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Saqqara e Memphis
Nell'area del Cairo si trovano due importantissimi siti archeologici: la necropoli di Saqqara, usata come luogo di sepoltura non solo dai residenti della città, ma anche da re, principi, nobili e ricchi mercanti di diverse dinastie del periodo faraonico e dei periodi successivi, e l'antica città di Memphis, capitale dell'Egitto durante il Regno Antico.
La piramide a gradoni e il complesso di Zoser
La grande piramide a gradoni è il più famoso e il più imponente dei monumenti della necropoli di Saqqara. Si tratta della tomba del faraone Zoser, primo sovrano del Regno Antico, che storicamente comincia con la III dinastia. Zoser fu anche il primo faraone che si fece costruire una piramide. I sovrani precedenti venivano sepolti nelle cosiddette mastaba, tombe lunghe e piatte del tipo comune nelle necropoli di Giza e Saqqara. Zoser visse a lungo e il suo ministro Imothep, quando finì la costruzione della tomba del sovrano, ebbe l'idea di espanderla. Invece di farla più lunga o più larga preferì costruire un'altra mastaba sopra la prima, e poi un altra ancora e così via. La costruzione composta di sei mastaba sovrapposte fu la prima piramide d'Egitto.

Per raggiungere la piramide di Zoser è necessario entrare nel complesso funerario attraverso una lunga galleria di colonne che in origine erano coperte da grandi lastre di pietra; uscendo dalla galleria la piramide a gradini si troverà a destra. Sul lato destro della piramide balzerà all'occhio il grande complesso di costruzioni noto come Heb Sed.
Si tratta del luogo dove veniva celebrato il festival omonimo. Poiché la forza del regno d'Egitto era strettamente connessa alla forza del suo sovrano, durante il festival il faraone si esibiva in diverse prove di vigore fisico e di agilità, per dimostrare ai suoi sudditi di essere degno del trono. Al termine delle esibizioni il re veniva proclamato valido e degno del trono e conseguentemente reincoronato. Il rituale, di periodo arcaico, divenne una mera formalità col passare del tempo: le prove di forza vennero addirittura compiute da sostituti: mentre il sovrano si limitava ad assistere e a venire reincoronato.
A poca distanza dalla piramide di Zoser sorge una piccola costruzione, detta Casa del Nord, che doveva rappresentare la zona del delta del Nilo nel complesso funerario del faraone. All'intemo di questa costruzione si possono ammirare due iscrizioni ieratiche (una sorta di stenografia geroglifica del periodo più tardo) che rappresentano probabilmente i più antichi "graffiti su muro" mai rinvenuti.
In una di queste iscrizioni, un Egizio del tardo periodo si meraviglia delle capacità architettoníche degli antichi (non va dimenticato che il periodo faraonico durò quasi 3000 anni) e si lamenta che le cose non siano più "come una volta ... ". La seconda iscrizione più o meno dice: "E' proprio un peccato che le cose non vadano più come una volta. Guarda infatti come scrive male questo ignorante".
Poco lontano sorge un'altra costruzione pressoché identica alla Casa del Nord; si tratta della Casa del Sud, che rappresentava il territorio dell'Alto Egitto. Sul retro della piramide di Zoser, sul lato opposto all'enorme cortile, si noterà una specie di scatola di pietra chiamata Serdab. Attraverso due piccole aperture sul lato della struttura è possibile ammirare la grande statua di Zoser contenuta all'interno. Si tratta in effetti di una riproduzione: l'originale è oggi conservato nel Museo archeologico del Cairo.
La funzione di questa struttura era quella di permettere allo spirito del sovrano defunto di ritrovare, se non la mummia, almeno una immagine, per poter tornare a vivere, nell'altro mondo naturalmente.
La città di Memphis
L'antica capitale dell'impero sorge a poca distanza in direzione sud est dal cimitero di Saqqara. Memphis fu, fin dalla sua fondazione, il centro amministrativo dell'antico Egitto raggiungendo un livello di splendore pari a quello della sua città gemella del Sud: Tebe.
Diverse cronache medievali tramandano che, ancora alla fine del XII secolo, le imponenti rovine della città accendevano la fantasia dei viaggiatori e degli storici arabi. Purtroppo, oggi non resta molto a testimoniare la grandezza del passato; le antiche pietre sono sparse tra i campi coltivati e le piantagioni di palme, ridotte in briciole dal suolo umido della vallata.
La distruzione dei resti della città è dovuta anche a una serie di eventi storici. Nell'anno 350 d.C., ad esempio, l'imperatore romano Teodosio ordinò la distruzione di tutti i templi antichi della città e i successivi conquistatori musulmani demolirono le altre antiche strutture per ricavare le pietre con cui costruire moschee e palazzi. Più recentemente una delle colossali statue di Ramses Il è stata trasferita da Memphis al Cairo per adornare la piazza della stazione ferroviaria.
Le rovine più accessibili dell'antico centro urbano si trovano nei pressi della strada per Badrashayn.
Il Giardino delle sculture è aperto tutti i giorni tra le 9 e le 16; qui sono state raccolte le più importanti sculture rinvenute sul luogo e i principali frammenti architettonici delle antiche strutture. Il giardino occupa la parte meridionale del complesso del tempio di Ptah, il dio protettore di Memphis.
Oltre a diverse Stele, statue di diversi periodi e alcune interessanti colonne copte, la collezione del giardino comprende una colossale statua del faraone Ramses II (protetta da una piccola costruzione di pietra) e una bella statua dello stesso periodo rappresentante una Sfinge, nota come "la Sfinge d'alabastro".
L'ingresso al giardino è gratuito.
Poco oltre il Giardino delle sculture, in direzione est, si trova un altro interessante gruppo di rovine che comprende i resti dell'antico palazzo di Merenptah e la casa del Toro di Api, all'interno della quale si può osservare una massiccia piattaforma di alabastro che probabilmente fu usata come piano per le operazioni di imbalsamazione.
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