Cristian Production

Schede Film Reali

Valutazioni
***** Travolgente
**** Da non perdere
*** Appetitoso
** Debole
* Lasciate perdere

 

SOLARIS

Usa 2002 REGIA: Steven Soderbergh CAST: George Clooney, Natasha McElhone, Viola Davis, Jaremy Davies.

Un film difficile, quasi pesante, ma nello stesso tempo poetico e filosofico. Cosa diventa alla fine "Solaris"? Un pianeta delle seconde chance e una macchina che gioca con la mente delle persone, ma non con i desideri. "Solaris" è lo specchio del lato fragile dell'uomo, ripropone i fatti reali, ma inequivocabilmente ripresenta i difetti che tali fatti già possedevano. Alla fine, citando una frase del film, lo spettatore non si aspetta più la soluzione nel crescendo di tensione, ma solo una scelta; in questo caso, la scelta di Steven Soderbergh. Il regista cambia ancora registro, ispirato da "2001-Odissea nello spazio", dà un tocco d'autore alla pellicola, ricerca le immagini più visivamente interessanti e imprime un ritmo lento, quasi onirico e visionario, ma nello stesso tempo molto reale. Il personaggio di George Clooney su "Solaris" è triste e malinconico, un Nicolas Cage classico per capirci; questo si contrappone al suo personaggio terreno: il classico sornione. In generale, è misuratamente bravo. McElhone ha due occhi magnetici adatti alla parte, ma poca personalità. Dopo il grande lavoro a livello di attori di "Ocean's Eleven", Soderbergh tenta di occuparsi più di immagini che della coralità attoriale, tirando fuori dal cilindro non un capolavoro, ma un altro ottimo prodotto cinematografico.

Valutazione: ***1/2

 

THE ELEPHANT MAN

Usa 1980 REGIA: David Lynch CAST: John Hurt, Anthony Hopkins, Anne Bancroft, John Gielgud, Wendy Hiller, Freddie Jones.

Secondo lungometraggio di David Lynch, girato in uno splendido e poetico bianco e nero, è una storia che affascina e che mostra i lati migliori e peggiori degli esseri umani. Gira tutto intorno alla figura del protagonista: isolato da tutti, maltrattato dalla curiosità della gente, caso umano per i nobili e materia di studio per i medici, è in realtà molto più di un essere umano "normale" con le sue profonde emozioni. L'amore per la madre e il desiderio di essere semplicemente come gli altri e avere amici intorno sono i temi che toccano le corde del cuore. Alcune scene sono geniali, altre obbligatorie di contorno. Straordinario e irriconoscibile Hurt; misurato, ma di elegante presenza Hopkins. Lynch è geniale quando racconta i lati nascosti e oscuri delle persone, ma è addirittura straordinario quando deve mostrare i semplici sentimenti umani.

Valutazione: ****1/2

 

JULES E JIM

Francia 1962 REGIA: Francoise Truffaut CAST: Oskar Werner, Jeanne Moreau, Henri Serre, Vanna Urbino, Boris Bassiak.

Il più celebre triangolo amoroso della storia del cinema è un film ricco dal punto di vista sentimentale: l'amicizia e l'amore sono espressi alla massima potenza. Girato con uno stile poetico, il film è caratterizzato da una leggerezza anomala. Il finale è crudo e la storia anacronistica ancora oggi può sembrare un po' improbabile; in realtà Truffaut gioca sulla formazione e sulla caratterizzazione dei tre personaggi principali. La donna viene "distrutta", rappresentata da un punto di vista prettamente maschile, si comporta fin dall'inizio in modo da risultare antipatica allo spettatore. I personaggi di Jules e Jim sono straordinariamente chiusi nella loro amicizia, nei loro sentimenti, nel loro modo di pensare e nel modo di mostrare l'amore. Werner è eccezionale e il suo personaggio fa tenerezza. Truffaut mostra il suo amore per l'arte e per la cultura attraverso i due personaggi maschili principali. Curiosamente, Truffaut riprenderà la scena in cui vengono bruciati i libri (in un servizio giornalistico nel cinematografo) quattro anni più tardi in "Fahrenheit 451" sempre con Oskar Werner, il quale in "Jules e Jim" pronuncia la frase: "Se adesso cominciano a bruciare anche i libri..." ottenendo come risposta dal suo amico: "Sono dei pazzi".

Valutazione: ****

 

ERA MIO PADRE

Usa 2002 REGIA: Sam Mendes CAST: Tom Hanks, Paul Newman, Jennifer Jason Leigh, Tyler Hoechlin, Daniel Craig, Stanley Tucci.

La prima sensazione è che Mendes abbia fatto un passo indietro rispetto allo geniale "American Beauty". C'è poesia nelle scene, ma è rappresentata solo attraverso la bellezza estetica delle immagini. Ciò che danneggia il film è una sceneggiatura che non convince del tutto, e non bastano alcune scene sopra la media e un'atmosfera cupa aiutata da un'ottima fotografia a rendere grande il film. Hanks è il solito grande attore, con la sua interpretazione misurata, ma significativa; a Newman basta un solo sguardo per far raggelare lo schermo. Il film è sufficiente, ma risulta troppo freddo e distaccato. American Beauty era tutt'altra cosa.

Valutazione: ***

 

MISTER HULA HOOP

Usa 1994 REGIA: Joel Coen CAST: Tim Robbins, Paul Newman, Jennifer Jason Leigh, Charles Durning, John Mahoney, Bruce Campbell, Jim True, Steve Buscemi, Peter Gallagher, Jon Polito.

Commedia dai toni fiabeschi e surreali per questo film dei fratelli Coen. Un prologo interessante porta all' interno di una storia che vede come protagonista un giovane apparentemente ingenuo con il desiderio di sfondare in una New York in versione quasi natalizia. Un protagonista che ignora una società fatta di sotterfugi e inganni e che pensa che un gioco per bambini può essere la svolta della sua vita. E probabilmente lo è. Un film basato tutto sull' effetto "surreale" della realtà. Scene dall' alta poeticità, realizzate per impressionare lo spettatore, a lungo andare, risultano ruffiane e già viste. I Coen si muovono con destrezza e mostrano una storia (scritta con Sam Raimi) semplice, ma poetica e ben strutturata. L' unico problema sta nel fatto che di storie così se ne vedono tante. Non basta qualche buona inquadratura e un cast sufficiente (anche se a volte Robbins è irritante) per realizzare un capolavoro. Un buon film si, interessante...ma lontano magari da un "L'uomo che non c'era".

Valutazione: **1/2

 

NELLA MORSA DEL RAGNO

Usa 2000 REGIA: Lee Tamahori CAST: Morgan Freeman, Monica Potter, Michael Wincott, Dylan Baker, Mika Boorem.

Il cinema americano è ormai infarcito di thriller di ogni tipo. Se poi ci mettiamo anche il detective Morgan Freeman, ecco che tutto sembra già visto e datato. Il fatto è che a volte ne escono buone pellicole, perchè il Freeman in questione è un gran bravo attore, e perchè il regista di turno sa muoversi piuttosto bene. La storia è semplice, classico rapimento e gioco del gatto col topo tra il detective e il rapitore. Il film scorre senza sosta, e probabilmente questo è il pregio maggiore. Il regista costruisce una trama interessante e lavora bene con gli attori, tra cui spicca ovviamente Morgan Freeman e la sua compagna Monica Potter...forse più carina che brava, ma comunque apprezzabile. Il colpo di scena finale, forse non colpisce più di tanto, ma poi a chi importa? Dopo che si è assistito ad un' ora e 45 minuti di ottima azione, il resto conta poco. Un film così non ambisce all' Oscar, ma ad intrattenere il pubblico. E il risultato è riuscito in pieno.

Valutazione: ***

 

INSOMNIA

Usa 2002 REGIA: Christopher Nolan CAST: Al Pacino, Robin Williams, Hilary Swank, Martin Donovan.

Il regista di "Memento", il mostro sacro Al Pacino e un cattivo Robin Williams... da questo si intuisce che "Insomnia" era uno dei film più attesi della stagione. Nessuno ha mai pensato che Nolan potesse fare un altro "Memento", poichè l'originalità e la bellezza di quel film sono impossibili da riprodurre. Perciò il regista ci propone invece un bel "thrillerino" girato in un paesaggio da favola, almeno all'apparenza. La storia parte sparata nella prima parte, classico thriller con ricerca dell'assassino...niente di nuovo, certo, ma è solo una presentazione della storia e dei personaggi. Succede qualcosa che fa cambiare rotta al film, l'assassino esce allo scoperto, ma non è questo che conta, perchè il film non finisce qui. Se prima c'era la lotta tra il detective navigato e l'omicida, ora c'è la lotta tra il detective e la sua coscienza. Il thriller si fa viscerale, psicologico, bello. Non si cade nei soliti clichè, al contrario, Nolan si prende gioco del classico poliziotto, punendolo con qualcosa che lui non ha chiesto e che ovviamente non vorrebbe. Al Pacino è strepitoso, rende il suo personaggio come meglio non si potrebbe; la sua "Insomnia" è solo un pretesto...non riesce a dormire non per la luce che è presente in Alaska 24 ore su 24, ma perchè la sua coscienza non glielo permette. E il finale è significativo. Già di culto la frase di Al Pacino che rappresenta in parte il film: "un bravo poliziotto non riesce a dormire perchè pensa all'ultimo tassello del puzzle che gli manca; mentre un cattivo poliziotto non riesce a dormire perchè deve fare i conti con la sua coscienza". In generale un bel filmetto, ben girato, con grandi attori, visto che anche Robin Williams e Hilary Swank fanno la loro bella parte. Manca forse un po' l'elemento veramente originale che in "Memento" era rappresentato dalla funzione del montaggio, ma durante la visione di "Insomnia" non ci si fa nemmeno caso. Da segnalare un altro film interessante che si può accostare ad "Insomnia": "La Promessa" di Sean Penn, chi l'ha amato può andare sul sicuro. Questo tipo di thriller ora sembra andare molto di moda: meno azione, più psicologiae lavoro sui personaggi.

Valutazione: ***1/2

 

PROFONDO ROSSO

Italia 1975 REGIA: Dario Argento CAST: David Hammings, Daria Nicolodi, Gabriele Lavia, Macha Meril, Eros Pagni.

Per vedere come fa un film di serie B a diventare famoso, basta dare un'occhiata a Profondo Rosso. C'è tutto il campionario dei B-movie horror, solo che in questo film è tutto di classe. Dario Argento gioca con la macchina da presa, rende lo spettatore partecipe, lo fa entrare nelle scene grazie ad un movimento funambolico che va di pari passo con la splendida colonna sonora. Gli attori, seppur calati nella parte di personaggi un po' "macchiettistici", rendono perfettamente sullo schermo. La storia, si sa, non è che sia il massimo dell'originalità (ma è comunque del '75!), ma in questo caso quello che conta non è tanto il sangue (a fiumi!) o l'impressionabilità dello spettatore, ma la vera e propria suspense. Belle le scenografie di una Roma inquietante, per un film interessante che non è un capolavoro, ma che comunque ha fatto la storia del genere horror/thriller italiano. Giustamente.

Valutazione: ***1/2

 

L'UOMO CHE NON C'ERA

Usa 2001 REGIA: Joel Coen CAST: Billy Bob Thornton, Frances McDormand, Michael Badalucco, James Gandolfini, Katherine Borowitz, Jon Polito, Scarlett Johansson, Richard Jenkins, Tony Shalhoub.

Esteticamente bello, magistralmente interpretato, poetico e riflessivo. Le immagini ti rapiscono, sembra un quadro in movimento... il bianco e nero è perfetto e adattissimo e i giochi di luce sono impressionanti. Un Billy Bob Thornton (che ho apprezzato in modo incredibile in "U-Turn" e in "Soldi Sporchi") degno del più grande Humphrey Bogart, un personaggio a lui congeniale. Con poche parole e molte espressioni fa di Ed un antieroe da far rabbrividire gli eroi del classico cinema noir. All'apparenza il personaggio di Billy Bob sembra ridicolo, semplice e privo di mordente, ma andando più a fondo si scopre quella "passionalità" (citata dalla Johansson, la giovane ragazza del film) e quella voglia di vivere degna dei più grandi protagonisti letterari della storia. Un uomo che non c'è, che non ha obiettivi, chiuso nella noia della città e di un lavoro che ormai non gli offre più nulla, indifferente a ciò che gli accade intorno...ma bisognoso di vivere, di esistere...di esserci, appunto. il film è lento quanto basta per permetterti da riflettere sulle parole (che sembrano poesia, tanto che alla fine si saprà che sono parte di un racconto) pronunciate dalla voce narrante e per farti ammirare la bellezza scenica. E i Coen...loro ci mettono l'anima, sono gli artisti che ci hanno regalato un film che finisce dritto al cuore, da rivedere all'infinito per innamorarsene ogni volta di più.

Valutazione: *****

 

IL MISTERO VON BULOW

Usa 1991 REGIA: Barbet Schroeder CAST: Jeremy Irons, Glenn Close, Ron Silver, Annabella Sciorra, Uta Hagen, Fisher Stevens, Jack Gilpin.

Legal thriller che, per ambientazioni e personaggi, si avvicina molto al giallo tradizionale. La storia è costruita attraverso i flasback raccontati dal protagonista; flashback che in questo caso sono funzionali alla storia e costituiscono la colonna portante del film. Una storia non troppo originale, ma una sceneggiatura nel complesso ben scritta. Si ruota intorno ad una vicenda che sembra non complessa, ma che con lo scorrere del film s'ingarbuglia a seconda del racconto dei vari personaggi che ne fanno parte. Se il film non scade mai in momenti noiosi lo si deve solo grazie alla magistrale interpretazione di Jeremy Irons, che con questo film ha conquistato meritatamente l'Oscar. Se il film è "freddo", lo si deve a lui; se è ambiguo, lo si deve a lui. Riesce a portare avanti da solo quella che è la sua storia, con la collaborazione di una sempre ottima Glenn Close. Purtroppo la regia risulta scadente, piatta e televisiva. Non ci si aspetta grandi virtuosismi, ma a volte sembra di stare guardando uno di quei film buoni per il circuito televisivo. Nel complesso, un film gradevole, ma niente di innovativo. Da riscoprire solo per la grande interpretazione di Irons.

Valutazione: **1/2

 

PINOCCHIO

Italia 2002 REGIA: Roberto Benigni CAST: Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Carlo Giuffrè, Peppe Barra, Kim Rossi Stuart, Mino Bellei, Alessandro Bergonzoni, Franco Javarone, Luis Molteni, Max Cavallari.

Usciti dal cinema, dopo aver visto l'ultima fatica di Benigni, fa quasi dispiacere. Si esce con un sorriso sulle labbra che è proprio dei bambini, dopo che hanno ascoltato una favola. Nel film è presente la cosiddetta "Gioia di vivere" e un amore per la vita non indifferente, come lo stesso burattino nota al momento della sua "nascita", quando si accorge di quanto siano belle tutte le piccole cose intorno a lui. Aiutato da una scenografia "artigianale" da favola (in tutti i sensi) del compianto Danilo Donati a cui è dedicato il film, Benigni sa giostrarsi perfettamente nel suo ruolo. Forse sembra troppo autocelebrativo a volte, così che diventa padrone delle scene, che esagera nei movimenti del suo corpo e nel numero delle sue battute, ma ci può stare tutto. In molti rivedranno nella scena del teatro dei burattini, il momento magico della notte degli Oscar, quando il "Roberto nazionale" saltava da una poltrona all'altra per raggiungere il palco. In quel momento era come un bambino che andava a prendere il suo regalo. Fa quasi tenerezza quando lo si vede sullo schermo...è evidente che ha voluto ricreare quella situazione che lui ricorderà per tutta la vita. Ma nel film non c'è solo Benigni. Che Nicoletta Braschi non sappia recitare è un dato di fatto, ma almeno questa volta è affascinante, ha un aspetto da fata. E più di questo non ci si aspettava. La vera sorpresa però, viene da tutti gli altri attori. Tutti perfetti e bravissimi, con una recitazione piuttosto teatrale che li contraddistingue. Giuffrè e Rossi Stuart sono perfetti, ma anche i Fichi d'India (sui quali non avrei scommesso) e Bergonzoni (con una parte che sembra che Collodi abbia scritto apposta per lui!). Il finale è forse troppo sbrigativo, ma è comunque interessante e curiosa l'ultima scena, diversa dal racconto.

Valutazione: ****

 

NOMADS

Usa 1986 REGIA: John McTiernan CAST: Pierce Brosnan, Lesley Anne Down, Anna Maria Monticelli, Mary Woronow, Adam Ant, Nina Foch.
Prima di passare ai grandi kolossal d'azione hollywoodiani, John McTiernan si è "fatto le ossa" con questo horror, esordendo alla regia. Film stilisticamente di serie b, con un prologo interessante e misterioso. Il ritmo del film è piuttosto lento, scosso in alcuni momenti da scene d'azione corredate da musica metal anni '80 che fanno crescere l'ansia nello spettatore. La storia, che ad un certo punto sembra spingere al sonno, riesce a riprendersi a metà del film, quando viene rivelata gran parte della trama, per poi rituffarsi nell'angoscia (più che paura) più completa del finale. Immagini visionarie in alcuni tratti, quando i pensieri e le visioni dei due protagonisti si sovrappongono. Attori insufficienti comandati da un banale Pierce Brosnan. La regia si salva: McTiernan è comunque bravo nel giostrarsi all'interno della storia, sembra divertirsi a far sperimenti con la telecamera...peccato che non fa divertire lo spettatore. Al massimo c'è un po' d'angoscia, ma niente di così esaltante.
Valutazione: **