L'amico Pedro Di Giorgio
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Pietro Di Giorgio
in arte
Don Pedro

Don Pedro è nato a Mola di Bari il 27 giugno 1923.

Dal 1947 al 1965 è vissuto in Venezuela, dove ha svolto un’intensa attività di progettista e costruttore edile collaborando con Felix Candela e Carlos Raul Villanueva.

Intensa la sua attività di giornalista per varie testate tra cui “Carabobeño” e il “Naciònal”.

Dal 1954 al 1958 ha fatto parte della Giuria del “Salòn Michelena”, famosa rassegna annuale di pittura e scultura sudamericana.

Ha vissuto per molti anni a New York ed è stato tra gli artisti dell’International Group insieme a Appel Campigli, De Pisis, Segal, Tamayo, Portinari, ecc.

Ha partecipato a diverse collettive in Italia e all’estero.

Attualmente vive nel suo paese natale dove ha progettato e realizzato un giardino unico nel suo genere.


… In realtà Don Pedro è assai meno conosciuto di quanto meriterebbe; colpa un poco anche sua, perché in tutta la sua carriera non ha mai voluto entrare a far parte di gruppi, correnti, scuole, tanto meno di partiti.

 

D. BUZZATI

 

… Strana figura di pittore indipendente è quella di Don Pedro. Il motivo vero della sua posizione isolata sta nel suo carattere di uomo malinconico sempre pronto ad entusiasmarsi davanti alle cose ma non altrettanto svelto ad organizzarsi nella propaganda della cultura. Una personalità dunque assai complessa e pure in un certo eclettismo mai evasiva. Ciò gli tolse anche il carattere lineare che giovò ad altri colleghi certo meno dotati di lui e più fortunati.

 

G. DABBRESCIA



… L’idea sinopia, il modello sul quale tutti gli elementi figurali dell’arte di Don Pedro si distribuiscono nello spazio compositivo è architettonico anche nell’equilibrio che si rivela all’interno tra spinte fisiche e spinte emotive, sebbene i grandi corpi, forti e pesanti degli uomini di Don Pedro, siano abitacoli di energie finalmente acquietate, disposte all’attesa.

 

YVES HUCHER

 

… La felice intuizione di Don Pedro raggiunge una lucidità quasi ossessiva nei dipinti degli anni recenti. L’ulivo diventa un simbolo della resistenza alla morte, della disperata volontà di esistere. È una creatura che ha vissuto più a lungo di qualsiasi uomo e che perciò il tempo ha potuto scarnificare, piagare, mutilare assai più di qualsiasi uomo. L’urto del tempo ha avuto durata di secoli, senza interruzioni; ha potuto rovesciare le viscere dell’ulivo e metterne allo scoperto le fibre, i tendini, i nervi. Don Pedro dipinge ulivi che bruciano come falò alla luce del tramonto, ulivi squartati come buoi, aperti sulle loro mezzane divaricate e aggrumate di sangue.

 

L. CARLUCCIO





… la luce divina che Don Pedro fa trapelare nei suoi racconti pittorici sicuramente sublimerà la sua vità di artista lasciandoci ancora molti suoi messaggi.

 

ALDO BOTTINI

Presidente Nazionale Critici d’Arte

 

 

… Don Pedro creates his own world, unlike any other I have seen. Is seems to be a world waiting for the final devastating wind, a dim world waiting for «the light of a thousand suns».

 

PETER A. PITZELE

Emeritus Professor of the Universities oh Harvard and New York

 

 

... Don Pedro narra come un poeta, come uno scrittore, come un aedo. Narra con i colori, con il pennello, con la tavolozza. Sono storie di ogni giorno: vere, autentiche, solide come la terra da cui traggono origine. La sua pittura esiste prima d’ogni scuola, è antesignana dell’ispirazione, è coetanea della sua febbre d’artista.

 

P.H. RAVENNARI

 

 

… y porfin un verdadero pintor.

 

MANUEL FEO LA CRUZ