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lo straniero
Un uomo ex-iste tra noi,
già straniero, quando ci accorgiamo di lui: traccia mutevole e persistente che sfida il pregiudizio dell'identità
dis-integrato l'universo dei suoi eventi corporei e mentali colorato, inabile, bucato, nomade esita de-situato nel tempo e nello spazio ex-iste nel proprio esilio territorio invisibile e promesso che racchiude nostalgia d'identità perduta e sfida d'identità plurali
il suo tempo è un Ulteriore il suo spazio in un Altrove il suo corpo nell'Altro che complice gli conferisce senso e consistenza
quale città custodisce quali topografie allude?
segreto dis-velato ciò che ora appare strano è stato altrimenti consueto: l'estraneità rimanda lo straniero a ciò che gli è familiare e quel 'noi'originario è già adesso irreale
s-vincolato dalle origini libero, dove ancora l'abitudine non ha compiuto la sua opera di una libertà senza diritto
la libertà ne fa un ex-sistente che abita il mondo senza essere coinvolto,
(Continua a pagina 3)
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