Ci sono molte ipotesi sulle origini della danza orientale, questa è una delle tante...
"Molti fanno risalire la danza orientale, spesso chiamata
danza del ventre, a Ishtar, la dea dell'amore che i semiti celebravano
nei loro templi dei sensi. Ishtar, come figura di dea, insisteva sulla
separazione tra maternità e fedeltà coniugale, e le danze
eseguite nei suoi templi celebravano il diritto sovrano delle donne all'autodeterminazione.
La babilonese Ishtar, nella sua forma più arcaica, è questa
dea madre, non sposata, o piuttosto, che sceglie liberamente i suoi partner
temporanei, la regina in capo e la primogenita di tutti gli dei. Nei suoi
templi, le donne la onoravano con la danza.
Oggi, nel Medio Oriente e in Nordafrica,
la danza del ventre non è sentita, almeno dalle donne, come un'esperienza
monocromatica limitata all'agitazione fisica della carne, divorziata dalla
spiritualità, come spesso viene ritratta.
In paesi come il Marocco, il culto di dee
come Venere e la fenicia Tanit (altra incarnazione di Ishtar) prosperò
per secoli prima dell'avvento dell'Islam.
Per secoli, madri e zie hanno insegnato
alle bambine i gesti elementari della danza orientale come un esercizio
di potenziamento dell'autocoscienza. Lo fanno ancora, e la danza è
tramandata dalle donne di generazione in generazione, come celebrazione
del corpo e rituale di rafforzamento del sé".
Tratto da: L'Harem e l'Occidente di Fatema Mernissi edizione Giunti (Leggetelo! E' un libro molto interessante!)