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Benvenuti nel nuovo sito dei Democratici di Sinistra unità di base "Città di Ascoli". La nostra intenzione è quella di costituire una sezione on line che abbia come sede ideale queste pagine web e che sia aperta al contributo e luogo di discussione non solo per gli iscritti ed i simpatizzanti ma anche di tutti coloro che, navigando nella rete, intendano esprimere opinioni e critiche riguardo la vita politica cittadina e locale, nazionale ed internazionale o che, più semplicemente, intendano collaborare con noi al progetto della sezione on line. Il sito offre numerose informazioni, aggiornate con frequenza, sulla nostra attività politica, sulle nostre iniziative ed offre, inoltre, la possibilità di contattare direttamente, attraverso specifici moduli, il segretario, gli organi dirigenti della sezione e comunali, il gruppo Consiliare Comunale dei DS, i nostri consiglieri nelle 9 circoscrizioni cittadine. E' possibile anche dialogare in tempo reale accedendo alla CHAT #DS Ascoli il link è presente sulla homepage del sito. Per approfondire la discussione ed intervenire personalmente si può accedere al FORUM dei DS di Ascoli cliccando, anche in questo caso, sul link presente sulla homepage. Concludono il sito numerosi links di interesse generale: se vuoi indicarci qualche sito interessante, da proporre ai nostri visitatori inviaci un' e-mail. Con questo sito aumenta la presenza in rete dei DS della Federazione di Ascoli essendo gia presenti i siti della Sinistra Giovanile di Ascoli.
   
 

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L'intervento della Settimana

L’Unità in Edicola il 7 Novembre

 
 

Sono estremamente compiaciuto del fatto che L'Unità torna in edicola, in modo da dar voce a chi attualmente non ce l'ha. E il giornale credo debba tornare in edicola con una connotazione ben precisa. Oggi non si sa cosa comprare. "La Repubblica" non basta; "Il Manifesto" nemmeno. La prima è espressione di una cultura che ha sempre rifiutato il comunismo; il secondo è ancora comunista. La prima è espressione del pensiero di uomini che, proprio per non essere stati mai comunisti, degli ex comunisti non hanno quella tendenza all'assoluto, all'ideologia che, se presente, ovviamente sotto stretto controllo e in continuo superamento dialettico, funziona da formabile indicatore morale e stimolo del pensiero e dell'azione umana; il secondo è ancora tutto intriso di ideologia, ed è frutto di un pensiero e di una cultura ancora comunista, quindi, inevitabilmente, ancora non di governo. Penso che il segno che contraddistingue certi uomini di sinistra, e segnatamente i DS, sia la volontà di prendere tutto il possibile dalla ideologia comunista, ma solo se compatibile con la riconosciuta ineluttabilità della società di mercato e i valori della democrazia. Ogni persona di sinistra ex-comunista si distingue da coloro che non sono stati comunisti. Nessuna tendenza al settarismo o all'elitismo: solo una semplice constatazione. Un uomo "semplicemente" di sinistra prende le decisioni concrete con due parametri: la realtà sulla quale incide la decisione, e il mondo di valori della sinistra liberale moderna che ha; un DS ex-comunista prende le decisioni con tre parametri: la realtà, i valori della sinistra liberale moderna, e, sullo sfondo, il modello comunista.

Il modello comunista svolge una funzione che può essere paragonata a quella che su un uomo esercita la figura di un genitore defunto: non c'è più, e non tornerà mai a vivere, ma il suo esempio e il suo insegnamento a volte ci aiutano in maniera risolutiva nella vita. Si dirà: ma i DS non sono tutti ex-comunisti, anzi, questa è proprio una caratteristica negativa se mai da eliminare, non da sottolineare e consequenzialmente esaltare. E' vero. Ma il punto è che, se è vero, com'è vero, che esiste un patrimonio della nostra tradizione positivo e da conservare (si pensi, a mero titolo esemplificativo, alla questione morale), allora io credo che questo patrimonio possa anche essere trasferito, o fatto almeno conoscere, a chi si avvicina ai DS non provenendo dal comunismo, senza per questo rendere possibili accuse di annessionismo o annichilimento delle diversità. Perché si deve ritenere non trasmissibile ciò che è positivo? L'Unità, si dice, sarà il giornale che parlerà a tutta la sinistra. Può andar bene. Purché si tratti di quella sinistra, nuova e di governo sì, ma nello stesso tempo portatrice di quel patrimonio della tradizione, la quale oggi e fino al 7 novembre non ha e non avrà voce.

 

 

 

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