

Per "Aree di Riequilibrio Ecologico" si intendono aree naturali o in corso di naturalizzazione, di limitata estensione, inserite in ambiti territoriali caratterizzati da intense attività antropiche che, per la funzione di ambienti di vita e rifugio per specie vegetali ed animali, sono organizzate in modo da garantirne la conservazione, il restauro, la ricostituzione (L. Reg. Emilia-Romagna n. 11/88).
Esse possono essere istituite da pubbliche amministrazioni, enti, associazioni o privati.
La Villa Romana è posta nella
immediata periferia della città di Russi (RA) a circa 15 km da
Ravenna, Faenza e Lugo e circa 20 km da Forlì.
L'Area di Riequilibrio Ecologico "Villa Romana di
Russi" nasce dall'incontro delle volontà delle associazioni
ambientaliste Legambiente e WWF, del Comune di Russi e della
Regione Emilia-Romagna di creare un'area naturalistica nella cava
esaurita di argilla dove, nel 1938, vennero scoperte le vestigia
di una villa di epoca romana.
Il progetto, approvato e finanziato nel 1992 dalla Regione
Emilia-Romagna e dal Comune di Russi, è stato realizzato negli
anni 1994 e 1995.
L'area è in parte di proprietà demaniale dello Stato che la
gestisce attraverso il Ministero per i Beni Culturali e
Ambientali Soprintendenza Archeologica dell'Emilia-Romagna.
La restante parte, già di proprietà delle ditte "Mario
Gattelli" ed "Eridania Z.N." è stata ceduta al
Comune di Russi.
![]() Vecchia planimetria dellarea (fino al 1999). |
![]() Nuova planimetria successiva all'acquisizione dell'area nei pressi del percorso 2. |

Al suo interno esiste un importantissimo ritrovamento archeologico datato dal periodo romano repubblicano ad epoca tardo imperiale con accertate presenze di epoca preromana e sepolture del VII e VI secolo A.C.; un insediamento molto antico che dimostra come la zona, emergente dalle paludi, fosse abitata già 2.700 anni fa.
La villa rustica, costituita da un'abitazione con annessa fattoria, venne abbandonata nel corso del IV secolo e successivamente spogliata e i materiali, riutilizzati per altre costruzioni. Successive alluvioni del vicino fiume portarono dalle colline nel corso dei secoli strati di argille che depositandosi formarono l'attuale superficie della pianura ravennate. Tale apporto si concluse probabilmente nel XVII secolo con la realizzazione delle alte arginature dei corsi d'acqua.

L'area si estende per circa 13
ettari; è collocata entro una cava esaurita di argilla e
presenta quindi le caratteristiche morfologiche di questo tipico
ambiente.
Un ciglio, alla quota della campagna circostante percorre tutto
il perimetro. Esso sovrasta la zona più bassa, che giunge fino a
11 metri sotto il piano di campagna, nella quale sono ubicati,
oltre all'area archeologica, le seguenti unità di paesaggio:
bosco igrofilo, bosco mesofilo, prateria allagata, prato stabile,
stagno perenne. Esse riproducono gli ambienti presenti nella zona
durante l'epoca seguente l'abbandono della villa.
Il terreno, quale risultato delle attività di apporto di inerti
del vicino fiume Lamone, è composto principalmente da argille.

L'area è caratterizzata da una
diversa serie di habitat che permettono di ospitare un numero
elevato di specie vegetali, molte delle quali sono state
introdotte rifacendosi alle specie autoctone locali, tipiche
della foresta planiziale padana.
Tra le specie arboree e arbustive troviamo: l'ontano nero, il
pioppo bianco, il salice bianco, il frassino meridionale, la
farnia, l'acero campestre, il carpino bianco, la roverella, la
rovere, il biancospino, il pero selvatico, il prugnolo,
l'evonimo, il corniolo, la frangola, l'agazzino, il sambuco, la
sanguinella.
Nelle zone allagate e negli stagni sono presenti molte specie di
idrofite tra le quali: Polygonium, Potamogetum, Lemna,
Ceratophyllum. Molto più appariscenti sono le elofite; in
acque abbastanza profonde troviamo due specie di tifa, l'iris
palustre, il giunco e la carice, mentre la cannuccia è specie
dominante nelle acque meno profonde e nei terreni umidi.
Una check-list delle specie presenti è tra gli interventi di
studio e ricerca previsti.

Anche per quanto riguarda la
fauna sono in corso diverse ricerche scientifiche per il
monitoraggio delle specie presenti. A tutt'oggi possiamo
affermare che l'area è un luogo importante per alcune specie di
mammiferi, in particolare i pipistrelli.
Tra i rettili è da segnalare la testuggine palustre (Emys
orbicularis) mentre tra gli anfibi si incontrano il rospo
comune (Bufo bufo) e il rospo smeraldino (B. viridis),
la raganella (Hyla italica), e il raro tritone crestato (Triturus
carniflex).
Dal 1996, in collaborazione con lUniversità di Ferrara, è
in corso una ricerca sui Passeriformi svernanti. Tra le specie
nidificanti, rilevanti ai fini conservazionistici, segnaliamo: il
tarabusino (Ixobricus minutus), la cannaiola (Acrocephalus
palustris), il cannareccione (A. arundinaceus), il
pendolini (Remiz pendulinus) e, meno regolarmente, il
cavaliere dItalia (Himantopus himantopus).
![]() Il pendolino è presente in estate con qualche coppie, mentre in inverno sono frequenti piccoli branchetti di individui svernanti.
Anche aree di limitata estensione possono essere importanti per la conservazione degli insetti acquatici some le libellule. (Foto R. Morfino). |
![]() Una coppia di tarabusini nidifica regolarmente nell'oasi. (Foto D. Emiliani). |
Dal 1999, in collaborazione con lUniversità di Bologna è in corso una ricerca sugli insetti impollinatori. Lavifauna ha regalato piacevoli sorprese nel numero di specie osservate, tra le quali alcune rare, in particolare durante i periodi di migrazione.

E' stata realizzata un'area
didattica con finalità educative.
In essa vengono riproposti campioni delle principali unità di
paesaggio che compongono l'Area di Riequilibrio Ecologico.
Lo stagno mostra la caratteristica successione vegetazionale del
processo evolutivo.
Adiacente ad esso vi è un'aula all'aperto e al lato opposto un
muretto a secco, rifugio per rettili e anfibi.
Oltre che con la futura realizzazione di un centro informazioni,
l'area verrà arricchita con ulteriori stazioni didattiche.

Tramite convenzione, è stata
affidata dal Comune di Russi alle associazioni Legambiente e WWF.
Queste si avvalgono di modesti contributi economici pubblici e
privati e dell'opera di volontariato dei propri soci.
Gli interventi sono programmati attraverso un piano di gestione
approvato dal comitato scientifico e dal comitato tecnico di
gestione.
Il principale obiettivo che si persegue è il mantenimento della
diversità ambientale attraverso interventi che contrastino la
spontanea tendenza all'evoluzione verso un ambiente omogeneo. Gli
interventi sono mirati a favorire, nel rispetto dei cicli
biologici (nidificazioni, e fioriture), la presenza di specie
animali e vegetali.

![]() Un immagine autunnale dello stagno grande. (Foto D. Emiliani). |
A tutti i visitatori sono richieste la massima
collaborazione e il rispetto del regolamento delle Aree
di riequilibrio Ecologico. In particolare, oltre all'ovvio divieto di esercitare la caccia e la pesca, è fatto obbligo di: non uscire dai percorsi, non introdurre animali, non accendere fuochi, non disturbare la fauna, non danneggiare le piante, non provocare inutili rumori, non danneggiare le strutture e non abbandonare rifiuti. |

Emiliani D.
& Volponi S. 1994. Le cave di pianura della provincia di
Ravenna quali habitat per l'avifauna e l'esempio dell'area di
riequilibrio ecologico di Russi. Pp. 148-150. In: L'avifauna
degli ecosistemi di origine antropica. Zone umide artificiali,
coltivi, aree urbane. Electa Napoli.
Emiliani D.,
G. Plazzi & Volponi S. 1997. Primi studi sull'avifauna
dell'area di riequilibrio ecologico "Villa Romana" di
Russi. Ross zétar d'Rumagna, 58(1):11-13.
Maioli M.G.
1989. La Villa Romana di Russi. In: Un Racconto sul
territorio. Longo Editore, Ravenna.
Roncuzzi A.
1984. Delta del Po e formazione della costa romagnola. WWF
Ravenna.
Volponi S.
& Emiliani D. 1999. Monitoraggio dell'avifauna mediante
mist-netting nell'Area di Riequilibrio Ecologico "Villa
Romana di Russi" (Ravenna). Avocetta, 23: 27;

Come arrivare
Visite
Indirizzi Utili
![]() |
|
![]() |
Legambiente Via Castel S. Pietro, 71 - 48100 Ravenna Telefono: 0544/66170 Fax: 0544/67268 |
![]() |
WWF Ravenna Via Gordini, 27 - 48100 Ravenna Tel.-Fax: 0544/33081 |
Avifauna
Emiliani D.
& Volponi S. 1994.
Le cave di
pianura della provincia di Ravenna quali habitat per l'avifauna e
l'esempio dell'area di riequilibrio ecologico di Russi.
Pp. 148-150, in: L'avifauna degli ecosistemi di origine
antropica. Zone umide artificiali, coltivi, aree urbane. Electa
Napoli.
Emiliani D.,
G. Plazzi & Volponi S. 1997.
Primi studi
sull'avifauna dell'area di riequilibrio ecologico "Villa
Romana" di Russi.
Ross zétar d'Rumagna, 58(1): 11-13.
Volponi S.
& Emiliani D. 1999.
Monitoraggio
dell'avifauna mediante mist-netting nell'Area di Riequilibrio
Ecologico "Villa Romana di Russi" (Ravenna).
Avocetta, 23:27
Powered by counter.bloke.com
Ultima revisione: 31/12/00