RECENSIONI
| *****Travolgente | ****Da non perdere | ***Appetitoso | **Debole | *Lasciate perdere |
GIOVEDI 9 OTTOBRE
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CATACOMBS |
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Magia Production |
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Ennesimo esperimento per la Magia che già in passato ci ha abituati in sperimentazioni con l'intento di smuovere "il monotono andamento" di Cinematik . In questo caso il Cisterna ha volontariamente organizzato un festival capace di dare diverse prospettive per il futuro. Il passo in avanti avviene con la costruzione di una sala Imax capace di portare lo spettatore all'interno del film in proiezione. Gradevolissimo da provare per l'intera immersione dello "spettacolo". L'unico dubbio che mi viene in mente è nella storia proposta da Merlino. Il film è interessante, però in fin dei conti rimane debole dal punto di vista della sceneggiatura. Il cast non è interpretato da attori professionisti, e il tutto fa pensare proprio ad un prodotto commerciale che lancia il nuovo cinema Imax a Cisterna. Condivido l'idea di proporlo al festival,però si poteva fare un piccolo sforzo nel confezionare una pellicola capace di coinvolgere maggiormente lo spettatore. |
| VOTO: ** |
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Emil |
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Bell'esperimento della
Magia, che segna il suo ritorno con un film girato con l'innovativa tecnica
di IMAX. La cosa, nel complesso è coinvolgente e stuzzicante e apre nuove
frontiere al mondo cinematografico. In |
| VOTO: ***1/2 |
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Morpheus |
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Il difetto principale di questo film è che dura poco, ma si comprendono pienamente le ragioni tecniche che portano a questa scelta. Il pregio maggiore di questo film, invece, è che è ricco di atmosfera. Nel poco tempo messo a disposizione lo spettatore viene immerso in uno scenario onirico, surreale e inquietante e questo rende la pellicola di indubbio valore. Un plauso anche alla prove di De Vito, luciferino e folle, che mi ha decisamente colpito. Forse non la migliore pellicola del festival, ma sicuramente una buona prova. |
| VOTO: *** |
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Zen |
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Il Cisterna è bello perchè è vario e ci si trovano film virtuali estrosi che difficilmente vedono la luce durante la stagione regolare. Fulgido esempio è questo Catacombs che segna il ritorno di Merlino e della sua Magia Productions che in passato ci ha regalato chicche classiche alternate a veri e propri esperimenti (giusto per dirne un paio il musical/demenziale Living la vaca loca e lo sgretolamento psicologico derivato dal primo summary movies di Cinematik). Qui la casa di produzione romagnola ci propone un'altra delle sue follie, con un lavoro che più che un film somiglia ad uno di quei filmati di presentazione che si vedono in alcuni mega-schermi per dimostrare le potenzialità del mezzo (in questo caso l'I-MAX). Il filmato è carino e divertente e sarebbe assolutamente perfetto per tale scopo. Che bello entrare "dentro" ad una festa in maschera vagando per stanze coloratissime in presenza di personaggi ambigui ed avendo come Cicerone il grande De Vito! Molto divertente e inaspettatamente movimentato il finale, per un esperienza da "cinema dentro" ineguagliabile. Quasi perfetto per i suoi intenti ma è quasi un fuori concorso per il festival non essendo un vero e proprio film. Locandina da Oscar! |
| VOTO: **** |
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Salvatore Gabrieles |
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mIRC32 |
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Nuoro's Production |
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Ultimo giorno di proiezioni qui al Cisterna. Il film che mi appresto a recensire è mIRC32 della Nuoro's Production, per la prima volta al Cisterna. Il film è diretto da Kevin Smith, abile nel rappresentare i problemi dell'amore e la conseguenza che ne comporta essere innamorati...una commedia amara interpretata dal "riscoperto" Noah Wyle e da una sceneggiatura buona ma strutturalmente poco precisa. |
| VOTO: ***1/2 |
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Emil |
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La Nuoro's si dà alla commedia di stampo americano. Il risultato è positivo. Il film è carino e simpatico e scorre bene. Ottima, come al solito, la sceneggiatura, la pellicola scorre tutta d'un fiato dall'inizio alla fine. Molto originale e particolare, guidata da un Kevin Smith in forma smagliante. Molto buono il cast con Wyle e la Elfman perfettamente a loro agio nella parte e un Black assolutamente sopra le righe (e assolutamente eccezionale!). Un pochino piatto il finale, che però non intacca il livello, decisamente buono, dell'ultima pellicola targata Nuoro's. Carina la locandina, ottima la colonna sonora. Un altro colpo a bersaglio per Zen. |
| VOTO: ***1/2 |
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Morpheus |
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Per la prima volta anche la Nuoro's Production partecipa al Cisterna Festival (ormai dei vecchi manca all'appello dei debuttanti festivalieri solo uno, sempre lo stesso tra l'altro). Come sempre soggetto e sceneggiatura sono interamente frutto della "complicata" mente di Fabrizio Casu. Jake ha un buon lavoro, dei bravi amici e una bella ragazza al suo fianco. La vita è tutta rose e fiori quindi? No. In poco tempo si ritroverà senza lavoro e senza ragazza, e gli amici, anzi l'amico (uno spassoso Jack Black), non sono poi questa grande spalla su cui contare. Resta un'ultima carta da giocare: una ragazza conosciuta in chat. Ma anche lì, i risultati saranno imprevedibili. Senza aggiungere altro, parto con il commento al film, sulla quale ho due considerazioni da fare. La prima è che lo sceneggiatore è, forse esagero un po', il più brillante che ci sia a Cinematik nel creare, scrivere dialoghi originali e allo stesso tempo molto realistici. L'altra considerazione è, però, che al di là dell'ottima sceneggiatura, il film sia un po' vuoto alla fine. Per carità, la storia è spassosissima, ma a parte l'originale spunto iniziale, non offre molto altro. |
| VOTO: *** |
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Tomo Vox |
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Il Cisterna Summer Festival 2003 chiude le proiezioni con mIRC32 che segna il debutto alla manifestazione della Nuoro’s Production. Diciamo subito che ancora una volta si tratta di una grandissima opera originale di Fabrizio Casu che ne ha creato il soggetto e la sceneggiatura originale con la consueta maestria che lo conferma nell’olimpo degli sceneggiatori di Cinematik. mIRC32 è una commedia diretta da un ottimo Kevin Smith ed interpretata da un cast di bravi attori tra cui spiccano il bravo Noah Wyle ed il travolgente Jack Black mentre risulta un po’ sottotono Jenna Elfman. La pellicola scorre piacevolmente partendo da un’idea molto carina che attraverso divertenti ed imbarazzanti situazioni accompagna lo spettatore in un mondo “molto particolare” che a Cinematik pare avere molto successo. La scelta di un finale serio fa sì che la pellicola vada a poco a poco sgonfiandosi della sua debordante comicità iniziale e si vada trasformando quasi in un dramma psicologico. Se si sia trattato di una scelta giusta oppure no lo deciderà il pubblico, certo lo è stata per la sua presentazione ad un festival. Bella anche la locandina. Un altro un grande lavoro per Zen che questa volta riesce anche a colpire le mie corde :). Anche per mIRC32 ¼ di voto in più a premiare la sceneggiatura originale. |
| VOTO: **** |
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Merlino |
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MERCOLEDI 8 OTTOBRE |
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BLUE MOVIE |
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Cristian Production |
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Scende in campo anche il secondo padrone di casa e lo fa con la consueta professionalità che lo contraddistingue ormai da diversi anni e che ha permesso alle sue opere di andare sempre più perfezionandosi. BLUE MOVIE era forse il film più chiacchierato e più atteso della rassegna e di certo non tradisce le aspettative confermandosi opera di indubbio valore stilistico. Curato nei minimi dettagli non lascia spazio a sbavature ed offre allo spettatore uno spettacolo chiaro ed apparentemente senza difetti. Danny De Vito si dirige e recita in maniera strepitosa duettando con un John Travolta ed una Mira Sorvino che gareggiano in bravura, ma è tutto il cast che trascina il film in un modo a dir poco travolgente. L’idea del film nel film pur essendo stata sfruttata nei modi più disparati rimane sempre affascinante ed anche se in questo caso appare impossibile non pensare a “Boogie Nights” il contesto è assolutamente diverso. Mentre nel film di Paul Thomas Anderson si trattava il tema dei films hard-core di serie B, quelli destinati al circuito a luci rosse se non addirittura al mercato Home Video, nella pellicola di Danny De Vito è la cinematografia più seria ed impegnata che vorrebbe sdoganare l’hard e portarlo ad un livello artistico al pari degli altri generi e quindi sarebbe logico pensare che questa seconda pellicola venga accolta con maggior simpatia da una platea sempre avida di novità e di eccessi. Ma mentre i protagonisti di Boogie Night riuscivano con la loro naturalezza ad accattivarsi le simpatie del pubblico quelli di BLUE MOVIE con i loro eccessi ingigantiti fino all’esasperazione lasciano il fondato sospetto di un’operazione volutamente troppo sopra le righe che non portano il pubblico a parteggiare per la sua riuscita finale e l’unica pecca di BLUE MOVIE, film che se non vogliamo definire apertamente porno potremmo eufemisticamente definire come “fortemente erotico”, è che per assurdo finisce a lungo andare con l’apparire come una pellicola un po’ freddina e fine a sé stessa. Certamente gli eccessi sono voluti e necessari per la buona riuscita del film ma forse un leggero ammorbidimento ed un po’ più di umanità avrebbe potuto giocare a favore dei protagonisti di questo bellissimo film. |
| VOTO: **** |
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Merlino |
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Cristian Production presenta Blue Movie, un film diretto dal simpaticone Danny De vito. Il cast è di tutto rispetto, e se la cava bene. La sceneggiatura scorrevole e divertente non sfigura affatto nei confronti delle altre opere in concorso. Cristian rimane in forma ancora una volta e porta a termine un lavoro molto buono e soddisfacente. La locandina rende bene l'idea...come la scritta che ne segue:"I volti dell'amore"(riferiti ai due attori)...certo non è un progetto molto impegnativo, ma abbastanza coerente alle aspettative dello spettatore. |
| VOTO: ***1/2 |
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Emil |
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"Sacrilegio! Un film porno a Cinematik!" Direbbe qualcuno. "Era ora!" Direbbe invece qualcun altro (io). Abbiamo atteso da tanto tempo questo curioso progetto, tratto da un romanzo di Terry Southern, mitico personaggio degli anni 60/70, sceneggiatore di Easy Rider (appare nella storica copertina di Sgt Pepper dei Beatles), amico di Stanley Kubrick (per il quale scrisse il Dottor Stranamore), e con il quale sembra che discusse davvero un progetto del genere. Il rischio di rimanere delusi era altrettanto forte, invece, fortunatamente, il film risulta divertente, contorniato da un ottimo cast. Forse qualche dubbio ce l'ho proprio su John Travolta nel ruolo del regista del "film nel film". Recitazione sottotono, sicuramente voluta, ma nel quale non ci vedo bene il caro Tony Manero. Sono invece spassosissmi Danny De Vito (anche regista del film, quello vero... cioè, quello virtuale!) e Tom Sizemore, impagabili nei loro ruoli. Ci sembra quasi di assistere ad un "Effetto Notte" nel mondo del porno. Script quasi perfetto, forse solo un po' sbrigativo in alcuni punti: in quelli più divertenti viene naturale pensare a Boogie Nights, ma del film di Anderson mancano i drammi (e quelli che ci sono solo di "contorno"); dal romanzo mancano alcuni personaggi (e una scena già vista a Cortimatik!), ma non sappiamo se per scelta definitiva del produttore o solo in occasione del festival. Con qualche piccolo ma mirato accorgimento, alla sua uscita nelle sale di Cinematik il film potrebbe risultare come il migliore della Cristian Production. |
| VOTO: ***1/2 |
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Tomo Vox |
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La padrona di casa Cristian Production si lancia in un progetto coraggioso e sorprendente, almeno quanto quello messo in piedi dai protagonisti della vicenda stessa, intenzionati a girare un film porno in Liechtestein all’insaputa del produttore (ma da esso comunque finanziati). Blue movie lascia poco all’immaginazione e forse mostra fin troppo per essere una semplice commedia di intrattenimento. Il linguaggio utilizzato dai protagonisti, inoltre, metterebbe in imbarazzo perfino Tarantino. Per questo è difficile dare un giudizio oggettivo ed univoco ad una pellicola che si pone a metà strada tra la provocazione estrema fine a se stessa e la commediaccia italiana anni ’80. Sicuramente Danny De Vito, regista ed attore, sapeva quel che faceva mentre girava questo film, ma il pubblico potrebbe rimanere interdetto di fronte a scene così esplicite. Senza dubbio il festival di Cisterna è un ottimo banco di prova per un prodotto che farà discutere per diversi mesi e dividerà la critica in molteplici opinioni. Nota di merito per John Travolta e Tom Sizemore, che insieme a De Vito stesso compongono un trio che è l’anima vera e propria di questo film. |
| VOTO: **** |
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Atamaz |
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OLERON |
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E&G Ltd. |
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E con questo film la E&G si rifà completamente dei risultati un po’ scarsi di “Vuote parole”. Tratto da un racconto del libro “Il bar sotto il mare” del sempreverde Stefano Benni, “Oleron” ricorda per lo stile uno dei vecchi film tratti da racconti di Edgar Allan Poe della casa di produzione Hammer. Il film inizia proprio come il più classico dei film horror anni ’60 con il protagonista (un superbo Jeff Bridges) che sale la scalinata della villa del suo vecchio amico Oleron (Brad Dourif). Da qui inizia un lungo flashback che ci mostra i due personaggi ragazzi in un’atmosfera che ricalca molto i film con Peter Cushing . Terminato il flashback l’atmosfera sembra mantenersi su quei toni inquietanti, fino ad un inaspettato doppio stravolgimento tipico delle produzioni benniane. Complimenti, quindi, a Peter Jackson per aver diretto un ottimo film ed anche all’intero cast ed in particolare a Jeff Bridges ed onore a Emiliano Balsamo per aver trasportato in maniera così perfetta sul grande schermo il racconto di Benni. |
| VOTO: ***** |
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Dave |
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Strano questo Cisterna, mi trovo a recensire film che paiono nati per stare in coppia. L'altro ieri due film surreali oggi due film che mi hanno portato alla mente "ai confini della realtà": parlo di Strisce Rosse oltre a Oleron. Lo strano rapporto tra Oleron ed Egistus da giovani, narrato da flashback e voce fuori campo, è quello classico di un ragazzo strano ed un altro affascinato dall'altro e che ne subisce il fascino e l'influenza. Ma il reincontro nel presente, anni e anni dopo, avverrà in una maniera spiazzante e l'orrore si svelerà in tutta la sua forza e sarà totalmente inaspettato... almeno per chi non ha mai letto Dylan Dog! Lungo il preambolo che segue canoni già visti e non propriamente interessanti ma molto riuscita la seconda parte e ricca di colpi di scena spiazzanti ed appassionanti. Finale doppio ad effetto assicurato, come premesso, molto "ai confini della realtà". Qualche ingenuità in sceneggiatura con l'uso del pronome personale "esso" usato come riferimento a persone (errore rosso) e qualche omissione di punteggiatura (in particolare nel lungo monologo pronunciato dalla Contessa Oleron). Tutto sommato un film piacevole e sorprendente. Ed ora scusate, vado nell'enciclopedia a vedere cos'è una medusa di Rubens! |
| VOTO: ***1/2 |
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Salvatore Gabrieles |
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Torna la E&G che dopo aver aperto il festival fuori concorso con il film VUOTE PAROLE si presenta in gara con OLERON e diciamo subito che la casa di produzione capitolina ha fatto la scelta giusta. Tanto era freddo, prolisso e decisamente noioso il primo, tanto è avvincente e ben presentato il secondo. Con questa loro ultima opera la E&G raggiunge la completa maturità e mi sembra in grado di competere alla pari con le altre pellicole in gara. In particolare la scelta del cast mi è sembrata molto ben fatta e non mi stupirei di vedere Brad Dourif molto in alto nella classifica finale degli attori più apprezzati. Non completamente centrata invece a mio avviso, anche se non del tutto improbabile, la scelta di Jackson alla regia il cui tocco non si nota più di tanto. Nel complesso una storia scorrevole ed un film ben fatto per quella che possiamo considerare la migliore prova per i nostri cari gemellini. |
| VOTO: *** |
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Merlino |
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Innanzitutto va chiarito
un equivoco. Quando sono andato a vedermi questo film pensavo si trattasse
di un |
| VOTO: **** |
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Morpheus |
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MOSQUITO ATTACK! |
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Papele 'o Marenaro Production |
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Tomovox ha lanciato questo B-Movie, indirizzando l'attenzione di tutti specialmente sulla frase di lancio: "Il film più brutto della storia di Cinematik". Ironia e autoironia sicuramente, ma il segreto del film sta tutto in quella frase... Se si legge il film sotto il giusto punto di vista, se lo si osserva con il giusto filtro, difficilmente Mosquito Attack potrà guadagnare un titolo simile. La storia di questa variopinta famiglia scorre senza particolari colpi di scena e con la spiacevole sensazione che qualcosa di tremendo stia per accadere. Il film è pieno di richiami personali alla figura di Tommaso Marino: il wrestling, Cronaca Vera, l'omossessualità (un indubbio omaggio al fratello Raffaele) e c'è anche spazio per una citazione fumettistica/cinematikiana. Il cast se la cava benino, senza particolari guizzi, forse su tutti regna l'insopportabile moglie di Matt. E' tutta questione di ottica e di filtri, dicevo, trovate la prima e i secondi ed il film vi piacerà sicuramente. Io, desolatamente, questi filtri e quell'ottica non li ho proprio trovati. Il film, quindi, l'ho trovato proprio brutto. Ma quello che lo salva dalla stroncatura è l'autoironia di cui si parlava all'inizio e la mia insana passione per questi film orrendi. Difficile quindi dare un voto definitivo. Quindi addotterò un doppio voto: il primo per me, il secondo (forse) per gli altri. |
| VOTO: *** / **1/2 |
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Zen |
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Siamo giunti al quarto giorno di questo festival molto interessante. Mi dirigo verso la sala per andare a vedere il film che attendevo di più... quello di Papele che un anno fa aveva scritto magistralmente "Dieci Piccoli Indiani" dei fratelli Coen. Quest'anno ci si sono grandi aspettative per il nuovo progetto della Papele 'o Marenaro Production. Il film è diretto da John De Bello che a livello registico sembra abbastanza curato, i movimenti di macchina sono particolari e dettagliati. La sceneggiatura però è banale e poco accattivante,la storia richiedeva momenti più "trash" come è solito vedere in questi generi. Anche gli attori hanno poco spazio. |
| VOTO: **1/2 |
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Emil |
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“Il Film Più Brutto Di Cinematik”… così si presenta questo B-Movie della POM e visto che alla fine della proiezione lo sceneggiatore in persona “chiede scusa a tutti coloro che hanno perso minuti preziosi della loro vita per leggere questa cazzata” mi dispiace deludere il produttore dicendo che MOSQUITO ATTACK! Non è assolutamente brutto, o meglio, è brutto come deve esserlo un B-Movie che si rispetti. Il film infatti le rispetta tutte le regole delle pellicole a basso costo: attori appena decenti, trama scontata, titolo non corretto (mosquito sarebbero le zanzare e non le mosche), povertà delle immagini… ma tanta immaginazione e questo è quello che persone amanti come me di questo genere vogliono quando pagato il biglietto si siedono in sala e con altri sei o sette spettatori si godono l’improbabile spettacolo. Insomma la POM a mio avviso ha fatto un ottimo lavoro perché B-Movie ha dichiarato e B-Movie ha realizzato. A molti non piacerà, io me lo riguarderò in VHS non appena sarà disponibile. |
| VOTO: **1/2 |
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Merlino |
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Presentato dalla produzione come "Il film più brutto della storia di Cinematik", "Mosquito Attack !" è un tipico B-movie, con tutti i pregi e i difetti del caso. Non è un grande lavoro e non sarà il massimo dell'originalità, ma è comunque un filmetto discreto, decisamente meno peggio di quello che pensavo. E ha anche una buona dose di splatter che non guasta mai ... Buona la regia di John de Bello. Gli attori sono poco coinvolti. Carina la locandina. nel complesso un lavoro non eccezionale, ma non il film più brutto della storia ... c'è stato molto di peggio. |
| VOTO: **1/2 |
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Morpheus |
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Abbandonata la saga dei pomodori assassini De Bello passa alle mosche che scelgono di ribellarsi alla crudeltà umana. Si, perchè i personaggi che attraversano il film sono tutti talmente odiosi da meritarsi il destino che la rivoluzione delle mosche gli riserva. Buona, sana e fiera serie B, con la prima metà di film (la migliore) di preparazione al sangue segnata da tanti momenti premonitori che ci pongono in ansimante attesa della catarsi. Seconda metà splatter come di dovere e finale azzeccato ed ambiguo. Divertente in particolare l'apertura con la visione caleidoscopica e il volo "a mosca" ma tutta la sceneggiatura è scritta in maniera esemplare. Fenomenale la "conversazione" tra i tre uomini nel momento della sbronza e Jo-Marie Payton (la moglie "ideale") e Ernest Liu (per la scena di smembramento in soggettiva) da premio. Un paio di sbavature di sceneggiatura le ho beccate, in un momento si fa riferimento a Ian chiamandolo Brett (come il nome dell'attore... anzi il nome dell'attore riportato in maniera sbagliata per essere preciso) e soprattutto mi sto ancora scervellando su che rumore faccia qualcosa che "prova a sbattere con la finestra"! Locandina perfetta per il genere. Tra le citazioni ne ho trovata una abbastanza palese a Una bara piena di soldi ("una specie di western. Un tizio e uno sceriffo corrotto cercano un tesoro sepolto") mentre non chiarissima è quella a "Un tizio ha preso in ostaggio una famiglia e ora sono in viaggio verso il Messico" (Caccia al'Oscar? Naaaa....). |
| VOTO: ***1/2 |
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Salvatore Gabrieles |
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MARTEDI 7 OTTOBRE |
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BRANCHIE |
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Glassdreams |
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Primo film della Glassdreams in concorso al Cisterna è diretto dal regista Alex Infascelli, qui con il nome Alan Smithee, dirige Branchie un film interpretato "dall'avviato" Fabio Volo. Il film è accompagnato dal racconto del protagonista con la classica VFC. Le interpretazioni sono abbastanza soddisfacenti anche se avrei preferito un protagonista con più esperienza... il film avrebbe preso una piega più drammatica. In fondo però la sceneggiatura predilige situazioni più tragicomiche adatte alla personalità dell'attore. Il finale "fantasioso" chiude una pellicola sicuramente da apprezzare. |
| VOTO: *** |
| Emil |
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La Glassdream si presenta con un film dal cast azzeccato e dalla storia estremamente interessante. Le tragicomiche vicende che portano Marco in India e alla scoperta di una nuova vita sono decisamente interessanti e tengono lo spettatore incollato alla sedia. Il difetto della pellicola sta nella costruzione, un pò scordinata e in certi punti un pò spezzettata, il che fa assumere al film più l'aspetto di una serie di scene, di sketch legate da un filo narrativo unico. Difetto superabilissimo, che però mi ha un pò lasciato l'amaro in bocca, assieme ad alcuni dialoghi che andrebbero rivisti. Molto bella la colonna sonora, una che ascolterei volentieri, per inciso. In definitiva un bel film che, con qualche limatura, potrebbe migliorare ulteriormente. |
| VOTO: *** |
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Zen |
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Esordio al Cisterna per la Glassdreams, una delle migliori novità della stagione, che torna sugli schermi dopo l'ottimo debutto con "Faust". Purtroppo stavolta il risultato non è dei migliori. "Branchie" è un mediometraggio lungo (o un lungometraggio corto, dipende dai punti di vista ...) di produzione italiana. La storia è sicuramente originale, anche se a tratti tende a scivolare nel banale e, in alcune situazioni, nello sconclusionato. Anche il cast solleva qualche dubbio, anche perché non capisco perché non sono stati "coperti" alcuni ruoli importanti (Sarwar, Osvald, Mila ...) e la storia della "trasformazione" della madre di Marco è gestita in maniera un po' caotica ... (voglio dire ... la Muti è la "mamma rimodificata" ? ... e quella del "prima" com'era ? Sempre la Muti imbruttita e gonfiata ??). Anche Infascelli sembra piuttosto a disagio, in un film che sembra poco adatto a lui (anche se alcuni movimenti di macchina e alcune trovate sceniche sono più che buone). Forse, in definitiva, pur essendo io un grande estimatore del cinema italiana, questa era una pellicola che poco si confaceva a una produzione italiana. Nel complesso un lavoro non del tutto convincente, che lascia più di una perplessità. Attendiamo l'annunciato "redux" nelle sale. |
| VOTO: ** |
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Morpheus |
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C’è poco da dire di “Branchie” tranne che è uno dei film più entusiasmanti di tutto il Cisterna. La regia di Infascelli è scorrevole e molto professionale, adattissima ad un film del genere e Fabio Volo si rivela un più che valido attore soprattutto in un ruolo del genere, sospeso tra il reale e l’irreale; ottimo anche il resto del cast, ben scelto anche se Ornella Muti mamma di Volo fa comunque un po’ di effetto. Onore quindi alla Glassdream per aver prodotto uno dei migliori film del festival. |
| VOTO: **** |
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Dave |
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Non saprei cosa dire su questo film della Glassdreams Production. Dopo averci sorpreso con l'interessante Faust, che ha deliziato le platee, stavolta il produttore si cimenta con un progetto ancora una volta "rischioso". Si tratta di Branchie, film già realizzato per il cinema reale (interpretato, si fa per dire, da Giancluca Grignani). Il risultato di quel film lo conosciamo tutti, ed è quindi con molta curiosità che ho visto questa specie di "remake". Lo stesso produttore, però, ci ha tenuto a precisare che questa non si tratta della versione definitiva del film, che vedremo realizzata solo nelle sale di Cinematik. Non calco quindi troppo la mano sul giudizio al film, per il quale preferisco aspettare la versione definitiva, ma dico, con tutta sincerità, che questa versione mi è parsa una specie di "Avventura/commedia" in stile new age che mi ha convinto poco. Troppo pasticciato e confuso per farmi appasionare alla storia, nonostante la buona interpretazione di Fabio Volo (presentatore televisivo molto valido anche come attore). Aspetto la versione definitiva. |
| VOTO: **1/2 |
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Tomo Vox |
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Sinceramente non si capisce perchè Infascelli non abbia voluto firmare questo film. Quando ho visto la firma Alan Smithee temevo il peggio mentre il film si tiene su binari che superano tranquillamente la sufficienza. Anzi per il primo terzo del film avrei votato Smithee per la miglior regia vista la ricchezza di dettagli e l'eleganza della sceneggiatura di descrivere i movimenti di macchina con tanto di avventurosi split screen! Poi in effetti il film accellera e lascia da parte certi dettagli, prendendo una strada surreale e quasi onirica nella parte di storia narrata in India, dove tutti parlano la stessa lingua e dove personaggi nuovi e già visti assumono comportamenti assurdi. E' chiaro secondo me che la seconda parte del film è un sogno che parte da quando il protagonista (un sempre efficace Fabio Volo) si addormenta sull'aereo di fianco all'arancione che lo guarda in maniera strana. Il resto è un viaggio della coscienza o una delle possibili avventure che Marco sceglie di non vivere non curandosi? Chissà... Un film gradevole, scorrevole, divertente e surreale meno banale di quel che appaia ad una visione distratta. Bella l'idea per i titoli di testa e soprattutto per quelli di coda. Ottima la parte della Muti che è stata l'unica finora al festival di Cisterna ad avere una parte notevole e degna di menzione e attenzione. Molto bella anche la locandina! |
| VOTO: ***1/2 |
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Salvatore Gabrieles |
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STRISCE ROSSE |
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Nuno Productions |
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Anche per Francesco Sodi è il debutto qui a Cisterna, con un film a episodi dove sono narrate le vicende di personaggi in divisa. Il film diretto da Alex Infascelli, presente anche con una commedia, affronta questa volta temi più realistici e drammatici. Il film ha più spessore, le storie sono affascinanti anche se si rischia di avvicinarsi a produzioni televisive. Gli attori pur non avendo a disposizione molte scene sono in sintonia. Carina la locandina, ben realizzata. |
| VOTO: ***1/2 |
| Emil |
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Il regista Alex Infascelli
torna a collaborare con il miglior giallista italiano Carlo Lucarelli, dopo
ALMOST BLUE che non ho visto ma che evidentemente ha lasciato il segno nel
pubblico di Cinematik, visto il numero di volte in cui viene
nominato/utilizzato. Forse perchè uno dei pochissimi registi italiani emersi
con un cinema di genere... Striscie rosse è un film episodi molto diversi
tra loro ma con eguali soddisfacenti risultati. Forse il meno riuscito è
proprio quello d'apertura, OMISSIS 25, in cui il capitano Romeo si trova per
pur caso e per noia nel bel mezzo di qualcosa troppo grande per lui. Giallo
concentrato, di stampo classico, con un finale secco ed ambiguo che lo fa
sembrare meglio di quel che |
| VOTO: ***1/2 |
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Salvatore Gabrieles |
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La Nuno Production, per il suo esordio al festival, si presenta con un film a episodi incentrato interamente su vicende riguardanti i carabinieri. Tutte e tre le storie sono tratte da un libro di Carlo Lucarelli (e già questo ci fa sperare bene), e la regia è affidata ad Alex Infascelli, che, proprio con un altro romanzo di Lucarelli (Almost Blue) ha ottenuto molti riconoscimenti in Italia. Come ho già detto, il film è diviso in tre episodi: il primo, "Omissis 25", l'ho trovato in verità un po' retorico e poco chiaro. Il secondo, "I garganelli al ragù della Linina", è sicuramente il più divertente dei tre, nonostante il finale beffardo. Il terzo, "La tenda nera", è invece il migliore dei tre (forse proprio per questo è l'ultimo episodio mostrato). Sarà per la presenza di Cavina, sarà per l'ambientazione nella provincia romagnola, o per la vicenda alquanto macabra, ma il tutto mi ha riportato alla mente il mitico "La casa dalle finestre che ridono" di Pupi Avati. Il risultato finale, grazie anche ad un ottimo e nutrito cast di caratteristi italiani, è molto buono. |
| VOTO: *** |
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Tomo Vox |
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La Nuno Productions si cimenta con il suo primo film tutto italiano e lo fa prendendo a prestito tre storie del bravissimo scrittore Carlo Lucarelli, tutte incentrate sulle indagini di alcuni carabinieri. Le tre vicende sono molto diverse tra loro: più seria e di attualità la prima, quasi da fumetto horror la seconda, provincialmente disturbante la terza (la più riuscita, a mio avviso). Infascelli gestisce bene le scene e gli attori, impone un buon ritmo e riesce nell’impresa di non dare a questo film l’impressione di assistere ad una puntata del serial televisivo contemporaneo dedicato all’Arma. Il cast si comporta molto bene, senza però evidenziare nessuna individualità in particolare. |
| VOTO: ***1/2 |
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Atamaz |
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La primissima cosa che mi ha impressionato di questo film è stata la locandina, veramente bellissima, anche se poi dopo la visione del film bisogna dire che non rende il contenuto della pellicola (ma rimane comunque una meraviglia :) ). La seconda cosa è stato il regista, quel Alex Infascelli che tanto ho amato per il suo ottimo ALMOST BLUE e quando mi sono accorto della collaborazione con Lucarelli mi sono lanciato nella visione del film con entusiasmo. Entusiasmo ripagato, almeno per due terzi. STRISCE ROSSE è un film diviso in tre episodi in crescendo. Il primo, OMISSIS 25, molto normale e “televisivo” che potremmo definire classico. Molto meglio il secondo, I GARGANELLI AL RAGÙ DELLA LININA, bel giallo che lo spettatore più smaliziato comprende già dopo poche battute ma che regge benissimo fino alla fine grazie alla bella ambientazione ed alla solida struttura. Ed infine a splendida conclusione del film arriva il terzo episodio, LA TENDA NERA, splendida storia che pur non facendo gridare di stupore i veterani dell’horror, tiene incollati alla poltrona fino all’ultima battuta grazie alla grande abilità di Infascelli alla regia e di Francesco Sodi alla sceneggiatura che descrive in maniera impareggiabile la provincia emiliano/romagnola (non so dire il perché ma sebbene nel film si parli di Romagna io non riesco a non pensare che sia ambientato in Emilia). STRISCE ROSSE, insomma, a dispetto della locandina è un film nel quale i carabinieri fanno solo da comprimari, mentre i veri protagonisti sono le persone che incontriamo tutti i giorni, delle quali non sappiamo assolutamente nulla, e che per questo riteniamo “normali”, ma lo saranno davvero al loro ritorno a casa? Una pellicola che farà ancora parlare di sé, da vedere. |
| VOTO: *** |
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Merlino |
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LUNEDI 6 OTTOBRE |
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OSCURAMENTI |
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Gorgon Stare Productions |
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Secondo giorno di proiezioni per il Cisterna. Oscuramenti di Medusa (ex Hecates) è un film diretto da Michael Lindsay - Hogg, al suo debutto nel cinema virtuale. La pellicola inizia con qualche fatica, dipeso forse da una sceneggiatura poco dettagliata, che punta molto sui dialoghi degli attori... brillanti ed efficaci. Sicuramente un progetto rischioso, ma di grande interesse per un festival, quello di Cisterna, ultimamente un pò monocorde. La produttrice, assente da molto tempo, ha un bagaglio "Cinematikiano" non indifferente e punta sulla qualità degli interpreti che sullo stile un pò standard del regista. Oscuramenti comunque è un buon film e fa ben sperare nel futuro della società presieduta Medusa. |
| VOTO: ***1/2 |
| Emil |
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Ritorno in attività di
Medusa (ex Hecates) con la sua nuova Gorgon Stare con un medio-metraggio
d'essay. |
| VOTO: ***1/2 |
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Morpheus |
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Difficile da giudicare un film dove un uomo vestito di nero fa un terzo grado ad un uomo vestito di blue mentre un uomo vestito di verde trascrive la conversazione tra i due. La chiave del racconto è sicuramente l'Uomo, ma quale che sia non ci sono arrivato. Anche qui cinema surreale, asettico, freddo, probabilmente metaforico, difficile da penetrare (almeno per me) e quindi da giudicare. |
| VOTO: **1/2 |
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Salvatore Gabrieles |
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Torna il Cisterna, che, come ogni anno, porta nuove sorprese. Una di queste è il gradito ritorno di Medusa (ex Hecates), che proprio al Cisterna aveva debuttato due anni fa con "Il fuoco e la tempesta". Questa volta è pronta a dare battaglia con un mediometraggio tratto da un racconto di Paul Auster (Smoke, Blue in the face). Il risultato? Beh, da un punto di vista oggettivo, la sceneggiatura è ben scritta, il cast se la cava più che bene (ho trovato molto surreale il personaggio di Green) e la storia incuriosisce, essendo abbastanza enigmatica. Forse è proprio questo alla fine il "difetto" del film, ma qui il giudizio diventa soggettivo. Secondo me, il film vuole farci porre delle domande (anche se prevediamo dall'inizio che non troveranno risposta). Personalmente, il finale mi ha lasciato freddo, e se devo essere sincero appena terminato non mi sono impegnato a rifletterci su (ma divido questa colpa 50 e 50 tra me e il film, comunque). |
| VOTO: *** |
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Tomo Vox |
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WE NEVER CHANGE |
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Marco Communication |
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Si passa alla seconda proiezione (almeno per me!), We Never Change della Marco Communication, diretto da Stephen Frears (ormai di casa al Cisterna). Film dai temi molto attuali; il matrimonio, la convivenza... insomma si fa il verso ai legami di coppia che assillano milioni di persone. In questo il film è azzeccatissimo, attori che sorreggono la storia con buone interpretazioni, soprattutto quella di James Caviezel. La sceneggiatura è affidabile, Marco ha fatto un ottimo lavoro soprattutto nel dirigersi in un genere non spesso gradito, soprattutto ai festival...sempre assetati di cinema d'autore. |
| VOTO: *** |
| Emil |
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Una simpatica e gradevole commediola, porta la Marco Communication al Festival di Cisterna. Storia di chi nonvuole crescere, di chi lo vuole e di chi non ha il coraggio di ammetterlo, "We never Changes" scorre via bene, con gusto e con qualche scena estremamente interessante e divertente. Gli attori sono capaci di interpretare bene il proprio ruolo e certe situazioni sono proprio da "vita reale" (su tutte le serate a bere tra Charlie, Benjamin e Duffy). Cavaziel se la cava bene, ,ma sicuramente è Spader che attira di più l'attenzione, tra tutti e tre. Un velo su Perry, del quale avrei fatto volentieri a meno. Un film gradevole, i cui unici difetti sono forse personaggi un pò stereotipati (ma nelle commedie è difficile trovarne di nuovi) e qualche errore a livello di script. Per il resto l'ideale per farsi qualche sana risata. |
| VOTO: *** |
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Zen |
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Sin dalle prime scene di WE NEVER CHANGE appare subito chiaro il marchio Marco Communication che anche in questa pellicola ripropone alcune delle tematiche che più gli sono care come l'amicizia, l'amore e la (im)possibilità di potere vivere un amore senza dover forzatamente rinunciare a sé stessi. Lo svolgimento della storia non è certo originale ma, grazie anche al supporto di una buona sceneggiatura nella quale si trovano alcuni spunti umoristici molto azzeccati, risulta attuale e molto realistica. La regia affidata a Stephen Frears è stata a mio avviso una buona scelta per cercare di rendere la pellicola meno zuccherosa e più "impegnata" ed effettivamente il bravo regista riesce nell'intento di creare un film che, pur ricalcando molti dei momenti classici della commedia rosa, si innalza con decisione sopra la media. Nel cast spicca Alicia Witt, una Mel insopportabile quanto basta per essere odiata da ogni uomo che non vuole vedere intaccato il proprio sogno di libertà, ma bella, dolce e dalla lacrima facile quanto basta per incastrare ogni uomo innamorato. James Spader è come sempre impeccabile e completamente immerso (del resto come potrebbe non esserlo?) in quello che ormai è da molti, troppi anni, il "suo personaggio", un Benjamin che al contrario dell'amico ha fatto le sue scelte e sa perfettamente quello che vuole, tanto che nella scena in cui sembra avere un momento di debolezza il tutto suona come un tasto stonato. Bravo anche James Caviezel , ma non sempre il suo Duffy appare credibile nella sua indecisione. Se cerchiamo qualche difettuccio lo troviamo in alcuni passaggi della sceneggiatura che collocano la storia ad un preciso periodo, direi circa 1999/2000 e fanno perdere il valore ancora attuale dello svolgimento. Inoltre trovo personalmente non sempre azzeccati alcuni passaggi temporali, come ad esempio i soli due mesi di "innamoramento" tra Ben e Monique prima che lui la lasciasse per non sposarla, vanno bene per rendere gli amori passeggeri di lui ma se una donna ti chiede di sposarlo dopo due mesi... ma anche altri passaggi non mi risultano chiarissimi (si tratta di giorni, settimane, mesi?). Un plauso per il passaggio della scena 53: "La mdp inquadra molte persone mentre parlano tra loro sedute nei tavoli. Vengono inquadrati Vernie con Charlie. Vernie singhiozza, mentre Charlie degusta del vino rosso. Al centro della sala un tavolo centrale con Duffy e Ben vestiti con abiti da matrimonio che si scambiano dolci effusioni." !!! O_O Questo sì che è un colpo di scena! :-)))))))) Uno dei migliori film della Marco Communication che come sempre potrebbe faticare ad incontrare il favore dei critici festivalieri, ma le soddisfazioni per il suo produttore arriveranno sicuramente dai giudizi e dall'accoglienza del pubblico nelle sale. |
| VOTO: *** |
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Merlino |
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Marco Scardigno torna alla "commedia inglese" (come hai tempi del gustoso "Ragazza n. 77") e lo fa con un film gradevole, messo nelle mani di Stephen Frears, che sembra essere perfettamente a suo agio con film di questo tipo. "We never change" ha tutti gli ingredienti della tipica commedia inglese: sentimento, humour, problemi esistenziali e originalità (e quest'ultima non è poco ...). La pellicola ha un buon ritmo ed è sostenuta da una buona sceneggiatura che la fa scorrere via bene, tutto d'un fiato fino alla fine. Frears dirige con mano sicura, dando ampio spazio ai monologhi fuori campo dei due protagonisti maschili (Duffy e Ben), poli opposti del modo di affrontare la vita di coppia. Ottimo e perfetto il cast con il trio Caviezel-Spader-Witt in grossa evidenza. Grande interpretazione di Spader (perfetto in un ruolo di questo tipo), autentiche sorprese Caviezel e la Witt. Se la cava meglio del previsto anche Perry. Carina e azzeccata la locandina. Nel complesso un ottimo lavoro per la Marco Communication, che presenta una delle migliori commedie apparse finora su Cinematik. Speriamo di vederla presto nei cinema. |
| VOTO: **** |
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Morpheus |
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La Marco Communication sforna in questo festival una commedia fresca e gustosa, sulla falsariga di “Quattro matrimoni ed un funerale”. Con l’aiuto di un cast di protagonisti più che a loro agio (né troppo vecchi né troppo giovani) il regista Stephen Frears dirige una commedia dai toni leggeri ma che tratta comunque di temi importanti quali il matrimonio, la crescita individuale (almeno per qualcuno) e la presa delle proprie responsabilità. Insomma, un film gradevole che diverte e descrive in maniera ironica ed allo stesso tempo esauriente una generazione incapace di crescere fino in fondo. |
| VOTO: ***1/2 |
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Dave |
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La commedia romantica è un genere che sta trionfando in questo festival (verrà ripreso anche in Mirc32 di Zen). La Marco Communication, però, non si cimenta per la prima volta con questo genere (lo abbiamo già apprezzato con Ragazza 44), e dimostra, anche questa volta di aver centrato il bersaglio. Cosa è meglio fare nella vita? Restare scapoli per paura di perdere la propria libertà, o decidersi a mettere la testa a posto con la donna che ami? Il tema è un po' scontato, ma il film, fortunatamente, no. Questo perchè lo sceneggiatore affronta la questione con leggerezza e con brio, senza perdersi in facili clichè che avrebbero potuto far scadere il film in qualsiasi momento. La regia è affidata a Stephen Frears, capace di districarsi tra film "duri" da classico cinema di denuncia inglese, a film romantici (Alta fedeltà), venati di classico umorismo "british". Il cast se la cava bene, senza strafare. Menzione speciale per Luke "90210" Perry, in ruolo molto divertente. Due critiche però le devo fare (che vi credevate?): La prima è sul titolo del film. Sarà una mia fissa, ma non capisco perchè si senta sempre il bisogno di cercare un titolo straniero, quando a leggere il film sono degli italiani (uhm, 'sta critica mi ricorda qualcuno :) ). La seconda è sulla scelta della canzone "Già sé 'nnamorar" dei Tribalistas, che mi ha quasi portato a non finire di vedere il film. Se ci fosse stata anche "Obsession" l'avrei fatto, credetemi. Comunque state tranquilli e godetevi questo film divertente, romantico, ma soprattutto sincero. |
| VOTO: *** |
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Tomo Vox |
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E dopo lungo silenzio anche la Marco Communiations torna a far sentire la sua voce a Cinematik con il genere che pare preferire ossia la commedia sui trentenni. Il regista scelto per l'operazione è l'eclettico Frears che ha già dato una prova grandiosa nel genere con Alta fedeltà. WE NEVER CHANGE è un film tutto sommato carino, molto scorrevole con dei dialoghi piacevoli (anche se non sempre arguti come si dovrebbe) e divertenti. Ma il film ha anche qualche magagna che mi ha fatto storcere il naso, partendo dal titolo in inglese traducibile in maniera molto semplice in italiano (ho anche pensato fosse una citazione di un qualcosa ma almeno a me non risulta). Poi se la location del film è Londra (che Frears sa descrivere alla grande, vedere "Piccoli affari sporchi" o "My beautiful Laundrette") e si parla di giovani inglesi non si capisce perchè si sono scelti attori americani (è un po' come girare un film a Milano sui milanesi e scegliere Ricky Menphis e Valerio Mastrandea). La sceneggiatura è quasi totalmente guidata dai dialoghi e usa forse con un po' troppo insistenza la voce fuori campo per il pensiero ma tutto sommato risulta molto scorrevole e leggera. Peccato che non sia esente anch'essa da qualche sbavatura, tra cui un congiuntivo sbagliato da errore rossissimo ("pensavo che quella FU (!!!!) l'ultima volta che avrei...") e l'uso del pronome te al posto del tu ("Ben, sei TE?"). Tra le varie battute del film quella che mi è piaciuta di più è semplice ma geniale: "Alexa era così bella che sembrava quasi simpatica". |
| VOTO: *** |
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Salvatore Gabrieles |
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PERSECUZIONE |
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World Entertainment |
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La casa di produzione World Entertainment presenta: Persecuzione, un film di David Cronenberg interpretato da una nuova spettacolare interpretazione di Johnny Depp. Il tema è caro al regista, spesso si è addentrato nei meandri del pensiero, della mentalità (tanto fragile) del genere umano. Gaetano non resiste a questo affascinante dilemma... e ne firma una sceneggiatura limpida e ambigua quanto la personalità di Frank "Depp" Porter. La regia è decisamente di buon livello...come l'intero cast. Affascinante il proseguo serrato della narrazione, i dialoghi sono taglienti , colpiscono lo spettatore. L'unico difettuccio è che da Cronenberg ormai siamo abituati a vedere questi tipi di film, potrebbe risultare per alcuni qualcosa di già visto. |
| VOTO: ***1/2 |
| Emil |
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La World Entertainment si presenta al festival con uno dei consueti tuffi di David Cronenberg nell’oscuro oceano della psiche umana. Il regista gira una sorta di “A beautiful mind”, eliminando l’aspetto biografico ed approfondendo quello della disperazione e del terrore derivanti dalla schizofrenia paranoica. E lo fa da par suo, donando ai fantasmi del protagonista una consistenza talmente realistica e pericolosa da far venire i brividi. La discesa nell’incubo di Frank coinvolge e spaventa, lasciando al termine della visione del film quell’amaro in bocca tipico delle pellicole di Cronemberg. Punto di forza del film è anche l’ottima interpretazione di Johnny Depp, dato che è con le sue espressioni e attraverso i suoi occhi che lo spettatore assiste all’evolversi degli eventi. Sicuramente verrà preso in considerazione come miglior attore del festival. Ordinaria amministrazione invece per il resto del cast. |
| VOTO: ***1/2 |
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Atamaz |
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Il corpo umano, la mutazione fisica o psicologica di quest'ultimo, la morbosità, sono i temi tanto cari a David Cronenberg. Questa volta il tutto viene miscelato con la mente altrettanto "poco normale" di Gaetano Perrotta, ed il risultato non poteva che essere esplosivo. Se aggiungiamo Johnny Depp in un ruolo schizofrenico la "frittata è fatta". E' incredibile come per tutto il film si respiri un'aria "claustrofobica", tale da farti venir voglia di alzarti dalla potrona per poter smettere di vedere il film e farti respirare un po' d'aria fresca. Il finale, sebbene cerchi un po' troppo di essere "ad effetto", è comunque spiazzante e raccapricciante. Un film perfetto quindi? Purtroppo non al 100 %. Questo proprio perchè i temi tanto cari a Cronenberg sanno appunto di già visto, e si ha la sensazione che lo sceneggiatore in parecchie scene abbia "preso in prestito" analoghe situazioni già apparse in altre pellicole (non sappiamo però si tratta di veri e propri omaggi o no), e non sempre nel pieno rispetto dell'"immaginario cronenberghiano" (Sesto senso, Shining, una pubblicità Sony, il cinema espressionista...). Forse è proprio la scelta del regista che rischia di essere un'arma a doppio taglio per il produttore, ma se vi dimenticate per un attimo di chi si trova dietro la macchina da presa, e lo considerate solo come un film di World (con i meriti che vanno al suo originale spunto), vi gusterete questo film e l'ottima interpretazione di Depp (in pole position per il premio come miglior attore al Cisterna), senza rimanerne delusi. |
| VOTO: ***1/2 |
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Tomo Vox |
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Ritorna sugli schermi di Cinematik David Cronenberg prodotto dal colosso World Entertainment. Persecuzione è un dramma mentale che sconvolge due momenti della vita di un uomo, Frank Porter, che vede personaggi che non esistono e che pare abbiano come unico scopo quello di tormentarlo. Non particolarmente originale il soggetto (è una versione nera di "a beautiful mind") ma lo sviluppo è comunque discreto ed interessante. Però visto soggetto e regista ci si aspettava una maggiore interazione tra realtà oggettiva e soggettiva (in Cronenberg non è mai evidente il confine, anzi!) e l'espediente del bianco e nero per le immagini del passato è ormai un classico a Cinematik. Infine qualche passaggio con voce fuori campo poteva essere evitato, se c'è una cosa infatti che Cronenberg nei suoi film non fa è facilitare/guidare troppo la visione degli spettatori. La sceneggiatura comunque è quella di più alto livello tra quelle viste. |
| VOTO: ***1/2 |
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Salvatore Gabrieles |
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DOMENICA 5 OTTOBRE |
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HUMAN KIND - SIMULAZIONE DI GIORNATA "NO" |
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Gargamella Pictures |
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Si inizia finalmente la terza edizione del cisterna summer festival. E' tanta l'attesa per i primi film... e con grande emozione si inizia con una pellicola interessante: Human Kind - Simulazione di giornata no, prodotto dalla Gargamella Pictures di Fabio Russo. Un buon film, reso al meglio da una sceneggiatura gustosa e divertente, sicuramente l'apice si raggiunge all'interrogazione di Marco. Finale a sorpresa, come lo scorso cortometraggio (che partecipò al festival). Decisamente positivo l'impegno di Fabio nella regia, non propriamente dettagliata, ma neanche indispensabile...il mio augurio è di vederlo un giorno realizzato, chissà forse il Cisterna potrà essere un ottimo trampolino di lancio. |
| VOTO: ***1/2 |
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Emil |
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La Gargamella
Pictures si presenta al Festival con un mediometraggio diretto dal
presidente Fabio Russo. Il lavoro è sicuramente interessante. Lo spunto è
simpatico e originale e la storia è ben strutturata, sostenuta da una
sceneggiatura semplice, ma efficace. Russo dirige con sicurezza, non
disdegnando interessanti movimenti di macchina. L'unica (incomprensibile)
pecca è il mancato utilizzo di attori professionisti. Ci sono un saccoi di
bravi attori italiani affermati o emergenti. Perché non usarli ? Peccato,
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| VOTO: *** |
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Morpheus |
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Una piccola perla questo “Human kind” che la Gargamella Pictures presenta al festival i Caprera e che gli organizzatori offrono come primo film in concorso. La storia si impernia sulla mattinata di un ragazzo, Marco, al quale capiteranno tutta una serie di disavventure che si risolveranno in un non banale colpo di scena conclusivo. Nonostante lo stampo amatoriale pare una pellicola capace di porsi come valida alternativa alle grandi e costose produzioni d’oltreoceano. Gli attori sconosciuti che interpretano il film se la cavano piuttosto bene e anche se l’esordiente Fabio Russo non è Kubrick le scene si susseguono ad un buon ritmo e mantenendo sempre alti l’aspettativa e l’interesse dello spettatore. Sbaglierò, ma questo film potrebbe essere a sorpresa la rivelazione del festival. |
| VOTO: *** |
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Atamaz |
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Esordio dietro la macchina da presa per Fabio Russo e primo film originale in tutto e per tutto presentato da Wolverine nel mondo di Cinematik. Risultato divertente e dal ritmo vorticoso, quasi (ehm..) fossimo dentro un vidoegame. Strutturato e probabilmente pensato come cortometraggio e senza cast, per i dialoghi e le situazioni paradossali vien da pensarlo come ad un cartoon e come tale potrebbe pure risultare più divertente che girato in carne ed ossa. Comunque lavoro egregio. ma come mai alcune parole nella sceneggiatura sono in maiuscolo? Esisteun criterio nella scelta? |
| VOTO: ***1/2 |
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Salvatore Gabrieles |
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Come ho già detto, il Cisterna di quest'anno ci riserva mille sorprese e novità. Stavolta tocca a Wolverine, che, abbandonando per un po' il cinema d'azione, ci regala un simpatico film giovanilistico. Dico la verità, se si fosse trattato di un semplice "film per giovani" l'avrei facilmente etichettato come qualcosa di già visto (la giornata di un giovane ragazzo, appassionato di videogame, impegnato a combattere con la vita, la scuola e i problemi con la ragazza), ma l'ultima scena mi ha fatto cambiare idea. Ovviamente non vi rivelerò cosa accade, ma l'idea è davvero originale e divertente. Basta questo a farmi dire che "Human Kind" è un film che fa ridere e sorridere, senza essere pretenzioso, cosa rara, purtroppo, quando si cerca di descrivere il problematico mondo adolescenziale. Consiglio per i videogiocatori: scaricare un giochino che si trova online dal nome Tabboz. |
| VOTO: *** |
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Tomo Vox |
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Il primo film in concorso a questa terza edizione del Cisterna Summer Festival vede l’esordio come regista di Fabio Russo che ne cura anche la sceneggiatura, la prima completamente originale del bravo produttore reggino che non sempre ha raccolto frutti pari all’impegno profuso. Storia di una serie di contrattempi e disavventure che convergono su Marco, al quale proprio non ne va dritta una ed interpretato discretamente da attori non professionisti, il film si risolve con un colpo di scena conclusivo che lascia ampio spazio a riflessioni personali. La regia di Fabio Russo, discreta ed essenziale, ha il merito di lasciare che la storia si sviluppi seguendo il suo corso naturale senza che l’interesse dello spettatore vada mai in calando. Una pellicola che difficilmente arriverà in alto ma che, se come pare la sfiga sembra risparmiare da qualche tempo la Gargamella Pictures, non è detto non riesca a piazzarsi più che bene nella classifica finale. Un quarto di voto in più come incoraggiamento per la per la prima sceneggiatura originale di Fabio che è proprio niente male. |
| VOTO: *** |
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Merlino |
VUOTE PAROLE |
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E&G Ltd. |
Mi dispiace doverlo ammettere ma il film “Vuote parole”, nonostante l’intrigante idea di base tratta da un libro di Ionesco, non riesce a decollare completamente. Certo, si sorride con alcune situazioni sagaci e senza dubbio velenose nei confronti di questa squallida borghesia che consuma anonimamente la sua esistenza, ma è un sorriso leggero, abbozzato; del resto le battute che si sentono all’interno del film non sono le solite battute esilaranti e provocatorie a cui ci ha abituati nel corso degli anni Woody Allen .In effetti, il grande regista newyorchese, sembra essere sotto tono in questa pellicola, come se non la sentisse sua, non potendo attingere al suo ampio repertorio di nevrosi e tic, il che è un peccato perché il cast, seppur esiguo, risulta essere composto di ottimi elementi (anche se fa un certo effetto vedere Allen, così sensibile al fascino femminile, sposato con Kathy Bates). |
| VOTO: **1/2 |
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Dave |
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Apre il Cisterna un breve film fuori concorso diretto ed interpretato da Woody Allen, tratto da un'opera di Ionesco. Un'accoppiata strana e che non ritengo particolarmente azzeccata. Il film è comunque surreale e riproduce in un mondo asettico una serie di conversazioni nonsense simili a quelle inutilmente tenute da ogni persona che calca questo misero mondo, per riempire il peso di un silenzio che rimane insopportabile ma che sentiamo sempre più vuoto di una serie di conversazioni nonsense sulle condizioni atmosferiche. Pedante, ripetitivo, fredissimo, puramente Ioneschiano, zero Alleniano. Meno male che la visione del film è vivacizzata dal dover indovinare chi interpreta i coniugi Smith e chi i Martin. |
| VOTO: ** |
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Salvatore Gabrieles |
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Molto, troppo “da festival” questa pellicola presentata fuori concorso dalla E&G (ma perché poi visto che appare confezionata appositamente?). Un testo di Ionesco affidato alla improbabilissima regia di un Woody Allen che la cui mano però è completamente assente. Il film prende da subito il binario sbagliato facendoci la presentazione “Interno inglese, con poltrone inglesi. Serata inglese. etc..etc” ma poi l’inquadratura sul signor Smith ci mostra che è lo stesso Allen ad impersonarlo e, sinceramente, il bravo Woody lo vedo molto, molto poco “British”. Il film continua su binari teatrali chiari e precisi ma che a lungo andare risultano, probabilmente cosa voluta dai produttori, prolissi e noiosi. Attori bravi ma che ruotano attorno alle loro VUOTE PAROLE, ma chissà, forse è proprio così che il film doveva essere. |
| VOTO: ** |
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Merlino |