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L'antica Tebe: Luxor e Karnak, la Tebe dei vivi
Luxor e Karnak, con i loro celeberrimi templi, sono due agglomerati urbani posti sulla riva orientale del Nilo, nel luogo dove sorgeva l'antica città di Tebe, che fu capitale dell'impero faraonico per la maggior parte della sua plurimillenaria storia.
Omero la descrisse come “la città dalle cento porte” per le innumerevoli carovane che vi giungevano. A partire dal Medio Regno il potere da qui esercitato arrivò a dominare l'enorme territorio compreso tra il Sudan meridionale e le rive del Mediterraneo, e tra Libia e Palestina.
La città conobbe il periodo di maggiore espansione dopo l'unificazione dell'Alto e del Basso Egitto, sotto il regno del faraone Amenemhat I, fondatore della XII dinastia, e raggiunse il massimo splendore durante le dinastie XVIII, XIX e XX, quando divenne, con ogni probabilità, la maggiore città del mondo antico.
Fu qui che i faraoni fecero erigere edifici imponenti per testimoniare il loro potere, così colossali che anche noi, uomini moderni, restiamo increduli alla vista di tanta grandezza e all'idea di quanto avanzate fossero le tecniche architettoniche di questo popolo. Il declino della capitale ebbe inizio con il trasferimento della residenza imperiale nella zona del delta, quando il bacino del Mediterraneo divenne il fulcro della civiltà del mondo antico.
L'invasione degli Assiri e infine il dominio dei Tolomei, le diedero il colpo di grazia. Ridotta a provincia dell'Impero Romano, la zona fu impoverita dagli esosi tributi imposti dai conquistatori: più di una volta si registrarono sanguinose ribellioni con conseguenti repressioni, in particolare a causa delle pesantissime imposte introdotte dal governatore romano Caio Gallo.
Durante il periodo cristiano molti edifici furono trasformati in chiese e monasteri, e le opere d'arte vennero saccheggiate, disperse o semplicemente distrutte da chi le vedeva come simboli infernali del paganesimo.
Luxor e Karnak
Il nome Luxor, deriva dafl'arabo EI-Uqsor, che significa "i palazzi".
La strada principale di Luxor scorre lungo la sponda orientale del Nilo per tutta la lunghezza della città
Sull'altro lato della strada è situato un grande parco, dove sorge il tempio di Luxor.
Il tempio del Sole
Il tempio di Luxor, fu dedicato da Amenophis III, che ne iniziò la costruzione, al dio Sole Amon-Ra, alla sua sposa Mut e al loro figlio, la divinità lunare Khonsu. La struttura originaria del tempio comprendeva il santuario attuale, preceduto dalla sala ipostila; il cortile con i portici insieme al colonnato furono aggiunti posteriormente dal medesimo sovrano.
Alla morte di Amenophis III, il figlio abbandonò il progetto del tempio e la stessa capitale per costruire la sua città di Akhetaton e il monumento non fu completato che dal nipote Tutankamon che, ritornato a Tebe e alla religione dei suoi avi, volle dare prova della sua fede aggiungendo un secondo cortile e un altro colonnato.
Durante la XIX dinastia, Ramses Il lo abbellì con il grande pilone frontale davanti al quale in origine si trovavano alcune colossali statue di Ramses e due obelischi.
Dietro al pilone si trova il Cortile di Ramses circondato da una doppia fila di colonne lungo il perimetro.
Al secondo piano, sopra il colonnato, si nota la facciata di un edificio recente, la moschea di Abul Haggag.
Il villaggio di Luxor si trovava a livello della moschea quando l'edificio fu costruito. Quando gli archeologi al seguito della spedizione di Napoleone portarono alla luce i templi che resero questa cittadina celebre in tutto il mondo, convinsero i suoi abitanti a trasferirsi altrove; quindi gli scavi proseguirono lasciando intatta la struttura della moschea.
La decorazione del colonnato risale al regno di Tutankamon. I bassorilievi rappresentano scene della "festa di Opet", una delle principali dell'antica Tebe, durante la quale le statue di Amon e di Mut venivano portate in processione dal tempio di Karnak fino in città per celebrare il loro matrimonio.
Sul retro del colonnato si trova il primo cortile di Amenophis III. Come quello di Ramses, era circondato da una doppia fila di colonne, e dietro a questo si apriva la sala ipostila.
Quest'area, come molti altri monumenti antichi, fu convertita in cappella dalle prime comunità cristiane. Il santuario del tempio è formato da due sezioni: la prima è costituita dalla sala per le offerte e la seconda dalla camera per la statua d'oro del dio e per la barca cerimoniale.
Sui muri, sia sul lato interno sia su quello esterno, i bassorilievi mostrano il faraone che rende omaggio alle divinità.
Karnak: il trionfo di Amon- Ra
Il tempio di Karnak, si trova a poco più di 2 km dal centro di Luxor.
Se il tempio di Luxor fu opera di tre faraoni, quello di Karnak rappresenta il frutto di più di 2000 anni di lavori e di ampliamenti. La sua costruzione iniziò sotto i sovrani della XII dinastia, ma gli ampliamenti apportati dai faraoni delle dinastie successive (praticamente da tutti i faraoni del Nuovo Impero, da quelli della dinastia Bubastita, Taharaqa, alle ultime dinastie indigene e infine dai Tolomei), lo rendono una specie di "campionario" degli stili dell'arte egizia.
Trattandosi del maggiore centro di culto di Amon, era molto importante, per un faraone, sia dal punto di vista politico, sia religioso, apportare aggiunte al complesso del tempio. Il risultato è questa enorme struttura, piena di ripetizioni e, in un certo senso, di confusione architettonica, ma assolutamente unica: il monu- mento che forse più di ogni altro dà l'idea della grandiosità dell'architettura egizia.
Dal primo sguardo si capisce immediatamente che si tratta di qualcosa di speciale e si resta sorpresi dalla complessità delle strutture.
Il grande Viale delle Sfingi porta al I pilone dove si trova l'ingresso principale. Attorno si trovano il grande cortile e il tempio di Amon e sulla destra il tempio di Ramses III. Verso sud, il II pilone, l'ingresso della grande sala ipostila, e nel cortile centrale un obelisco e il III pilone. Il IV pilone marca l'ingresso di un altro vestibolo colonnato nel quale si trova l'obelisco della regina Hatshepsut.
Più oltre, in prossimità del V pilone, si notano diverse camere e piccole cappelle. Oltre quest'area si entra nella parte più antica: il tempio di Thutmosi III, con la sua grande sala delle feste circondata da piccole camere e cappelle minori. Sulla destra nei pressi del Lago Sacro sorgono il VII, I'Vlll, il IX e il X pilone.
La grande sala ipostila potrebbe essere considerata una delle meraviglie del mondo: le sue dimensioni gigantesche e la perfezione della sua concezione e dell'esecuzione sono incredibili. Sulla sua superficie, che supera i 5000 mq (102 x 52 m), sono poste ben 134 colonne su 16 file a sostegno del soffitto. Le 12 colonne della navata centrale, di 21 metri di altezza, sono sormontate da capitelli di ben 3,5 metri di diametro, e sono costituite da tamburi sovrapposti di oltre un metro di altezza e di ben 10 metri di circonferenza.
Le altre colonne, sul lato inferiore, sono alte 13 metri e sono il principale supporto del tetto, mentre la copertura della navata centrale è sorretta dalle colonne del gruppo centrale, alte ben 25 metri: non è un caso che questa sala sia stata definita "una foresta di colonne". I dipinti si sono conservati in diversi punti: in particolare sui capitelli e sulla parte inferiore delle enormi architravi. Tutti i muri sono decorati da bassorilievi e iscrizioni che spiegano i rapporti dei faraoni con gli dèi.
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