La homepage di Massimo Troisi


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... Ci mancherai tanto, Massimo

Lieve, più forte dell'arroganza. Massimo Troisi era un essere umano leggero, lieve, forse stonato in un'epoca ed in una società dello spettacolo dove imporre la propria presenza, essere arroganti, è il comportamento di moda. Massimo sapeva stare al mondo rendendo gradevole la vita dei suoi amici e della gente che gli era cara senza sfiorare mai gli altri con le sue angustie. Del suo "cuore malato", operato a Houston per la seconda volta ancora recentemente, non parlava mai, al massimo ci scherzava sopra facendo il verso alle parole di una immortale canzone che talvolta intonava cercando di imitare Sergio Bruni. Si era fatto conoscere come comico meno di vent'anni fa con il gruppo "La smorfia", composto, oltre che da lui, da Enzo Decaro e Lello Arena, ed aveva raggiunto il successo con "Non Stop", una di quelle trasmissioni-laboratorio della RAI inventate da Bruno Voglino dove nascevano spesso artisti che duravano molto più di una stagione e comici non schiavi di una battuta o incapaci di andare oltre i due minuti di esibizione. Erano comici spesso inventori di un genere, lettori ironici del quotidiano, o interpreti sarcastici della società in cui vivevano. Fu la stagione, oltre che di Troisi, di Benigni, di Verdone, di Grillo. Sono passati soltanto 15 anni e sembra un'eternità. La TV schiava dell'audience, la TV commerciale ha disintegrato anche la capacità di far ridere intelligentemente. E non dico questo perchè Troisi, come gli altri che ho citato, erano indicati come "comici di sinistra", cosa che oggi apparirebbe un peccato. "Scusa, ma da che parte potevo stare? - mi disse una volta Troisi sorridendo - Songo nato a San Giorgio a Cremano e al pizzicagnolo che ogni mattina mi dava pane e mozzarella io dicevo sempre di aver fede, perché ai poveri ci pensa Dio. Pover'omme. Un giorno, stanco di segnare sul quaderno dei crediti, mi disse 'non sarebbe meglio, aspettando Dio, che a saldare il conto passasse tuo padre?'". Nel cinema fu una rivelazione con "Ricomincio da tre" un film del 1981 dove c'erano tutti i dubbi e le disillusioni della sua generazione, ma anche tutto il suo senso della vita, la sua filosofia basata sull'arte di accontentarsi, forse anche un po' della sua famosa pigrizia. Fu questo il sentimento che Massimo apprezzava come una cultura, più che il timore di non riuscire a ripetersi, a convincerlo ad aspettare più del previsto prima di dirigere "Scusate il Ritardo". Amava le donne e lo sport e voleva aver tempo per queste due passioni. "Chi l'ha detto che non è serio amare due donne nello stesso momento e perder tempo per fare la formazione della propria squadra?". Quando il Napoli vinse lo scudetto fu memorabile l'intervista a cui mi costrinse nella trasmissione organizzata per l'occasione facendo finta di essere l'unico napoletano a non aver avuto la notizia e commentandola sorpreso con tutti i luoghi comuni che riguardano il calcio e le interviste. Ricordo ancora come un incubo gioioso le puntate intere in cui Massimo e Benigni occupavano "Blitz" il programma domenicale che 10-12 anni fa facevo su Raidue. Come i grandi del neorealismo sapeva cogliere il particolare delle cose, delle situazioni, perfino i tic delle persone e trasformarli in una introspezione ironica. Eduardo De Filippo mi disse una volta che era un comico di domani con le radici nel passato. Sotto la sua pigrizia nascondeva però talvolta una volontà di ferro. "Il postino di Neruda", il film terminato sabato scorso con Philippe Noiret, lo aveva inseguito per anni, dopo aver scoperto il libro di Skàrmeta, un autore cileno del quale mi aveva chiesto ogni dettaglio. Forse per una volta ha voluto controllare il suo cuore per riuscire a portare a termine un progetto amato. Se la storia è andata così, è stata una delle poche volte che ha permesso al suo raziocinio di prevalere sulle sue passioni. Ci mancherai tanto, Massimo.

Gianni Minà (articolo apparso su L'Unità 2 di Domenica 5 Giugno 1994).


Biografia

Massimo Troisi, figlio di Elena Adinolfi e Alfredo Troisi, nasce il 19 febbraio 1953 a San Giorgio a Cremano, un paese a quattro chilometri da Napoli. Durante gli studi per conseguire il diploma di geometra, la passione per il teatro lo spinge a recitare, a 15 anni, nel Centro Teatro Spazio del suo paese. Nel 1969 fonda con gli amici, il barbuto Lello Arena e il bello Enzo Decaro, un piccolo gruppo teatrale: "I saraceni", mettendo in scena tra le altre cose (di cui Troisi è sempre l'autore), un graffiante copione satirico musicale dal titolo: Non si vive di solo pane. A Roma intanto Michele Casco aveva attrezzato il locale-cabaret "La chanson": sarà proprio qui che il trio Troisi-Arena-Decaro, ribattezzatosi "La smorfia", conoscerà i primi successi. Dopo un'esperienza radiofonica (partecipano a 15 puntate di "Cordialmente insieme"), è Enzo Trapani a portarli per la prima volta in televisione nel 1976, ospiti fissi del suo programma "Non stop". In questi anni "La smorfia" è anche il titolo di uno spettacolo teatrale che il trio porta dal Sancarluccio di Napoli sui palcoscenici di diversi teatri italiani. Ancora nel 1979 il trio è contemporaneamente in televisione, tra i protagonisti della trasmissione "Luna Park" (rimasti famosi, tra gli altri, gli sketch dell'"Arca"; dell'"Annunciazione"; del "Principe Azzurro"; dei "Soldati"; dell'"Intervista"; dell"Angelo Custode"; di "San Gennaro") e in teatro, con un nuovo spettacolo dal titolo: Così è (Se vi piace). Il gruppo de "La smorfia" quindi, si scioglie. E' nel 1981 che Massimo Troisi, considerando spiritosamente di aver realizzato nella propria vita almeno tre cose buone, lavora come autore-regista-attore al suo film d'esordio: Ricomincio da tre, ottenendo un grande successo di pubblico e solo successivamente di critica. Nel 1982 per la serie televisiva di RAI 3 dal titolo : "Che fai... ridi?", dedicato ai nuovi comici italiani, Benigni, Verdone, Nichetti, realizza lo special: Morto Troisi, Viva Troisi. Nello stesso anno scrive il soggetto e interpreta un piccolo ruolo nel film di Lodovico Gasparini, No grazie, il caffè mi rende nervoso. Nel 1983 Troisi, dopo essersi fatto un po' attendere, realizza, sempre in veste di autore-regista-attore, il suo secondo film: Scusate il Ritardo. Nel 1984 è a fianco dell'irresistibile Benigni, sia come regista che come attore, nel film Non ci resta che piangere. E' del 1985 invece la curiosa interpretazione di quella strana operazione produttiva che è Hotel Colonial di Cinzia Torrini. Passano due anni (1987) ed è ancora una volta impegnato in prima persona, dietro e davanti alla macchina da presa con il film Le vie del Signore sono finite. Tre film di Ettore Scola lo vedono in questi ultimi anni impegnato di nuovo come attore: Splendor (1989); Che ora è (1989) , che gli ha fatto vincere il premio come migliore attore (in coppia con M. Mastroianni) alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Il viaggio di Capitan Fracassa (1990). Con Pensavo fosse Amore... invece era un calesse (1991) di cui è anche autore e interprete, Troisi firma la sua quinta regia cinematografica. Il 4 giugno 1994, ad Ostia (Roma), Troisi muore nel sonno a causa del suo cuore malato, ventiquattro ore dopo aver terminato le riprese de Il postino diretto da Michael Radford, il film che aveva amato di più.

Filmografia *
Ricomincio da tre (1981) **
No grazie, il caffè mi rende nervoso (1982)
Scusate il Ritardo (1983) **
Non ci resta che piangere (1984) **
Hotel Colonial (1985)
Le vie del Signore sono finite (1987) **
Splendor (1989)
Che ora e' (1989)
Il viaggio di Capitan Fracassa (1990)
Pensavo fosse Amore... invece era un calesse (1991) **
Il postino (1994)


* Informazioni tratte, in parte, dal Dizionario dei Film 1996 a cura di Paolo Mereghetti (Baldini & Castoldi 1996)
** Film in cui Massimo Troisi, oltre ad essere attore protagonista, è anche regista e sceneggiatore

Bibliografia

Massimo Troisi: Il Comico dei sentimenti
Massimo Troisi - Il comico dei sentimenti a cura di Federico Chiacchiari e Demetrio Salvi (Stefano Sorbini Editore)
Comico per amore: La favola bella e crudele di Massimo Troisi
Comico per amore - La favola bella e crudele di Massimo Troisi di Matilde Hochkofler (Marsilio 1996)
Scusate il ritardo: Il cinema di Massimo Troisi
Scusate il ritardo - Il cinema di Massimo Troisi
di Antonella Coluccia (Lindau 1996)

Altri links

Stefano Bizzarri's web page - Massimo Troisi

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Ultima modifica: 15/04/99