Bonagia (Trapani) - L'ultima muciara - Storia della Tonnara di Bonagia

"La pesca dei tonni e dei pesci lor soci è ricchezza in sostanza della Sicilia,sicché è una delle primarie aziende, che per sè conteggi il nostro paese..."

Marchese di Villabianca, 1720 - 1802

 

Giuseppe Maurici Editore
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Ninni Ravazza

Trapani, 1952. Laureato in scienze Politiche, giornalista e subacqueo. Ha pubblicato "San Vito Lo Capo, Storia, Natura, Cultura" con l'editore Anselmo; è socio dell'istituto Italiano di Archeologia e Etnologia Navale, per il quale ha scritto il saggio "I cancelli del mare" sulla evoluzione della tonnara siciliana. Dal 1984 segue l'attività delle tonnare raccogliendo irripetibili testimonianze fotografiche e antropologiche.

Giuseppe Maurici

Trapani, 1961.Diploma di scuola media superiore, istruttore subacqueo con brevetto internazionale S.S.I. Ha collaboraato alla realizzazione di programmi subacquei della RAI (Linea blu - Vivere il mare); per conto del Comune di Valderice ha realizzato un itinerario archeologico subacqueo nel mare di Bonagia, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali. Titolare della Società Tourist Service e del Centro Subacqueo "Tonnara Diving Center" con sede in Bonagia (Trapani). Dal 1997 collabora con il rais di Bonagia nelle campagne di pesca al tonno.

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Introduzione al libro

Tra il diciottesimo e l’inizio del ventesimo secolo in Sicilia opravano circa ottanta tonnare, distribuite praticamente lungo tutti i mille e trentanove chilometri di costa.

Nella Sicilia settentrionale e nord occidentale, dal Peloro al Lilibeo venivano calati gli impianti "di corsa", che catturavano i tonni intercettandoli nel loro viaggio d’amore alla ricerca di mari dove accoppiarsi e risprodursi; lungo le coste ioniche e sul versante meridionale, da Siracusa a Mazara, si pescavano i tonni "di ritorno" lanciati verso quelle colonne d’Ercole dalle quali erano entrati in Mediterraneo contemporaneamente all’apparire delle Pleiadi in cielo.

Tutto un mondo girava attorno a quelle tonnare, che rappresentavano un microcosmo in cui scienza, mistero, economia, mito, tradizione, storia e cultura si miscelavano per dare vita ad una realtà unica e irripetibile; in ciascuna tonnara lavoravano un centinaio di marinai per tutto il periodo della campagna di pesca (centoventi giorni in media), e altre migliaia di persone operavano nell’indotto, bottai, mastri calafati, rigattieri, operai addetti alla cottura e alla salagione, barbieri, "acqualori". Un mondo incantato che ha affascinato gli studiosi di biologia, di economia e di antropologia. Oggi in Sicilia sopravvivono solo due tonnare, entrambe nei mari di Trapani, e qualche timido tentativo di riesumare impianti già spenti da anni, sull’onda di un misero incentivo regionale, non lascia adito a grosse speranze. Altrove le vestigia di strutture dalla spinta architettura e dal passato ricco di cultura cadono a pezzi, distrutte dalle offese del tempo e dall’incuria dell’uomo. Nella migliore delle ipotesi le antiche mura sono state svuotate della loro storia e riempite di turisti, quando la trasformazione in residence ne ha anticipato il crollo.

Vogliamo dedicare questa pubblicazione alla piu’ antica e produttiva, ma anche piu’ sconosciuta, delle tonnare superstiti, quella di Bonagia, che ancor oggi con una media i oltre mille tonni a stagione assicura lavoro e benessere a decine di famiglie.

Misconosciuta dai giornalisti e dai fotografi che le preferiscono la consorella di Favignana, la regina del Mare al tempo dei Florio, la tonnara di Bonagia conserva ancor intatto il suo fascino fatto di uomini semplici e veri, di storie mai raccontate e di immagini non inquinate dalla presenza di turisti, di canti mormorati a labbra socchiuse e non gridati verso i registratori accesi. E conserva soprattutto quell’enorme patrimonio umano e culturale che altre attività antiche hanno perduto in favore di un malinteso senso della modernità.

NINNI RAVAZZA autore

ninniravazza@libero.it

GIUSE PPE MAURICI editore  

English translation by LAURA RECKENBEIL and 

MARIO BRUNO 

Consulenza fotografica a cura di FABIO MARINO