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la pittrice Viola di Massimo, con grande maestria e sensibilità, mi ha dipinto con queste parole…….. a lei la mia commozione |
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Mi chiamano la sfinge.
Il mio sguardo è potente.
Sorrido poco.
Sono misurata ed elegante.
Ho quindici anni e anche settanta.
Non ho desideri.
Vado ovunque senza deciderlo io.
Per me è tutto uguale, come te che sei uguale a mille altri.
Mi vuoi?
Starò con te, non temere, farò tutto ciò che desideri.
Avrò dei figli con te.
Sarò affettuosa.
Gentile.
Accondiscendente.
Sosterrò il tuo ego.
La mia passione sarà costruita su misura per te, il mio amore anche, ma un giorno capiterà che impazzirai perché
scoprirai
di non avermi.
Questa sarà la tua condanna.
Il non desiderio sarà la mia.
Ma tu non c'entri, nessuno c'entra.
Io non ci sono, non esisto.
Mi condanno e mi elevo dagli umani desideri.
Io non desidero, quindi non soffro.
Guardami, sono una sfinge.
Il mio sguardo è di cemento.
Non potrai penetrarmi mai, benché io te lo faccia credere.
Oltre il cemento ci sono io.
Mi vedo finalmente, sono lì, su di quei mille fogli in bianco e nero, è lì che vivo, in quelle stanze
spoglie di letti sfatti
e finestre semichiuse che lasciano intravedere la mia luna nera.
E' lì che vivo la mia sacra libertà, il mio sacro amore di struggenti passioni.
E' lì che il mio sguardo diventa acqua che traspare. E' lì che il mio corpo e la mia mente si aggrovigliano
e si fondono con
l'amore a tal punto da togliermi il colore, la luce.
E' lì che vivo da sempre, tu non puoi portarmi via.
Nessuno può.
Se mi guardo sono sempre lì, in quei campi a matita macchiati dal rosso di quei piccoli fiori dannati che lui, il mio
amore,
mi donò.
Senza vestiti, senza tempo, senza un senso, nuda come l'anima che mi possiede, nuda come quando venni al mondo.
Il respiro.
Quello non è per te, con te non respiro.
Con te non guardo .
Con te non sento.
Il mio respiro lo terrò per le mille sigarette che fumerò ancora nel grigio.
Lo terrò per vivere in eterno quella passione che non avevo mai avuto.
Lo terrò per amare ancora quel gesto.
Per amare il rosso di quel vino condiviso con le sue labbra.
Il mio respiro sarà per le mille notti d'amore, per la vita vissuta lì, per un 'ancora'.
Guardami.
Sono una sfinge.
Con te e con mille altri te il mio sguardo è cemento.
Ricordalo sempre.
Oltre quel grigio dei disegni a matita.
Io non ho desideri. |
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