di cui fa parte il Prozac, che però è basato su un principio attivo diverso. Si tratta di farmaci della categoria chiamata SSRI (Selective Serotonin Reuptake Inhibitors), che alla loro comparsa, all'inizio degli Anni 80, vennero salutati come "wonderdrugs", medicine meraviglia. Sono stati e sono, quindi, fonte di lautissimi incassi per le compagnie farmaceutiche che li producono.
Il gruppo di 35 persone (per ora) che ha sottoscritto la "class action", servendosi di uno studio legale di Los Angeles, è notevolmente eterogeneo: comprende tra gli altri un disegnatore di siti web, un investigatore di frodi bancarie e un dirigente di linee aeree. A tutti era stato prescritto il Paxil/Seroxat per leggere depressioni o stati d'ansia. A nessuno era stato detto che i farmaci potevano creare dipendenza.
Adesso tutti sostengono che, dopo aver cessato di assumere la medicina, sono stati assaliti da violenti sintomi, improvvise fitte al capo, vertigini, perdita di coordinamento, disturbi addominali, malesseri di tipo influenzale, stati di agitazione e confusione.
Gli avvocati dello studio "Baum, Hedlund, Aristei, Guilford and Schiavo" ritengono che questa causa possa diventare grossa, per quanto riguarda le penali imposte alla Glaxo, come alcune delle recenti "class action" contro i produttori di tabacco. Se così fosse si parlerebbe quindi di migliaia di miliardi di lire.
Skip Murgatroyd, uno degli avvocati che si dedicano al caso, dice che la notizia della causa sta già producendo moltissimi contraccolpi. "Stiamo ottenendo una risposta incredibile - sostiene - per noi senza precedenti. Alcune delle persone che ci chiamano stanno così male che non possono abbandonare la medicina senza ricorrere ad un aiuto professionale. Alcune hanno avuto dipendenza per dieci anni".
In una settimana, da quando cioè è corsa notizia dell'azione legale, circa 1500 persone avrebbero chiamato lo studio di Los Angeles per lamentare disturbi vari dovuti all'uso del Paxil/Seroxat. Ma parecchi hanno descritto problemi aggiuntivi, causati dall'ignoranza dei medici che hanno curato la dipendenza che il farmaco genererebbe. Un paziente, ad esempio, si è visto applicare un pace-maker, che poco dopo gli è stato tolto. Ad un altro è stata prescritta una terapia di elettro-shock. Ad un altro ancora era stato diagnosticato un tumore al cervello, che gli ha provocato un prevedibile stato di terribile ansia. I danni subiti da queste persone, dunque, in seguito all'assunzione del farmaco, sarebbero stati addirittura raddoppiati dalla catena sanitaria.
"Tra le altre cose chiederemo - dice Murgatroyd - che la Glaxo istituisca centri per aiutare la gente colpita in tutti gli Stati Uniti". Vista la diffusione del farmaco, si pensa siano centinaia di migliaia le persone ad aver subito conseguenze dall'assunzione di Paxil/Seroxat. A costoro è ragionevole aggiungere un certo numero di persone pronte a dichiararlo, in buona o in cattiva fede, dietro la suggestione del clamore suscitato dall'azione legale.
Per la verità, nel corso degli ultimi anni erano già emersi sospetti sulla possibilità che i farmaci SSRI generassero dipendenza. Denunce sugli effetti negativi della paroxetina (il principio attivo del Paxil/Seroxat) sono pervenute alla World Health Organisation da ben 60 paesi. Il farmaco capeggia la lista delle denunce comprendente tutti i tipi di farmaci. L'Effexor (principio attivo: venlafaxina) è il secondo. Il Prozac (fluoxetina) il settimo. Charles Medawar, di "Social Audit", un gruppo di difesa dei consumatori inglesi, ha dichiarato: "Io ritengo che la dimensione del problema in Gran Bretagna sia la stessa che negli Stati Uniti e non mi stupirei di un'azione legale anche qui. La gente è arrabbiata ormai da anni".
























  4 LUG LAZIO: 14 NUOVI POSTI LETTO PER LA CURA DEI DISTURBI MENTALI  
(Dal Sole 24 Ore on line)

Via libera dalla Giunta regionale del Lazio alla delibera riguardante la presa d'atto del protocollo d'intesa tra la Asl Rm B e l'ospedale San Giovanni Calabita Fatebenefratelli per l'attivazione di 14 nuovi posti letto nel servizio di diagnosi e cura di soggetti affetti da disturbi mentali.

"L'attivazione di questo servizio - ha spiegato l'assessore alla Sanità, Vincenzo Saraceni - nasce dalla necessità di raggiungere i parametri previsti dal progetto obiettivo per la tutela della salute mentale, elaborato in seguito alla definitiva chiusura degli ospedali e degli istituti psichiatrici e che prevede un posto letto per ogni 10mila abitanti".














  26 GIU 2001 ANTONIO TOMASSINI  PRESIDENTE COMM.  IGIENE E SANITÀ SENATO

Antonio Tomassini (Forza Italia) è stato eletto presidente della commissione Igiene e sanità del Senato con 14 sì su 25 votanti. L'opposizione si è astenuta.


























  22 GIU - ELETTI I MEMBRI  COMM. AFFARI SOCIALI DELLA CAMERA E SANITA' DEL SENATO

La XII Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati è composta da:

Presidente: Giuseppe PALUMBO
Vicepresidenti: Francesco Paolo LUCCHESE - Giuseppe PETRELLA
Segretari: Chiara MORONI - Carla MAZZUCA
Membri: BAIAMONTE Giacomo (FI); BATTAGLIA Augusto (DS-U); BIANCHI Dorina (CCD-CDU); BINDI Rosy (MARGH-U); BOGI Giorgio (DS-U); BOLOGNESI Marida (DS-U); BORRIELLO Ciro (FI); BRIGUGLIO Carmelo (AN); BURANI PROCACCINI Maria (FI); BURTONE Giovanni Mario Salvino (MARGH-U); CAMINITI Giuseppe (FI); CASTELLANI Carla (AN); CE `Alessandro (LNP); CONTI Giulio (AN); COSSUTTA Maura (Misto-Com.it); CRIMI Rocco (FI); CUCCU Paolo (FI); DI SERIO D 'Antona Olga (DS-U); DI VIRGILIO Domenico (FI); ERCOLE Cesare (LNP); FIORONI Giuseppe (MARGH-U); GARAGNINI Fabio (FI); GIACCO Luigi (DS-U); LABATE Grazia Luciana (DS-U); LISI Ugo (AN); LUCA `Mimmo (DS-U); LUCCHESE Francesco Paolo (CCD-CDU); MANCUSO Gianni (AN); MARTINI Francesca (LNP); MASSIDDA Piergiorgio (FI); MAZZUCA Carla (MARGH-U); MINOLI ROTA Fabio Stefano (FI); MORONI Chiara (Misto-N.PSI); MOSELLA Donato Renato (MARGH-U); MUSSOLINI Alessandra (AN); PALUMBO Giuseppe (FI); PARODI Eolo Giovanni (FI); PEPE Luigi (MARGH-U); PETRELLA Giuseppe (DS-U); ROTONDI Gianfranco (CCD-CDU); STAGNO d 'ALCONTRES Francesco (FI); TAGLIALATELA Marcello (AN); TURCO Livia (DS-U); VALPIANA Tiziana (RC); ZANELLA Luana (Misto-Verdi-U); ZANOTTI Katia (DS-U)

Il presidente, Giuseppe Palumbo (eletto con 25 voti e 17 schede bianche) è nato a Catania 1l 26 ottobre 1940. Sposato, due figli, è professore di ginecologia e ostetricia presso l' università di Catania. È stato campione italiano juniores di pallanuoto. Nel 1994 aderisce a Forza Italia e viene eletto alla Camera nel collegio Catania Picanello. Durante la legislatura è vicepresidente del gruppo parlamentare azzurro. Alle elezioni del 1996 e del 2001 viene rieletto nello stesso collegio (nel 2001 battendo il ministro dell' Interno Enzo Bianco

Il Senato, eleggerà i presidenti delle Commissioni martedì 26 giugno. Ecco, intanto, in ordine alfabetico, i nomi dei componenti della XII Commissione Igiene e Sanità:
BETTONI BRANDANI Monica (DS-U); BAIO DOSSI Emanuela (MARGH-U); BIANCONI Laura (FI); BOLDI Rossana Lidia (LNP); BOREA Leonzio (Biancofiore); CARELLA Francesco (VERDI-U); CARRARA Valerio (MTL-Misto); COZZOLINO Caramine (AN); DANIELI Paolo (AN); DI GIROLAMO Leopoldo (DS-U); FASOLINO Gaetano (FI); GAGLIONE Antonio (MARGH-U); LIGUORI Ettore (MARGH-U); LONGHI Aleandro (DS-U); MAGRI Gianluigi (Biancofiore); MALABARBA Luigi (MISTO-PRC); MASCIONI Giuseppe (DS-U); PACE Lodovico (AN); SALINI Rocco (FI); SALZANO Francesco (AUTON.); SANZARELLO Sebastiano (FI); TATO' Filomeno Biagio (AN); TOMASSINI Antonio (FI); TONINI Giorgio (DS-U); TREDESE Flavio (FI).

(Notizia ripresa dal Sole24OreSanità on line)
























  PENA MORTE: UE CHIEDE A USA GRAZIA PER MALATO MENTALE
(ANSA-AFP-REUTERS) - WASHINGTON, 13 GIU - L'Unione europea ha chiesto al governatore dello Stato americano dell'Ohio, il ropubblicano Robert Taft, di non procedere all'esecuzione, prevista per domani (giovedì), di un malato mentale, Jay Scott, 48 anni, affetto da schizofrenia. Lo ha reso noto l'ambasciata svedese a Washington.
"L'Unione europea si oppone alla pena di morte in tutti i casi e ne promuove l'abolizione universale", ma, a maggior ragione, "mettere a morte una persona che soffre di disordini mentali sarebbe in contraddizione con le norme di diversi testi internazionali sui diritti umani", afferma una lettera firmata dalla Svezia, presidente di turno dell'Ue, dal Belgio, che subentrerà nel prossimo semestre, e dalla Commissione europea. La Corte suprema dell'Ohio e diversi tribunali federali hanno dato via libera all'esecuzione di Scott, già rinviata due volte, ritenendo che la Costituzione americana non vieti di mettere a morte un malato mentale capace di comprendere i suoi crimini e la pena che gli viene inflitta.
Scott è stato condannato alla pena capitale per aver ucciso, durante una rapina nel 1983 a Cleveland, la proprietaria di un negozio di alimentari. (ANSA-AFP-REUTERS).



























  I NUOVI COMPONENTI DELL'OSSERVATORIO PER LA TUTELA DELLA SALUTE MENTALE
DEL MINISTERO DELLA SANITA'


Componenti istituzionalmente previsti

Fabrizio OLEARI, Presidente, Direttore della Direzione Generale della Prevenzione
Claudio MASTRACOLA, Direttore della Direz. Gen.Risorse Umane e delle Profess. Sanitarie
Claudio DE GIULI, Direttore della Direz. Gen. Programmazione Sanitaria
Enrico GARACI, Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità
Laura PELLEGRINI, Direttore dell'Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali
Guido DITTA, Dirigente della Direzione Generale della Prevenzione

Componenti designati dai Ministeri

Rosanna VISOCCHI, Dipartimento Affari Sociali
Paola GENTILE, Vice Prefetto Ispettore, Ministero dell'Interno
Francesco GIANFROTTA, Magistrato di Cassazione, Dip Amm. Penitenziaria, Min. Giustizia
Emanuele CARABOTTA, Ministero del Tesoro

Componenti designati dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni

Antonio TUORTO, Regione Campania
Pierangelo SCATENA, Regione Toscana
Sergio SCHIAFFINO, Regione Liguria
Dolores PISAPIA, Regione Lombardia
Giacomo DI MARCO, Provincia Autonoma Trento

Componenti esperti nominati dal Ministro della Sanità

Massimo AMMANNITI, Prof. ord. Psicopatologia età evolutiva, Fac. Psicologia Univ. Roma
Renzo CARLI, Prof. ord. Psicologia Clinica, Facoltà di Psicologia Università di Roma
Massimo COZZA, Psichiatra, Dsm, Asl Roma C
Iolanda DE MARCHIS, Caposala Dsm AUSL RM B, Roma
Lucia GATTI, psicologo, Pres. Ord. Psicologi, Trento
Alberto GIANNELLI, Prim. Em. Di Psichiatria Az. Osp. Niguarda
Tommaso LOSAVIO, Dir. Centro Studi e Ricerche, AUSL RM/E, Roma
Emilio LUPO, psichiatra, Dsm, Az. USL, Napoli 1
Carmine MUNIZZA, psichiatra, dir. Dsm, Asl Torino 1
Mario NOVELLO, psichiatra, Dir. Dsm Asl 4 “Medio Friuli” Udine
Corrado PONTALDI, Prim. Psichiatra, Pol. Gemelli di Roma, Univ. Cattolica Sacro Cuore
Piero Angelo SARDI, psicologo, Presidente Ordine Nazionale Psicologi
Pierluigi SCAPICCHIO, Vice Pres. Soc. It. Di Psicogeriatria, Policlinico Gemelli di Roma
Luisa SPINI, Ass. Soc. Ordine Naz.le Ass. Soc.
Michele TANSELLA, Prof. Ord. Psichiatria Fac. di Medicina, Univ. Verona

Componenti rappresentanti Associazioni di volontariato e dei familiari nominati dal Ministro della Sanità

Annarosa Rosa ANDRETTA, Presidente DIAPSIGRA
Ernesto MUGGIA, Presidente UNASAM
Maria Luisa ZARDINI, Presidente ARAP
Mario MOZZANICA, Caritas Italiana
Roberto FRISANCO, Fondazione Italiana per il. Volontariato

COMITATO DI PRESIDENZA
F. Oleari, G. Di Marco, C. Munizza, M. Novello, M. Tansella. A.R. Andretta, E. Muggia, G. Ditta.


























  18 MAGG (Comunicato Min. San.) VERONESI RINNOVA OSSERVATORIO SALUTE  MENTALE

Il Ministro della Sanità, professor Umberto Veronesi, ha rinnovato le nomine dei componenti  dell'Osservatorio per la tutela della Salute Mentale.
Costituito presso il Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Sanità,  resterà in carica per gli anni 2001 e 2002 ed avrà funzioni consultive, di studio e di proposta al Ministero della Sanità in materia psichiatrica, con particolare riferimento alle azioni di coordinamento, di indirizzo e di impulso nei confronti delle Regioni per la realizzazione degli interventi previsti nel settore della tutela della salute mentale.
L'Ossevatorio è composto da rappresentanti dei Ministeri della Sanità, dell'Interno, della Giustizia, del Tesoro e del Dipartimento degli Affari Sociali, oltre a quelli designati dalle Regioni, e delle Associazioni di volontariato e dei familiari.
Si chiarisce che  l'Osservatorio per la tutela della salute mentale non va confuso con il “Gruppo di attenzione  interministeriale”, di prossima istituzione, che avrà il compito di dare rapida attuazione a tutti i provvedimenti legislativi ed amministrativi, nonché di stabilire un valido raccordo permanente con Regioni ed Enti Locali.  





























  11 MAGG - FARMACI: PSICOFARMACO; DELL'ACQUA, ASPETTATIVA TRAGICA

(ANSA) - TRIESTE, 11 MAG - "Lo psicofarmaco ai bambini in rapporto a comportamenti, a difficoltà di socializzazione, allo stare nella realtà, è uno strumento che crea un'aspettativa mal riposta e sicuramente tragica": lo ha detto Giuseppe dell' Acqua, direttore del Dipartimento di salute mentale di Trieste e 'eredé, con Franco Rotelli, di Franco Basaglia.
"Il mio no è assoluto - ha spiegato Dell'Acqua - perché si vuole delegare a una pillola quelle che sono in molti casi difficoltà legate a un fallimento familiare, sociale, di vita insomma. Certo - ha proseguito - non si può fare di ogni erba un fascio. Ci sono bambini e adolescenti che stanno male davvero, con vere e proprie patologie, ma questo - ha detto ancora - è un discorso diverso. Imbrigliare chimicamente sentimenti, affetti, relazioni, curiosità sul mondo, è un fatto orribile, il fallimento di qualsiasi aspettativa di vita".
"Già alcuni anni fa - ha ricordato Dell'Acqua - lo psichiatra Cassano, colui che ha 'traghettatò in Italia il Prozac, aveva proposto di aprire nelle scuole un servizio psichiatrico a base di psicofarmaci per bambini e ragazzi iperattivi: un controllo chimico di ciò che 'disturbà sotto la denominazione della prevenzione. Prevenzione da che? - ha chiesto Dell'Acqua - dalla vita? Con una pillola - ha rilevato - si vuole sottrarre qualsiasi valore a tutto ciò che a che fare con la morale, l'educazione, i sentimenti, i pensieri, le passioni, il vivere insomma. Con una pillola - ha affermato - si vuol far diventare un bambino o un ragazzo definiti 'difficilì dei bravi figlioli, che non disturbano, che amano Dio, patria e famiglia. Una vera e propria semplificazione, che porta all' omologazione degli individui. Si stanno consolidando anche in Italia, purtroppo, e da molti anni, la psicofarmacologia e la psicobiologia, l'idea che il farmaco sia la panacea di tutti i mali della vita, la qual cosa - ha concluso il direttore del Dipartimento di salute mentale - mi sembra una grandissima sciocchezza, fatti salvi i casi in cui ci sia una patologia psichica, un vero bisogno; ma questo non è il caso". (ANSA).































  FARMACI: PSICOFARMACO; COZZA, PREOCCUPAZIONE PER ABUSO

(ANSA) - ROMA, 11 MAG - L'approvazione dello psicofarmaco per bambini in Italia è una notizia che suscita "grave preoccupazione". È il parere di Massimo Cozza, coordinatore della consulta nazionale per la salute mentale.
"Si tratta di un farmaco del quale è purtroppo ben conosciuto l'abuso devastante portato avanti negli ultimi anni negli USA - ricorda Cozza - e sul quale la stessa Hillary Clinton ha ordinato un'inchiesta del Governo, ancora in corso. Le modalità di azione di questo farmaco, ricorda Cozza, sono simili ad una droga stimolante e, come recentemente affermato dal Journal of the American Medical Association, non vi sono evidenze scientifiche sugli effetti prodotti.
"Il pericolo maggiore che l'introduzione del farmaco in Italia potrà comportare - continua lo psichiatra - è una utilizzazione impropria, con gravi danni per la salute fisica e psichica di migliaia di bambini".
In pratica, secondo l'esperto, ci si trova di fronte al rischio che milioni di genitori, di fronte alla vivacità o alla svogliatezza dei propri bambini, chiedano una risposta farmacologica, come sempre più diffusamente succede negli USA, valutando in modo inappropriato normali comportamenti infantili, oppure senza affrontare e risolvere le dinamiche relazionali familiari che portano ai comportamenti da "eliminare".
Nelle classi scolastiche del nostro Paese, spiega Cozza, in circa il 10% dei bambini sono segnalati dalle insegnanti problemi di iperattività, di attenzione o di svogliatezza, ma questi rappresentano nella stragrande maggioranza dei casi o una normale fase di sviluppo oppure un segnale di disagio dietro al quale vi sono cause ben identificabili.
"Gli stessi comportamenti che dovrebbero costituire la cosiddetta sindrome da disturbo dell'attenzione e iperattività - aggiunge Cozza - bersaglio del farmaco, spesso rappresentano una reazione conseguente ad episodi di abuso sessuale, di maltrattamenti e di separazioni conflittuali da parte dei genitori. Tentare di eliminare una importante componente di allarme e di segnale di disagio del bambino attraverso l induzione biologica di tranquillità apparente rappresenterebbe nello sviluppo successivo un danno ben maggiore".
"Invece di affidare ad un farmaco 'miracolosò la salute psichica dei nostri figli - conclude lo psichiatra - dovremmo portare avanti una maggiore attenzione alle problematiche della salute mentale dell età evolutiva utilizzando in primo luogo gli strumenti psicologici e di intervento sociale, e realizzando su tutto il territorio nazionale i servizi previsti dal Progetto Obbiettivo già varato in materia, ma ancora in gran parte inattuato". (ANSA).






















11 MAGG - (Sole24 Ore Sanità on line)
   PRIMO VIA LIBERA DELLA CUF AL RITALIN, PSICOFARMACO PER BAMBINI

Sarà prescritto solo dai medici dei centri specialistici lo psicofarmaco a base di metilfenidato (ritalin) in grado di curare il deficit di attenzione e i disturbi dei bambini iperattivi. Lo ha precisato il ministero della Sanità dopo che ieri la Commissione unica del farmaco (Cuf) ha approvato il dossier di registrazione del medicinale, inserendolo nella fascia A, tra quelli a carico del Ssn.
Ora, secondo le tappe registrative, prima che il farmaco possa essere disponibile sul mercato passerà del tempo, perché l'azienda produttrice dovrà comunicare il prezzo, poi il provvedimento dovrà andare alla Corte dei conti ed essere infine pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il farmaco è già registrato negli altri Paesi europei per la cura di una precisa malattia - l'iperattività del bambino con disturbo dell'attenzione - ma per il fatto che negli Stati Uniti è stato prescritto in modo eccessivo a milioni di bambini iperattivi, è stato oggetto di forti polemiche anche da parte delle associazioni di genitori.
Lo psicofarmaco, per la sua natura chimica, appartiene alla prima tabella delle sostanze psicotrope, come l'anfetamina. In Italia la presentazione della dossier di registrazione del ritalin è stato sollecitato dalla stessa Cuf all'azienda produttrice perché ci sono state forti pressioni da parte di associazioni di pediatri e di genitori dei piccoli pazienti per l'assenza di un farmaco specifico per la cura della malattia. Ma al contrario degli Usa sarà più stretta la possibilità di prescriverlo.
Il dossier registrativo è stato richiesto dalla Cuf a metà ottobre, presentato a novembre e ieri è stato dato il primo via libera per il farmaco in fascia A.
"Non è un ricostituente per bambini", ha avvertito Silvio Garattini, direttore dell'istituto Mario Negri di Milano. "Sull'onda dell'entusiamo che c'è stato negli ultimi anni per i risultati del medicinale - ha detto il farmacologo - il farmaco negli Usa è stato dato a moltissimi bambini, almeno 3 milioni, con anomalie del comportamento. Questo aspetto - ha aggiunto Garattini - ha creato uno scandalo, soprattutto per gli aspetti consumistici della prescrizione. Spero che in Italia il farmaco venga dato nel corretto impiego, cioè sotto precise indicazioni, laddove è provato scientificamente che esiste un beneficio, e non sia lasciato ai non specialisti".
"Nei bambini iperattivi - ha spiegato il farmacologo Nicola Montanaro dell'università di Bologna - è stato visto un effetto paradosso, invece di avere un'azione stimolante aumenta la concentrazione e diminuisce l'iperattività. Ma attenzione - ha precisato - non è una panacea. Va usato sotto strette indicazioni".
































  30 APR - USA: DONNE CONTRO PROZAC, POLEMICHE PER FARMACO RIBATTEZZATO

- NEW YORK, 29 APR - (NEWS ANSA SALUTE) Donne e psichiatri in guerra contro il Prozac: lo psicofarmaco anti-depressione della Eli Lilly, il cui marchio scade tra qualche mese, e' stato ribattezzato e colorato di rosa per la cura di una sindrome femminile la cui esistenza e' messa in dubbio dagli stessi medici. Nello spot televisivo una donna in un supermercato e' in stato confusionale: "E' la settimana prima delle mestruazioni. Irritabilita', cambiamenti di umore. La causa potrebbe essere la Pmdd", recita la voce fuori campo che reclamizza il Prozac 'rosa' ribattezzato con il nome di Sarafem. Pmdd e' la sindrome sulla cui esistenza gli stessi psichiatri non concordano: la sigla sta per Premenstrual Dysphoric Disorder, una versione piu' grave della comune sindrome premestruale. Gruppi di donne sono andati su tutte le furie nel vedersi trattate in una pubblicita' come una categoria che una volta al mese soffre di un disordine mentale. E tra gli addetti ai lavori e' circolata una preoocupazione: anziche' andar dietro alla ricerca, la martellante campagna di marketing di Eli Lilly potrebbe prendere la mano ai ricercatori. La polemica contro Eli Lilly non e' la prima che prende a bersaglio le case farmaceutiche e i prezzi esorbitanti dei medicinali: solo qualche giorno fa in Sudafrica le multinazionali sono state sconfitte in tribunale e i farmaci anti-Aids potranno essere distribuiti a prezzo politico ai malati. Nel caso del Sarafem e' stata la stessa Eli Lilly - riporta oggi il 'Washington Post' - ad informare gli azionisti che il lancio del farmaco fa parte di piani in serbo per "l'ora X", per il momento cioe' in cui la casa farmaceutica perdera' i diritti di esclusiva sul marchio del Prozac. Questo momento e' previsto in agosto, ma il Sarafem e' protetto fino al 2007 perche' si tratta di una nuova applicazione della stessa sostanza chimica. Percio' in autunno, mentre prevedibilmente il costo dello psicofarmaco scendera' per la competizione con le versioni generiche, Eli Lilly potra' continuare a far pagare le cifre del Prozac (l'equivalemnte di oltre 200 mila lire al mese negli Usa) per la versione 'rosa' destinata alle donne.



























  27 APR  SCANDALO  EX O.P.  AGRIGENTO: CONDANNATO IL COMITATO DI GESTIONE DELLA USL

27/04/2001 18.59 (Sole24OreSanità) Tutti condannati per abbandono d'incapace, gli imputati del processo scaturito dal cosiddetto scandalo dell'ospedale psichiatrico di Agrigento, esploso alla fine degli anni Ottanta in seguito a una visita dei radicali Domenico Modugno e Franco Corleone, che trovarono i ricoverati nudi e in mezzo alla sporcizia.Tre anni e due mesi di reclusione sono stati inflitti, dai giudici della Corte d' assise, all'ex presidente del comitato di gestione dell'Usl di Agrigento in carica nel 1988, Giosuè Salamone; tre anni di carcere ciascuno agli altri componenti del comitato: il vice presidente Ercole Graceffo, Diego Alletto, Maria Pia Campanile, Paolo Carcione, Giuseppe Chianetta, Antonio Russo, Giacomo Spoto e Antonio Vinciguerra e e Clelia Gulletta.
A tutti i giudici della Corte d'assise hanno condonato due anni di reclusione.
Gli imputati sono stati comunque assolti dall'accusa di omicidio colposo ed epidemia colposa (alcuni dei ricoverati, malati di tubercolosi, erano deceduti). I giudici hanno riconosciuto alle parti civili, come risarcimento, una provvisionale di novanta milioni di lire.
























  07 APR - GIORNATA SALUTE MENTALE:OMS, PER MINORI NON BASTA PSICHIATRA

- NAPOLI, 7 APR -(ANSA) Attenzione a non "psichiatrizzare" il disagio minorile. L'appello e' del prof. Benedetto Saraceno, direttore del dipartimento di salute mentale dell'Organizzazione mondiale della Sanita', a Napoli, dove ha partecipato al convegno internazionale nell'ambito della giornata mondiale della Sanita' mentale.
"Ho l'impressione che questi dati che ho letto oggi sui giornali vengano mal usati - spiega Saraceno, riferendosi alle statistiche secondo cui un minore su cinque nel mondo soffre di disturbi mentali - credo che bisogna stare attenti a non psichiatrizzare un disagio giovanile o il disagio infantile. Certo se parliamo di malattie serie e' chiaro che bisogna occuparsene. Ma stiamo attenti a non chiamare malattia psichiatrica problemi che sono anche di esclusione sociale legati magari ad una decomposizione del nucleo familiare. Magari si tratta anche di problemi di immigrazione, di inurbazione e problemi di poverta"'.
Secondo il massimo esperto dell'Oms in materia di salute mentale "l'Italia e' all'avanguardia". "Nella sostanza abbiamo fatto in materia di salute mentale - spiega Saraceno - cose importanti e innovative, pur con errori e mancanze. Insomma comparati agli altri Paesi europei siamo i primi della classe, questo va detto con orgoglio. L'esperienza italiana e' una esperienza di punta a cui l'Oms guarda con enorme interesse. Il mondo scientifico spesso pero' risponde in modo settoriale ed esclusivamente psichiatrico e questione che invece vanno oltre la psichiatria e che sono invece problemi che hanno a che fare con l'esclusione sociale, quindi hanno a che fare con la poverta' con la necessita' di costruire cittadinenza e solidarieta' nelle comunita'. E questo e' qualcosa di piu' complesso rispetto all'evento di un medico che cura un malato".
















  07 APR - SANITA':GIORNATA SALUTE MENTALE,IN ITALIA 1 MLN MALATI GRAVI

- ROMA, 7 APR - (ANSA)Con il patrocinio del Ministero della Sanita', si celebra oggi anche in Italia la Giornata Mondiale della Salute Mentale promossa dall' Organizzazione Mondiale della Sanit… (OMS).
Obiettivo dell' iniziativa, il cui slogan e' "contro il pregiudizio, il coraggio delle cure", e' quello di sensibilizzare l' opinione pubblica sui temi relativi alla salute mentale, fornendo alla popolazione un' informazione equilibrata sui disturbi mentali, sulle cure oggi disponibili, sull' organizzazione dei servizi e sui diritti delle persone affette da tali patologie.
In Italia - dove i malati mentali gravi, dagli schizofrenici agli autistici sono da 600 mila a un milione - le iniziative di sensibilizzazione ed informazione sono coordinate dai Centri Collaboratori Italiani dell' Organizzazione Mondiale della Sanita' (Oms) per la Salute Mentale, dalla Societa' Italiana di Psichiatria e dall' Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale. Riguardano una campagna di stampa (annunci sui maggiori quotidiani nazionali; un sito Internet (www.salutementale-oms.it) contenente contributi sui principali temi della salute mentale; visite guidate a numerosi centri di salute mentale e laboratori di ricerca in tutte le regioni italiane; iniziative che coinvolgono il mondo dello sport; iniziative a livello locale.
I disturbi mentali sono molto diffusi nella popolazione. A prescindere dal loro livello di gravita', sono sempre causa di disagio sia per i pazienti che ne sono colpiti sia per i loro familiari, in quanto fonte di sofferenza e disabilita'. Secondo l' Organizzazione Mondiale della Sanita', nel mondo il 40% dei Paesi non ha un progrmma per la lotta alla salute mentale, il 30% non ha leggi specifiche, il 25% non ha i tre farmaci base per la lotta alle principali malattie (antidepressivi, ansiolitici, neurolettici), il 42% spende meno dell uno per cento del budget sanitario per la salute mentale. Sempre secondo stime dell' Oms disturbi d' ansia e quelli affettivi sono tra le dieci patologie piu' diffuse nel mondo; i disturbi affettivi, il ritardo mentale, la schizofrenia e la demenza sono tra le 12 patologie che causano piu' frequentemente una disabilita' a lungo termine. Per la maggior parte dei disturbi mentali, oggi, sono a disposizione cure piu' efficaci rispetto al passato con un approccio multidisciplinare: l' utilizzo di farmaci, il ricorso alle tecniche psicoterapeutiche e gli interventi di riabilitazione psico-sociale costituiscono degli utili strumenti, come provano i risultati delle ricerche scientifiche.
Per quanto riguarda la casistica relativa agli effetti delle cure, il quadro che emerge e' piuttosto confortante: nella depressione i risultati delle terapie consentono un miglioramento o la risoluzione dell' episodio depressivo nel 70-80% dei casi; i risultati delle cure nei pazienti affetti da disturbi d' ansia evidenziano un miglioramento o la risoluzione persistente del disturbo di panico nel 60-80% dei casi; per quanto riguarda la schizofrenia si registra un miglioramento o la risoluzione dell' episodio psicotico nel 50-70% dei casi; nell' anoressia e bulimia nervosa si ha un miglioramento o una risoluzione persistente nel 50-80% dei casi.
Negli ultimi 20 anni - secondo il Ministero della Sanita' - lo sviluppo di una rete di servizi estesi a tutto il territorio ha portato l' Italia ad essere uno dei Paesi all' avanguardia nel campo della salute mentale. Tra le esperienze piu' innovative introdotte dalla nuova organizzazione dei servizi per la salute mentale, riveste particolare rilevanza la creazione di cooperative sociali che hanno reso possibile la reale integrazione nel mondo del lavoro di soggetti affetti da gravi disturbi mentali.
















  06/04/2001 UN MINORE SU CINQUE SOFFRE DI DISTURBI MENTALI
(DAL SOLE24ORE SANITA' On LINE)

Un minore ogni cinque è affetto da disturbi mentali. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità questo tipo di patologie è destinato ad aumentare del 50% entro il 2020. Molti di questi casi, s enon adeguatamente trattati, continueranno in età adulta e potranno sfociare in veri e propri fenomeni di devianza. I dati sono emersi oggi durante un convegno sulla salute mentale in età evolutiva, organizzato da Telefono Azzurro e dall'Iss alla vigilia della Giornata mondiale dell'Oms sulla salute mentale.

"I genitori - ha denunciato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro - hanno paura dei disturbi psichici dei loro figli, come l'ansia, la depressione, l'anoressia. Tendono a evitare la presa in carico del problema, sfuggono, cercano soluzioni meno invasive dell'equilibrio familiare. E aspettano soluzioni che non ci sono". Spesso, a suo avviso, "malconsigliati da medici e familiari", finiscono col rivolgersi a cure alternative: farmaci e terapie omeopatiche, ma anche "impegno dei figli nella musica o nello sport". Invece, "l'intervento precoce è elemento essenziale per la guarigione" e , "di fronte ai primi sintomi, a un comportamento dubbio, occorre rivolgersi a esperti".

In Italia, oltre il 3% dei bambini e più dell'8% deglia dolescenti soffre di depressione. Nel 1997 il suicidio è risultata la terza causa di morte nei giovani tra i 15 e i 24 anni e la quarta tra i 10 e i 14 anni. Il 13% dei giovani tra i 9 e i 17 anni presenta sintomi legati all'ansia: disturbi ossessivi, panico, fobie. Il deficit di attenzione da iperattività (Adhm) interessa tra il 3 e il 5% dei ragazzi in età scolare. E ne soffrono 2-3 volte più i maschi delle femmine.















  05/04/2001 LA CONSULTA NAZIONALE PER LA SALUTE MENTALE LANCIA UN "MANIFESTO"
(DAL SOLE24ORE SANITA' On LINE)

Superare il pregiudizio del malato mentale incurabile, combattere l'idea di ricreare luoghi psichiatrici della separazione, chiudere tutti gli ospedali psichiatrici e superare i manicomi giudiziari. Chiede questo e altro nel "Manifesto per la salute mentale" la nuova Consulta nazionale ad hoc, promossa dalla Cgil-Funzione pubblica, da Psichiatria Democratica, asam, dall'Arci, da Cittadinanzattiva e dalla Caritas italiana.

Per il coordinatore, Massimo Cozza, "occorre contrapporre a una salute mentale di attesa senza capacità promozionali e propositive una psichiatria di comunità organizzata sulla presenza di reti di protezione e servizi sul territorio aperti anche 24 ore su 24 e capaci di una presa in carico evolutiva per ridurre la sofferenza personale e il peso delle famiglie".

I dati della Consulta sulla diffusione dei disturbi psichici sono eloquenti: circa il 20-25% della popolazione maggiorenne soffre, nel corso di un anno, di almeno un problema mentale clinicamente significativo. Ma i servizi specialistici trattano solo il 10% delle persone colpite. Secondo l'Istat, nel trimestre settembre-dicembre 1999, il 3,8% degli italiani, pari a 2 milioni 170mila persone, lamenta un disturbo: depressione, anoressia, bulimia, fobie, panico e ansia. Circa 60omila i cittadini con problemi psichiatrici gravi; 2.400 i miliardi spesi per i soli ricoveri nel 1999. E la Consulta denuncia la mancanza di almeno 7mila operatori.