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L'antica Tebe: la riva occidentale, le necropoli
La ricchezza di monumenti e di reperti archeologici, sulla riva sinistra del Nilo, è senza paragoni. La cosa non deve però stupire: la città di Luxor, infatti, fu la capitale dell'Egitto dal Medio Regno fino al termine del Nuovo Regno e all'invasione romana, un periodo di ben 1500 anni. E' però interessante notare come quasi tutti i monumenti più importanti furono eretti nel corso delle tre dinastie del Nuovo Regno, in un periodo di soli cinque secoli.
Per gli Egizi la riva occidentale del grande fiume era la terra dei morti; tutte le sere vedevano il disco solare "morire" dietro le colline di Tebe per poi risorgere ogni mattino sul lato opposto; anche i faraoni, quindi, essendo dei in terra vollero essere sepolti a ovest e assicurarsi così la resurrezione.
Preoccupati di evitare i saccheggi che le tombe visibili dell'Antico Regno (piramidi e mastabe) avevano subìto, i faraoni del Nuovo Regno pensarono di farsi costruire tombe più segrete, scavate nella roccia, in località isolata. Sempre con questo obiettivo, i templi funerari, che costituiscono la parte visibile del complesso funerario, furono edificati a distanza di chilometri dalla tomba stessa. Nei templi sono raffigurate scene che si riferiscono alla vita terrena del faraone e alle sue imprese, soprattutto quelle militari.
Nella tomba, invece, sono raffigurate scene dell'imbalsamazione e delle cerimonie funebri, sono riprodotte le formule magiche per scongiurare violazioni della tomba, preghiere e inni, sono elencati i privilegi che attendono l'augusto defunto nell'oltretomba ed è rappresentata la mitologia dell'aldilà: il mito di Ra, il dio Sole col quale veniva identificato il faraone dopo la morte, e quello di Osiride che regna su una terra tenebrosa attraversata dal fiume infernale. Insieme alla mummia venivano letteralmente accatastate immense ricchezze, che sarebbero dovute servire al defunto nell'altra vita.
Tutte le precauzioni adottate non valsero a salvare le tombe dai saccheggi dei "tombaroli" già nell'antichità, ma almeno hanno permesso che arrivasse a noi il più favoloso museo sotterraneo dei mondo. Si parla, giustamente, di "necropoli tebane" perché sulla riva occidentale del Nilo non si trovano solo le tombe reali, ma anche, in zone separate, le tombe delle regine e quelle di dignitari, militari, funzionari e sacerdoti di più alto rango.
Sono state inventariate fino ad oggi oltre 500 tombe, non tutte aperte al pubblico e comunque non tutte visitabili, anche per chi avesse intenzione di trascorrere mesi a Luxor: attualmente si possono visitare una dozzina di tombe faraoniche, tre tombe delle regine e una quindicina di tombe di nobili.
I colossi di Memnon
I primi monumenti che si incontrano, sparsi in una vasta area che anticipa le diverse necropoli, sono i templi funerari.
Ciò che resta del grandioso tempio funerario di Amenophis III (1405-1367 a.C.) sono i Colossi di Memnon, le due gigantesche sculture che accolgono i visitatori diretti alla necropoli. I colossi misurano 16,6 metri di altezza, escluso lo zoccolo, alto 2,30 metri, e rappresentano il faraone seduto nella posa tradizionale: i monoliti di quarzite, nei quali furono scolpiti, vennero fatti arrivare dalla regione del Cairo.

Il terremoto del 27 a.C. aprì una lunga fenditura in uno dei colossi che, per un effetto fisico di riscaldamento della roccia conosciuto dagli esperti, all'alba provocava un suono simile alla vibrazione di una corda di chitarra. Questo fenomeno fece sì che i Greci identificassero la statua col dio Memnon il quale, ucciso da Achille per vendicare l'amico Antiloco secondo la leggenda omerica, si diceva tornasse in vita ogni giorno per salutare la madre Aurora. La leggenda attirò per secoli visitatori greci e romani fino a che, nel III secolo, l'imperatore romano Settimio Severo ordinò il restauro della statua che così smise di "cantare".
Il tempio di Hatshepsut
Il più bello dei templi, una delle più importanti realizzazioni dell'architettura egizia, fu costruito per onorare l'omonima regina e suo padre Thutmosi I.
Si sviluppa su tre piani, due ampie terrazze e l'area del santuario: quest'ultimo sorge a ridosso della montagna ed è in parte scavato nella roccia dello spettacolare anfiteatro naturale che chiude il panorama.
Il portico della seconda terrazza conserva interessanti rilievi che ricordano la nascita, l'educazione, l'ascesa al potere della regina e raffinate decorazioni che rappresentano la prestigiosa spedizione pacifica nel Punt, in Somalia, e il trionfale ritorno.
Interessanti sono anche i bassorilievi della seconda e terza sala della cappella di Hathor che raffigurano feste cerimoniali in onore della dea dal corpo di vacca e le offerte della regina a varie divinità.
I più raffinati rilievi del complesso si trovano nella cappella di Hatshepsut, la sala delle offerte della regina che si trova al livello superiore.
La Valle dei Re
Per le tombe reali fu scelta una valle desertica, particolarmente bella e suggestiva verso sera, quando le ombre dei monti circostanti si allungano sulle pareti scoscese. Nella roccia furono tagliati lunghi corridoi (quasi tutti superano i 100 metri) divisi in sezioni, con nicchie e cappelle laterali, diverse sale e la cripta destinata a sostenere il sarcofago. Le pareti e i soffitti sono decorati con rilievi e dipinti che illustrano i grandi miti e i testi che riguardano la vita dell'oltretomba.
Molte delle 62 tombe scoperte sono rozze o in rovina: solo 10 meritano una visita accurata. Fra queste da non perdere sono le prime tre: Sethi I, Thutmosi III, Amenophis II.
Sethi I : la più importante delle grandi tombe fu scoperta dall'archeologo padovano Giovanni Battista Belzoni nel 1817. Si sviluppa per ben 15 sale e corridoi decorati con bassorilievi di squisita fattura, mentre i soffitti sono dipinti. La tomba doveva essere ancora più grande, ma i lavori furono interrotti per la morte del faraone: perciò alcune decorazioni sono incomplete e si notano in certi punti disegni in rosso con correzioni in nero. Si trovano qui rappresentati tutti i testi sacri dei morti e i relativi miti, spesso scritti alla rovescia, secondo la credenza che il mondo dell'aldilà fosse specolare rispetto a quello dei vivi.
Thutmosi III : originalissima è la pianta, assai semplice, della tomba, e particolare è la posizione alta in una fenditura della montagna: si raggiunge per mezzo di una scala di ferro. La sala del sarcofago è a forma di cartiglio, con le pareti che richiamano il papiro e sono decorate con belle figure e geroglifici in nero e rosso, che si rifanno al libro dell'Ade. Il basamento del sarcofago è in alabastro.
Amenophis Il : assai semplice nella struttura, la tomba presenta una vasta sala del sarcofago che richiama, col colore giallastro, un grandissimo papiro. Pareti e colonne sono decorate con disegni in nero, mentre il soffitto richiama un cielo stellato.
Ricordiamo inoltre:
Ramses I : questa tomba merita una visita perché, con quelle di Sethi I e di Amenophis II, permette di avere un quadro completo, anche se rapido, delle fondamentali tecniche costruttive utilizzate nelle varie epoche e delle diverse strutture. Conserva una camera funeraria riccamente decorata.
Ramses IX : interessante tomba composta da sette sale e corridoi decorati con scene di sacrifici e le consuete scene infernali. Purtroppo lo stato di conservazione non è dei migliori.
Ramses VI : iniziata da Ramses V, venne in seguito ampliata alle attuali nove sezioni, fra sale e corridoi. Conserva il testo completo del Libro delle Porte e una vasta raccolta di capitoli del Libro dell'Ade e del Libro dei Morti: ciò le valse l'appellativo di "tomba della metempsicosi".
Ramses III : la particolare forma, col corridoio deviato verso destra, si deve all'esigenza di evitare una tomba precedente. Lungo i 125 metri si incontrano sette sezioni principali e altre sale minori. Le decorazioni, che dovettero subire interruzioni a causa della mancanza di fondi per pagare gli incisori, presentano interessanti e inconsuete scene di vita quotidiana.
Tutankamon : si tratta senza dubbio della tomba più conosciuta e visitata per l'ottimo stato di conservazione e per la notorietà della scoperta effettuata nel 1922 dall'archeologo inglese Carter. Di dimensioni modeste, presenta una pianta anomala e una camera funeraria decorata con temi inconsueti, come il funerale del Faraone il cui catafalco viene trainato dai notabili di corte. L'arredo completo costituisce una delle sezioni più importanti del Museo del Cairo.
La Valle delle Regine
Un chilometro e mezzo a sud-ovest della Valle dei Re si trova la zona destinata alle tombe delle regine, quasi tutte della XIX e XX dinastia, e dei principi deceduti in tenera età. Delle 80 tombe rinvenute, molte sono incompiute e moltissime sono gravemente deteriorate. Cinque sono le tombe completate e che presentano pitture pregevoli e ricche di dettagli.
Nefertari: la tomba della moglie di Ramses II è la più bella: ha pianta simile a quelle reali e decorazioni a rilievo assai accurate.
Amon Her Khopeshef il figlio di Ramses III è rappresentato da affreschi dai colori intensi mentre viene presentato dal padre a varie divinità. La camera funeraria conserva una vetrina coi resti di un bambino nato prematuramente.
Khamuas : questa tomba di un figlio di Ramses III ha la stessa pianta di una tomba reale, ma in dimensioni ridotte. Conserva bei rilievi colorati che mostrano il principe in diverse situazioni (da solo, col padre, in atto di offrire doni agli dei).
Titi : la regina era moglie di un faraone di nome Ramses, non meglio identificato. La tomba, composta da un corridoio che conduce alla vasta camera funeraria e da tre camerette a forma di croce, è ben conservata, mentre le decorazioni sono deteriorate.
Pra Her Umenef : uno dei figli di Ramses, è rappresentato col padre e con la madre in presenza di varie divinità.
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