Ex golfista lui stesso, il giapponese Gen Morita ha appeso la mazza al proverbiale chiodo sei anni fa, quando hanno iniziato a costruire un campo vicino alla sua fattoria biologica.
Oggi considera questo sport" il piu' serio problema ambientale del pianeta", essendo responsabile di deforestazioni, uso sconsiderato di pesticidi,diserbanti, e acqua, propagazione di disparita' sociale.
Nonche' , in estremo oriente, dell' avviamento alla prostituzione di un buon numero
di caddies- donne.
Tutti motivi che secondo lui fanno del golf uno sport che non
si puo' praticare a cuor leggero.
Ecco perche' , all' inizio dell' anno, Moritta ha deciso di radunare in Malesia venti ambientalisti di otto paesi diversi per fondare il Movimento Mondiale contro il golf- il Global Anti-Golf Movement, oGagm.
La prima uscita del movimento, il 29 aprile scorso, da loro proclamata giornata mondiale contro il golf, non ha avuto pero' grande eco.
Sempre che non abbia influito sulla decisione del presidente sudcoreano, Kim Young Sam, di abbandonare questo sport nel '98 quando gli scadra' l'iscrizione al club.
" Il golf fa piu' male che bene alla Corea del sud, che ha bisogno
di piegare la schiena e di lavorare sodo", ha dichiarato Kim Toung Sam, secondo
quanto riporta il settimanale Newsweek in un articolo intitolato
" Guerriglia antigolf".
Anche la Cina, considerata il nuovo eldorado di questo sport elitario, ha bloccato
in agosto la costruzione dei campi : nel segno di una campagna contro gli investimenti inutili
.
Ma il golfista pentito di maggior peso non poteva non essere inglese, ed e' il Duca di Westminster , che ha convertito il suo green in un parco.
Negli Usa i capofila della rivolta si chiamano invece Sierra Club, National Wildilife Federation, e Audobon Society, tre associazioni ambientaliste con centinaia di migliaia di iscritti (dei quali, nel caso della prima, uno su sei golfista !).
Il Sierra Club in particolare da solo o in compagnia di comitati locali e altre associazioni ha sei vertenze aperte con altrettanti nuovi campi in California e in Michigan, la cui realizzazione per ora e' stata bloccata o rallentata.
Da sempre convinta che non si possa procedere solo a forza di interdizioni, l' Audobon Society ha tentato di individuare anche dei criteri per classificare i campi da golf in base a sette categorie che ne contraddistinguano il grado ecologicita'.
Si va cosi' dai sistemi per fornire cibo agli animali selvatici, al recupero e alla depurazione dell' acqua.
Oltre che delle associazioni ambientaliste, i comitati locali
americani possono avvalersi della consulenza di Richard Klein, fondatore del Community &
Environmental DEfense Services , un' azienza specializzata nella valutazione dell' impatto
ambientale(V.I.A) dei megacentri commerciali e residenziali con all' attivo piu' di un centinaio
di " V.I.A." di campi da golf.
(Testo integrale di Silvia Zamboni)
dal mensile nazionale La Nuova Ecologia n.11 del 1993, pag.41