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Illustrazione libraria |
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1. INTRODUZIONEMateriale figurativo che amplia o valorizza il testo che accompagna. Possono essere considerate illustrazioni, in senso generico, anche le mappe, i grafici, i diagrammi o gli elementi decorativi, ma in termini più precisi esse rappresentano più frequentemente scene, personaggi o oggetti correlati – direttamente, indirettamente o simbolicamente – al testo che accompagnano. Le origini dell'illustrazione sono antiche come quelle della scrittura. Gli ideogrammi, simboli pittorici che indicano parole o frasi, e i geroglifici, immagini di oggetti e figure che indicano parole, sillabe o suoni, contengono le radici sia dell'illustrazione sia del testo. 2.
ILLUSTRAZIONI
A MANO 3.
METODI DI
RIPRODUZIONE A STAMPA Con l'avvento dei caratteri tipografici mobili, divenne possibile separare le illustrazioni xilografiche dal testo. Il bisogno di immagini più esatte e dettagliate portò in seguito allo sviluppo di tecniche di incisione meccanica e chimica su lastra metallica, generalmente in rame. Nel Settecento si affermarono la mezzatinta, raffinata forma di incisione su rame capace di riprodurre sottili gradazioni chiaroscurali, e l'acquatinta, grazie alla quale si potevano ottenere effetti simili a quelli della pittura ad acquerello. Verso la fine del secolo fu messa a punto una nuova tecnica di incisione su matrici in "legno di testa", molto più compatto, realizzata con il bulino (solitamente impiegato per l'incisione su metallo) e in grado di creare immagini molto delicate, spesso risultanti in chiaro su fondo scuro. Contemporaneamente fu inventata anche la litografia, che permetteva agli artisti di operare con maggiore fluidità e libertà. Tali possibilità vennero ulteriormente ampliate dall'introduzione, nella prima metà dell'Ottocento, della litografia a colori. Infine, la fotografia, perfezionata nella seconda metà dell'Ottocento, fornì versatili mezzi fotomeccanici di riproduzione di un'illustrazione originale, indipendentemente dalla tecnica impiegata per la creazione. 4. STORIA DELL'ILLUSTRAZIONE STAMPATA 4.1.
XV e XVI
secolo Il primo libro illustrato stampato in Inghilterra fu The Mirrour of the World (Lo specchio del mondo, 1481) dell'autore e stampatore William Caxton. Tra gli altri importanti libri illustrati del XV secolo vi furono la Danse macabre des hommes (Danza macabra degli uomini, 1485); la Cronaca di Norimberga (1493), con più di 1800 xilografie; Der Ritter vom Turn (Il cavaliere di Turn, 1493), con incisioni di Albrecht Dürer; e soprattutto l'Hypnerotomachia Poliphili (La battaglia d'amore di Polifilo in sogno, 1499) di Francesco Colonna, stampato da Aldo Manuzio a Venezia, considerato il massimo capolavoro dei libri illustrati con xilografie e ben più famoso per le illustrazioni che per il contenuto. Il primo testo a recare stampe realizzate con incisioni su rame fu il De casibus virorum illustrium (Le sventure degli uomini illustri, Bruges, 1476) di Giovanni Boccaccio. Uno dei più bei libri antichi con illustrazioni fu la Divina commedia (1481) di Dante, con incisioni di Baccio Baldini tratte da disegni di Sandro Botticelli. Si è calcolato che nel periodo degli incunabula circa un terzo di tutti i libri stampati fossero illustrati. Nel XVI secolo, con la diffusione della stampa, i libri illustrati proliferarono. Tra gli esempi più significativi vi furono: in Italia, l'edizione di Gabriele Giolito delle opere di Petrarca (1544) e le Cento favole di Giovanni Verdizotti (1570); in Germania, l'erbario di Otto Brunfels (1530), probabilmente il primo testo che riporti il nome dell'illustratore (Hans Weiditz), la Bibbia di Martin Lutero (1534), illustrata da Lucas Cranach, e l'Iconographia regum francorum (Iconografia dei re franchi, 1576), illustrata da Virgil Solis e Jost Amman; in Svizzera la Danza macabra (1538), illustrata da Hans Holbein il Giovane; nei Paesi Bassi, una Bibbia (1528), illustrata da Jan Swart e Luca di Leida, e la Bibbia poliglotta del grande stampatore Christophe Plantin del 1568; in Francia, un Libro d'ore (1525), illustrato da Geoffroy Tory, e L'apocalypse figurée (L'Apocalisse illustrata, 1561), con incisioni di Jean Duvet; in Inghilterra un'edizione di Vesalio (1545), illustrata da Geminus, e il Book of Martyrs (Libro dei martiri) di Foxe, pubblicato dallo stampatore John Day nel 1563. 4.2.
XVII e XVIII
secolo
Nell'ultima parte del Settecento, le figure di maggior rilievo tra gli illustratori furono Thomas Bewick, che riprese e perfezionò l'incisione su legno in libri come History of Quadrupeds (Storia dei quadrupedi, 1790), e il poeta e artista William Blake, i cui libri con illustrazioni colorate a mano, a partire da Songs of Innocence (Canti dell'innocenza, 1789), ritornarono a un approccio simile a quello utilizzato per i libri xilografici del XV secolo. Nell'Italia settecentesca si distinsero vari centri di produzione: Venezia, specializzata nella stampa di classici letterari, produsse opere come la Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, illustrata da Giovan Battista Piazzetta (1745); Parma, dove operò il grande tipografo Giovan Battista Bodoni; e Roma, dove Giovanni Battista Piranesi pubblicò le famose tavole delle Antichità romane (1756) e delle Carceri d'invenzione (1760-61). Un'altra opera di grande importanza, Le antichità di Ercolano esposte (Napoli, 1757-1792), illustrata da Pozzi, Vanni e La Vega, contribuì a diffondere le scoperte dei nuovi scavi e un rinnovato interesse per l'antico. In Giappone, al volgere del Settecento, gli artisti illustravano i libri con xilografie a colori di uccelli, fiori e scene di genere, come quelle di Shigemasa (Lo specchio delle belle donne, 1776), Masanobu Kitao (Yoshiwara, 1784), e Utamaro (Il libro degli uccelli, 1791). 4.3.
XIX e XX
secolo
Tra gli artisti francesi ottocenteschi che si occuparono di illustrazioni vi furono Eugène Delacroix, Honoré Daumier, Gustave Doré, Grandville, Paul Gavarni, Edouard Manet e Henri de Toulouse-Lautrec. In Italia si diffusero le pubblicazioni a carattere didattico e geografico, affiancate da testi illustrati come il Viaggio romantico pittorico delle province occidentali (Torino, 1824-1834). Di sapore romantico erano anche le litografie di Francesco Hayez per l'Ivanohe di Walter Scott (1822) e le illustrazioni dei primi romanzi storici italiani, tra cui si ricorda l'edizione del 1840 dei Promessi sposi di Alessandro Manzoni, corredata da numerose vignette xilografiche di Francesco Gonin. Nel 1875 l'editore Treves fondò la rivista settimanale "Nuova Illustrazione Universale", che due anni dopo diventò "L'Illustrazione italiana", prototipo degli odierni periodici di informazione e costume.
I più importanti libri illustrati degli inizi del XX secolo vennero realizzati in Francia. Il mercante d'arte ed editore Ambroise Vollard commissionò illustrazioni ad artisti di fama come Pierre Bonnard, Marc Chagall, André Derain, Raoul Dufy, Marie Laurencin, Aristide Maillol, Henri Matisse, Pablo Picasso, Georges Rouault e Maurice de Vlaminck. In Germania si interessarono alla grafica soprattutto gli artisti del gruppo Die Brücke, che riportarono in voga la tecnica xilografica. In Italia, nel Novecento si andarono affermando con sempre maggior successo i periodici illustrati, tra i quali si possono citare "Emporium", "L'arte decorativa moderna" e "L'Italia che ride", oltre alle riviste futuriste come "Lacerba", "Il Selvaggio" e "Strapaese" di Maccari, durante il periodo fascista. Dopo la guerra sono stati pubblicati numerosi libri d'artista, firmati da maestri come Massimo Campigli, Filippo de Pisis, Giorgio de Chirico. La prima metà del Novecento può essere considerato il periodo dell'ultima grande fioritura del libro illustrato, gradualmente soppiantata dalla fotografia, sebbene alcuni contributi importanti si ebbero anche dopo il 1950. Oltreoceano, si dedicarono all'illustrazione l'artista americano Ben Shahn, negli ultimi anni della sua carriera (illustrò, ad esempio, Una pernice su un albero di pero, 1959), e lo stampatore Fritz Eichenberg, che lavorò alle edizioni delle opere di scrittori come Emily Brontë, William Shakespeare e Fëdor Dostoevskij. 5. LIBRI PER L'INFANZIA Il primo libro illustrato per bambini fu The Visible World in Pictures (Il mondo visibile in immagini), pubblicato da John Comenius nel 1658. I libri illustrati per l'infanzia, che sarebbero divenuti la parte preponderante della produzione, crebbero sensibilmente di numero nel corso del XIX secolo, specialmente in Gran Bretagna e negli Stati Uniti. Tra gli illustratori più importanti vi furono William Mulready (Il ballo della farfalla, 1807); George Cruikshank ( Le fiabe dei Grimm, 1823); Edward Lear (Il libro dei nonsense, 1846); F.O.C. Darley (Rip Van Winkle, 1850); Gustave Doré (Le fiabe di Perrault, 1862); John Tenniel (Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie, 1865); Richard Doyle (Nel paese delle fate, 1870); Arthur Hughes (Sing-Song, 1872); Winslow Homer (Courtin', 1874); Randolph Caldecott (La casa che Jack costruì, 1878); Kate Greenaway (Una torta di mele, 1886); Walter Crane (L'Esopo per bambini, 1887); e Beatrix Potter (La storia del coniglietto Peter, 1900). Questi artisti esercitarono una significativa influenza sul corso successivo dell'illustrazione di libri per l'infanzia. Notevoli furono anche l'illustratore Howard Pyle (Le allegre avventure di Robin Hood, 1883); l'artista francese Louis-Maurice Boutet de Monvel (Giovanna d'Arco, 1896); e l'inglese Arthur Rackham (Le fiabe di Esopo, 1912), autore di splendidi acquerelli. Nel XX secolo vanno ricordati in Gran Bretagna: Leslie Brooke (Il giardino di Johnny Crow, 1903); Edmund Dulac (Notti arabe, 1907); E.H. Shepard (L'orsetto Winnie, 1926); Brian Wildsmith (Mamma Oca di Brian Wildsmith, 1964); Edward Ardizzone (Tim e Ginger, 1965); e Kit Williams (Mascherata, 1979). Negli Stati Uniti N.C. Wyeth (L'isola del tesoro, 1924); Maxfield Parrish (Mamma Oca in prosa, 1897); Wanda Gág (Milioni di gatti, 1928); Robert Lawson (La storia di Ferdinand, 1936); Ludwig Bemelman (Madeline, 1939); Ezra Jack Keats (Un giorno di neve, 1962); e Maurice Sendak (Dove stanno le cose selvatiche, 1963). In Italia un ruolo importante fu svolto dal "Giornalino della domenica" dei primi decenni del secolo, curato da Vamba (che pubblicò anche il libro Il Giornalino di Giamburrasca). Tra i libri illustrati vanno ricordate le numerose edizioni dei romanzi di Emilio Salgari e alcune serie di volumi illustrati dedicati all'infanzia, come la "Biblioteca dei miei ragazzi" e "La Scala d'Oro" della Utet. Tra i classici contemporanei vi sono poi lo spagnolo Rafael Munoa (Io e Platero, 1963); il francese Jean de Brunhoff (i libri di Babar, iniziati nel 1931); i tedeschi Reiner Zimnik (Jonas il pescatore, 1956) e Marlene Reidel (Il viaggio di Eric, 1960); il giapponese Yashima Taro (Il ragazzo corvo, 1955) e l'italiano Altan, con le popolari storie della Pimpa. Vedi anche Letteratura per l'infanzia.
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"illustrazione libraria".
Enciclopedia Microsoft® Encarta® Online 2001
http://encarta.msn.it (5 lug. 2001)
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