Hijab: Hijab in arabo o Chador in persiano, è originariamente soltanto un velo che copre i capelli delle donne. Nel Corano c'è un unico versetto in cui si fa riferimento al "velo" come abbigliamento. Ma in nessun passo del Corano c'è un esplicito obbligo alle donne di indossarlo.
Il Rusari: Letteralmente copricapo o copritesta. E' il nome originario dell'abbigliamento comunemente definito Chador in Iran. Si tratta di un'unica veste, per lo più nera, che avvolge il volto e ricopre tutto il corpo della donna.
Il Niqab: E' diffuso prevalentemente nei paesi musulmani sunniti. E' un velo integrale nero che non lascia trasparire nulla del corpo della donna ad eccezione degli occhi che si intravedono da due fori.
La Burqa: Si tratta di un abbigliamento tradizionale delle donne afghane: è un indumento che ricopre tutto il corpo e ha una sorta di grata all'altezza degli occhi che consente di vedere.
La Keffiah: La Keffiah, in Palestina e nel Mashrek arabo, o la Gotra, nella regione del Golfo, è a scacchi bianco-rossi o bianco-neri. Nel Golfo è bloccato in alto dall'Okkal, un cordone nero.
La Dishdashah: E' un camicione bianco e stretto, con un colletto rigido, che viene indossato prevalentemente in Iraq e dai sauditi del Golfo.
La Jallabiya: La Jallabiya, nei paesi del Mashreq arabo, o Thob, nei paesi arabi del Golfo, è un'ampia tunica bianca larga e informe che ricopre il corpo fino ai piedi.
La Imama: E' il turbante che viene indossato dai religiosi e assume forme e colori diversi. Tra gli sciiti il turbante nero indica gli Sayyid, ossia i discendenti del profeta da parte del califfo Alì, capostipite degli sciiti.
articolo tratto da : Il venerdi di Republica.